Lasciare aperta la porta della creatività

La via creativa è una perenne sorpresa nel momento in cui le diamo l’opportunità di trovarci, lasciando aperto anche solo uno spiraglio. Nonostante la gioia per la prima dose di vaccino ricevuta da mia madre dieci giorni fa, sta benissimo oltretutto e il 7 aprile farà la seconda, che nel disastro lombardo equivale a un vero colpo di fortuna, la fatica complessiva è rimasta la colonna sonora costante delle mie giornate. Credo sia normale. Non mi piaceva ma ho assecondato la cosa, certa che prima o poi arriveranno tempi migliori, come ci ripetiamo, che sono comunque una privilegiata e via di sto passo.

Il lavoro è stato molto complesso e purtroppo c’è in previsione il cambio del sistema operativo, l’attuale è in uso da anni e lo padroneggio proprio alla grande, è il mio punto di forza che mi consente, con la competenza nella materia fiscale di cui mi occupo, di essere veloce. Ho paura e confesso di essere già in ansia. Proprio ora, con la Brexit, la collega in smart working causa Dad, la possibilità concreta (diciamo pure la realtà) che ogni giorno manchi qualcuno per due linee di febbre o contatti rischiosi!

Ho acceso una sorta di pilota automatico: si marcia, il panorama fa schifo, ma l’importante è la meta. Decisamente un atteggiamento malsano ma al momento è una forma di protezione. Alla fine però, e torniamo alle prime righe del post, la creatività non ha avuto neppure bisogno di bussare, perché, forse inconsciamente, non avevo mai chiuso la porta del tutto. Si è manifestata addirittura in una nuova veste: mi è scattato un inaspettato amore per la cucina! Il giorno 18 sono uscita alle 16 dall’ufficio, approfittando del permesso del marito per tornare con lui e risparmiare i soliti 20 euro che continua a costarmi il tragitto lavoro-casa, ho fatto la spesa e non vedevo l’ora di mettermi ai fornelli. Quando Emanuele è rientrato (aveva una visita medico + era andato dall’ottico – che non è vicino – perché proprio quel giorno gli si erano rotti gli occhiali) mi ha trovata circondata da un esercito di pentole, uno strudel gigantesco, e diverse preparazioni da congelare.

Mai e poi mai avrei potuto immaginare una roba simile. I nuovi devasti sono appunto lo strudel con diverse farciture e le varianti del vitello tonnato.

Con simpatici ritorni alle origini il processo magico si è poi manifestato con la scrittura: ho messo a punto un nuovo racconto lungo da proporre a Delos, laddove sono sempre sicura di superare la selezione e trovarmi bene, cosa che mi mette al riparo da grattacapi. E poi qualcuno di importante si è finalmente innamorato di Nina Strick, e ho quindi ripreso in mano anche quel progetto. Cercando di non illudermi troppo, ma ben contenta di lavorarci su.

9 pensieri su “Lasciare aperta la porta della creatività

  1. Sento il profumo dello Strudel fino a qua… la pasta profumata di cannella e mele cotte… sbav!!!
    Cucinare, per noi Italiani soprattutto che siamo attorniati da materie prime eccellenti, è un grande sfogo creativo alla portata di tutti, in fondo. L’omino dell’Easycoop che mi porta la spesa a casa ogni tanto mi infila qualche omaggio. Questa settimana mi sono trovata una confezione di panna da dolci (scadenza vicina). Lì per lì ho pensato a una congiura, ecchecavolo sono a dieta! Ma a casa mia non si butta via niente e quindi in venti minuti veloci veloci, con una confezione di biscotti Digestive, ho preparato delle pannaghiaccio (è una specialità del luogo dove sono nata: https://lapannaghiaccio.it/ ). Non sono venute male. 😉

    • No va beh, non ci credo. Non ho MAI avuto i digestive in casa da quando sono sposata, 13 anni e mezzo e li ho IN QUESTO MOMENTO per la prima volta. E lo strudel era proprio così mela e cannella. Però il primo che a me è pure piaciuto molto era pere (come da te, non si butta niente e si stavano guastando), e una marmellata di limone e mele sul fondo, che in effetti è un po’ esplosa, ma il gusto c’era.
      Super sbav, oscillo tra i 44 e i 46 mentre avrei come obiettivo 43, se faccio così non ce la farò mai.

