Cose del momento

Sto bene.

Con un certo impegno ho superato la fase di abbattimento che credo si fosse percepita nell’ultimo post, non è stato nè facile nè immediato e sono molto orgogliosa di me, perché ho saputo guardarmi dentro con grandissima onestà. A volte ad esempio mi sento compressa da cose che non sono poi così urgenti e/o importanti quindi posso rimandarle e allentare la tensione. In ufficio stiamo vivendo il ciclone Brexit, lavorando per un’agenzia doganale siamo in prima linea, anche se io non me ne occupo, il personale è sempre lo stesso quindi ho il mio responsabile un po’ meno disponibile per me; io sono autonoma, tuttavia a volte capita che per la mole di pratiche o per qualche imprevisto io gli chieda aiuto, l’ho sempre avuto ma ieri a un certo punto mi ha dato una risposta assurda, non scortese, ma che proprio non esisteva come soluzione al problema che gli stavo sottoponendo, ho fatto da me e l’ho sfangata.

Siamo tutti in debito di pazienza e di energia, per questo è fondamentale trovare una quadra per sottrazione, avrei delle idee di post per il blog, ma poi faticherei a rispondere ai commenti e a godermeli, così al momento tocca soprassedere. La situazione contingente non lascia spiragli, ci mancava la crisi di Governo e in Lombardia è tutto molto triste. Ieri ho saputo che a inizio anno è mancata una mia conoscente, non sembrava neppure grave, che si aggiunge a una lista purtroppo troppo lunga.

Questa settimana l’editore mi ha mandato l’editing del romanzo in uscita per S. Valentino, per stare nei tempi occorre che io faccia il mio giro e lo restituisca entro il 27/28, ma fino al 25 lavoro, oltretutto da martedì sono in presenza e rincaso scoppiata. Devo darci dentro nel weekend, ero molto ansiosa a riguardo e ora che è finalmente arrivato non ho neppure cominciato, ma è già qualcosa che non abbiano utilizzato il terribile revisore di word che detesto. Non è mai successo che tardassi, non posso farlo ora che abbiamo una data precisa. Inizio a sentire un pelino di fibrillazione, che poi 3 romanzi in neanche 10 mesi è un gran record, quindi se non appaio da queste parti sapete dove sono: ai blocchi di partenza. con un rosa che al momento è il più rosa di tutti, ma coerente con la mia scrittura.

17 pensieri su “Cose del momento

  1. Credo che la stanchezza ora sia normale.
    In fondo alla via c’è un bar gestito da due donne che ormai sono amiche. Loro sono sempre state solari per tutta la pandemia. Si sono reinventare come enoteca e cioccolateria per fare consegna a domicilio durante il lockdown. Hanno tenuto botta, reinventandosi il lavoro. Con l’alternanza dei colori si sono rapidamente adattate, solo asporto, metà clientela, solo asporto. In questi giorni le ho trovate per la prima volta abbattute. Eppure non è successo nulla di nuovo, loro e i loro famigliari stanno bene, il giro d’affari tiene nonostante tutto. È bastato un niente, una critica per altro bonaria di un carabiniere a un cliente che si intratteneva più del dovuto per farle crollare. Perché siamo tutti stanchi. Tu col tuo turbine di pubblicazioni e scrittura sei, secondo me, molto invidiata. Tre romanzi in 10 mesi sono un record da grande autore. Devi esserne fiera e goderti, per quel che si può in questo momento, il risultato.

    • Ovviamente non conosco le due donne di cui mi racconti, ma mi fanno moltissima simpatia, ammiro tanto chi si è reinventato, come loro, come il ristorante del matrimonio di cui ogni tanto parlo, abbiamo preso il delivery anche domenica, non sono soliti lamentarsi, ma ho visto il proprietario, sono due fratelli, davvero esasuto, stessa situazione del il locale della tua via, stanchezza cosmica e avvilimento, anche se economicamente stanno reggendo.
      Il mio record è frutto di tanta scrittura, ma anche di risposte concomitanti, perché alla fine sono opere scritte in un lasso di tempo molto più lungo, il rosa in uscita l’avevo iniziato esattamente 3 anni fa e inviato a questo editore il 13 febbraio 2020.
      Grazie davvero per le tue parole, che io sia invidiata lo trovo quasi buffo, e non è falsa modestia.

    • Concentratissima, grazie per il tifo che fai da tanti anni.
      Ho persino organizzato i pasti del weekend in modo da stare poco in cucina, mangiando però cose buone.

  2. Comprendo molto bene la fatica di rientrare a casa dal lavoro e mettersi a pensare alla scrittura quando solo il divano sembra interessarci 😃. Eppure so che ce la farai perché riesci sempre. E se anche dovessi non farcela non cambia assolutamente nulla. Di amore ne abbiamo bisogno tutti i giorni. In bocca al lupo (anche per la Brexit in ufficio e tutto il resto)

    • Ti dirò, sono rincasata con una pioggia davvero brutta, in pratica un catorcio, andare in farmacia e dal panettiere mi è sembrato un’impresa faticosissima, ora però dopo una super doccia va già meglio. Del resto ho lavorato full time per 28 anni e sono riuscita a mettere a segno comunque in quel periodo diverse pubblicazioni. Riesco quando la forza di volontà raggiunge l’apice, e per la scrittura sì, la raggiunge. Grazie davvero, la Brexit ci sta uccidendo.

