Il tempo vuoto riempito con la scrittura

Chi ha avuto l’enorme fortuna di non ammalarsi e di non avere lutti tra gli affetti più cari ha fatto i conti con la grande trasformazione del tempo. Qualcuno ne ha avuto di più, altri ne hanno avuto di meno, tutti ci siamo reinventati nostro malgrado. Cerco di abituarmi all’idea che sarà lunga, lunghissima, a prescindere dalle fasi governative. Sabato ho incontrato una vicina, era appena tornata dal supermercato sotto casa, dove aveva fatto una fila di 2 ore e mezza. Io ci ho messo piede l’ultima volta il 26 marzo, ero stata in coda 1 ora e 40, di cui buona parte al chiuso, giurando mai più. Pensavo che la situazione fosse migliorata con l’App. per prenotare. Questo per dire che certe abitudini, come il classico esco dall’ufficio, faccio un salto alla Coop per due robette, non esisteranno più. Ed è solo un esempio di un problema davvero minimo, il concetto però è “non 4 maggio, 18 maggio, 1° giugno” siamo di fronte a una riorganizzazione globale forse permanente delle nostre vite.

La percezione del tempo è stata stranissima: da una parte mi sembra di vivere in questa bolla triste da un anno, dall’altra aprile è volato, di fatto ho lavorato soltanto quattro giorni, anche se le telefonate con mia mamma sono quotidiane e parecchio lunghe e si sommano una serie di operazione di pulizia più articolate (oltretutto si è rotta la lavastoviglie) nel complesso è stato il mese in cui ho avuto più tempo. Ogni mattina mi alzavo e ancora mi alzo (non ho idea quando riprenderò il lavoro) con un programma preciso per la giornata oltre alle incombenze fisse, per esempio lunedì 4 è stato: stirare, lavare vetri, tende, zanzariera e tapparella del balcone in cucina, andare dal panettiere a 100 metri da casa. Fine.

Un tempo vuoto in cui non posso assolutamente permettere che i cattivi pensieri abbiano la meglio. A cosa servirebbe? Fondamentalmente si tratta di un continuo esercizio di “vedere il lato positivo/bicchiere mezzo pieno”.  Non è stato facile, e continua a non esserlo. Difficile ma necessario.

Una precisa indicazione della Mindfulness è vivere sempre il qui e ora. Il passato non torna, il futuro chissà, viviamo il presente. Per una nostalgica come me, oltretutto votata alla progettualità, significa quasi andare contro natura, nonostante ne capisca appieno l’importanza. Il qui ora attualmente è ancora terribile. Solo proiettandomi nei mesi a venire ho potuto mettere a frutto le ore di solitudine, con alcuni amici chiusi nella loro incomunicabilità, il sole fuori che gridava una sfolgorante bellezza (a maggio lo scorso anno ha piovuto praticamente sempre) purtroppo inarrivabile. Per questo ho scritto tantissimo. Ho scritto anche il secondo episodio di Nina Strick, e abbozzato il terzo. Il secondo, quando poi l’ho riletto per la seconda volta a distanza di diverse settimane, conteneva una serie di svarioni imbarazzanti, non mi sono crucciata: avevo ancora tutto il tempo di correggere, sistemare, rileggere. Tra molto, molto tempo la mia produzione sarà esposta in qualche fiera, mi figuro i volumi al Salone di Torino 2021, a Lucca di carta e intanto ci sono le piattaforme on line, a questo penso per contrastare la paura.

Per quanto riguarda invece i risultati in termine di risposte sono stati un mix tra invii agli editori pre e durante la pandemia. Va detto che sapere di avere tanti libri in uscita da coccolare è bellissimo e confortante (sulle vendite vedremo poi), e lo è ancora di più a fronte di un 2019 desertico (una vera rivoluzione nei responsi); d’altra parte però non me la godo veramente perché il pensiero di fondo va sempre ai morti e alla preoccupazione. E’ tutto molto contraddittorio, lo so, e il mio umore va a giornate, per non dire a ore. In generale però pubblicare anche solo un racconto lungo per Delos mette in circolo energia positiva, piccole cose che riempiono anche il tempo: parlarne qui, su whatsapp, aggiornare le pagine del blog, qualcuno poi mi dice di averlo letto, nasce uno scambio. Io credo che discorrere del virus servirà pure a esorcizzarlo, ma a me sembra che alla lunga dopo aver preso le informazioni comportamentali utili è diventato un rimestare nel pentolone dell’ansia senza alcuna utilità. E’ vero che ci sono meno argomenti, visto che manca del tutto lo svago, ma se non ci si sforza neppure di trovare quei pochi, ciao.

Proprio per questo sono stata anche molto attiva sul Forum di scrittori e aspiranti Writer’s Dream, dove ho conosciuto un paio di realtà editoriali nuove e interessanti, da lì sono partita anche per provare a riproporre Nina Strick e qualcosa si sta muovendo. Per una volta sono stata previdente e ho messo una Tag specifica, se volete ripercorrere il passato di Nina Strick basterà cliccare sul Nina Strick qui sotto in blu e vi appariranno i relativi post.

