Allegre ma non troppo (cit.)

Post scritto a pezzi tra giovedì pomeriggio, venerdì sera e sabato mattina. 

I giorni di Pasqua sono andati molto bene, col nostro asporto preferito e le sorprese organizzate dall’orso per tenermi su. Va detto che le restrizioni per me sono state una vera manna, poiché, come ripeto ogni anno, mio padre è mancato proprio il giorno di Pasqua e da allora oltre a essere triste è pure parecchio complicato. Perché nonostante il detto Pasqua con chi vuoi, io mi ostino a considerarla una festa di famiglia e a cercare di accontentare i due rami, operazione impossibile, che mi getta sempre nella frustrazione.

Il meteo è sensibilmente peggiorato e ho quindi sospeso i miei giretti nei parchi sotto casa, questo credo abbia avuto effetti negativi sul mio umore. Vero che avrei potuto coprirmi, ma quando sono uscita anche solo per il panettiere vicinissimo, sono stata colpita da raffiche di vento parecchio fastidiose.

Nel frattempo mia mamma ha ricevuto la seconda dose di vaccino Pfizer con tanto di spilletta “sono vaccinata!” e la twin la prima di Astra Zeneca, beneficiando di un accordo che infila gli informatori del farmaco e chi vende strumentazione medica (lei) nelle liste privilegiate. Il giorno dopo è collassata ma, con quello che si sente, l’ha sfangata. Noi facciamo il tifo affinché sia vero che apriranno agli over 50 il 30 aprile, e la sospensione di Astra per la mia fascia di età (che comunque rifiuterei). Intanto almeno questo portale prevede prenotazioni e non adesioni alla io speriamo che me la cavo e mi chiamino senza spedirmi a 100 km. 

Nel mentre ho continuato a cucinare, c’è un altro strudel nel forno proprio adesso (giovedì), a perdere tempo su Instagram, dove però si incontrano anche situazioni che possono insegnare qualcosa, come la perdita di @Fraintesa che ha dato il via a una raccolta fondi a cui ho partecipato per l’Airc e in un paio di giorni si sono superati i 100 mila euro.

Il sottofondo era una fastidiosa preoccupazione per il rientro al lavoro (venerdì). Ho riletto il post dello scorso maggio, quando dopo quasi due mesi di ingiustificata cassa integrazione mi apprestavo a tornare ed ero in panico, in effetti sì, fu molto dura, lo stesso giorno dell’intervento di mia madre poi, ma ora beh posso anche dire di essere egregiamente sopravvissuta, seppure con una sonora caragnata due ore dopo aver messo piede in azienda.

Ieri alla fine alla scrivania ho preso tutto sul ridere, sì, ho anche sbraitato per diverse cose secondo me fatte davvero coi piedi, per non dire altro, ma è questione di un attimo, poi mi occupo col solito impegno delle mie mansioni senza pensarci più. Oltretutto del programma informatico nuovo, che tanto mi agitava, non ci sono notizie. Ho inviato una mail a chi di competenza, zero risposte, tipo “Salve, io dovrei iniziare a registrare, uso il programma XXX, cioè quello in attuale. Ciaone.” Scritta molto meglio 🙂 ma il succo era quello. 

L’apoteosi è stata l’installazione delle pareti di plexiglass tra le postazioni. Quale hanno rotto durante il montaggio? Ecco, che poi ero bloccata nel lavoro e alla fine, vedendo che si erano spostati dal collega, ho chiesto “posso tornare al mio posto?” Ah, sì, con una noncuranza, tanto ci è scivolata e si è sbeccata. Capita eh, ma almeno dimmi che posso rimettermi al lavoro! Ed erano pure molto simpatici, dei veri filosofi della vita. 

Perché, perché dannarsi tanto l’anima, come faccio sempre io? 

La pandemia ha legittimato la trascuratezza. I pessimi esempi ai vertici delle istituzioni non aiutano. 

