In qualche modo

Ho rallentato qui nel blog perché avevo poco da raccontarvi. In più la promozione del romanzo e imparare a destreggiarmi un po’ meglio su Instagram mi hanno portato via parecchio tempo, mentre credo che i blog amici desiderosi di leggere il mio nuovo romanzo, a questo punto l’abbiano già comprato (grazie♥♥), per cui sarebbe un po’ ripetitivo martellarvi con La ragazza che ascoltava De André. Comunque il link per l’acquisto sta sempre lassù nella banda nera.

Per gli IG friends c’è stata anche una diretta in un blog di libri. Io ero in panico, perché dopo non so quante presentazioni dal vivo sparse per il nord Italia, dove immodestamente me la sono sempre cavata alla grande – chi c’era può confermarlo – questa aveva l’handicap dello schermo, ed era necessaria un minimo di competenza tecnica, e dopo oltre due mesi di abbruttimento domestico (no parrucchiere, viso color asfalto) non sono il massimo. Invece è andata molto molto bene, a parte quando mi è suonato il telefono. Ahah, te pareva se non capitava, però dai l’abbiamo gestita.

Ci sono stati giorni di pioggia che pareva novembre, o ottobre, ma senza il mio amato foliage, e in particolare questa notte su Milano un nubifragio che purtroppo ha causato parecchi danni, come se non ne avessimo già. Timidi approcci alla fase 2 che vuole rendersi simpatica (ho molto apprezzato la fila al supermercato sotto casa di soli quattro minuti in effetti. Cos’è successo? Non lo so, voglio dire la gente dovrà pur mangiare e approvvigionarsi come prima e non sono cambiate le modalità di ingresso). E poi intoppi vari, gestione di diversi contratti perché da quest’ultima mia tanto amata pubblicazione ne arriveranno altre, diluite lungo un anno e oltre; ancora pranzi spettacolari ordinati al ristorante preferito, molta lettura, qualche “fammi essere super zen” non sempre riuscendoci, sia chiaro.

E in qualche modo siamo arrivati a metà maggio. Pazzesco. C’è un tempo succhiato dal virus. C’è che sarebbe la settimana del Salone del libro, c’è che se mi concedessi qualche libertà (prendere un autobus e avventurarmi in una libreria ad esempio), lo farei con l’idea che il covid potrebbe saltare fuori dal suo angolo, scagliarsi contro di me nonostante gli accorgimenti (no, io non sono di quelli che “esco con la mascherina abbassata sul collo e se incontro qualcuno me la tiro su”, io sono di quelli “esco con la mascherina per andare ovunque e me la tolgo quando sono di nuovo in casa!) e dirmi “che ti credevi?”

A livello pratico sono stata in cassa integrazione l’intera settimana che si conclude oggi, e lo sarò anche la prossima. L’ultimo giorno in ufficio è stato un mese fa, e tra smart working (non tantissimo), part time (il solito) e cassa integrazione (non poca) mi sto trasformando in una casalinga anni ’50 però sui i social. Una figura strana a cui mancano i bigodini, col grembiule davanti, dedita all’attesa del marito molto amato, che scrive per hobby e ci guadagna qualcosa per arrotondare il bilancio familiare.

La mia vita è completamente stravolta.

19 pensieri su “In qualche modo

  1. Affrontare situazioni impreviste, così gravi poi, mette in moto tutte le risorse che mirano all’adattamento. Siamo sopravvissuti fino a oggi perché siamo adattabili! Anche stravolti, boia chi molla. 😉

  2. Oggi sono uscita, ho messo la mascherina prima di salire in auto e l’ho levata una volta a casa! Del resto non mi è ancora molto chiaro se la devo indossare o meno quando sono in macchina con il mio compagno per cui, nel dubbio… Però sono felicissima perché settimana prossima potrò andare dalla mia amata manicure, piccole gocce di quasi normalità.

  3. Se ti può consolare, Easycoop mi ha mandato una mail che hanno accorciato i tempi di cinsegna e infatti la spesa online me la danno in consegna già il prossimo martedì. Che è successo, mi chiedo anch’io? Come mai erano tre settimane e adesso solo 1 giorno (domenica esclusa)? Eppure non è cambiato niente, il virus c’è ancora, il rischio di contagio pure, l’obbligo della mascherina anche, sempre un famigliare solo per la spesa. Embè?
    Per la parrucchiera io aspetto (anche prima odiavo andarci col caldo). Per la profumeria, si può fare ordine online e ritiro, ma aspetto giusto una settimana per vedere come va (alla fine ho trovato uno struccante al supermercato abbastanza buono). Pare che la palestra riaprirà già lunedì, con meno posti (ogni persona deve avere due metri di raggio libero intorno), tappetino da casa, alcool per i pesi, le corde, le palle, ecc. Niente mascherina e porte aperte per cambiare l’aria naturalmente (bello stare sudate in corrente d’aria…) Ho detto no grazie, ci vediamo a settembre, preferisco allenarmi a casa e sono autonoma in questo. Perché insomma anche il morale vuole la sua, anche se mi spiace molto per l’economia di tutti.

