Camminando verso le feste

Ci tenevo davvero a scrivere un post prima di quello con gli auguri. Domenica l’avevo messo in bozza nella mia testa mentre mi lavavo i capelli e preparavo il pranzo, poi però un’avvilimento cosmico mi ha colta, dovuto al continuo bombardamento di dichiarazioni che vanno dal blando ma comunque per me fastidioso “se non me lo vieti perché non dovrei farlo? Vogliamo tornare alla normalità!” all’insulto a chi osa solo accennare a “magari usiamo un po’ più di buon senso.” La miseria umana proprio. Mi sono detta “ma perché diavolo comunicare?” Eppure credo ancora che ci sia spazio per riflessioni, e la necessità di fissare lo sguardo su questo Natale pandemico e sul futuro che ci aspetta, un tempo inimmaginabile e, a quanto pare, neppure paragonabile al disastro della crisi del dopo guerra.

Cosa farò? Cosa faremo? In casa si è scelta la linea molto rigida, a prescindere dai colori e dai divieti, i pranzi saranno solo coi conviventi, quindi io e Emanuele qui col pranzo d’asporto del nostro solito ristorante preferito, mia mamma da sola, mia suocera da sola. La testimonianza di una donna umbra, che a seguito di un pranzo a casa sua coi cognati e la suocera, che abitavano nello stesso stabile, a ottobre, si sono contagiati tutti, due sono deceduti, tra cui il cognato di 62 anni sanissimo, mi ha molto turbata, ma ha confermato ciò che in fondo sappiamo tutti. Per mangiare si toglie la mascherina, e un pranzo di Natale, o un cenone, non te lo risolvi in 15 minuti. Lo faccio per proteggere chi amo e non ho voglia di sentirmi dire che li lascio soli. Morire di covid è tremendo, si conclude questa vita in solitudine, spesso anche rendendosene conto. Io che ho vissuto la malattia di mio padre, l’ho accompagnato, gli sono stata davvero vicina, fino a  salutarlo in qualche modo (non a sufficienza, ho ancora un grosso senso di colpa per non essermi fermata quella notte) capisco quanto possa essere tragico non poterlo fare. Ecco, mi sta uscendo il post triste. Forse se l’avessi scritto domenica sarebbe stato incazzoso, che poteva essere meglio.

Piccole ma rilevanti rogne hanno caratterizzato gli ultimi giorni al lavoro, con la conseguenza di dover interrompere con un giorno d’anticipo lo smart working e tornare lunedì in presenza. La gioia per Un cuore in Bretagna in libreria è stata decisamente offuscata dal fatto che il distributore abbia impiegato un mese a consegnarlo e, nell’altra libreria che l’ha ordinato, addirittura non è ancora arrivato. Un romanzo di Natale che non è arrivato il 22 dicembre, capirete quanto possa facilitare la vendita. Per gli appassionati de I tubi di Sandra abbiamo un piccolo nuovo capitolo: la lavatrice si è rotta ieri sera, è nuova nuovissima, essendo stata presa il 28 aprile, per rallegrare il lock down. Toccherà lavare i piatti durante le feste e soprattutto i bicchieri: ho intenzione di brindare un sacco.

In tutto questo ho letto moltissimo e soprattutto ho letto libri da 9 e 10 come voto. Romanzi molto attesi, pregustati nel tempo sospeso in cui non potevo procurarmeli, storie che mi hanno restituito lo splendore di quando ci azzecchi, di quando ti dici “questo deve essere bellissimo e adatto a me” ed è proprio così; ma anche quando a dirmelo sono stati altri, e questi altri sono persone che non mi hanno mai vista. E’ qualcosa di grandioso essere riuscita a raccontare chi sono, cosa mi piace, cosa mi smuove nel profondo qui e su instagram, – ho in mente due persone in particolare – con così poco. Chiaramente ve ne parlerò nelle letture di dicembre.

