Progettare ora la vita che verrà

Così si stanno concludendo questi quattro giorni di festa caratterizzati da un’altalena di emozioni davvero destabilizzante; alla fine oggi – che pare una domenica come tante – sono in pace: sento di aver fatto tutto, ma proprio tutto, per poter vivere al meglio questo Natale pandemico e farlo vivere al meglio delle mie possibilità a chi mi è vicino. Ci sono stati tanti momenti di luce, e qualcuno di buio ma quel che accade oggi, al netto del quotidiano di ognuno, ha il sapore vero della ripartenza: il vax day. Voglio vederlo come l’inzio della fine.

Sarà ancora molto lunga, non bisognerà illudersi nè abbassare la guardia, e comunque vada sarò tra gli ultimi a potermi vaccinare, ma sperando che il piano funzioni senza intoppi, magari per l’autunno ne saremo davvero fuori. Autunno significa attraversare tre stagioni ancora in queste condizioni, forse, certo, ogni giorno un po’ meglio a mano a mano che la gente si vaccinerà. Gennaio e febbraio non li calcolo proprio, da sempre sono mesi piatti in cui ci sia accorge ogni sera del piacevole allungarsi delle ore di luce, per poi, verso marzo cominciare a ideare le vacanze, che quest’anno no, non credo potranno ancora essere nella normalità pre pandemica. La primavera, con le temperature più miti forse vedrà un miglioramento complessivo, idem l’estate.

Questo è il momento migliore per progettare nel chiuso delle nostre case ciò che faremo più avanti, sperando che la vita sia clemente, che non arrivino altri guai personali nella salute nostra e dei nostri cari, perché le altre malattie no, non si sono certo fermate per lasciare il passo al covid.

Pensavo, o meglio mi era stato garantito, che a dicembre mi sarebbero arrivati i due editing dei romanzi che usciranno nel 2021, ma non è stato così. Per il romance in uscita a S. Valentino sono oggettivamente preoccupata, l’editore riapre l’11 gennaio e fare tutto in un mese lo vedo complicato, per quanto il testo sia passato da una precedente editor e lo ritengo abbastanza pulito. (Io, l’editore non lo so). Il young adult è previsto per maggio, per il lancio fisico al Salone, ma il Salone di Torino secondo me non ci sarà, maggio è troppo presto per ipotizzare la bolgia di una fiera internazionale. Quindi questo romanzo, allo stato attuale delle cose, è un gigantesco punto di domanda.

Augurandosi anche un anno senza scossoni lavorativi, le cose che vorrei fare quando si potrà, quindi sconfinando nel 2022, sono tante, tantissime, da far girare la testa, senza riposarsi neanche un po’. Vorrei andare a Bologna, dove vivono diverse amiche, che non si conoscono tra loro e per dedicarmi a ognuna, toccherebbe fermarsi almeno un weekend, con una tabella di marcia a suon di tortellini, da tornare a casa urlando di gioia. Vorrei andare a Padova, vorrei visitare alcuni punti di Milano che ancora non conosco come le case colorate di via Lincoln e il Kebabbar, dovremmo fare almeno una gita con gli amici del gruppo “ado”, coi quali non è stato possibile festeggiare i 10 anni di amicizia, se non su zoom, vorrei incontrare finalmente il fotografo col quale collaboro da oltre un anno e mangiarmi una pizza col mio altro collaboratore, cioè il mio illustratore, e l’impegno più imminente è proprio quello di dare una nuova veste al progetto Nina Strick, cosa che intendo fare dal giorno 30.

Mi piacerebbe tanto tornare in Friuli e espatriare fino a Hellestat in Austria; quando mi colgono questi potenti colpi di fuline coi luoghi, quando poi ci vado l’innamoramento è confermato e totalizzante. Desidero godermi i miei nipoti, di 12 e 14 anni, essere per loro un punto di riferimento nell’adolescenza, più di quanto riesca a fare ora, con uno schermo di mezzo e sparuti momenti vissuti insieme.

Se si ricomincerà sul serio a uscire credo che abbandonerò un po’ la scrittura, con due romanzi in uscita e due progetti per l’infanzia ancora da piazzare (sui quali si sta lavorando duramente da anni) avrò/avrei pubblicazioni per diverso tempo e quando un libro esce poi bisogna occuparsene fattivamente. La ragazza che ascoltava De Andrè e Un cuore in Bretagn sono stati penalizzati da diversi fattori, covid compreso, spero di poterli recuperare e accompagnare ancora a lungo, senza dimenticarmi di loro, in favore delle opere più fresche. Molte cose dell’editoria mi hanno fiaccata e messa all’angolo per l’ennesima volta. Scrivere è stata la bolla felice di questo 2020, ma sul finire ha cominciato a trasformarsi in una nuova frustrazione.

Oggi sono piena di energia, euforica per questo vaccino, fiduciosa che per scrivere mi mancherà proprio il tempo perché la vita tornerà piena. Se tutto andrà bene, coi prossimi libri, metterò a segno dieci romanzi pubblicati di cui vado assai fiera, la quantità giusta per prendersi una pausa.

