Questi giorni

In era pre-covid, ma anche pre-part time, sarei stata felicissima di questi quattro giorni filati senza prendere ferie (per noi milanesi lunedì è S. Ambrogio quindi festivo), un calendario super favorevole che mi avrebbe dato l’opportunità di dedicarmi al Natale. Lo facevo da single, l’abbiamo in parte fatto da sposati (Emanuele il 7 ogni tanto lavora perché occupandosi di trasporti internazionali qualcuno deve esserci) tra Messa in Duomo, shopping, magari gita in Valle, e atrmosfera a mille: spesso documentata nel blog. Le cose cambiano e mai come quest’anno l’abbiamo imparato con brutalità.

Giovedì mi sono regalata un giro bellissimo in libreria, sono andata in taxi, nel dubbio poi se rincasare anche in taxi o forse, se avessi visto una situazione tranquilla, cioè poca gente, in metropolitana, ma ho beccato un taxista super simpatico, amante dei libri, col quale ho chiacchierato tutto il tragitto che mi ha detto “se vuole l’aspetto, fermo il tassametro” E così è stato. Perché in mezza giornata aveva guadagnato meno di 20 euro, (ovvio, una città ferma in quanto a turismo e soprattutto fiere) perchè io i taxi li uso abitualmente, conosco le tariffe e alla fine è stato davvero onesto. La libreria è aperta solo su appuntamento, entra una persona alla volta (io ero in anticipo, c’era ancra la cliente precedente e sono stata fuori, con un caffè da asporto) ed è rimasta chiusa quando la Lombardia era in zona rossa, nonostante fosse consentito rimanere aperti, perché è piccola e hanno preferito proteggere piuttosto che guadagnare. Ci sono realtà splendide, che non sbraitano, non attaccano gratuitamente chi antempone la salute all’economia e bilanciano una pochezza – e spesso anche una violenza – verbale che mi spiazza ogni volta in cui, mio malgrado, mi ci imbatto.

La libreria è stata un’eccezione, un coccola perfetta che mi ha dato tanta energia (e libri bellissimi) per affrontare questa fase che speriamo tutti sia l’ultimo tratto della maratona.

Non vedrò le luci della sera, non andrò nei miei negozi preferiti, non ci saranno incontri festosi, trascorrerò questi giorni in casa, concludendo le operazioni Natale-solidale a cui ho partecipato e facendo l’albero di Natale. Mercoledì è in programma di andare da mia sorella, staremo distanti, non toglierò la mascherina, e mi fermerò poco, giusto per abbracciarci con gli occhi, consegnare alcuni regali (abbiamo anche diversi compleanni tra novembre e dicembre) per poi rientrare in ufficio il 10, stare in ferie l’11 (è il mio compleanno), ed essere spero concentrata a sufficienza per la corsa finale, che nel mio lavoro è sempre pesante e si concluderà il 28 senza ulteriori stacchi a parte il 24, chiusura aziendale eccezionale, di solito si lavora mezza giornata. Nel mezzo continuerò a vedere mia mamma in strada (comunque di rado) e col freddo ora sarà un po’ più difficile e presumo breve. Proseguiranno i video aperitivi e video caffè con gli amici, giocare a “Per un pugno di libri” il sabato alle 18 via whatsApp – attività iniziata durante il lock down di marzo che è stato inevitabile ripristinare (vinco sempre io!), lo smart working, e tutto ciò che ha caratterizzato le giornate da molti mesi, con rare e comunque limitate parentesi conviviali, tra luglio e i primi di ottobre.

Perchè il mondo sta affrontando una terribile pandemia, anche se troppi non se ne sono ancora resi conto.

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21 pensieri su “Questi giorni

  1. Sarà un. Natale sobrio, fatto di rinunce e poco materialista. Se si è in salute è tanta grazia. Noi staremo soli, non ci riuniremo con nessuno. Essere in 4 non è essere soli, mi devo concentrare su questo.

