Intanto

Anche in questo periodo brutto e cattivo, il tempo passa con lo stesso ritmo: le giornate durano sempre 24 ore e i calendari corrono. Oggi è S. Lucia, in molte zone portatrice di doni, le regioni cambiano colore, noi siamo diventantati gialli il che, almeno per me, significherà poter fare cose che vorrei fare ma che continuerò a non fare, però potrò almeno ripristinare il servizio per farmi venire a prendere in ufficio, che dovendo attraversare tre comuni, avevo sospeso. Tutto qua. Intanto anche il mio compleanno è alle spalle (casalingo ma bellissimo), ci ha lasciati Pablito (ho pianto, avevo il poster in cameretta, il Mondiale 82 è stata l’apoteosi della mia ragazzitudine. Io, tredicenne a Rimini, come posso dimenticare quella sera, vestita con bermuda verdi, maglietta bianca e sciarpa rossa al collo?) Un cuore in Bretagna compie un mese; forse ricorderete le copie con il titolo sovrascritto alla riga successiva? Ebbene, l’editore si è impegnato a inviare nuovi volumi, felice per essere anche riuscita a organizzare la consegna del corriere quando ero in casa, felicissima per le mie tre copie extra, le apro e… i titoli sono stati sistemati, in compenso sono spariti i numeri di pagina. Sgomento, mail, scuse e poi ho lasciato perdere, stufa marcia. Ho rinunciato a ogni velleità e soprattutto impegno per fare arrivare il libro in libreria, illudendomi fosse perfetto come strenna: già era complesso tra covid e scarsa fama della sottoscritta e dell’editore, così, col rischio che il libraio si trovasse ulteriore magagne e i lettori giustamente si arrabbiassero, è diventata una faccenda ingestibile. Paradossalmente avevo puntato al cartaceo perché mi era stato fatto notare dalla lettura del racconto originale La montagna incartata solo in digitale, quanto potesse funzionare come regalo di Natale. Vero è che rimane comunque una storia allungata e molto più ricca, ma con l’e book oltretutto messo (a mia insaputa) a 99 centesimo, be’ tocca puntare su questo formato. E comunque no, nel sito romanzo e sottoscritta non ci sono ancora.

Il mio cervello è in gran parte occupato dall’organizzazione di tutto ciò che è connesso con la pandemia, quindi, appunto praticamente tutto. Smart working, lavoro in presenza, spesa, mamma e suocera anziane, Natale, a tal proposito la quantità di regali è stata drasticamente ridotta, spiace, spiace tanto anche se non provo alcun rimpianto per certi tour di negozi che spero di non ripristinare mai più. C’è una specie di colonna sonora che fa “non contagiarsi!” che ha sostituito Jingle Bells e soci, che condiziona ogni istante.

Poi ci sono i però, però sto leggendo dei libri molto, davvero molto belli, però siamo stati anche bravi, ligi e pieni di risorse inimmaginabili, però il mio convivente-marito la pensa come me quindi nessun conflitto e riusciamo ancora a ridere un sacco insieme, però dai di sti tempi la tecnologia dà una grossa mano, però non abbiamo perso il lavoro, un po’ di cassa integrazione che vuoi che sia, però l’anno prossimo pubblico altri due romanzi a cui tengo tanto. Intanto mentre chiudevo il post ho visto le immagini al Tg Regionale, due zone di Milano, la Galleria e City Life (questo vicinissimo a casa mia, di recente costruzione, è per me un polo d’attrazione importantissimo senza andare fino in centro) gremite, il cielo è blu come non si vedeva da giorni e non posso non pensare “caspita, sarebbe bello andarci! Gli altri sono più scellerati o solo meno ansiosi di me?” Sospiro e non cambio rotta.

Voi, come ve la state cavando? Collezionate però o riprendete la normalità in caso siate regioni gialle?

16 pensieri su “Intanto

  1. Che fatica Sandra! Non oso immaginare la delusione del vedere il cartaceo di nuovo sbagliato!
    In generale speriamo che passi presto questo periodo, non se ne può veramente più.
    Ti sento arrancare contro vento e ti leggo sempre con piacere, so che non rinuncerai mai al tuo entusiasmo nonostante tutto.

    • Arrancare contro vento mi pare una definizione perfetta, hai centrato in pieno le mie sensazioni, per quanto anche chi pubblica con editori big può avere difficoltà (ho raccolto più di una testimonianza in tal senso) di cui non parla pubblicamente.
      Sì, il mio entusiasmo vacillerà ma non si esaurirà, grazie; certo la situazione pandemica non aiuta in nessun campo, neppure in questo, fino a quest’ultima situzione le mie pubblicazioni erano state una bolla felice, ora non più, sono rassegnata e un po’ frustrata.