18 pensieri su “Progettare ora la vita che verrà

  1. Francamente non ho progetti per il ” dopo”. Forse perchè faccio fatica ad immaginarmi un quando, e un come. Non riesco ad essere così fiduciosa in questo vaccino, perdonami. Allora preferisco vivere momento per momento, senza attese.
    Una cosa è certa: quando e se arriverà il momento in cui si potrà, farò ciò che più mi è mancato , ovvero andarmene in giro, vicino e lontano, in compagnia o anche sola, ma in viaggio. Non prima di averti ospitata a Bologna, naturalmente!

    • Figurati, cara, ognuno ha le sue sensazioni, non devo perdonarti, del resto ho postato Nmila post lagna ultimamente. Ovvio che sei tra le amiche bolognesi che devo vedere sotto le due torri!

  2. Progettare la vita che verrà mi è comunque difficile, prima di tutto perché qua in Veneto i numeri sono da capogiro e stamattina qualcuno ha detto: ” E’ la responsabilità dei cittadini che in Veneto è mancata”. Considerando quello che ho visto andando in farmacia e in posta la settimana prima di Natale, sono proprio d’accordo. Poi perché anche in questi giorni di auguri in videochiamata mi è capitato di ascoltare delle assurdità: gente che si lamentava delle regole ma che, a mie domande precise, non le conosceva affatto. A che serve stare tanto online se non capiscono di consultare il sito del Governo invece di blaterare a vanvera?! Mah. Più che altro, vedo la debolezza in tante persone che, almeno a parole, si raccontavano più forti.
    Comunque, il vaccino e il liberi tutti non cambierà il mio 2021, sarò sempre senza ferie e permessi, e dovrò comunque centellinare il mio tempo libero e rinunciare a parecchi spostamenti. Di contro, questo lo rende un tempo migliore, perché mi costringe a non buttarlo via.

    • Il caso Veneto è davvero singolare: virtuosissimo nella prima fase, ora un disastro.Beh, in Lombardia è stato un disastro con entrambe le ondate. Ormai stai diventando una campionessa nella gestione del tuo poco tempo libero, Barbara.

  3. Mi fa piacere sentirti positiva. Io sono in generale abbastanza ottimista, ma non sento l’inizio del vaccino come una ripartenza, non ancora. Mi aspetto miglioramenti, questo sì, ma non programmo ancora niente. Vedremo! 🙂

    • A discapito dell’energia che trapela dalla mia persona, sono un tipo parecchio pessimista, in questo caso però con le dovute misure in ordine di tempo, oggi mi sento ottimista.

  4. Sono contenta di sentirti così energica, Sandra! Fai bene a riporre speranza nel futuro. Il vaccino non è la soluzione definitiva non lo sarà fino a fine 2022 ma bisogna andare avanti e i progetti sono il modo migliore per farlo. Anche io ho una voglia matta di viaggiare e di fare mille mille cose. Ho tanti progetti che mi frullano in testa e credo sia un po’ l’effetto dell’isolamento ma non li voglio gettare via, voglio coltivarli, perché mi aiutano ad andare avanti. Anche io dovevo cominciare l’editing a fine anno ma ancora non ci ho lavorato. Tutto sta rallentando e credo come te che il Salone in presenza non si farà, dunque abbiamo un po’ di tempo in più per programmare le uscite con calma e non farci prendere della fretta e dallo sconforto. Pausa scrittoria? Possiamo riparlarne in primavera? Un abbraccio e buona settimana!
    PS. se fai una capatina a Torino, male non ti fa 😉

  5. Di esser fiera di ciò che hai fatto quest’anno , certo è frustrante però vedere che non tutto va come si vorrebbe.
    Noi non abbiamo progetti né a breve, né a lungo termine. Vorrei poter prendere un aereo e andare nella.mia metà preferita ma ci sono ancora troppe incognite e molta nebbia in proposito. Mi sa che passerà tutto il 2021 prima di trovare un po’ di normalità.

    • Grazie per le tue parole. In effetti il vaccino mi ha dato un’insolita botta di ottimismo, ma anch’io ho parlato di autunno quindi in pratica ci passa quasi un intero anno. Ma devi dirci quel è la tua meta preferita! (Miami?)

      • Mi piacciono gli stati uniti, Miami ha un oceano pazzesco e poi c’è Tiziana 😍 adoro la California, ma anche Nevada Utah Arizona, insomma vorrei poter girare ovunque

    • Di Bologna ne ho davvero tantissima voglia, mi basterà un weekend? Ho ancora tempo per pensarci. Grazie per la tua accoglienza, in effetti ci siamo viste proprio di fretta.

  6. Ahhh, mi piace tutto di questo post-proposito per l’anno che verrà: la speranza all’insegna della prudenza, un po’ di sempre sano fatalismo, tanta progettualità e voglia di fare! Un caro amico medico si vaccina domani, e anche io non riesco a contenere l’entusiasmo, la speranza, la fiducia che speriamo sia ben riposta. E allora DAJE TUTTA, sempre! e ci si legge nel 2021!

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