    • @Barbara71, credo che in auto si possa togliere ma non sono certa, io la tengo, l’Orso no, per quanto io in macchina ci vado pochissimo visto che esco pochissimo e a piedi e non guido. Allora grande manicure, evvvvaiii.
      @ Barbara, è incomprensibile sta cosa della spesa, ma meglio così. Sulla palestra ci siamo già parlate, i parrucchieri dovevano riapire a giugno invece lo faranno settimana prossima e la pressione dei vari esercizi commerciali ha avuto i suoi effetti. Il mio parrucchiere è davvero piccolo e stipato, non prendeva appuntamento e a me piaceva per quello, avevo voglia andavo, mediamente non c’era mai tanto da aspettare, anche perché cercavo sempre di scegliere, potendo, giorni e orari a bassa affluenza. Ora cambia tutto, significa che spero mi facciano un bel taglio risolutivo al casino che ho in testa, ho preso un phon nuovo (ah non me l’hanno sostituito per la cronac nonostante la garanzia) e credo che ci andrò molto molto moltissimo meno. E mi piaceva ma il mondo è cambiato e pure io. L’economia di tutti? Qualcuno sta pensando forse alla mia cassa integrazione nonostante il lavoro ci sia? Non credo. E certe scenate dei ristoratori mi fanno ridere.

  4. Sabato siamo andati a passeggiare, un sole caldissimo, il proposito di tenere la mascherina c’era, ma ti giuro che soffocavo, la tiravo si è giù quando incrociavo gente. In macchina non ci penso proprio, non sono con nessuno se non i miei famigliari.
    Questo maggio è stato fruttifero x te, ne sono felice.

    • Ha fatto picchi di 28 gradi e non posso dire che non tenesse caldo ma ho resistito, va detto che non sto mai fuori molto, poi secondo me dipende molto dal modello. La prima quella che ho postato nella foto di Pasqua era molto più soffocante, e professionale, però l’ho tenuta su lo stesso tutte le 8 ore di lavoro in ufficio. Ti faccio un esempio, quando ho messo gli occhiali progressivi tutti “ah, è difficilissimo abituarsi ecc.” li ho infilati sabato alle 17 dall’ottico e da lì non li ho più tolti, se non per dormire. Il lunedì una collega mi chiede come va, io rispondo che ho un po’ di mal di testa e lei “eh ma devi metterli un paio d’ore soltanto poi vai in crescendo per abituarti” si noti che suo fratello è ottico. Io sono una che resiste, molto costante, poi chiaramente ho altre mille cose su cui non funziono altrettanto bene.
      Maggio romanzo nuovo e IG, ha dato i suoi frutti. Un bacio

  5. Tutti noi stiamo attraversando un periodo inedito e tutte le nostre risorse sono impegnate a reggere. La solitudine, la mancanza o la sospensione del lavoro, la paura. Anche io come te sono ligia, a volte mi sento una stupida a giudicare dai comportamenti altrui. Ma che ci vuoi fare, sono fatta così mi sento di dover rispettare le regole, la mia creatività la esprimo diversamente. Su Instagram sei partita alla grande, credo ti seguirò. In qualche modo ne usciremo

  6. Nonostante il virus il tempo vola via lo stesso, insomma le lancette dell’orologio non le ferma neanche il virus. Uscire con la mascherina è un obbligo, però chissà perché non tutti le portano, io ne incontro molti per strada che non ce l’hanno, possibile che non siano ancora riusciti a comprarla? capisco i primi tempi che era introvabile, ma adesso si trovano agevolmente. Comunque la mascherina chirurgica che è quella più leggera (ma che protegge solo gli altri) la uso per uscire a piedi, visto che all’aria aperta dovremmo essere più sicuri (anche perché con quella non mi manca l’aria), se vado al supermercato uso la fpp2 che protegge sia me che gli altri (anche se è soffocante ma resisto per il tempo di una spesa) in auto non la metto perchè la uso solo io. Quando torno a casa , tolgo subito le scarpe e igienizzo la suola con la candeggina, non andrò in palestra perchè per ora non mi fido, rimando a settembre, dal parrucchiere ci sono sempre andata su appuntamento quindi proverò ad andare dal mio prossimamente, per ora no, perché ho fatto il colore in casa il 30 aprile e andarci adesso è troppo presto…
    Credo ci sia meno fila al supermercato perché molti cucinano meno ed escono di più, magari si sono stufati delle file, io per esempio ho imparato a rinunciare, se mi manca qualcosa ne faccio a meno, resisto fino alla prossima spesa (e la faccio solo una volta a settimana).

    • In effetti la gente senza mascherina mi dà parecchio fastidio. Ormai mi sono adattata a parecchie rinunce in termini di spesa, da me comunque non si spiega, passare da 2 ore e mezza (raccontate dalla vicina) a 4 minuti di fila non ha alcuna logica che io riesca a trovare perlomeno. Cerco di stare attentissima con gli indispensabili, carta igienica, detersivi, sale, zucchero, poi ci si arrangia, ma appunto nell’ultima settimana grande svolta. Io devo assolutamente tagliare i capelli, come ho commentato su, poi andrò meno.

  7. Evvai! Ben approdata su WordPress! Vedrai, già solo questa bella grafica moderna & pulita sarà lo spunto per far “pulizia” anche di tutti i malumori, così da ripartire, con questa fase due di due o forse di due emezzo? (insondabili misteri della comunicazione istituzionale!) alla grande 🙂

    • Scusami Sandra, me stordita! Vedo la tua grafica diversa perché uso la funzione READER di WordPress per la prima volta…ahahha! A quanto pare non ci sei solo tu, ad impratichirti pian piano con la tecnologia 😀

  8. Io manco so cosa sia la funzione Reader. Ahhah. Mah, cara, ci si prova, un po’ buttandosi, un po’ andando a tentoni e via. L’importante è comunicare, che il messaggio sui libri belli arrivi ai miei lettori, che ci si faccia compagnia, ecco. Grazie.

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