Leggiamo insieme Tess, si parte!

Primo giorno d’autunno! La mia stagione preferita arriva a chiudere questa strana estate, vissuta in parte, che abbiamo concluso venerdì sera con un bell’aperitivone in musica, con la voce della mia amica Manila. Quelle serate spensierate, tutto sommato piuttosto rare, in cui per qualche ora riesci a dimenticare il periodo tremendo in cui siamo ancora immersi.

Partiamo quindi con un romanzo vittoriano classicissimo, mentre molte amiche hanno deciso, e le ringrazio di cuore, di unirsi alla lettura condivisa proposta da me e Barbara.

Ho talmente tanta voglia di cominciare che oggi mi sono portata il libro in ufficio, ho mangiato al volo uno yogurt per poi fiondarmi nella campagna inglese. Ho letto i primi 2 capitoli. Il romanzo si apre con un carrettiere che scopre all’improvviso di avere nobili origini, la scena cambia poco dopo e ci porta a una festa campestre dove già incontriamo la protagonista, figlia del carrettiere. Subito si capisce che la questione “carrettiere con trisavoli cavalieri” sarà al centro della narrazione e l’ambientazione, tipica delle contee, mi ricorda perché questo tipo di letteratura mi piace così tanto: ha un fascino immediato, con una forte identità anche cinematografica, risveglia in me quel lato romantico che si nutre di nobili decaduti, vicende intricate, passioni sopite, gesta eroiche e fanciulle in pericolo.

Non ho letto molto e non so se prima di andare a dormire riuscirò a leggere ancora qualche pagina, l’inizio però è molto buono, è ciò che mi aspettavo da questo genere di storia.

Qualcuno che fa parte del gruppo vuole già dirci le sue prime impressioni?

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17 pensieri su “Leggiamo insieme Tess, si parte!

  1. Chiudo ora pagina 49, sorridendo. Questo è lo stesso Hardy di Via dalla pazza folla, come inizio. Con quel suo velo di ironia, che prima fa dire al parroco verso il carrettiere “bene poche famiglie in Inghilterra potrebbero stare al vostro pari” e poi lo stesso parroco lo saluta con “vi sono parecchie famiglie della contea che vantano gli stessi splendori.”
    Non sapevo che Tess, la protagonista, e Angel (scopriremo più avanti il suo ruolo) si conoscessero già qui, entro le prime cinquanta pagine. Quasi un’occasione perduta.
    Ah, mi sono letta con gusto l’introduzione alle diverse edizioni di Hardy: la rabbia mal celata verso la critica del suo tempo me lo rendono ancora più simpatico! 😀

  2. “Ben poche famiglie in Inghilterra potrebbero stare al vostro pari” e poi lo stesso parroco lo saluta con “vi sono parecchie famiglie della contea che vantano gli stessi splendori.”
    Ahhahh, davvero, pure io ho notato la contraddizione evidente, che giustamente fa sorridere. Vado a preparare cena, sperando di poter leggere ancora qualche pagina più tardi.

  3. Anch’io ho letto un po’, l’estratto finiva con Tess che riporta a casa i genitori ubriachi.
    Lo stile è più facile di quanto mi aspettassi, non mattonazzo come certi classici, però ho deciso di non unirmi alla lettura. Conosco la trama e non ho voglia di soffrire per questa fanciulla ingenua (con cui per altro non mi sono identificata per niente).
    Ci sono un paio di passaggi in particolare che non riuscirei proprio a sopportare.
    Detto questo… Buon proseguimento! 😀

  4. Ho iniziato questo libro per fare l’esperienza del libro letto insieme ad altre. Premetto che non ho letto nulla di Hardy e in verità non sapevo neanche chi fosse. 😊 Beata Ignoranza! La scorrevolezza del libro mi ha portato a finire tre capitoli in poco tempo.
    Tess riuscirà a riportare a casa i genitori e il fratello senza intoppi? Credo di no, il bello sta proprio lì.

  5. A pag 38: al ballo di maggio partecipavano non solo fanciulle in fiore vestite di bianco, ma anche ” donne di mezza età e vecchie persino che coi capelli argentati e i visi rugosi segnati dal tempo e dalle pene apparivano quasi grottesche, certo patetiche…”
    “…forse c’era più da dire e da capire in ciascuna di quelle…prossime all’età in cui avrebbero detto -non ho più gioia- che nelle più giovani”.
    Insomma: la donna fuori dallo splendore della giovinezza è sgradevole e patetica a vedersi, condannata a non essere mai più felice, anche se le si riconosce una certa quale ricchezza interiore.
    Tess fu pubblicato nel 1891, lo perdoniamo solo perchè è passato più di un secolo?

    • Io ho riso da matti a quella frase, ma perché l’ho attualizzata, pensando a certe panterone ottuagenarie e oltre, fasciate in leggings tigrati che mostrano tutte le loro forme, sottolineo il tutte, ai limiti del buon costume, in competizione con le loro nipoti. E che non abbiano accesso alla chirurgia estetica facciale e quella navale, canotti e dintorni. Come sarebbe al giorno d’oggi, un simil corteo?! Penso poi ai discorsi calcolatori della madre di Tess più avanti, e penso che in qualche modo in questa frase li anticipasse. 😉

    • Se, cara Brunilde, non ci si mette nell’ottica dell’epoca, diventa difficile. Ma senza andare al 1891 anche la generazione dei miei genitori non era certo la mia, una donna non sposata era una zitella e via di sto passo. Per quanto condivido anche il commento qui sotto di Barbara. Essere giovanili non significa affatto conciarsi come al circo, e alle mie righe posso anteporre volentieri una piacevole dialettica affinata con gli anni.

      • Sono partita anch’io con Tess, un po’ in ritardo sulla tabella di marcia…
        Lo sto leggendo nella traduzione tedesca, perché mi era piú facile da reperire alla svelta – per cui sono anche curiosa di notare se vi saranno differenze 😉
        Come scriveva Lisa, anch’io conosco la vicenda dai tempi dal liceo e sicuramente non m’identifico in Tess. Nonostatante ció volevo da tempo leggerlo e ho un gran rispetto per Hardy e il suo stile narrativo comunque, a conti fatti, moderno. Bella avventura, sono arrivate solo alle soglie dell’osteria ma la storia mi sta giá coinvolgendo…

  6. Sono arrivata già a pagina 169 (quando Hardy ti prende, non ti molla più 😉 ) e ho scoperto, ridendo come una pazza, che quando il burro non si forma, è perché qualcuno è innamorato, non corrisposto o non dichiarato, sconosciuta comunque la soluzione.
    Fin qui ci sono arrivata con una lettura piena di “No, no, non farlo!” e “Che madre incosciente!”. Sto riempiendo il quadernino di appunti, ma ciò che vi scorgo finora è che Tess sia solo vittima dell’ignoranza del suo tempo e di una religione ipocrita.

  7. @ Nika, massima stima per la tua lettura in tedesco. Sì, e rispondo anche a @ Barbara, è un romanzo che appassiona, bisogna proprio entrarci in sintonia, a breve arriva il nuovo post.

  8. Pingback: Tess dei d'Urberville di Thomas Hardy Emozioni di una lettura condivisa - webnauta

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