E domani è già antivigilia, pazzesco. Di sicuro ci risentiamo presto per gli auguri, le pubblicazioni nel blog poi non verranno sospese, spero di avere qualcosa di più luminoso da raccontare.

14 pensieri su “Camminando verso le feste

  1. Eppure le settimane passano e qualcosa cambierà in meglio. Prepariamo la pazienza a durare, e sì, brindiamo! Un abbraccio.

    • Pazienza ne occorrerà ancora tanta in effetti, sarà lunga, ma come dice il mio guru Galli, se prima avevamo l’acqua al naso, ora è al petto. Certo se riaprono le saracinesche, risalirà. Un caro abbraccio a te e al mio amato Friuli.

  2. Intanto io ti anticipo gli auguri.
    Queste feste sono troppo preziose per sprecarle con la rabbia di ciò che faranno gli altri, cose che comunque non potremo controllare. Io lo capisco il fatalismo. I miei erano attentissimi, non andavo da loro da settimane per non metterli in pericolo e si sono ammalati lo stesso, altri hanno scoperto poi di essere stati a stretto contatto con gente contagiata e sono risultati negativi. Quindi non approvo, ma capisco il fatalismo. Così come capisco chi non regge più questa o quella restrizione. La solitudine di chi è solo e la solitudine di chi è innamorato, che abbia 14 o 94 anni, e che non può vedere l’amato/a mi fanno particolare malinconia. Non riesco a essere severa con gli innamorati in tempi di Covid.
    Ti auguro quindi di apprezzare questo Natale per quello che può essere, senza fartelo rovinare da ciò che è fuori dal nostro controllo.

    • Grazie, li prendo più che volentieri.
      I casi singoli meritano certo indulgenza, un ragazzino che attraversa un comune per andare dalla fidanzatina, Dio mio, come può farmi tenerezza? Però se sabato hanno chiuso la metropolitana a Milano 300 TRECENTO volte, forse ecco di gente in giro che poteva evitare ce n’era parecchia. Pure io avrei voluto vedere le luci del centro eh, non sono nè un martire, nè un erore, però ho una coscienza collettiva diversa.
      Per il resto, non ho mai pensato che si contagasse solo chi non sta attento, figuriamoci, con sti numeri. Magari domani lo prendo io.

  3. Anche qui si è scelta una linea rigida. Chi per un verso chi per un altro, ognuno ha i suoi acciacchi e nessuno ha voglia di rischiare (soprattutto dopo le discussioni sull’inefficacia dei test rapidi, per cui ci viene il dubbio se siamo davvero negativi). In compenso a Natale ho già il pomeriggio pieno di videochiamate, mi sembrerà di stare al lavoro, ma se non altro saranno risate e non riunioni!
    Arriverò anche il vaccino, piano piano torneremo alla normalità. Si fa per dire, perché se non siamo proprio gnucchi qualcosa da questa pandemia dovremmo averla imparata e la normalità di domani non sarà la normalità di un anno fa.
    Scappo a scrivere, ho un racconto in caldo e sono in ritardo per Natale… 😉

    • Gnucchi, quanto tempo che non lo sentivo, bella parola, molto evocativa eh sì speriamo che certe brutte abitudini non vengano ripristinate.
      Non vedo l’ora di fare il vaccino.
      Ormai è tardi per augurarti buona scrittura, forse avrai già finito.

  4. Nostra signora dei tubi ha colpito ancora!
    Almeno il giorno del 25 con il pranzo da asporto non avrai pentolame da sgurare.
    Il mio Natale è iniziato lunedì, con l’arrivo della mia bambina. Le feste sono stare con chi ami, punto. Ancora una volta, nonostante tutto, credo di avere maggiori ragioni per essere grata che di lamentarmi, infortunio incluso.
    Rimane, dolorosa, l’apprensione per le persone care che stanno male, Covid e non. Questa è la vera ombra nera di questo momento.
    Auguri anche per sopravvivere a questi ultimissimi giorni, convulsi come sempre prima delle feste!