  2. Vabbè ma questo è accanimento! Fai bene a lasciar perdere, io ho litigato per un anno e mezzo con la prima casa editrice e nonostante tutto non riesci mai a risolvere completamente, anche se sta volta il guaio è proprio grosso, sembra che abbiano mandato in stampa con in viso la benda di un pirata su tutte e due gli occhi!
    Pace, l’ebook andrà bene lo stesso, tanto in questo periodo a parte i regali anche le visite si diradano perciò non è nemmeno una brutta idea fare un pensierino ad amici e parenti inviando un regalo… digitale. Mah
    Quanto all’irresponsabilità che ti devo dire, sai che siamo in sintonia, io non esco quasi mai di casa, farò un pranzo di Natale distanziato e a numeri ridottissimi , il lavoro io non l’ho perso il mio compagno sì, ma ripartirà e noi viviamo per ora con poco e stiamo bene così. Questo è quanto. ma a fine anno e nel nuovo inizio, tutto può ancora peggiorare. Non ci restano che i libri. Per fortuna mi è tornata la voglia di leggere…

    • Molto bene per la tua rinnovata voglia di leggere, è davvero importante avere generi di conforto. Per il mio romance, come dici tu, pace, sono proprio disarmata. Sì, per me gennaio sarà un bagno di sangue, dopo i bagordi natalizi. Avremo modo di disperarci insieme nel blog.

  3. Allora… Ciao da Bruxelles che credo sia rossa, non lo so più, tanto non esco.
    Cioè esco poco.
    Vedo qualche amico (2 in totale, 1 alla volta), anche in casa, ma a distanza.
    All’aperto ne vedo fino a 2 tutti insieme, ma appunto all’aperto e in zone isolate tipo la campagna belga (il weekend).
    Per negozi sono andata pochissimo e solo in alcuni selezionati e ligi: libreria, formaggeria, panetteria, minimarket. Se vedo che le regole non sono rispettate non entro. L’unica eccezione è il negozio bio sotto casa in cui mi fanno arrabbiare perché tengono la mascherina sotto al naso, e se posso lo evito e se proprio ci devo andare mi metto la FFP2.
    Lavorando da casa, mi capita di passare giornate intere A) in casa e B) davanti a uno schermo: finisco di lavorare e per rilassarmi gioco alla Switch, ceniamo guardando un film, spippolo col cellulare ecc. Stiamo provando a fare uno sforzo e fare almeno due passi in pausa pranzo, ma la verità è che col lavoro di rado riusciamo.
    Il weekend almeno un giorno andiamo a camminare nella natura, che stando in centro è la cosa che ci manca di più.
    L’umore però è buono, e dopo aver sfiorato la depressione d’estate posso dire che la cosa importante è questa!

    • Ho visto giusto oggi una tabella in cui il Belgio detiene il tristissimo primato di casi per milione di abitanti, distanziando Perù al secondo post e Italia al primo. In Italia dicono che non si capisca cosa non abbia funzionato di questa seconda terribile ondata, io dico che non era facile, ma con sta faccenda dei colori hanno solo confuso le idee a gente che non aspetta altro per sgarrare. Sì, in effetti capita poi sta situazione di video perenne, ogni tanto io spengo il cell, tanto ho il fisso per eventuali tel urgenza, per leggere, altrimenti mi perdo tra whatsapp e instagram in una maniera tutto sommato inutile, visto che non si perde niente se ci si disconnette per un po’. Felice per il tuo umore, che sì, dopo il contagio da evitare è la cosa più importante da mantenere alto e saldo.