Buona ripartenza (per me non cambia nulla, ma per molti sì).

15 pensieri su “Il tempo vuoto riempito con la scrittura

  1. Tu sei sempre un vulcano, e non so come fai! Bravissima!
    Ho letto la storia dei titoli, e immagino il panico. Ma che bellezza avere tutte queste storie da gestire, ti riempe la testa e la giornata! Quanto al forum, cavolo, sono iscritta anch’io e non trovo mai il tempo di andarci. Peccato!

    • Io su WD ho tipo oltre 500 interventi e ho superato gli 800 segni positivi. Tra un po’ dovrò pagarci l’IMU, sto solo in poche sezioni, ma lo trovo molto utile. Esatto, mi riempie la testa e la giornata, vadiamo adesso maggio cosa porterà, di sicuro una pubblicazione a breve. Ciao Monica, un abbraccio e grazie.

  2. La riflessione sul mindfulness è interessante, a volte il qui e ora non è affatto dove si sta meglio!
    Concentrarsi sugli obiettivi futuri è sicuramente un buon modo per tirare avanti.

  3. Anche per me è fondamentale alzarmi al mattino con un programma preciso della giornata: serve a scandire il tempo, che altrimenti si dilata e si restringe a suo piacimento e anche a non farsi prendere dall’ansia, che inevitabilmente fa capolino.
    Mi chiedo anche io a cosa serva continuare a parlare in modo ossessivo del virus, in tv, se non a continuare a generare ansia. ma questa è stata un po’ tutta l’informazioen di questo periodo: tante parole, spesso in contrasto fra loro; tanti esperti chiamati a dire la loro, che alla fine non si è capito più niente e ognuno si è tratto le proprie, personali conclusioni su tutta questa storia (è curioso parlare con le persone e scoprire quante opinioni diverse ci siano anche riguardo alle più basilari sulle norme di comportamento). Bellissimo che tu abbia potuto mettere a frutto il tuo tempo con la scrittura e poi torneranno anche gli incontri, le fiere, un po’ di “normalità”.

  4. “a maggio lo scorso anno ha piovuto praticamente sempre…”
    Ssshhh, parla piano che i motociclisti sono neri neri neri. Aprile e maggio sono il periodo migliore, la giusta temperatura. Ogni anno sole perfetto dal lunedì al venerdì, pioggia scrosciante sabato e domenica. Quest’anno moto in garage, assicurazione bloccata, manutenzione tutta da fare, pioverà? Nuoooo, un sole perfetto per tutto il mese. Pioverà appena attiveremo l’assicurazione, vedrai.
    Tra l’altro, tempo soleggiato, bello, mi faccio un’abbronzatura da balcone o, chi ce l’ha, da giardino. Nuooooo, le zanzare tigre si sono pure risvegliate prima quest’anno. Assatanate!! A quelle non gliela chiediamo mica l’autocertificazione?!
    Cerco di riderci su, che notizie di blog in chiusura dall’oggi al domani mi hanno messo tristezza.
    Invece te vai come un treno, persino Nina Strick adesso! E chi ti ferma più!!

  5. @ Lisa, infatti sta cosa del Qui ora dovrebbe servire a limitare il panico da “odddddio, devo – ipotizzo – partire troverò un traffico maledetto in autostrada ecc. forse mi si romperà l’auto ecc” allora si pensa al momento contingente, in quel caso fare la valigia, ma attualmente il momento contingente è quello che è, meglio il futuro se abbiamo la capacità di non immaginarci intubati.
    @ Luna, in Tv TG nazionale su la 7 e regionale su Rai 3 e stop, quello della sera, talvolta ma raramente anche quello delle 13.30/14 tipo ieri e oggi ma solo per vedere le info sui mezzi pubblici e per fortuna che l’ho visto così ho avuto anche quella sulla riapertura dei cimiteri (rimane chiusa l’entrata da dove pass io, sgrunt)
    cose molto pratiche, pochi sofismi inutili, e dal punto di vista medico, un solo uomo Massimo Galli del Sacco, che ho conosciuto ed è un VERO MITO PER COMPETENZA E UMANITA’. La prima normalità libresca sarà entrare in una libreria fisica dopo aver fuso il Kindle Grazie.
    @ Barbara, è beffardo da matti sto tempo, ma ridiamoci su, però niente zanzare grazie. Mi fa tanto triste vedere che il virus ha mietuto vittime non solo per malattia ma per scarsa capacità di affrontare la cosa, di trovare nuovi equilibri. Il virus ha trasformato un sacco di rapporti, non me ne capacito davvero.

  6. Effetto della clausura, mi sono trasformata in una tartaruga: sono qui comoda nel mio guscio ma mi tocca uscire. Ho appena tirato fuori la testa, poco poco, mi sento frastornata e impaurita. Coprire anche piccole distanze è faticoso per noi tartarughe di terra, e la mia testolina rugosa si affatica subito, appena cerco di concentrarmi.
    Però poi basta una attimo…stamattina in centro ho incontrato diverse persone senza mascherina, addirittura un viglile urbano che ce l’aveva sotto il mento: per poco non diventavo Ninja e li prendevo tutti a sberle!

