Le risorse post pandemiche di un’estate in città

Sia messo agli atti che non sto trascurando il blog in favore di Instagram, ma è altrettanto vero che IG, che mi ha fatta impazzire all’inizio, ora mi piace tantissimo. Ho trovato la mia dimensione, il nipote mi ha spiegato ciò che tecnicamente non sapevo, ho smesso di seguire alcuni profili che conosco di persona e so bene quanta finzione ci sia dietro (gli incantatori di serpenti sono sempre molto frequenti e possono sedurre anche me) e tutto sommato mi tiene anche compagnia in questa estate cittadina.

Dio sia lodato: il caldo torrido non è ancora arrivato, quei fenomeni dal nome terrificante, Caronte, Nerone che hanno caratterizzato le estati degli anni scorsi, a ondate di calura insopportabile talmente ravvicinate che non si avvertiva mai una tregua, a metà luglio ancora no! Grazie, grazie meteo. Questo vuol dire tantissimo, dà sul serio una concreta possibilità di farcela, perchè siamo tutti bolliti dai mesi precedenti, e chi non può (ancora) partire se si mette pure a fare 40° rischia di andare completamente in tilt.

Avevo preso tre giorni a caso di ferie, l’idea era che il 15 era il compleanno di mia mamma e almeno sarei andata a farle gli auguri con calma, poi ho attaccato giovedì e venerdì; purtroppo l’Orso non si è unito, e io ho scavato alla grande il mio barile personale di risorse, grattando ogni angolo del fondo e ho trovato un sacco di luce.

Ho capito l’essenziale: la vita è profondamente dentro di noi, se abbiamo sempre bisogno di circondarci di altro, forse c’è un problema. Desideriamo uscire? Giusto, siamo stati tanto isolati, chiusi, straniati ma l’intima esistenza può concretizzarsi davvero con poco. Lo so, sembrano discorsi triti da guru orientaleggianti, insegnamenti fastidiosi, lezionicine che anche no, grazie, però è così. L’aperitivo non è più nella via fighetta, troppo assembrata, ma in un bar a 1 km da casa. Ci si svaga, ma si sta anche tanto in casa e si aspetta con pazienza il 26 agosto, quando, salvo imprevisti, partiremo. Saranno solo 5 giorni, va così per il lavoro, per la convalescenza di mia mamma, ma tutto alla fine è riconducibile al covid, se non ci fosse stato, mia mamma sarebbe stata operata a marzo e noi saremmo andati in vacanza al solito le prime due settimane di luglio.

In questi tre giorni ho recuparato tutte le visite mediche saltate per il virus, tra farle e prenotarle, soprattutto una che credevo del tutto perduta: un programma in un centro di eccellenza cardiologico dove io e la twin siamo state selezionate, in quanto gemelle, per un’indagine sulle malattie cardiovascolari che prevede una serie di esami importanti a costo zero. Dovevamo andare i primi di aprile, lo studio si sarebbe concluso a maggio e gli avevo messo una pietra sopra, invece, sorpresa: ieri ci hanno chiamate! Ho scoperto che la sabbietta nei reni non c’è più e visto che si ripresenta in inverno e in estate se ne va senza farmaci, credo che a sto punto il problema risieda nel fatto che col freddo bevo meno.  Sono andata all’Occitane, a salutare i nipoti che domani partono e non ho fatto altro se non riposarmi, pulire casa, e cercare di sgombrare la mente dai brutti pensieri, anche qui, anche a Milano, nel mio recinto, anche oggi che sono appunto in ferie e mi sono comunque alzata alle 7 per… ehm consentire all’Orso di cambiare le lenzuola, come da tradizione, prima dell’ufficio (è il lavoro di casa che più detesto!). Ah, dimenticavo, forse non sono in ferie. Ma come, Sandra? Dove hai lasciato quella porzione di cervello che hai sbandierato essere solido tre righe sopra, l’hai menata per tutto il post che sei in ferie. Eh, ma a dirla tutta non lo so, ho preso ferie, ma la direzione a piacimento le trasforma in cassa integrazione, che poi forse l’INPS ti bonifica il giorno 10 del mese dopo-dopo (la cassa di maggio, al 10 luglio non era ancora arrivata oh oh oh oh, al collega è arrivata il 14, io non ho più controllato). Un altro effetto della pandemia.