  3. Stanchezza e avvilimento sono sempre in agguato, mi rimprovero da sola
    poi invece a volte penso che è umano, dopo mesi, provare malinconia e sconforto, si deve accettare. Il vero privilegio , oltre alla salute nostra e dei nostri cari, è avere un lavoro e un mondo interiore di letture, riflessioni, scrittura ecc che ci consente di vivere, e non soltanto sopravvivere.
    In bocca al lupo per tutto!

    • Grazie anche a te, le tue parole sono davvero sensate, come del resto ho imparato a conoscerti e ad apprezzarti più che mai in questa pandemia, l’avvilimento non deve mai avere la meglio, se non per mezza giornata.

  4. Oramai è un anno che lavoro da casa, perché l’azienda si è preparata da subito, non ha atteso il lockdown nazionale. L’avvilimento è dietro l’angolo, forse più rabbia nel mio caso, non perché mi pesi lavorare da casa, anzi! Piuttosto perché è sempre più evidente che ai sacrifici di qualcuno si contrappone il menefreghismo di qualcun altro, rovinando il risultato. Non se ne esce. Davvero ci sono persone per cui, mascherina con gli swarovski a parte, la vita non è poi cambiata molto.
    Ieri poi davvero mi era presa una voglia di menar i pugni. Mi è toccato entrare in ufficio postale, l’unico aperto fino alle 19 (faccio parte di quella pessima categoria dei lavoratori full-time, per giunta senza permessi), e dopo un bel 20 minuti di coda al freddo (e che ci sto bene io! ma gli altri?) mi è stato rifiutato l’invio di un pacco, senza una giustificazione davvero sensata. L’unica cosa che ho pensato: io non sono mai stata così tanto stronza con un mio cliente, purtroppo però in certi luoghi “protetti” alcuni dipendenti rovinano la bontà di altri (perché ho amici che lavorano in posta, soprattutto portalettere, e sono delle persone eccezionali!) Il periodo è quel che è, ma se non ci diamo una mano, ne usciremo solo pessime persone, peggio di prima.
    Per cui: aprire la finestra (anche se fa umido) e un bel respiro fresco, un vaffanculo gridato alla nebbia, un paio di pugni ai cuscini del divano, una tazza di arancia-zenzero calda, e via andare.
    “Io sono il padrone del mio destino, Io sono il capitano della mia anima.” 🙂

    • Gli stronzi lo saranno sempre di più ma noi siamo migliori e la tua chiusa è fantastica. Sulla posta potrei scriverci mille post su quanto mi abbiano fatto infuriare così come sul menefreghismo trionfante di molti, sono due giorni che un collega – altro reparto – entra da noi e per parlare (se viene nel ns. ufficio è perché deve dirci qualcosa e siccome si occupa del famigerato Regno Unito fuori dalla UE di cose deve dircene parecche) si abbassa la mascherina sotto il mento! GIURO, fortuna non ha a che fare con me, io sono lontana e in caso mi alzo e appiccico la faccia (mascherinta anche alla mia postazione)
      alla finestra, ma sta roba mi sta facendo davvero diventare matta. Oggi, microscopica area ristoro con le macchinette, in barba al cartello max 4 persone saranno state almeno il doppio, chi beveva il caffè via la mascherina. No, così non se ne esce di certo.

  5. Credo che la scrittura in un periodo come questo possa essere un ottimo energizzante, in particolare un romanzo in uscita, quindi sono sicura che troverai tempo ed energia per controllare il tuo ultimo romanzo. Per il resto occorre pazienza, altrimenti qui non se ne esce. Lunedì scorso (giuro che non sapevo fosse il blu monday, l’ho scoperto dopo) mi sentivo particolarmente giù di tono, poi mi è passata…

    • Infatti cara Giulia lo è, in questa ultima fase devo fare tre cose, ho appena concluso le prime due, dopo 1 ora e 3/4 di lavoro molto efficaci e bellissime perché ho ritrovato la mia storia, che avevo iniziato a scrivere ben tre anni fa.
      Spiace solo non poter organizzare nulla in presenza.
      Sì, ci sono giornata in cui arriva una botta di tristezza, poi appunto passa.

  6. Abbiamo energie nascoste dentro di noi a cui stringiamoall’occorrenza all’occorrenza, in modo autonomo, senza nemmeno saperlo, inconsciamente. Ci sorprendiamo di noi stesse. Ci sentiamo magiche. Che bella sensazione. Vai Sandra!¡

  7. Molto vera questa delle energie nascoste che non credevamo di avere, in effetti è proprio così, grazie per il tifo e non preoccuparti per il correttore, capita a tutti.

    • Grazie.
      In realtà sono 9, 3 negli ultimi tempi, ma pubblico da oltre 10 anni.
      Se ti piace scrivere, mettiti al pc e provaci! Qualsiasi viaggio, banalmente, inzia da un primo passo.

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