Letture e cose di febbraio

A febbraio ho letto solo due libri, e il secondo l’ho finito giusto pochi minuti fa. Però sono stati due romanzi importanti in un mese complesso che ha minato la mia capacità di concentrarmi la sera, per cui è capitato di non leggere neppure una pagina.

Eccoli qua:

1 La simmetria dei desideri Eshkol Nevo

2 Beautiful Music Michael Zadoorian

E’ successo che un giorno di fine gennaio una mia cara amica mi ha mandato un messaggio vocale entusiasta per il primo libro. Io e lei abbiamo gusti simili ma non identici, tuttavia sono bastati il suo tono travolgente e sapere che la storia parli di un gruppo di giovani in Israele per convicermi. Fortuna ha voluto che pochi giorni dopo io sia tornata in centro dopo molti mesi e quindi in libreria, dove ho trovato l’edizione economica oltretutto appena pubblicata. Sembrava bellezza (cit. Teresa Ciabatti), un giro tra Duomo e Castello con un caro amico, e il 3 febbraio andare al ristorante con l’Orso, ma, tempo zero, già il giorno 4 tutto si è ribaltato: problemi, preoccupazioni, un periodo brutto che “La simmetria dei desideri”, storia comunque assai piacevole, non riusciva a consolare del tutto. Ne ho parlato nelle story su Instagram e so che qualcuno tra voi l’ha letto e molto apprezzato. Per me la narrazione parte sul serio dopo l’avvenimento tragico, in più il comportamento di Churchill rimane inaccettabile e il finale è davvero pessimo. Presenta comunque suggestioni interessanti sulla forza dell’amicizia maschile, sul bisogno comune di far combaciare progetti e forze per realizzarli, in definitiva è un ottimo romanzo, con qualche falla, letto forse nel momento sbagliato.

L’autore di “Beautiful Music” ha scritto il più celebre “Viaggio contromano”, letto anni fa (mi fu regalato quando ancora non era diventato un caso editoriale), piaciuto insomma, con molte remore. Ma di questo più che chi l’ha scritto m’interessava la trama: Daniel è un quindicenne molto sensibile e davvero forte. Purtroppo non se la passa per niente bene, in una Detroit dei primi anni settanta, senza social, telefonini, niente. Solo lui, una famiglia piena di problemi, compagni stronzi e la musica a distrarlo dai suoi guai. Sullo sfondo gli scontri razziali. Ecco, mi è piaciuto proprio tanto, tantissimo. Vorrei che lo proponessero a scuola, vorrei che lo leggesse mio nipote. E’ stato il classico obiettivo serale quando durante il giorno combattevo con scocciature epocali al lavoro, nella scrittura, e la diffusa sensazione, piuttosto concreta, di essere ancora profondamente infilata nel pantano pandemico. Infatti domani arancioni again. Tanto per. E non dico che non sia giusto, dico che forse questa cosa dei colori non funziona un granché e ho perso il filo di cosa si possa o non possa fare. Ma parliamo del romanzo, tutto ruota intorno a Danny: scuola e casa, in un periodo che dura poco più di un anno, un anno spietato, che lo mette all’angolo più volte, come fanno con lui i bulli, che lo tormentano tra insulti e agguati. La storia ha una dolcezza diffusa, Daniel è il classico personaggio da abbracciare, e questa lettura è stata per me formativa al punto da decidere di scrivere un nuovo capitolo da inserire nel mio YA (quello dell’editor rognoso, di cui tra l’altro non ho più avuto notizie), cosa che ho fatto venerdì.

Marzo è sempre un mese spartiacque, anche se tre anni fa segnò l’arrivo del gelido Burian, l’idea che la primavera sia imminente di solito prevale. Marzo è inverno finito, prospettive, luce e un gran fiorire di tutto. Soltanto che ora non c’è nulla di consueto, un sole meraviglioso dalla finestra mentre scrivo e il mio orizzonte limitato al parco sotto casa. Quello più grande, comunque poco distante, oggi lo immagino stra pieno e infatti manco siamo usciti. Non abbiamo approfittato dell’ultimo spiraglio giallo per gite o pranzi fuori. Non vado a City Life, che dista poche fermate di metropolitana, da ottobre. Il mio processo emotivo attuale è focalizzato sull’impegno a non demoralizzarsi, sarà così finché non ci saremo vaccinati, intanto però spero che almeno mia madre possa avere la sua dose in tempi non da glaciazione. E’ da sola e questo inizia a pesarle davvero troppo, ma stare in compagnia, per lei, significa rischiare, e non lo fa, e io sono in pena.