La pandemia ha reso tutto precario, e per una come me, abituata a certezze granitiche, organizzazione e rigore, è un salto nel vuoto.

In questi giorni, in cui non provo alcuna invidia per le tante foto di gente in spiaggia che vedo nei social, ho semplicemente imparato a volare, appesa al filo della gente intorno a me, i miei cari, ancora qui nonostante la tragedia che ha sconvolto il mondo. Andremo lontanissimo, anche stando sul divano.

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21 pensieri su “Le risorse post pandemiche di un’estate in città

  1. Quest’anno il mio proposito è di gioire di ciò che viene, essere soddisfatta delle cose belle che ho. Quindi la penso come te, non c’è bisogno di circondarci di chissà cosa per stare bene. Anzi, la precarietà porta a guardare tutto in un’ottica diversa, più positiva, malgrado tutto.

  2. La pandemia ha reso tutto precario, si galleggia in un’illusione di normalità che normalità non è. Ci si sposta solo su itinerari consueti perché si ha più paura dell’ignoto, anche se in realtà il contagio può cogliermi al bar in fondo alla via come quello dall’altra parte del paese. Però, per assurdo, mi sento più tranquilla in fondo alla via! Ci si gode gli scampoli di felicità, gli affetti ritrovati, se si possono ritrovare, le attività all’aperto. E si incrociano le dita per l’autunno.

    • Il mio in fondo alla via, abitando in un quartiere di case, polarizzato intorno a un centro commerciale (che stamattina mi è di nuovo parso assai periglioso) è bar attorno non dico il nulla, ma non con un’altra sfilza di locali come avviene appunto nelle zone più in, dove andavo volentieri e che ora, ci sono passata ieri, rimangono assembrate. Poi c’è tutto il discorso di come arrivare vicino o lontano, ieri dopo la corsa su cui ero io avrebbero chiuso la metro, troppo piena. In aereo la distanza dei posti non c’è più e questo il mitico Massimo Galli ha appena detto che è pericolosissimo. Eh sì, incrociamo tutto e ancora di più per l’autunno.

  3. Sempre efficace e dritta al punto, riflessione bellissima!
    Credo anche io che questo lockdown ci abbia insegnato (il verbo giusto è costretti, ma vabbeh) a vivere se non in un eterno presente, sicuramente in un orizzonte a breve raggio. Posso dirlo? Alle volte, io i weekend Netflix+divano per mancanza di alternative in tempi di pandemia li ricordo con nostalgia e fosse per me, un tot di placide abitudini casalinghe dei mesi di fermo forzato le farei mie per sempre. (Non si può, non qui dove i miei due coinquilini scalpitanooo per uscire e stare all’aria aperta, possibilmente in compagnia e possibilmente recuperando pure gli arretrati…ahahaha)

    • Grazie davvero per i complimenti.
      Mi rendo perfettamente conto che in 2 sia tutto più facile. Ai piccoli e agli adolescenti la reclusione ha tolto parecchio, forse ora abbiamo non dico dimenticato, ma ridimensionato essendone fuori (si spera) marzo e aprile, tremendi, quando non esisteva come dici tu l’alternatia e quindi la domanda “che si fa nel weekend?” (Quasi costretti a divertirsi/acculturarsi sennò non è vita) aveva un’unica risposta appunto DIVANO

  4. Brava, anche a me sono saltate le ferie, perché il marito non potrà prenderle, ma la sto prendendo un po’ peggio di te. Spero di poter far qualcosa a ottobre e magari quest’anno regalarmi, se non una settimana, almeno 5 giorni di montagna invernale. L’ultima di agosto sarò in ferie da sola con la cucciola a casa o al massimo a casa di mamma, e a quel punto tornerò a leggere questo post per prendere ispirazione da te!

    • ahahah, sarà la saggezza dell’età. O magari quando tu tornerai – ma grazie – a leggere questo post, il buon senso odierno sarà andato a farsi friggere e mi sentirò come un cane alla catena. Tempo al tempo, ma spero di no.

