Un’autrice VentiVenti

Va bene, niente panico, e parliamo d’altro. Dico solo due cose: la mia scuola di pensiero è Massimo Galli for president, un giorno vi racconterò di quando l’ho conosciuto, però insomma se vi va pensatemi, qua in questa Milano difficile.

Senza le storie ora sarebbe ancora più dura. L’amore per la lettura, che in me è stato del tutto spontaneo e arrivato molto presto, va comunque coltivato, perché leggere è faticoso, tocca concentrarsi; a me capita di spegnere il cellulare, altrimenti è un richiamo potente, soprattutto da quando sono su Instagram “fammi vedere un attimino…” ed è finita.

Il fatto di essere anche un’autrice in questo momento lo vivo proprio come una benedizione, addirittura sono grata alla crisi cosmica di un anno fa: senza quella non avrei lottato così tanto per ritrovarmi, per allargare lo sguardo, non avrei scritto tutte quelle parole per dimostrare che la scrittura poteva essere ancora mia. La pandemia – giuro che non ne sto parlando – ha cambiato completamente le mie aspettative di scrittrice per due motivi: il primo è che affermarmi ora è scivolato in fondo alle mie priorità, ogni giorno vissuto o sottratto alla gioia di un abbraccio è infinitamente più importante rispetto a sfondare; il secondo è che tutti TUTTI stanno arrancando in un mercato già malconcio che ha subito l’ennesima batosta. Le fiere vengono annullate, le presentazioni saltano, le uscite slittano, non esistono più scadenze contrattuali anche se firmate da entrambe le parti. Al momento le mie pubblicazioni non sono state rimandate, ma finché non varcherò il cancello del Salone di Torino 2021 non mi sentirò al sicuro. Occuparmi dei miei racconti e dei miei romanzi ora è qualcosa di stupendo, una specie di festa che il virus non è riuscito a portarmi via, una bolla-rifugio dove rintanarmi, accogliente e calda perché c’è dentro tutto ciò che ho costruito in dieci anni, ma forse in una vita, perché la bimbetta che amava Gianni Rodari e la ragazza che adorava Brunella Gasperini sono sciolte nella Sandra VentiVenti che ha paura ma forse regge meglio di altri.

Un momento sicuramente molto piacevole è sempre l’arrivo della copertina. Ogni editore ha le proprie regole che vanno da “mandami una foto” a “fa tutto l’editore e l’autore zitto!” Quindi a volte è un work in progressi di collaborazione, altre una completa sorpresa. Per IMG-20190401-WA0017Un cuore in Bretagna siamo partiti da questa foto dell’Orso, barando un po’ perché è stata fatta in Alsazia, e da una serie di mie fantasiose indicazioni su come l’avrei voluta. Non ero certa di essermi spiegata, perché trattandosi di un rosa con al centro un negozio, ci sono mille romance simil La bottega delle meraviglie, vetrine, svolazzamenti di fiocchi, robe trite e ritrite che non volevo! Però magari funzionano, hanno un’identità che poteva essere un traino. Mille dubbi. Oggi quattro proposte, tutte belle, e per fortuna io e la responsabile ci siamo trovate allineate nella scelta. Le casa a graticcio c’è, la protagonista pure e anche tanto, tanto blu.

Per me è stupenda.

Non vedo l’ora che il romanzo esca e di avere il cartaceo tra le mani!

15 pensieri su “Un’autrice VentiVenti

  1. Che bel momento quello della copertina!
    Per quanto riguarda il resto, anche qui in Piemonte non va per niente bene, il sistema di tracciamento è ko, quello dei tamponi arranca, quindi neppure abbiamo dati globali affidabili. L’ospedale più vicino rilascia bollettini quotidiani e non sono per niente rassicuranti… La mia scrittura un po’ zoppica, devo dire, ma cerco di prenderla come viene e divertirmi. Intanto aspetto la tua casa col graticcio, che sarà sopra una storia di sicuro super!

    • La copertina dà proprio concretezza al percorso di pubblicazione.
      Sì, purtroppo il Piemonte ci segue e tu hai già sperimentato il delirio del tampone.
      Grazie per l’attesa del mio romanzo, grazie davvero di cuore.

  2. Voto anch’io Massimo Galli for President, è un mito quell’uomo!!! Spesso lo intervistano a Sky Tg24 del mattino, la giornalista lo saluta con “Buongiorno…” e lui risponde “Se fosse un buongiorno, non sarei qui…” Lo adoro! Potrebbe sembrare burbero, ma credo sia sintomo di grande professionalità, niente fronzoli, basta prendersi in giro, serietà prima di tutto. Ce ne fossero!
    E’ una tristezza sentirsi dire continuamente che non possiamo permetterci un nuovo lockdown in termini economici, ma che (sottaciuto) possiamo permetterci ancora qualche morto, l’importante è che siano morti degli altri, non i nostri. Più che preoccupata, sono arrabbiata.
    Per la copertina, non vedo l’ora. Già la foto originale è stupenda! Meno male che ci sono le storie!

