Letture e cose di marzo

A marzo ho letto in maniera davvero disordinata: è stato il mese della presa di coscienza che molto c’è ancora da percorrere per uscire dal tunnel, che i cieli azzurri spesso sono solo dalla finestra, e il tempo di vivere con te è proprio solo con te stesso e il marito sul divano. E m’inchino al Cupido che ci ha fatti incontrare, che senza di lui sarebbe stato un casino ancora peggiore.

Era iniziato col botto, ecco l’elenco e occhio al primo titolo.

  1. Io e Mr Wilder  Jonathan Coe
  2. Finchè il caffè è caldo Toshikazu Kawaguchi
  3. Il canto del meltemi Federico Ambrosino racconto lungo
  4. Q.D.G. Il mistero della cassa sommersa Monica Marmentini

Amo tutto Coe, anche i romanzi giudicati dalla critica e dagli altri lettori meno riusciti, aspetto ogni nuova uscita con trepidazione e questo mi è piaciuto tantissimo. C’è dietro uno studio attento e una lunga ricerca per parlarci del grande regista sul finire della carriera e della sua buffa relazione con una ragazzetta greca che gli fa da traduttrice durante le riprese di un film in Grecia. Nell’invenzione è tutto estremamente curato e credibile. E’ insolito, delizioso e realmente una lettura che convince. Ho adorato i momento trascorsi con questo libro, sono stati squarci importanti sul tedio che andava a ricoprire il resto.

Non avrei mai letto il super celebrato libro Jap se non l’avessi scovato dalla twin, che ha un diploma superiore in giapponese e legge solo libri giapponesi (però odia il sushi). Ho capito dalle prime pagine che no, non faceva per me e difficilmente avrebbe recuperato. Ho quindi deciso di leggerne 10 pagine al giorno, che è un’idiozia, non è lungo, 177 pagine, e sono così andata avanti tra la noia e l’incredulità circa il successo di una storia insulsa e mal scritta, fino a pag 122 e lì, beh lì mi sono arresa. E l’ho abbandonato. 

Gli ultimi due li ho letti perché scritti da due autrici che seguo su Ig e i libri sono editi da due editori coi quali pubblico anch’io. Solo che col primo proprio non ci siamo: trama inesistente, poteva essere – come spero siano i miei racconti con Delos tipo L’ultima neve per intenderci – uno spensierato passatempo per qualche ora, invece a parte qualche suggestione greca (neanche poi tanto), è no. Il romanzo Young adult di Monica Marmentini invece mi è piaciuto, lo promuovo a pieni voti (qui i voti non li metto più, ma sono ben presenti nel mio file) anche se soffre di qualche ingenuità è una buona storia, che si fa leggere, senza diventare memorabile, ha il suo perché.

Alla luce di tutto ciò ho riflettuto anche molto sul perché e per come un romanzo possa piacere, addirittura entusiasmare alcuni lettori, e farsi letteralmente detestare da altri. I gusti, si sa, non si discutono. Su Finché il caffè è caldo potrebbe esserci un problema di cultura molto lontana da me, di non aver capito la poesia di quel tornare nel passato per il tempo di un caffè. I libri comunque meritano concentrazione, mia mamma, sempre assai critica, che pure ha dato 9 a Un cuore in Bretagna, ha schiaffato un sonoro Non classificato, a Sono una donna non sono (solo) una sarta. Ero certa che non fosse il suo genere e non glielo avrei regalato se non fosse stato per quella macchina da cucire e il tema: mia mamma è una sarta eccezionale. Ebbene mi dice: “eh, non basta disegnare due bozzetti per poter essere una sarta.” Replico che no, Corinna è stata costumista a Cinecittà per 20 anni prima di buttar giù gli schizzi. E mia mamma “eh, ma lavorava a Cinecittà perché l’aveva messa lì lo zio produttore” E io “no, la sartina piazzata dallo zio non è Corinna, bensì quella che le ruba il posto…” Allora, è chiaro che non l’ha letto con attenzione, che c’era una sorta di pregiudizio e si è trovata irritata in maniera del tutto ingiustificata perché ha visto un attacco alla sua professione, inesistente nel romanzo. Questo confronto è avvenuto mezz’ora fa, quindi scrivo di getto il mio disappunto. 