  5. Mi pare che questa fase post lockdown tu la stia gestendo benissimo. Un pò trascuri il blog in favore di quella diavoleria di IG (sei persino riuscita a farmi pubblicare una storia senza sapere come riuscirci di nuovo) ma la tua nuova te video mi piace un sacco! Tralascio i commenti sul tuo luogo di lavoro (già sai) e mi rallegro per queste risorse interiori che sai sfoderare. Persino la mamma sembra stare meglio, per il resto meno male che c’è L’Orso 🤗

    • Hai c’entrato il focus, come sempre con la tua sintesi speciale.
      Noooo, non sai rifare la storia? Toccherà proprio vedersi che ti giro i trucchi del nipote. Io mi ci diverto fin troppo coi video, se generino vendite non lo so, ma va bene così.Sto gestendo meglio luglio di giugno, allora, il discorso è che in certi momenti luglio mi è parso molto simile a giugno (devasto rientro al lavoro + intervento mam insieme) e mi sono detta “eh no, qua davvero si soccombe!” Mi sono data una regolata. Mamma, alti e bassi soprattutto nell’umore, davvero va a giorni, e comunque temo proprio che non andrà in Valle, prima volta nella viita, è un gran brutto segnale, ma se non se la sente non insisto. Vedo che fisicamente la ripresa post intervento è più che buona quindi nei giorni “no” cerco di non angosciarmi. Un caro abbraccio, Elena.

      • Accidenti, con la mamma siamo messe più o meno allo stesso modo… Anche la mia non vuole andare in montagna dove va ogni estate da 50 anni e anche per me è un brutto segnale. Accidenti! Non so se ci riesco di nuovo però mi stressa sta cosa che stai spingendo Instagram e io non riesco a seguirti… C’è da dire che ormai siamo rimaste in poche a usarlo ampiamente al di sotto delle sue possibilità 🤔
        Mi toccherà ripensarci

  6. Anche io trovo che queso lockdown abbia rimesso a posto le priorità e senza impegni imposti e cosa dover fare, forse si stava davvero meglio… comunque condivido pienamente con te, l’importate è esserne usciti indenni

    • Buongiorno Valentina, benvenuta nel mio blog. Sì, il lockdown ha rimesso a posto le priorità e per molti la vacanza è ai primi posti. Personalmente ti confesso che un attimo fa quando mi sono arrivati i messaggi pieni di entusiasmo di mia sorella e nipoti, giunti ad Atene, un po’ di groppone mi è venuto, fermo restando che non avrei preso un aereo, ma l’ho scacciato e mi vivo il weekend a casa.

  7. Non provo nemmeno io invidia per la gente in spiaggia, dopo la notizia di un altro focolaio a Jesolo. Che sì è stato trovato all’interno di un centro richiedenti asilo, ma queste persone vivono in Italia da più di sei mesi, quindi il covid l’hanno preso lì a Jesolo, da qualche parte…
    Per le ferie ci stiamo organizzando, siamo già abituati a preferire luoghi poco serviti, fuori dalla cosiddetta movida di cui non sentiamo proprio la mancanza (al massimo prendiamo l’auto per qualche ristorante appartato). Quest’anno ci siamo passati tutta la costa alla ricerca di spiagge libere, quasi selvagge (e ce ne sono, bisogna conoscerle e andarci preparati). Notavo però un innalzamento esorbitante dei prezzi, per altro non giustificato dalle maggiori pulizie, e considerato che non c’è domanda. Molti resteranno sfitti, nonostante i trucchetti del “mi chiami subito perché ho tante richieste”. Dei miei conoscenti, sono in pochi a potersene andare in vacanza causa lavoro (io sono obbligata, poi andrò dritta fino a Natale, o forse fino al prossimo maggio!).
    Potessi andrei volentieri anch’io a settembre o ottobre, e in Scozia magari.
    Intanto faccio ancora la spesa online, perché c’è troppo lassismo e sono pochi i luoghi dove mi sento tranquilla. Sono tutti convinti che sia finita, e non lo è.