  3. Vi pensiamo Sandra, lo sai. Siamo nella stessa barca, ahimè, anche qui in Piemonte (ehi @Anto Mecenero, piacere!) le cose non vanno affatto bene, arranchiamo. La scrittura sul blog mi ha tenuto compagnia, più che la narrativa. Quest’estate ho scritto un progetto per una nuova storia ma l’ho lasciato decantare, un po’ perché, come dici tu, in questo momento per me le priorità sono altre, un po’ perché in teoria dovrei curare l’uscita di Càscara ma non c’è fretta. Inutile a mio avviso spingere ora senza poter avere la possibilità di promuovere adeguatamente il mio libro, visto che non solo le fiere sono chiuse, ma i cuori, le case, le librerie, gli eventi. Attendo, senza fretta. Mi prendo cura di me e dei lettori del blog. E degli amici e della mia famiglia, che in questo momento per me sono la cosa più importante 🙂
    PS: Galli è un mito, lo adoro

  4. Bellissima la foto della casetta, spero prima o poi avremo anche un’anteprima della copertina.
    In bocca al lupo per questi momenti difficili, non lasciar mai andare la fiducia.

  5. E’ un momento molto confuso per me, le difficoltà e i disagi legati alla situazione generale ( in Emilia stiamo un po’ meglio, soprattutto abbiamo disponibilità negli ospedali e nelle terapie intensive, ma non è certo un quadro brillante ) si sovrappongono a quelli della mia condizione personale, un percorso di recupero lentissimo, con sgradite sorprese e limitazioni che mi pesano sempre più, a quasi tre mesi dall’infortunio.
    Mi sembra di stare rinchiusa in un bozzolo, lontana da tante abitudini e occupazioni consuete che mi portavano fuori casa per lavoro o per svago.
    Leggo, scrivo, ascolto, cerco di capire.
    Per fortuna ci sono le persone care, le amiche-sorelle, le storie che leggo e che ho in testa e premono per uscire. E la tua, da leggere appena uscirà, con la casa a graticcio in copertina.
    Continuiamo a tenerci strette, è un momento buio e dobbiamo resistere, tornerà la luce.

  6. @ Barbara, Galli oggi ha detto di non vedere gente che muore di fame per strada, ma gente che muore negli ospedali quella sì, e questo è verissimo seppur con le difficoltà economiche di tutti.
    @ Elena, be’ quando uscirà Cascara saremo qui tutti per te! Intanto teniamo duro dando la giusta priorità alle cose e cercando angoli di sereno. Galli pure tu, non dubitavo!
    @ Sempre mamma & @ Nika, in realtà la foto è stata ispirante ma non presa per la copertina, è comunque servita per far capire l’atmosfera che volevo, ecco e poi mi fa comunque piacere mostrarvela, in questo romanzo comunque c’è alla base un momento mio e dell’Orso, del nostro viaggio in Bretagna che spero magari di mettere nei ringraziamenti a fondo libro. Grazie e un abbraccio a entrambe!
    @ Brunella cara, tu sei stata rognata doppiamente, sei molto cara! Certo che ci teniamo strette, è importante e di te ho questo ricordo dei vocali di metà marzo mentre camminavo verso casa per evitare la metro, quella sera in cui la tragedia iniziava a delinearsi ma senza la sua totale violenza, nona ancora. Consentimi di dire che in Emilia siete messi meglio perché avete un’altro presidente di regione (o governatore come va di moda dire oggi! E chiudo la deriva politica!

  7. Hai ragione, la scrittura è una nicchia protetta e libera. Siamo fortunati, noi autori, se non ci facciamo il sangue cattivo su problemi che spesso non possiamo risolvere (problemi in ambito editoriale, intendo).

  8. Ti penso Sandra, ieri un mio amico di Milano mi telefonato per dirmi che tutta la famiglia è in quarantena perché la figlia è positiva, l’ho abbracciato virtualmente e spero che tutto finisca bene. È un momento difficile, speravo non ci fosse una seconda ondata, invece purtroppo ci siamo in mezzo. Qui in Emilia le cose vanno meglio, però sono preoccupata perché mi sembra di vedere in giro troppa gente…
    Meno male che c’è la scrittura (e la lettura), sono curiosa di vedere la tua copertina, dall’entusiasmo sarà bellissima!

    • Grazie, perché in effetti il mio entusiasmo per ilibro è proprio bipolare con la situazione tremenda della mia amatissima città, felice di aver trasmesso la contraddizione del periodo.

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