    • Ciao Tartarughina, io a sberlissime li prenderei. Qui sono obbligatorie nei luoghi pubblici, ieri hanno dovuto fermare una corsa di un bus per una passeggera senza, roba che se arrivo in ritardo per una cosa del genere altro che sberle, omicidio. La mascherina non salva la vita ma assieme alla distanza sociale ci mette almeno un po’ al riparo. Ci hanno spiegato tante cose in questo periodo, non tutto è stato così chiaro, ma sto concetto direi che dovremmo averlo assimilato. Quanto mi manca il centro di Milano, penso che non ci andrò ancora per un pezzo ahimè.

  7. Sei il solito solito vulcano 🌋. Bella l’idea del tag, del resto se serie dev’essere, allora creare la scia va benissimo! La mindfulness mi sta salvando sul serio, insieme allo yoga. Credo che stia reggendo bene a tutto questo dolore proprio grazie a questi antichissimi mezzi… A proposito di app, io credo fosse una buona idea ma non la vedo decollare. La useresti?

    • Energia è una parola che viene spesso associata alla mia persona, ora è stata salvifica incanalarla verso la scrittura. Ma, credo che come dici tu l’app non si decollata altrimenti non si spiega la fila di 2 ore e mezza, potrei usarla una tantum per la spesona, ma chiaramente non mi risolve il problema del “Cosa faccio stasera a cena? Dai passo alla Coop” in generale nel caos contingente prefirei almeno decidere quando fare la spesa.

      • Ho fatto una volta la spesa con lapp, all’inizio del lockdown. Ma i prodotti non erano esattamente quelli che volevo e tutto un pò più caro. Però è davvero comodo. Il rider aveva dispositivi di sicurezza casalinghi però. Ora siamo riusciti a dimostrare che sono obbligatori anche per loro…

  8. A me è cambiata tutta la routine, ma il tempo, in realtà, a parte i primissimi giorni in cui combinavo poco per fatica a concentrarmi (potessi recuperare quelle ore!), è strettissimo, tra lavoro da casa e Ludo, la mattina mi alzo sempre prima per combinare qualcosa in più e, ora che la bimba va anche dai nonni, se faccio il conto delle ore lavorate altro che otto. Quindi quando leggo di questo tempo dilatato faccio fatica a immedesimarmi, e non so se è un bene o un male, perché in realtà mi rimane pochissimo tempo per concentrarmi sulla situazione virus.

  9. @ Elena, no, stiamo parlando di due App diverse, quella della Coop serve per prenotare il momento in cui avrai l’accesso al supermercato, in pratica ti dà giorno e ora, ipotesi lo faccio oggi e mi dice hai 700 persone davanti a te, vieni alle 15.30, vai e entri subito. La spesa on line qui era impossibile, non c’erano mai buchi, neppure ad accettare una consegna dopo 10 giorni
    @ Cristinabia, infatti ho detto subito c’è chi ne ha avuto di pù e chi di meno, sperando, non è il tuo caso ovviamente, che non arrivi il fraintenditore seriale a dire “eh beata te, ecc. che caccio io di tempo non ne ho ecc.” nel senso io ne ho di pù perché sono in cassa integrazione e ci vuole un bel po’ di ottimismo per trovarci il lato positivo, e poi perché io e mio marito eravamo abituati a uscire tanto e ora al massimo si va a fare la spesa. Con una bimba piccina c’è poco da dilatare il tempo, me ne rendo conto. Un abbraccio

  10. Maggio 2019 è stata pioggia continua, me lo ricordo bene, dovevo andare in ferie dal 2 giugno…ecco a pensarci ora il problema della pioggia sembra una bazzecola, certo il qui e ora non è sempre in linea con i nostri desideri. Lo scorso anno ho fatto nel complesso delle belle vacanze, ma con la morte nel cuore perché avevo perso mio cognato in aprile con tutte le conseguenze della vicenda. Non riusciamo mai a vivere il presente in modo completamente sereno, c’è sempre qualcosa che può turbare l’armonia di un periodo. Quest’anno certo le supera tutte, ma anche così c’è un modo diverso di viverlo in ognuno. Nel tuo caso questo è un momento fervido e sono sicura che ti da un’energia positiva che ti sostiene nonostante l’ansia e la paura per il coronavirus che stiamo attraversando.

    • Maggio 2019 sono uscita con un’amica e ci siamo prese una cioccolata calda, giuro. Oggi ho incontrato mia mamma a metà strada all’aperto e c’era una giornata da urlo. E’ nella natura umana, chi più chi meno, preoccuparsi, angosciarsi e i dolori veri, come il tuo lutto che ben ricordo, quando ti toccano, ti segnano e tracciano una linea profonda. Questa è una tragedia collettiva, la Lombardia purtroppo sta pagando un prezzo altissimo e anche inspiegabile e io mi sforzo di pensare positivo. Un caro abbraccio.

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