Aggiornamenti

Come prima cosa desidero ringraziare di cuore chi mi ha chiesto notizie su mia mamma. E’ stata dimessa oggi dopo pranzo, io e l’Orso siamo andati a prenderla, è pimpantissima, il decorso post operatorio va benissimo e io sono felicissima. (Tre superlativi di fila oggi si può).

Per quanto riguarda il lavoro non voglio più parlarne pubblicamente, tornare in ufficio è stato peggio del previsto per i motivi che temevo, solo che non pensavo di scontrarmi con tutta quella prepotenza, ingiustizia e negazionismo. Testa alta in ogni caso. Certo la sovrapposizione dell’intervento e del rientro non ci voleva, ma è andata così e mi dico brava per come l’ho gestita. C’è stata una dose di rogna in questo, ma non è niente rispetto alle storie di chi ha perso un familiare. Continuo a pensare alla testimonianza, ora denuncia, di Cristina Longhini (non linko, se vi interessa basta digitare il nome), suo padre di 65 anni, perfettamente sano, è morto di covid e la sua vicenda è tremenda, la salma le è stata mostrata per il riconoscimento senza venire ricomposta, dopo che si erano persino dimenticati di avvisarla del decesso.

C’è un dolore che non andrà mai via per le oltre 30 mila vittime italiane, almeno in parte evitabili, anche perché tra loro ci sono i due papà di due mie amiche. C’è un’umanità vera che ho toccato con mano nelle corsie dell’ospedale. Alla faccia di tutti i razzisti, la donna che ha aiutato mia madre la notte post operatoria, quando è stata male, è iraniana ed è stata preziosa per lei e quindi anche per me, visto che non ero lì. Ma c’è anche un’Italia che forse non ha capito. Ricordate all’inizio della pandemia, quando pensavamo che il virus ci avrebbe resi migliori… ahahah, ha solo amplificato le caratteristiche di ognuno, anche le mie, che sono oltretutto molto più consapevole della mia forza, dei miei limiti e delle persone che mi circondano.

Mi sento ancora fortemente in bilico: il virus non si è arrestato del tutto e i nuovi focolai preoccupano, così come la scelleratezza della gente. In ospedale le modalità per le visite dei parenti venivano rispettate solo da pochi (tipo da me), ma neppure il personale si dava da fare per sbattere fuori la gente in eccesso e in orari non di visita. La mascherina in Lombardia è obbligatoria e ci sono frotte di persone senza. Io sono diversi passi indietro rispetto alla ripresa della vita normale da parte della media della gente, non sono ancora andata a cena fuori con l’Orso (anche perché ero abbastanza sotto sopra e la sera l’unico obiettivo. piuttosto sul tardi, va detto, era il divano in effetti), né a fare una gitarella. Non ho rivisto un amico che sia uno, e neppure i miei nipoti. I cieli di giugno sono crudeli con la loro luce infinita spezzata da frequenti temporali, (se non arriva già il caldone tanto meglio) nel chiuso delle case, con il pensiero che tra una settimana le giornate già si accorceranno.

Mi mancano moltissime cose ma ho imparato ad apprezzarne tante altre che davo davvero per scontate e a fare festa per piccolezze.

Vi abbraccio, spero di tornare presto da queste parti a parlare di libri.

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15 pensieri su “Aggiornamenti

  1. Sandra, quanta vita in un post. Bene per tua mamma, male per il lavoro, massima comprensione per la frustrazione legata alla mancata osservanza delle regole. Neanch’io sono ancora andata a mangiar fuori e ti dirò di più, nemmeno ci penso. Mi godo però i musei con poca gente e oggi io e Bram abbiamo avuto un’idea meravigliosa, se riusciremo a metterla in atto ti racconterò. Un abbraccio!