10 pensieri su “Letture e cose di febbraio

  1. Spero che tua mamma faccia al più presto il vaccino, così almeno su quel fronte sei tranquilla.
    Riguardo alle letture anch’io ho letto solo due libri a febbraio: La disciplina di Penelope di G. Carofiglio e L’ombra del vento di Zafon (quest’ultimo molto lungo ma bellissimo, l’ho finito perché quando siamo diventati arancione scuro non ho dormito tutta la notte e ho letto).

  2. Grazie Giulia, mia sorella, che si chiama come te, ha fatto la procedura per iscrivere mia mamma, e proprio ieri ha ricevuto il messaggio dalla Regione dove si scusano per il ritardo…
    Ma L’ombra del vento è un romanzo straordinario, l’ho letto quando uscì e mi è rimasto davvero nel cuore, al finale piangevo in metropolitana, però mi spiace per le tue notti insonni, problema di molti purtroppo.

  3. In questo periodo condividiamo molte cose, una senza dubbio è la pena per le nostre madri, un pò malaticce, un po’ preoccupate e forse, almeno per quanto riguarda la mia, depresse a giorni alterne. Ma la primavera ha il potere di rigenerare tutto, vedrai che farò lo stesso con noi e con le persone che ci stanno intorno. A febbraio ho letto molto poco. Sono ferma al “Morso della vipera” di Basso, che è un po’ una palla al piede…

    • I libri palla al piede in questo periodo già difficile vanno assolutamente abbandonati secondo me. Ho paura che mia mamma sto giro butta proprio male, l’ho appena vista, spero tanto si decidano con sto vaccino e che le facciano due dosi, che le è già partito il pippone “una sola dose non va bene!”

  4. Anch’io sono qui in arancione scuro: colore impegnativo e molto vicino al rosso, direi.L’atmosfera generale si sta facendo pesante, io stessa, abbastanza fatalista fino ad ora, comincio a sentire la paura, perchè sempre più sono le persone che consoco e con cui ho contatti ( perlopiù telefonici) che si sono ammalate, o sono in quarantena perchè positive.
    Il profumo di primavera non mi consola come dovrebbe, ed ho nostalgia delle persone e degli abbracci.
    Ho amato moltissimo La simmetria dei desideri, letto ormai molto tempo fa, mi colpì quel modo di raccontare vicende intime e di vita dei personaggi, con il costante sottofondo della questione israelo-palestinese, qualcosa che pervade tutto, quasi un’abitudine , uno sfondo che i protagonisti danno per scontato nella sua drammaticità.
    Per me Eshkol Nevo è davvero l’erede della tradizione letteraria dei vari Grossman, Oz, Yehshua.

    • Personalmente non sopporto i colori rafforzati/scuri. Già abbiamo diverse fasce e va bene, cosa caspita si inseriscono questi aggettivi che, in definitiva, sono nuovi colori con restrizioni differenti? Servono solo a mandare in confusione e offrire facili alibi agli sgarri.
      Io amo moltissimo la narrativa israeliana e la conosco piuttosto bene nei suoi autori più attuali, potrei leggere anche altro di Nevo volentieri, sicuramente merita, anche se gli ho trovato qualche difetto.

  5. Speravo di leggere di più in febbraio, ma mi è arrivata un’opportunità e quindi sto studiando. Ho finito Anna Karenina con un doveroso inchino e una lacrima a riporlo in libreria e ora sono su “Sistemi. Elaborazione e trasmissione delle informazioni”, e a ogni tediosa pagina tornerei di volata da Tolstoj. Ho un sacco di bei libri in attesa, mi sono pure decisa a prendere il primo Harry Potter, e mi tocca studiare. In primavera per giunta. Che pazienza!!

    • Beh, con Anna Karenina traghettata da gennaio è un gran risultato. Sono molto curiosa anche di sapere come andrà col maghetto (in effetti di magie ne avremmo bisogno). Elaborazione delle infozzzzzzzz biz ronf. Massima stima per te.

  6. Mi ispirano tutti e due i tuoi librini di febbraio, sebbene anche per me In viaggio contromano sia stato ostico. Periodo complicato. Ne verremo fuori (ma Coe? L’hai letto? Aspetto la tua recensione!)

    • Credo che ti piacerebbero entrambi, in effetti.
      Dunque Coe, Coe comprato giusto oggi, al supermercato, perché era nei programmi andare in una certa libreria a prenderlo e invece col fatto che siamo arancioni, e la libreria è piccolissima (ne ho parlato su IG La Colibrì) con annesso locale che doveva chiudere o meglio tenere aperto solo per asporto, hanno deciso di chiudere per fare dei lavori. Morale, mi sono arresa all’acquisto alla Coop, quindi ho letto giusto qualche pagina stasera. Inizia col botto perché cita un raccontone che ho adorato e cioè “A Venezia… dicembre rosso shocking” una storia di una potenza indicibile assolutamente da recuperare (consiglio spassionato per tutti i miei lettori). Quindi finirà nell’elenco di marzo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.