Letture e cose di gennaio

Letture e cose sostituisce Libri letti, le differenze con l’appuntamento dello scorso anno saranno principalmente due: accanto ai titoli non ci sarà più il voto e questo perché mi sono trovata nella sgradevole situazione di vedere naufragare un’amicizia per un 6 d’incoraggiamento dato al romanzo di un blog amico, nonostante ne avessimo parlato insieme prima, in grande tranquillità. Unirò all’elenco qualche nota sui libri che ho preferito e cercherò di contestualizzarli nel mese che si è concluso, perché mi sto sempre più rendendo conto di quanto la lettura venga spesso inficiata dal periodo contingente. Quindi partiamo con gennaio.

  1. Un amicizia  Silvia Avallone
  2. Sarà il nostro segreto  Maria Teresa Steri
  3. Il signore delle mosche  William Golding
  4. Il fantasma del lettore passato  Desy Icardi (racconto)
  5. Piccola autobiografia di mio padre  Daniel Vogelmann

Sono molto contenta di aver letto già a gennaio uno dei classici in lista, il primo e unico per la verità che ho trovato al supermercato. Il signore delle mosche è un romanzo per ragazzi di una potenza incredibile, Golding ha un’abilità scrittoria tale da farmici appassionare nonostante il tema avventuroso non fosse per niente tra quelli che preferisco, anzi, me ne sarei tenuta ben lontana. Ha questa capacità di tenerti incollato a questo gruppo di ragazzi disperso su un isola in epoca pre-cellulare, fino a quando l’organizzazione, che ha come obiettivi sopravvivere e lanciare segnali per farsi salvare da una nave o un aereo di passaggio, deflagra in violenza. E’ tutto calibrato alla perfezione e meritevole dell’appellativo di classico.

La lettura migliore rimane Piccola autobiografia di mio padre, nonno di Shulim che ho intervistato qualche anno fa. E’ molto breve, però lo definirei comunque romanzo, e non racconto, per la struttura; ho scelto di leggerlo per la Giornata della Memoria (era già in casa tra i saggi di Emanuele) e l’ho trovato prezioso per conoscere meglio la casa editrice Giuntina che come sapete adoro (fondata appunto dal padre di Daniel Vogelmann) e anche per lanciare uno sguardo sullo stesso treno per Auschwitz dove hanno viaggiato il padre di Daniel Vogelmann e Liliana Segre. Del campo di sterminio si parla solo per due pagine, c’è un pudore prezioso nel raccontarsi poco ai familiari, che solo dopo la sua morte hanno saputo per esempio che era anche lui nella lista di Schindler. Costa solo 5 euro e vi consiglio proprio di leggerlo, di diffonderlo perché ha qualcosa di unico nel mostrarci la vita di un sopravvissuto, intesa proprio come vita, non come mera sopravvivenza alla tragedia.

Gennaio è stato un mese ben strano. Verso il 14/15 tutti a esclamare “ma dai? Già metà mese!” Per poi ritrovarsi ad arrancare, valutando che fosse durato 65 o 250 giorni. Ho letto abbastanza ma sul finire mi sono trovata, lo sapete, ad affrontare due editing; il secondo mi sta destabilizzando tantissimo, mentre il primo anche se va via liscio necessita comunque di tempo, e quindi la lettura è stata poi sacrificata. Ho riscoperto i parchi sotto casa, dove sto andando regolarmente per decomprimermi camminando e sono tornata in centro dopo tre mesi e mezzo: me lo sono proprio goduta quel giro infrasettimanale tra Duomo e Castello in compagnia di un vecchio amico, caffè d’asporto e libreria.

Sul lavoro ho avuto diverse rogne, è stato un mese in generale denso, densissimo poi a guardare oltre il mio recinto, i casini lombardi, la crisi di Governo, la campagna vaccinale che mostra già le sue magagne, ieri ancora arancioni ma già la gente si assembrava (tanto domani siamo gialli, ho sentito questa frase che boh). Osservo con preoccupazione la foga con cui ci si esalta per le riaperture e vedo un mondo orribile, che non usa la stessa enfasi per fare concretamente qualcosa per quella che viene definita la rotta balcanica: bambini nella neve con faccine prossime al congelamento, uomini in canottiera, e un totale disinteresse da parte mi pare di tutti. Non lo so, la mia ipersensibilità, che finalmente ho scoperto non essere una fragilità ma un valore, soffre proprio.

Comunque è febbraio, avremo l’anniversario del caso Codogno, uscirà il mio romance e tutto il resto spero possa avere il gusto dei giorni regalati, perché questo tempo non vada sprecato in malinconia e fatica. Intanto oggi ho rilasciato una bellissima intervista per ABC RADIO, dove ho chiacchierato de La ragazza che ascoltava De André col direttore, è stata un’esperienza esaltante ed è andata molto bene. Vi avviso appena saprò quando verrà trasmessa.

20 pensieri su “Letture e cose di gennaio

  1. Io per gennaio nessun libro completato, ma sono quasi alla fine di Anna Karenina, non so a quanti libri contemporanei possa corrispondere la sua lettura! Spero di terminarlo in febbraio, ma questo mese è denso di lavoro e scadenze anche per me.
    Spero poi di riuscire a muovermi per consegnare i regali di Natale e concedermi una frittella alla crema! Fra un po’ me la sogno di notte!!! 😀

  2. Complimenti per l’intervista! Io adoro la radio, penso sia uno degli strumenti più efficaci per la promozione ma non è facile arrivare ai palinsesti. Letture di spessore, bene che il disguido su editing e il lavoro non ti distolgano dalla tua sana passione 🤗

    • Anch’io amo molto la radio, ci sono alcuni dee jay che mi piacciono davvero tanto e che seguo anche su Ig ad esempio,e mi è capitato di incontrarli in diverse occasioni. In questo caso Maratta Edizioni ha pagato per poter fare queste interviste, tutto qu, e ha scelto alcuni suoi autori. Come lettrice resisto, sono un po’ in calo, ma va benissimo vista la situazione, grazie.