Perché ciò che poi avviene, e sui romance succede di continuo, è il giudizio di merito sui lettori. Se apprezzi certi testi devi per forza avere un cervello un po’ ridotto. A parte il fatto che ho conferme continue che la mia narrativa d’intrattenimento ha una sua profondità, ma è giusto che ciò che leggiamo diventa la pietre di paragone di ciò che siamo?

La twin è una persona dotata di un’intelligenza straordinaria, intesa proprio come fuori dall’ordinario, condita da una certa scaltrezza, e lei legge appunto un libro all’anno sotto l’ombrellone e che sia giapponese. Amava Murakami prima che diventasse arcinoto. Allora come la mettiamo?

Detto ciò, saluto il mese di marzo, c’è ancora domani, ma è impensabile che io possa finire il romanzo iniziato nel weekend, quindi slitta ad aprile, un po’ turbata.  

15 pensieri su “Letture e cose di marzo

  1. No vabbeh, se non è telepatia questa! a) Ho infilato stamane nel carrello “La Casa del sonno” perché dopo Middle England di Coe mi son riproposta di recuperare tutti gli arretrati e b) il tuo “Sono una donna, non sono (solo) una sarta” invece come sai, per me che un po’ addetta ai lavoro sono, anche se non di professione, è fresco e scorrevole. Ma come giustamente osservi, se leggi con un po’ di remore sin da subito, è molto difficile scrollarsele di dosso. Ma come si dice..? De gustibus…! e quindi avanti tutta e che i vaccini/la libertà arrivino presto!

    • La casa del sonno è un super must di Coe, una vera icona. Per me non è il migliore ma è perfetto per capire la sua arte. Ottimo. Assolutamente de gustibus, però un paio di osservazioni di mia mamma, che qui non ho riportato, mi hanno quasi offesa. Avanti tutta verso la Pasqua innanzitutto e verso tutto il resto che insomma speriamo arrivi non dico a breve, ma insomma. Grazie.

  2. No vabbè la tecnica delle 10 pagine al giorno mi ricorda l’errore gocce d Arsenio : prese poco per volta fanno a meno di ucciderti! Ho riso tanto perché forse hai visto che ci ho messo un mese per finire Alice Basso (più di 300 pagine un pò una pizza) e mi sento molto in sintonia con te. La twin ha una vita distinta dalla tua. Molto. Inutile fare paragoni. E poi il sushi è buonissimo

    • La tecnica delle 10 pagine al giorno è la scemenza del secolo! Ma avevo calcolato di sfangarlo in 2 settimane. Vero, faccio troppi paragoni. Ma alla fine mia mamma mi ha telefonato e si è detta spiaciuta per i giudizi espressi sul mio rosa. E via pure questa 🙂

  3. Che dire: il libro jap, come tutte i prodotti iperpubblicizzati e pompati, mi suscita avversione, confesso che non ho approfondito ma dalle recensioni mi sembra una macedonia poco sostanziosa. Invece, democraticamente e con estremo rispetto per il parere degli altri. non tollero assolutamente che si critichi Murakami!!! Il quale, tocca ammetterlo, ha fatto recentemente un paio di operazioni meramente commerciali, pubblicando cose “inutili” che avrebbero comunque venduto perchè sue. Ma la sua scrittura, la sua immaginazione fra il reale e il fantastico, le sue atmopsfere e le riflessioni profonde che regala ai suoi personaggi sono una categoria dello spirito, anche se lui è diventato arcinoto e neanch’io magio sushi!

    • Di Murakami ho letto Norwegian Wood, altrimenti chiamato Tokyo Blues e l’ho apprezzato tanto, riconoscendone il valore, anche se non è proprio a livello di gusto – troppi suicidi, troppo sesso – il mio.
      Bene, il team no-sushi si allarga, però a Elena piace, ma noi quando verrà a Milano non ce la portiamo perché si va nel ristorante ormai soprannominato di Galli, che si è beccato giusto oggi la stella Michelin!