  2. @Sempre mamma, noi saremo in due, e nonostante mia mamma e mia suocera siano entrambe a Milano, credo che saranno sole (entrambe pure vedove) perché mangiare – e un pranzo di Natale non lo risolvi in 10 minuti – con non conviventi è rischioso. Quindi per queste due donne sarà pure peggio. La solitudine vera è di chi è ricoverato, di chi non ha nessuno a cui telefonare, mettiamola così.
    @Cristinabia, faccio anch’io fatica, mi edulcoro un po’ quando mi siedo e scrivo qualche pensiero da condividere, che non può essera “fanculo che merda!” ovviamente. Questo non significa che non penso ciò che scrivo, ma solo che l’istinto-lagna lo addormento, e diciamo che coi libri lo addomestico alla grande. Come diceva il taxista, chi non legge non può capirci.

  3. Ho sentito dei discorsi in giro questi giorni che… non riesco a non commentare senza rabbia, e allora taccio. Gente che a Natale era convinta di andare all’estero senza controllo, di fare shopping liberamente per negozi e vie affollate come gli altri anni, organizzare mega pranzi e mega veglioni tutti insieme… e mi chiedo dove abbiano vissuto queste persone in questi mesi, su Marte?!
    Anche a me mancano tante cose, seppure gli ultimi anni il mio spirito natalizio è defunto per altre tristi vicende. Però vivo questo periodo (comunque senza ferie e senza permessi da ben prima del Covid) per mettere a frutto il tempo libero in altro modo. Ho terminato un altro racconto, per dire. E finalmente ho iniziato Midnight Sun di Stephenie Meyer (avevo dovuto spostarne la lettura proprio per favorire la lettura… infatti l’ho cominciato e non mi staccherei più dalle pagine…sono Meyer-dipendente 😀 )
    A tutti dico: sappiate che quando ci vedremo, saranno almeno cinque minuti buoni di abbracci, ne ho accumulati troppi in un anno. 🙂

    • Selvaggia Lucarelli, che può anche non piacere ovviamente, col suo solito piglio ha criticato i sostenitori degli impianti sciistici aperti e ha ricevuto dei commenti sessisti di una violenza inaudita, approvati anche dalle campionesse di sci italiane, una roba agghiacciante e poi c’è tutta l’incoerenza di chi ha sempre detestato i raduni familiari sotto l’albero e ora se non può farli si lagna. Io l’ho detto già da tempo (non qui nel blog), tutto sommato non avere la rogna di dover decidere con chi fare Natale, con il solito accollarmi/dividermi per non lasciare solo chi via da casa sua no, non si muove, di venire da me no, di fare i turni no, di fare a S. Stefano no, è un gran sollievo. Solo per un attimo, a fine agosto, dopo gli unici 5 giorni di vacanze, ho pensato “magari si potrebbe fare Capodanno a Cortona” la situazione stava migliorando in quel momento. Cortona, non estero. Ma a metà ottobre tutto è precipitato e ho navigato a vista.
      Ci saranno degli abbracci molto, molto lunghi a chi in questo anno maledetto c’à sempre stato e tu sei tra questi.

    • Ah, Elena, io e te abbiamo vite per molti aspetti sovrapponibili ma mia mamma non entra in questa casa da mesi nè vuole che io vada nella sua, quindi capisci che se, come facciamo, ci si vede per strada non è fattibile starci delle ore. La telefonata quotidiana dura da 30 a 75 minuti e se le cava così.

  4. Ciao Sandrina, sono Elena la tua ex-collega, sei fantastica e non sapevo di questa tua vena da scrittrice. Mi unisco al tuo pensiero a chi sarà da solo a Natale, anche se per me è ormai da 5 anni così, dopo che è morta anche mia mamma. Siamo rimasti io e mio zio 70enne e nessuno dei parenti ha mai voluto passare le feste con noi, forse perché ci hanno sempre visto come i poveri sfigati della famiglia. Senza una famiglia nostra, senza un lavoro, e soprattutto senza soldi. Per noi invece il 2020 è stato l’anno migliore, abbiamo cambiato casa dopo aver venduta quella di mia madre e quindi ci siamo ripresi economicamente e per il Natale non ci cambierà niente, sempre soli ma questa volta anche gli altri lo saranno, quindi non ci sentiremo da meno. Ti auguro Buone Feste e spero di sentirti presto. Un abbraccio virtualissimo