  4. Cominciamo con gli Intanto del weekend, abbastanza a pari passo con i tuoi (e del resto, abbiamo lo stesso oroscopo no? 😉 ) Intanto non è ancora arrivata la mia copia sostituta del tuo Un cuore in Bretagna, mi avevano scritto che avrebbero fatto un piego, ma nel frattempo ho fatto un altro ordine con piego raccomandato e quelli in 3 giorni era qui. Evidentemente Pub.me ha scelto il piego normale, che sotto Natale è un assoluto azzardo, dato che sono spedizioni non tracciabili che vanno smarrite…
    Intanto compleanno casalingo passato anche qui, con un aumento dei dlin dlon dei corrieri, tanti pacchi e tante sorprese, ma soprattutto tanti, tanti, tanti messaggi che non mi aspettavo, tanto che mi è sembrato uno dei più bei compleanni, e fa strano dirlo.
    Intanto ho fatto tutti i regali di Natale, e tutti online, alla faccia del cashback. Li ho dovuti fare online perché i negozi locali non offrono la consegna a domicilio e se io non ho né tempo né modo di spostarmi, come li faccio arrivare i regali acquistati al negozio fisico?! Ergo, tutto online con consegna diretta, non solo da Amazon, ci sono tanti altri shop.
    Arrivano anche i però.
    Però ho fatto un giro breve al parco, a portare dei libri alle casette del bookcrossing. Ho incrociato tre persone, senza mascherina. Ma non era obbligatoria all’aperto? Visto che fa freddo e tiene pure caldo, non è un fastidio. Uno mi ha pure tossito davanti mentre gli stavo passando il più lontana possibile, nel fango invece che nel marciapiede.
    Però è pure peggio: avendo chiuso i negozi il sabato e la domenica, il venerdì sono intasati tre volte di più! Dovevo andare in un negozio del centro commerciale dietro casa: sono entrata e sono scappata fuori, ero pure tentata di scrivere un post a Zaia. Non ci siamo proprio! Era come il 24 dicembre, ma degli altri anni. Troppa gente, nessun controllo, difficoltà a mantenere le distanze, gente che proprio le ignorava, toccandoti la spalla. E sentendo poi gli amici, idem in centro città, per le vie.
    Temo che la pagheremo cara questa mancanza di responsabilità. E sì che basterebbe poco per avere tutti un po’ di vita normale. Invece c’è chi esagera con l’egoismo.

    • Facendo la spesa in un centro commerciale, piccolo sotto casa, ora si è ribaltata la situazione per cui la spesa è ok nel weekend perché è aperto solo il supermercato e non i negozi, mentre in settimana è tornata la fila, da cui sono scappata 2 volte. Soluzioni valutate con poca serietà, del resto oggi, gli irresponsabili che si sono riversati in centro non hanno fatto nulla che non fosse consentito, negozi aperti e ora pure bar e ristoranti. La mascherina è obbligatoria ovunque, e sono certa che pagheremo care queste giornate pre natalizie.
      Tornando al compleanno pure io tantissimi messaggi e telefonate, anche un vecchio ex collega della filiale del Veneto, che per anni non azzeccava mai il giorno, un anno mi telefonò il 12/11 per dire, quest’anno invece che sorpresa! Alcuni come noi stanno imparando quanto si stia bene con poco.
      PS. Ti prego cash back no, devo ancora fare lo Spid e di questa inefficienza informatica digitale per cui tutto mediamente va in palla in tre secondi non se ne può più.

  5. Certo che il secondo errore sul cartaceo no. Voglio dire, a nessuno prescrive il medico di fare l’editore. Se vuoi sperare non dico di emergere, ma di sopravvivere nella giungla del settore devi essere super professionale. Così non va.
    Per il resto che dire? Oggi zona gialla, partenza all’alba per andare a salutare il lago. Non c’era nessuno, abbiamo fatto foto fantastiche e poi abbiamo bevuto un caffè sedendoci in un tavolo all’aperto. Dopo questi mesi così faticosi ci siamo sentiti davvero liberi e felici, anche se la sensazione è che questa sia solo una pausa prima della ripresa dell’incubo. Anche perché pare che il resto del mondo, invece che passeggiare all’aperto, fosse stipato nei negozi… E poi, ovvio, mi mancano le persone che non vedo, ma questo credo valga per tutti.

    • Esatto, quando poi l’editore dice che è colpa del tipografo (tipografo che modifica i file in pdf? Uhm) puoi solo arrenderti come ho fatto io.
      Ho visto le tue foto riconoscendo Orta, dove, di sicuro, avevo nei piani di tornare perché tutti mi dicono che le luminarie natalizie la rendano ancora più magica, ma speriamo nel 2021; posso dirti che la gita al tuo lago coi nipoti è stata in assoluto la giornata più splendida di questo anno maledetto. Sì, il resto del mondo faceva shopping, dopo essersi lamentato per mesi per la mancanza di soldi. Io stasera sono davvero scoraggiata.
      Le persone sono il dramma, io in settimana ho rivisto mio nipote dopo 2 mesi, e siamo tutti a Milano, ma non la femmina perché era ancora a scuola e aspettarla avrebbe significato tardare il mio rientro a casa, rischiando di trovare troppa gente in metro, accavallandomi all’orario di ritorno dei lavoratori. Le scelte che facciamo per proteggerci sono spesso molto dolorose. Io però continuo a vederle necessarie.