  8. Ahia, Jesolo me l’ero persa. Ho discusso giusto ieri alla Coop, mi cazziano perché ho appoggiato il robo di plastica tra le spese troppo presto, ho fatto un casino, un botto di gente con la mascherina messa male, non hanno mai misurato la temperatura mancoa marzo e mi rompi le palle perché – ero a ben + di 1 metro – mi allungo sul nastro a mettere il divisorio? E i clienti mi hanno dato ragione! Io spero solo che a settembre non esploda con maggior ferocia. E ora sì, terreno fertile per gli sciacalli degli appartamenti ma chi troppo vuole nulla stringe e spero come dici tu che rimangano sfitti, sinceramente.
    Il virus ha semplicemente sottolineato le caratteristiche di ognuno, gli egoisti, gli sfruttatori e via dicendo sono diventati davvero inqualificabili.

  9. Se non ci serve a capire che possiamo stare bene anche con poco, questo periodo di covid perde la sua unica utilità (anche se usare questo termine fa un po’ rabbrividire). Noi questa estate ce ne stiamo tranquilli; io, che di solito sono quella che scalpita per andare lontano, faccio vita casalinga e sto bene lo stesso. Non che abbia perso interesse verso i viaggi o le vacanze, ma evidentemente è scattato in me l’interruttore su “non è il momento giusto”. Speriamo in un autunno di miglioramento e non di peggioramento.

  10. Non sento la necessità di ferie quest’anno, sarà perché è da marzo che non lavoro, sarà perché abito in un posto che x molti rappresenta le vacanze, sarà perché vado spesso al mio amato lago di Garda, ma quest’anno mi sento sempre in ferie, nonostante tutto.
    Io mi impongo di bere almeno tre bottiglie da 500 ml, non prendo una bottiglia, mi sembra troppa, confondo il mio cervello ahahaha. Interessante lo studio a cui vi siete sottoposte come gemelle.

  11. @ Grazia, ti dico davvero convinta che sottoscrivo ogni tua parola. Continuo a sognare le mie mete preferite, quelle dove tornare o quelle che ancora non ho visto, ma appunto non è il momento.
    @ Sempre Mamma, anche se è da marzo che non lavori potresti avvertire l’esigenza di uno stacco fisico per allontanare i pensieri, ma vedo che con intelligenza apprezzi i pochi km che fai per rigenerarti, ottimo! Sai che la cosa delle 3 mezze minerali è davvero efficace? L’ho sperimentata pure io, purtroppo significa produrre plastica, ma io devo bere certe marche povere di calcio, e l’acqua del rubinetto spesso ne ha troppo (es a Milano, ho fatto uno studio sui vari comuni che frequento). Mezza la mattina, mezza pomeriggio in ufficio e mezza quando rincaso, così mi misuro perfettamente. Per lo studio sui gemelli ormai sono 30 anni, con lunghi periodi di fermo, che offriamo la nostre gemellitudine alla scienza con piacere.

  12. Sei diventata bravissima con Instagram, pensa che io non so fare molte cose, mi accontento di postare foto e video ogni tanto, sulle stories sono del tutto inesperta (però non mi importa granché tanto come al solito non ho tempo). Per fortuna che non abbiamo avuto ancora Caronte e i suoi compari, almeno l’estate in città si passa meglio, perché il caldo torrido non si può sopportare. Purtroppo io sono un po’ invidiosa di coloro che sono riusciti ad andare in vacanza, sarà che ho lavorato come una pazza, con una media di dieci ore al giorno e con uno stress elevato all’ennesima, sarà che il lavoro è aumentato anche a causa del virus, perché riorganizzare certe attività mi ha distrutto ed entro agosto abbiamo ancora migliaia di altre cose da fare, insomma sono idrofoba…ma passerà.

    • Grazie, su Instagram ora mi diverto e credo sia il punto cruciale, poi vabbe’ quando vedo gente da migliaia di follower credo che si fossero già costruiti un pubblico su FB e arrivando su IG abbiamo esportato la platea, comunque bravi.
      Oggi sono idrofoba pure io, ti rispondo mentre mi bevo un bicchiere di Ribolla gialla, uno dei miei vini preferiti, devo stirare 4 cose e poi andrò a svenire sul divano, in ufficio in effetti vorrei un lanciafiamme.

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