  3. Sono felice che ti sia goduta il tuo classico, non è tra i miei preferiti, ma semplicemente perché lo lessi quasi coetanea dei protagonisti e mi fece stare molto male. E viva le interviste alla radio!

    • Ma infatti Il signore delle mosche fa stare male, l’adorabile Piggy ha la peggio ed è l’emblema di una società che castiga chi ha poca grinta, questo in estrema sintesi, la solidarietà dura poco, e l’imbecillità unita alla crudeltà fa danni enormi.
      Magari l’intervista non mi farà vendere manco una copia, ma mi sono divertita tanto.

  4. Complimenti per l’intervista e grazie per aver letto il mio libro, Sandra. Se poi hai voglia di farmi sapere cosa ne pensi in privato, mi farebbe piacere. Almeno per sapere se ho meritato un sei di incoraggiamento (nel caso non ci sono problemi eh) 😀

    • Grazie, non ho alcun merito per l’intervista, se non quello, ma è un dono, di essere sempre spigliata, il dee jay era molto colpito. Cara Maria Teresa, ti scrivo appena riemergo dall’editing rognoso sempre più rognoso.

  5. “Il signore delle mosche” di William Golding è davvero un capolavoro, ne ho proprio riletto alcuni stralci nell’ambito del mio lavoro, le scene di caccia “all’uomo” fanno venire i brividi. Non ho ancora letto il libro di Maria Teresa, e non ho mai letto nulla di Silvia Avallone, mi piacerebbe farlo prima o poi! Però penso che inizierò con “Acciaio”.

    • Il signore delle mosche è proprio un romanzo anche da analizzare per capire certe tecniche narrative,del resto, cosa che ho dimenticato di scrivere nel post mannaggia, è il romanzo che ha condotto Stephen King a scrivere.
      Ah no, ho detestato Acciaio e non l’ho neppure concluso, questo della Avallone l’ho letto solo perché mi è stato regalato, ma niente, non mi piace, voto 5

  6. Io ho letto solo tre romanzi: La notte delle falene di Riccardo Bruni, Una giornata storta di Eleonora Ippolito e Sei sospetti per un delitto di Raffaele Malavasi, quest’ultimo abbastanza lungo. Con i classici non ho ancora cominciato ma ho pronto l’ebook di 1984 di Orwell. Mi sono accorta che con il lavoro il tempo per leggere si riduce parecchio, spesso la sera inizio a leggere e crollo dal sonno. Comunque penso che tre libri al mese siano il mio obiettivo medio, poi si vedrà. Ho impostato l’elenco delle mie letture suddividendolo anche per i mesi dell’anno, solo per mia utilità, mi fa piacere ricordarmi meglio il mesec in cui ho letto il libro.

    • Tre libri al mese, che poi sai dipende tanto dalla dimensione e dal tipo di libro ovviamente, sono un obiettivo alto comunque, ci sono giorni in cui per il lavoro, ma anche per altro, manca proprio la concentrazione, e questo non deve farci sentire in colpa, ci mancherebbe vivere la lettura come un obbligo. Riccardo Bruni so che ti piace molto!

  7. Sono lentissima a leggere, ultimamente. Un po’ è perché scrivo, un po’ perché sono poco efficace in ciò che faccio. Non si può pretendere di passare un periodo del genere in scioltezza… Bel libro Il signore delle mosche.

    • Stiamo tutti un po’ arrancando, io ho preso 3 libri settimana scorsa, di cui avevo una gran voglia e, beh non sto certo leggendo col mio ritmo, in altri tempi, ma guarda anche solo a dicembre, li avrei divorati.

  8. Vi invidio moltissimo, io sono una lettrice vorace ma non così vorace! Tre libri al mese mi sembrano un ottimo risultato, ora sto riuscendo a concludere di più ma solo perché sono in un momento di pausa e quindi ho più tempo da dedicare ai libri. Devo dire che con gli orari che facevo prima, dalle 9 alle 20 passate davanti a a un PC, facevo davvero fatica a fare alcunchè, c’era un periodo in cui volevo solo morire davanti all TV e libri e scrittura neanche a parlarne. Ah, ovviamente davanti alla TV poi mi ci addormentavo dopo 10 minuti 😀

    Non ho letto nulla della Avallone ma mi ispira, se non altro come “caso di studio”, con tutti i premi che ha vinto vorrei almeno farmi un’idea mia.

    • Quello che lamenti, cara Eleonora, è il problema di molti, es. di mio marito: quando si finisce di lavorare si chiede tregua e leggere, per quanto sia bello, costa fatica e concentrazione. La Avallone, per me, è stata molto pompata, appartiene a un periodo definito la bolla dell’esordiente, con Paolo Giordano ad esempio, per cui primo libro che fa il botto, premi ecc. nessuna gavetta, non ci trovo nulla e non capisco chi la osanni tanto, ma quando ho detto su Instagram che mi apprestavo a leggerla molti mi hanno scritto in privato, condividendo la mia opinione sui suoi romanzi.

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