  6. @ Edit. ora l’e book è tornato a 1.99. Magari se mi informano riesco a fare una promozione un pelino più seria ed efficace. Il romanzo a tasso variabile, come i mutui. La gente mica se li immagina sti deliri che ci stanno dietro un libro.

  7. Mi dispiace per gli errori sul cartaceo, accidenti…anch’io una volta ho sbagliato il cartaceo (mancavano i numeri di pagina, mi ero dimenticata di impostarli, però facendo tutto da sola può capitare).
    Per quanto mi riguarda ho fatto i regali di Natale per i bambini on line con Amazon con spedizione al loro domicilio in Puglia, già tutto arrivato, anche prima del previsto, poi ho comprato dei pensierini in una profumeria del centro commerciale vicino casa mia (ho dovuto comprare tutto venerdì sera, visto che nel week end sono chiusi, ovvio che tutti si riversino in centro dove i negozi sono aperti…non so forse qualcosa di sbagliato c’è nell’organizzazione) e li ho affidati a mio nipote che partirà nel week end in auto, sperando che non resti bloccato in autostrada con file allucinanti. Io resterò a Bologna e sinceramente lunedì mattina, all’improvviso, sono stata assalita da una tristezza infinita, non so, passerà.
    Per il resto sto lavorando per chiudere tutte le attività amministrative prima della fine dell’anno, il solito incubo con le chiusure di tutti i pagamenti e delle operazioni di bilancio. Ieri è sorta una bega enorme con un contratto da chiudere e stanotte non ci ho dormito, vabbé. Insomma io sto lavorando come al solito e i negozi del centro non li ho proprio visti (salvo in TV). Visto che non parto e avrò qualche giorno di ferie farò forse un salto per negozi (perché devo comprare per me il cellulare nuovo) in un giorno feriale sperando di non trovare gente (che poi io troppa gente in giro non la sopportavo neanche prima del covid, figuriamoci adesso). Ovvio che se c’è caos me ne torno a casa…

  8. Credo proprio, cara Giulia, che nei feriali sia ben diverso, ma soprattutto sono certa che ci siano state molte falle nell’organizzazione. Quando ho scritto questo post avevo visto solo le immagini della mattina a Milano, poi al tg serale lo sfacelo del pomeriggio, mentr sono giorni che sui social la gente dice “non ho fatto nulla che non fosse vietato, eravamo gialli”, sono proprio stanca di vedere questo continuo autogiustificarsi da parte di tutti. Capisco la tristezza cosmica che ti ha avvolta e mi spiace, sarai, come hai scritto credo da te, in compagnia del tuo compagno ed è già tanto, purtroppo questa situazione sta durando da 10 mesi ed è normale avere dei grossi cali di umore. Un abbraccione

  9. Cerco di evitare i però, ma sento comunque la mancanza di attività che amo, come lo yoga, il taiji quan e le puntate a sorpresa in luoghi nuovi. Queste ultime non le pratico di frequente, ma anche per questo gli stimoli che di solito ne ricavo mi mancano. Per il resto è un periodo ipercomplicato ma non drammatico in famiglia, quindi silenzio, ché va tutto bene. Spero di potermi tuffare presto nella storia di Amela e nel romanzo che ho interrotto per scriverla. Sento la mancanza di quelle belle sedute di scrittura che durano ore e mi lasciano a guardarmi intorno come un’aliena catapultata sul pianeta famiglia. Ci arriverò! Mi dispiace per i tuoi disguidi con l’editore. Mi hai fatto venire in mente la risposta che mi diede il mio editore quando lo informai che, andando in stampa, il manuale di scrittura aveva i paragrafi ad cazzum. “Dovevamo rientrare nel numero di pagine X.” Alla faccia dell’arte! 😉

    • Ah, le belle sedute di scrittura, ne avrei bisogno pure io ora, o perlomeno quando non lavoro. Sto aspettando 2 editing previsti per dicembre, ma niente, spero arrivino. Mi piacerebbe tanto buttarmi in una storia completamente nuova, ma zero idee. Guarda, i piccoli editori o fanno investimenti importanti in competenze e poi diventano davvero dei fuori classe, penso a NNEeditore, Hacca Edizioni altrimenti ci si ritrova in queste situazioni tristi, rientrare nel numero di pagine per risparmiare e via dicendo. Ecco, non avrei bisogno di queste tristezze ora, ma non ho potuto evitarle, mannaggia.

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