    • Io al momento non ho potuto fare nulla che prevedesse una prenotazione poiché prima ero vincolata da idraulici e muratori per la perdita, poi mia mamma in ospedale, ma credo che ci rimpossesseremo di un po’ di vita fuori. I musei hanno avuto un vantaggio, non economico in effetti per loro, con una fruizione della cultura e dell’arte davvero più godibile. Aspetto con gran piacere la vostra idea meravigliosa, di cui sono parecchio curiosa. Un caro abbrccione

      • Prenotazione? Cioè da voi per andare al ristorante è necessario prenotare? Qua tutti fuori e dentro felici appiccicati senza neanche 30 cm di distanza fra i tavoli… Fossimo su WhatsApp seguirebbe faccina infuriata!

  2. @ Francescabianca, sì, occorre prenotare anche perché la quantità di tavoli è molto inferiore al solito per il distanziamento. Io sceglierei comunque locali non in quelle zone dove ce ne sono tanti uno di fila all’altro, es. Navigli, ma dove c’è solo quello e intorno case, altrimenti quando esci ti imbatti nel casino, che comunque c’è nonostante la prenotazione e i divieti vari.

  3. Sono felice per la tua mamma e per voi di riflesso. Nemmeno io sono ancora tornata fare le vecchie cose, anche se qui la situazione è buona. Se penso a un viaggio, ai ma, ai però, mascherine e no, dipende dal paese, mi sembra di stare bene anche a casa (che è pur sempre un privilegio). Comunque mi irrita la superficialità di chi fa lo spirito libero senza mascherina, e poi crea problemi anche agli altri. Come dici, non basta il covid a regalare intelligenza a chi non ce l’ha.

    • Grazie.
      Eh, capirai quanto mi irrita la superficialità visto che siamo ancora nella zona più colpita. Ho due spettacoli persi dell’abbonamento a teatro, domani riaprono ma non credo che ci andrei, spiace buttarli – ammesso che ripristinino quegli spettacoli – ma è andata così. Le sere a teatro mi hanno davvero rallegrato autunno e inverno e l’idea di non rinnovare l’abbonamento per la prossima stagione è triste, ma con questa mannaia sulla testa come si fa?

  4. La mamma in ripresa è decisamnte la cosa più importante; parola di una che da giorni è accanto a un’amica la cui mamma è appesa a un filo. Di fronte a queste tragedie tutto il resto passa non in secondo ma in decimo piano (anche se so che è difficile, e che il lavoro e la colleganza possono generare attorcinamenti di budella da non poco…)

  5. Sono contenta per la mamma, mi spiace invece per il resto. Ho l’impressione che gli eventi di quest’anno abbiano tirato fuori problemi irrisolti, sopratutto sui posti di lavoro, forse anche perché siamo tutti più nervosi. Io non riesco a riprendere del tutto la solita vita, non in modo normale, anzi ci sono cose che ancora non riesco a gestire con serenità, perché sento che la situazione è tutt’altro che risolta. Troppa incertezza ancora.

  6. Anche qui incontro molta gente senza mascherina, la cosa mi irrita parecchio, perché credo sia una mancanza di rispetto per le esigenze di salute pubblica.
    Sulla ripresa della vita normale, io sono andata a mangiare al ristorante con prenotazione e distanza di sicurezza, il ristorante era all’aperto e tutti i camerieri avevano la mascherina, mi sono sentita abbastanza al sicuro. Sono anche andata dal parrucchiere, ero l’unica persona nel locale, aveva igienizzante pavimento, poltrona e locale e, ovviamente, aveva la mascherina. A proposito di tubi, oggi ho dovuto far fare una riparazione al tecnico della caldaia che venerdì perdeva acqua, si era rotto un pezzo al suo interno…anche lui era dotato di mascherina…

  7. @ Koala, certamente mamma a posto = null’altro importa e io contenta, grazie, l’arrabbiatura passa in fretta anche se almomento è stato orribile
    @ Maria Teresa, siamo allineate alla perfezione coi pensieri, grazie
    @ Giulia, prima cena stasera, appena tornati. Locale super sicuro, quello del matrimonio, torneremo, è anche vicino a casa, nonché quello che abbiamo utilizzato durante il lock down per l’asporto.