    • Eh sì, e comunque qualche pentolame ci sarà, anche perché il tecnico esce il 29. Sgrunt.
      Pure io sono grata gratissima, solo che ogni tanto mi sale la rabbia, vedi risposta ad Antonella.
      Natale ridotto, ma convulsione della vigilia immancabile, hai ragione. Un caro abbraccio festoso a te.

  5. Da ottobre sono uscita 2 volte, sono sempre stata in casa. Il piccolo non vede i nonni da quasi un anno e la no na da quest’estate, abbiamo deciso di andare a trovarla a Natale, nel pomeriggio. Chi mi dice che l’anno prossimo ci sia ancora? Mia mamma se n’è andata in 2 mesi. È un azzardo che tutti vogliamo prenderci in nome dell’amore. Speriamo bene.

  6. Quest’anno ho pensato egoisticamente che aver già perso i miei genitori è stata quasi una fortuna. Inoltre avendo perso mio cognato nel 2019, un fratello per me e un dolore dal quale non riesco ancora a riprendermi, ho acquisito una specie di corazza sul cuore; per questo passare il Natale lontano dalla mia famiglia di origine non lo considero un fatto gravissimo, anche se mi dispiace, non lo nego. Ma come Pollyanna cerco di vedere qualcosa di positivo in ogni cosa, quindi in questi giorni non dovendo viaggiare potrò riposarmi davvero, che non lo facevo da molti anni, oltre che recuperare parecchie letture.
    Fine della nota triste, mi sono appassionata alla serie de I tubi di Sandra, ma se la lavatrice (o lavastoviglie) l’hai comprata il 28 aprile dovresti essere ancora in garanzia, quindi dovresti pretendere se non la sostituzione almeno la riparazione gratis (la garanzia dura due anni), il tecnico interviene gratis il 29 vero?
    Ti auguro un buon natale Sandra.

    • Bisogna fare come Pollyanna, non che sia facile, e vedere il classico bicchiere mezzo pieno, tu sei stata in effetti bersagliata da lutti importanti di persone giovani e stare lontano ora non è paragonabile al vuoto incolmabile.
      Lavastoviglie è in garanzia, sì, anzi abbiamo pure fatto l’estensione rognati come siamo, sarà gratis, ma appunto c’è la scocciatura.
      Auguroni a te e grazie per essere sempre qui a ogni mio post.

  7. Cara Sandra, anch’io ho pensato le tue stesse identiche cose. Mia mamma farà il Natale da sola nella via che ben conosci, e noi tre per conto nostro a Cinisello. Con la saggezza che la contraddistingue ha detto: “Meglio morire di vecchiaia che di covid. State a casa vostra!” Quest’anno so di tanti miei conoscenti che si sono ammalati e il pranzo di Natale non è la stessa cosa di quando si va a trovarla, di solito il sabato, e soltanto uno per volta.
    Sul lavoro nell’ultimo mese sono stata travolta stile treno in corsa, non ho praticamente avuto tempo di fare niente, comincio a tirare il fiato solo oggi. Ho visto il tuo nuovo libro su Instagram, che bella la copertina: mi sa che me lo regalerò in cartaceo nelle letture nel prossimo anno. Ho sfoltito col machete i libri che giacevano inutilmente sugli scaffali e quindi ora ho “soltanto” trenta libri! 😀 Tantissimi auguri, e un caro abbraccio.

    • Sì, cara siamo allineate con le considerazioni sul perido. Pure io al solito, forse per la scadenza fiscale del 25, sono arrivata mezza morta e stamattina mi ha colto lo sconforto, anche andando sotto casa di mia mamma per farle gli auguri mi è sembrato così triste, nonostante le sua forza.
      30 libri sono ancora tanti ma spero di finire nelle tue prossime letture. Augurissimi Cristina.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.