Libri letti a giugno

Giugno, col suo carico di fatica, ha condizionato molto le letture. Non tanto per la quantità, più che altro ho l’impressione di essermi trascinata romanzi che avrebbero meritato un’attenzione maggiore da parte mia. Eccoli qua:

  1. L’annusatrice di libri Desi Icardi voto 7 ½
  2. Eva e le sue sorelle Tieta Madia voto 7 ½
  3. Fabbre Jonathan Bazzi voto 8
  4. L’antiquario del Garegnano Paola Varalli voto 8 ½

Il primo ha avuto un buon successo, l’ho sempre scansato ritenendolo un libro furbetto, ma poi Fazi ha messo l’e-book gratis durante la pandemia, a quel punto, perché no? Mi sono ricreduta, niente di esagerato, ma una buona storia originale, questa bimbetta che legge i lirbi con l’olfatto, seppur un po’ claudicante in diversi punti.

Il secondo tratta il tema a me molto caro dell’infertilità, non appena è uscito è girato molto sui social, così al mio primo giro in libreria l’ho preso. Che dire? Non ho trovato tutta quell’emozione osannata da molte lettrici, la protagonista mi è rimasta parecchio antipatica, e solo nelle ultime parti riesce a restituirmi la giusta suggestione rispetto alla genitorialità sofferta. A distanza di qualche settimana posso dire che non mi è rimasto attaccato nulla.

Febbre non ha bisogno di presentazioni. Candidato al Premio Strega, reale caso letterario, mi ha preso ma non del tutto e sicuramente è colpa mia. Ho ritrovato alcuni miei luoghi, luoghi che, paradossalmente proprio ora, sono diventati di tutti e iconici, come il reparto di infettivologia dell’Ospedale Sacco (vi ho mai raccontato di quella volta che ho incontrato e parlato per almeno un’ora col mitico Prof. Massimo Galli?)

Il n. 4 è proprio un bel giallo. Io e Paola ci siamo conosciute a un corso di scrittura creativa, e ora lei pubblica con i Fratelli Frilli, editore genovese di tutto rispetto. La Certosa di Garegnano, gioiello milanese la cui costruzione precede quella di Pavia, è stata la mia Parrocchia di Battesimo, Comunione e Cresima, fulcro del quartiere dove sono nata e dove ho vissuto 20 anni, strappata con violenza da uno sfratto. Ora abito a circa 3 km ma il quartiere è un altro. C’è di sicuro una componente affettiva, ma Paola è molto brava, la storia funziona, le due investigatrici per caso sono simpatiche senza volerlo essere a tutti costi ottenendo il risultato opposto (difetto che molte donne in narrativa ahimé hanno). Consigliatissimo. Va detto che mi ha fatto tanta compagnia quella giornataccia al Pronto Soccorso e ringrazio ancora il  mio intuito che me l’ha fatto infilare in borsa quella mattina: è stata la lettura perfetta.

11 pensieri su “Libri letti a giugno

    • Lo sfratto è stata un fatto molto molto doloroso nella nostra storia familiare, grazie per aver colto tra le righe. E grazie a te che apprezzi sti elenchi mensili.

  1. L’annusatrice di libri mi ha riportato alla memoria del frullatore sequestrato al Salone del Libro di Torino, quel frullatore proveniente dal futuro che serviva a bere i libri per aumentare il gusto della lettura… 😀
    A giugno io invece ho letto:
    La ragazza che ascoltava De André di Sandra Faé, la conosci? Le darei un 10, ma poi direbbero che sono di parte, e quindi mi abbasso a 9, con la voglia matta di entrare al negozio dello Sbarazzo e vedere che vestito mi rifila Gisella!
    Odissee di Tiade, antologia di racconti erotici, acquistato tempo fa, ora fuori catalogo, ma presto disponibile in nuova versione cartacea, probabilmente se ne parlerà da me 😉
    Come io vedo il mondo di Albert Einstein, che ahimè parla troppo di fisica e pochissimo di come effettivamente veda lui il mondo (credo operazione di marketing postuma, peccato)
    Vessilli di guerra di Diana Gabaldon, quinto libro (nono nella versione italiana spezzata) della saga Outlander, sono agli sgoccioli delle 700 pagine, che qualche lettrice ha trovato lente e prive di azione, mentre io le scorro come oro colato sulle mie dita, poetiche da far male quasi (quando mai riuscirò a scrivere così io? ma quando mai!!)

    • E’ vero, il mitico frullatore, tutto si spiega.
      Ma sì, diamo 9 a sta Sandra Faè, nel frattempo ho interpellato Gisella, allora per te di sicuro un completo da crociera, vista la tua nauticità, bianco e blu con rari tocchi di rosso, un po’ Love Boat, un po’ riviera italiana. Cappellone con fascia a righe incluso.
      Certe letture ci gettano nello sconforto, quando mai scriverò in quel modo? Me lo sono chiesta spesso pure io, la risposta è sempre una MAI. BACIONI

  2. Io questo giugno ho scoperto Riccardo Bruni, ho letto La promessa del buio, poi ho letto Non esiste saggezza di Carofiglio, raccolta di racconti, Il romanzo di Maria Teresa che però avevo cominciato a leggere in maggio. Infine un racconto brevissimo di Antonio Manzini…poi sto sempre leggendo il saggio Spillover a piccole dosi…

    • Spiace anche a me, perché i romanzi sulla genitorialità sofferta mi appartengono parecchio, come ho detto e purtroppo una donna incinta che si comporta in maniera piuttosto allegra con altri uomini è fuori da ogni mia concezione. 7 e mezzo tuttavia non è un voto da buttare nel complesso. Buon agosto anche a te e grazie per aver lasciato questo commento.

      • È il percorso della protagonista! Parte da una situazione di malessere e confusione estrema che la porta addirittura a tradire durante le prime settimane di gravidanza fino ad arrivare a una maggiore consapevolezza proprio grazie all’esperienza vissuta in terapia intensiva e al trovarsi faccia a faccia con l’amore. Non è solo un libro sulla genitoralità sofferta, per me è più un romanzo sulla capacità di trasformazione (che in questo caso passa attraverso la ricerca di un figlio). Se ti interessa la tematica prematurità, prettamente, ti consiglio «56 giorni», di Francesca Segal, edito da Bollati Boringhieri. Bellissimo! ❤️

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