  2. Che bello che qualcuno di importante si sia innamorato di Nina! Io quel tuo lavoro lo aspetto proprio!
    Qui la creatività l’ho chiusa in soffitta fino a fine DaD. Non ce la posso proprio fare fisicamente a fare tutto. Anche il blog è in naftalina, non leggo una pagina da che hanno chiuso le scuole, le riviste a cui sono abbonata sono state seppellite dai lavoretti di mia figlia senza essere state aperte. Rispetto all’anno scorso cerco di soffrirne meno. So che tornerà tutto appena si apriranno degli spazi mi manovra. Però la fatica accumulata inizia davvero a pesare.

    • Ho lavorato tutto il pomeriggio su Nina Strick, niente cena a cui pensare: ordinato le pizze (cosa che non facciamo praticamente mai) il problema adesso è che se non andasse in porto, la delusione sarebbe/sarà davvero cocente. Grazie che lo aspetti. Ho visto il blog fermo e stanotte ti ho sognata: mi dicevi “eh sì, non ho più pubblicato nulla perché ho firmato con Mondadori e sono parecchio occupata!” Volevo mandarti un messaggio, non l’ho fatto perché mi sentivo davvero invadente, fortuna che sei apparsa qui, ti ringrazio davvero anche in considerazione del tuo poco tempo. La stratificazione della fatica è il punto più dolente, nessuno si aspettava durasse così a lungo (oddio, se ce l’avessero detto lo sconforto sarebbe stato temo ingestibile) e ora di forza non ce n’è più.

  3. La creatività in cucina è una cosa bellissima, io proprio non ce l’ho un po’ perché non mi viene naturale, un po’ perché temo di lievitare ulteriormente con il peso. Ottimo per Nina Strick non ricordo bene il progetto ma sono felice per te e in bocca al lupo! Ottimo anche la fase vaccino per tua mamma, alleggerire le ansie fa sempre bene, almeno sotto questo aspetto.

    • Sul peso hai ragione. Con queste restrizioni poi io praticamente non esco più nel weekend, oggi verso le 16/16.30 ho fatto un caffè con 4 oro ciock, ho spento il cell per leggere in pace e poco dopo sono crollata a dormire sul divano. Morale a un certo punto ho sentito chiaramente il TG erano le 19.10! Smaltito zero! Non va bene per niente. Su Nina non so, è un progetto talmente vasto e vecchio che solo a recuperare le varie cose sparse (sulla scrittura sono davvero disordinata, strano perché per il resto no, ho file, cartelle, screenshot di immagini ovunque, un pasticcio) è stato un lavoraccio, il traguardo potrebbe essere ancora lontano, soprattutto perché in realtà abbiamo ricevuto diverse proposte free ma le abbiamo sempre rifiutate per svariati motivi e puntiamo davvero in alto sto giro. Però è bello crederci adesso e darsi un po’ di luccichio in questi giorni che, nonostante il vaccino di mia mamma, sono ancora bui.

  4. Santi numi, che esplosione di creatività dalle tue parti! Sono molto contenta (ma di più sarà l’orso e la tua mamma, per le conseguenze di questa gioia!). Quando si ritrova un equilibrio tutto ne beneficia, specialmente la scrittura che è proprio tanto tanto sull’onda delle nostre emozioni! Bene per la nuova opportunità per la tua Nina. Dai che ci prepariamo a un bellissimo week end di Pasqua!

    • Santi numi proprio, alla Nonna Papera nella quale sto tentando di trasformarmi.
      Ho appena messo su il ragù, che è il mio cavallo di battaglia, un giretto al parco sotto casa dove ci sono alberi spaziali. Insomma umore in risalita, e sai quanto sia facile ripiombare in down, in effetti è necessario… non accendere la tv.
      La Pasqua dello scorso anno ti ricordi che avevamo messo le foto insieme degli alberi, dietro tua iniziativa? Da una parte dico già un anno? Dall’altra mi pare che questa situazione duri da un quinquennio almeno.

      • Mi ricordo mi ricordo, ma sai che ci avevo pensato di lanciare di nuovo qualcosa che ci tenesse insieme, come le foto, la pasquetta sul terrazzino, ecc. Chissà, magari questo tuo commento ci fa tornare la voglia! Bene non accendere la tv. Lo dico sempre e poi ogni giorno cedo. La mia vena politica mi tradisce. Che farai a Pasqua? Ragù a go go ? MI sa che ti tocca farci sognare con il menù, data la tua vena artistica culinaria…

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