  8. La cosa importante è che mamma stia meglio. Le tue riflessioni sulla situazione, specie in Lombardia, sono condivisibili. Non mi spiego come sia possibile che dopo tutto ciò che è successo quella regione sia ancora fortemente colpita, riuscendo ad essere ancora in testa ai contagi. Come mai? Questa domanda deve essere gestita al più presto perché il secondo lockdown è alle porte. Quanto a libri e cose più leggere e piacevoli, arriveranno. Oggi raccogliamo ciò che ciascuno di noi ha da testimoniare. Una grande ricchezza comunque. Abbraccio

  9. Sono felice per tua mamma e per voi. Invece sono allibita per il via vai dell’ospedale. A Cagliari, e in tutta la Sardegna, può entrare solo il paziente, chi lo accompagna, non può entrare: sta all’esterno. Nelle strutture ospedaliere ci si comporta come nella fase 1. Infatti abbiamo zero contagi da tantissimi giorni.

  10. @ Elena, non credo che si arriverà a un nuovo lock down e non dico che non sarebbe necessario, pare davvero che oltre 30 mila morti siano passati invano. Oggi ho fatto un casino in azienda per avere più sicurezza, e ha fatto effetto, ma bastava usare la testa, senza arrivare a tanto e comunque la nuova regola “mascherina nell’area ristoro” è già stata disattesa e io ho urlato. “Sto bevendo il thé” mi hanno risposto “no, stai parlando!”
    @ Speranza, negli ospedali le regole cambiano da struttura a struttura, la mamma di un mio amico è stata operata negli stessi giorni della mia e nessuno è potuto andare. Da noi misurazione temperatura e via, poi tanta incoscienza come ho scritto.
    @ Tutti, grazie per la condivisione della gioia per mia mamma, lo apprezzo tanto.

  11. Arrivo ora, che ho un bell’arretrato di letture. Intanto bene per la mamma, che di questi tempi anche andare solo per un controllo diventa un’odissea di ansia e procedure varie. Così così per il lavoro, è in queste occasioni che il management italiano dimostra tutta la propria incapacità. Qualche volta gli basterebbe solo ascoltare il lavoratore, e non occorrono due lauree per ascoltare.
    Ho cercato e letto di Cristina Longhini, non ho parole, riconoscere il padre in quelle condizioni. Deve proprio essere fatta luce su Bergamo e la Lombardia, ieri l’85% dei nuovi casi si sono registrati solo lì, come cavolo è possibile?! Qualcosa non sta funzionando.
    Qui in Veneto dal 1 giugno non è più obbligatoria la mascherina all’aperto, ma te la devi portare dietro e indossarla se non riesci a mantenere le distanze (quindi se passeggi con un’amica o vai al parco e qualcuno potrebbe passarti al fianco), in ogni caso è obbligatoria in tutti i luoghi chiusi, oltre alla distanza. Nonostante questo vedo dei runner passare con la mascherina (e come fanno non lo so, io non ci riesco!) Nemmeno io ho ripreso la vita “normale”, anzi, ne approfitto per cercare di smaltire gli arretrati. Lunedì però sarò in ufficio per la prima volta con un cliente, e vedremo come sarà (la procedura da noi è tenere la maschera quando ci si sposta dalla propria scrivania, mentre da soli davanti al proprio computer la si può togliere).

  12. La procedura da noi è tenere la maschera quando ci si sposta dalla propria scrivania, mentre da soli davanti al proprio computer la si può togliere, ecco cara Barbara una procedura semplice e condivisibile, da noi l’hanno fatta lunga non so quante pagine di protocollo che alla fine la gente non legge e si fa a caso.
    Non so più cosa dire, oggi mi sono sentita chiedere “ma hai paura?” boh, sembro una mosca bianca, una cretina ipocondriaca e visionaria.
    Per il resto ti ho scritto una mail, cara Barbara. Un abbraccione.
    ps. sì, la storia di Cristina Longhini è straziante e lei la racconta con una lucidità invidiabile, senza pietismi.

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