      • Oh, io mangio sushi, teriyaki, yakisoba e compagnia. Mangio anche Road House e Burger King (tranquille, che poi mi alleno eh). Ma al ristorante di Galli sono già prenotata. 😉

  4. Il libro Finchè il caffè è caldo era nominato in un articolo di Donna Moderna (se non erro ne parlavano bene…ovvio). In questo periodo sono alle prese già con diverse letture perciò non mi lascio tentare dai giapponesi. Forse un domani leggerò Murakami, visto che ne sento sempre parlare. Ho letto che tua mamma si è scusata per le sue opinioni sul tuo romanzo, dai meno male, in questo caso è un’opinione che “pesa” di più…

    • Vero pesava, pesava tanto l’opinione di mia mamma.
      Allora io Finché il caffè è caldo, di cui è già uscito il seguito, l’ho visto davvero ovunque, tutti a sperticarsi su quanto fosse bello. Non l’avrò capito, ma sui giornali sai, ci gioca anche il fattore, marchio, se un giornale è dello stesso gruppo editoriale del libro… non ne parlerà mai male.

  5. Beata te che hai letto. Io ho finito il mio libro di Sistemi e adesso avrei un faldone su Normative varie… non vedo l’ora di tornare ai libri seri. XD
    Di Murakami non ho ancora letto romanzi, ma il saggio L’arte di correre, che è eccezionale. In più, i suoi romanzi sono stra-letti dal “mozzo” Federico che lo adora (con tanto che la sua professoressa di Lettere, di scuola prestigiosa, ha pure dichiarato di non sapere chi sia questo scrittore…!!!!!)
    Sui sarti e bozzetti posso aggiungere la mia, dato che mio padre è un sarto professionale in pensione. Eh sì, pure lui ce l’aveva che non basta disegnare due bozzetti per essere un sarto. Il pregiudizio tra chi ha fatto la “vecchia scuola” e chi se ne esce invece dalle scuole di taglio moderne, dai licei artistici, per non dire dalle scuole di moda! Quindi, non te la prendere se tua madre non ha capito appieno quel che in realtà era un tuo omaggio proprio al suo lavoro. 😉
    Inoltre, anche se capisco sia difficile, perché ogni figlia vuole sentirsi apprezzata dalla madre, ce lo portiamo dietro dall’infanzia ahimè, devi un po’ staccarti dai suoi giudizi. Anche perché a volte i genitori, per evitare il rischio di lodare troppo il proprio figlio, cadono nell’esatto errore contrario.
    Un romanzo non può piacere a tutti, va bene. Questo non vuole dire che quel romanzo e quella scrittrice non abbiano comunque il suo pubblico fidato. :*

    • Lettere, di scuola prestigiosa, ha pure dichiarato di non sapere chi sia questo scrittore…!!!!! E dopo questo possiamo anche afferrare un nuovo spigolo e fare sbang.
      Anche perché a volte i genitori, per evitare il rischio di lodare troppo il proprio figlio, cadono nell’esatto errore contrario.Mia madre l’ha sempre fatto. Diciamo che Corinna ha 20 anni di lavoro alle spalle prima di mettersi a disegnare i bozzetti della svolta (non voglio spoilerare) e qui non c’è nulla da capire. Però vabbeh dai hai ragione, tocca sganciarsi. E tornare al pubblico fidato, affezionato e stellare. Grazie per essere sempre qui, nonostante i libroni che ti stai sudando. Lo apprezzo molto molto molto.

  6. Il ragionamento “dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei” fa acqua, se lo applichi a cliché; se invece consideri i gusti di lettura un segnale tra tanti, ti può dire qualcosa sulla persona. Cosa sia a fare amare o detestare un libro è davvero difficile dirlo, come dimostra la reazione di tua madre al tuo ultimo romanzo. Pensando a quanto siano diverse le nostre reazioni allo stesso libro a seconda del momento, si capisce che è un’alchimia complicata. Comunque nella mia famiglia (peraltro ridottissima) i miei libri non li legge nessuno, a parte mio figlio…

    • Quello della famiglia è un punto chiave nonché oscuro per tutti. In effetti è meglio sorvolare e concentrarsi sui lettori fedeli e sul migliorarsi in generale.

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