    • Ma ciao Elena! Qualche giorno fa Instagram e i suoi poteri occulti mi hanno proposto il tuo profilo ed è lì che si è riagganciato il filo, anche se tu hai lavorato anche con una mia carissima amica Paola Mignone. Madonna che carini i tuoi parenti, scusa.
      La mia vena scrittoria è vecchissima e molto solida, per quanto non sia riuscita a sfondare, ho pubblicato tanto. In un futuro con un punto di domanda su quando sarà ci rivedremo per un caffè e chiacchiere, conservo di te un buon ricordo.

  5. Mi dispiace molto per le vostre mamme. Penso che mia mamma Al posto delle vostre, sarebbe già morta di solitudine O in cura per la depressione. Fortunatamente siamo in zona gialla e con tutti gli accorgimenti la vedo quasi tutti i giorni. Almeno per un salutino veloce.

    • Al di là dei colori ogni contatto, anche con le dovute precauzioni, costituisce un rischio, conosco persone attentissime che l’hanno preso. E’ una scelta alla fine, mia mamma ha già una patologia polmonare pregressa e sarebbe difficile scamparla.

  6. Questo lungo week end dell’Immacolata l’ho sempre atteso con piacere, nel mio posto di lavoro fanno sempre il ponte se si combina con il lunedì o se le condizioni lo consentono, quindi quest’anno me lo godo tutto, avevo bisogno di riposo, oltre che di fare le pulizie in casa senza stress. Per Natale, lo confesso solo qui, resto a Bologna e potrò salvarmi dai pranzi all’ingrasso in Puglia con le mie sorelle. Il mio compagno si trasferisce da me la vigilia e staremo insieme fino a Santo Stefano, più o meno. Mi dispiacerà solo non vedere i bimbi di mia nipote, di tre e cinque anni…ho già comprato i regali su Amazon con consegna al loro domicilio, almeno i regali non devono mancare per i bambini.

    • Considerata la situazione e le varie restrizioni mi sembra che tu ti sia organizzata molto bene. Vero, i bimbi, soprattutto i più piccoli che credono ancora a Babbo Natale vanno salvaguardati.

  7. Sono giorni così. Qui è anche caduta la neve, che ha reso la giornata di venerdì, diciamo diversa e avventurosa. I bambini ne sono stati deliziati, gli adulti ne sono usciti un po’ esauriti, ma il 2020 vuole farci provare proprio tutto. Mia mamma è finalmente tornata a casa e, dal momento che non è autosufficiente, in realtà sono sempre in giro per conto loro, un po’ per aiutarli (anche qui la neve ha reso tutto pittoresco, ma anche complicato), un po’ per commissioni. Ieri sera nel tardo pomeriggio mi sono trovata per la prima volta da mesi nel centro del paese dei miei, che è adiacente al mio, ma facendo 20000 abitanti contro i 3000 del mio ai miei occhi fa quasi città. Le luci di Natale erano accese, ma non c’era nessuno, solo due persone fuori dalla parafarmacia. Molti negozi con le vetrine neppure illuminate e un silenzio irreale. Mi ha messo una tristezza infinita. Speriamo di non vivere mai più un Natale così.

    • Sono molto contenta che tua mamma sia finalmente tornata a casa. Qui è nevicato mercoledì, ma ho avuto la fortuna di non uscire e comunque non ha creato disagi, ci ha lasciato quel lato poetico di guardarla dalla finestra. Sì, ci sono momenti in cui la surrealtà di certi scenari ci colpisce con particolare forza, capisco benissimo la sensazione che hai provato, ci siamo confrontati con tutta la tristezza, la paura e ciò che c’è stato per quasi un anno ormai, ma ecco ora tocca anche aggiungere il carico del Natale.

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