Ci aspetta un altro weekend in casa, ma lunedì saremo arancioni. Di che colore sei? E quando ti vaccini? Sono le domande del momento, variano di regione in regione, e talvolta ho notato accrescono i contrasti, l’Italia rimarrà sempre il paese di campanili, dell’escamotage, 

Arancione significa un po’ di cose utili: parrucchiere ed estetista, dove spero di andare a fine mese (se non si torna rossi) e giri entro i confini cittadini senza limiti né autocertificazioni, se non il buon senso. Non mi avventurerei comunque nel weekend nelle vie più centrali (che poi il centro di Milano ormai non è più solo Duomo/Castello, con diverse realtà come Gae Aulenti, City Life altrettanto battute e davvero splendide), ma visto che sia io che l’orso abbiamo un botto di giorni di ferie, e pure qualcuno sporadico di cassa integrazione, beh, magari ci scappa un’uscita felice infrasettimanale. Vediamo, al momento mi creo un itinerario in testa e sogno un po’.

Immagino una cosa che prima non era neppure da programmare, si faceva e basta. Ma poterla ipotizzare in un tempo vicino mi sembra già un motivo di allegria. 

20 pensieri su “Allegre ma non troppo (cit.)

  1. Sono contenta che tu ti sia ritagliata questa serenità per la Pasqua! Io prenderò qualunque vaccino mi propongano, speriamo non troppo tardi, il bisogno di rincontrare la famiglia e gli amici è sempre più forte!

  2. Grazie!
    Sì, in teoria oddio anche in pratica, il bisogno di cui parli è di sicuro anche il mio.Probabilmente sono fortemente condizionata al momento da due racconti molto vicini di due amiche di care amiche, entrambe ricoverate per trombosi in seguito al vaccino. La prima è stata dimessa, dopo tanti anticoagulanti, figlia di un medico si è capita subito la gravità; ma l’altra dopo giorni di mal di testa e rimpalli tra PS e medico di base ora risponde/reagisce solo con gli occhi e ci si chiede se ne uscirà e come…

  3. Anche solo poter immaginare una gita è speciale, hai ragione; anche se io ancora non sento la voglia di andarmene in giro, pensando alle mascherine, alle vaccinazioni e al resto. Magari un pranzo fuori sì, ma cose più complicate no, mi sembrerebbero una forzatura. Mi sa che dopo la pandemia si dovrà fare fronte anche alle sue conseguenze psicologiche a lungo termine.

    • Sai, io indosso la mascherina tutto il giorno in ufficio. E se uso la FFP2 con gli occhiali per qualcosa come 10 ore alla fine ho un gnocco dietro l’orecchio, quindi la gestione del continuo disinfettarsi le mani ecc ormai è abitudine, poco piacevole ma abitudine. Le conseguenze psicologiche ci sono già, inevitabili, a vari livelli, ahimè.

  4. Quando hai ricordato il post di maggi (ce l’ho ben in mente) e l’operazione di tua madre mi è sembrato impossibile che fosse già passato un anno! Robe da matti come corre il tempo, per fortuna ci sono cose come queste a scandirlo. Sogno le vacanze, quelle vere, che non faccio da tre anni. Per fortuna c’è la mia casina in campagna, che ci da sollievo nei week end ed è davvero preziosa. Anche io rifiuterei AZ, so che è irrazionale ma preferisco così. Qui arancione anche noi da lunedì. La vera trasgressione ormai è una seduta dal parrucchiere. Per fortuna che riaprono! Ps: Okkio agli strudel, creano dipendenza! 😀

    • Eh. sì, al quarto strudel nel giro di poco ormai la dipendenza è conclamata!
      Le vacanze vere ahhhh, tu però avevi fatto la crociera subito prima della pandemia se non sbaglio, certo non lunga ma insomma.
      Ognuno deve trovare i suoi stacchi preziosi, mamma mia, io che andavo dal parrucchiere quasi ogni settimana, al volo, senza appuntamento “c’è posto? Mi fermo per una piega!” Sembra fantascienza ora.

      • È vero, e quando ci penso mi vengono i brividi. Un paio di settimane dopo e sarei stata quarantenata a bordo! Intendevo l’agosto sacro santo. Vedo quest’anno di rifarmi

  5. Ciao da lunedì zona arancione . A me manca tanto la montagna, una vacanza in montagna. però devo aspettare zona gialla. Non tanto di andare in giro ma anche stare fuori casa a respirare l’aria fresca di montagna , vedere i monti e magari con vicino un laghetto di montagna. Io sono stata vaccinata tra gennaio e febbraio, ho fatto il pfizer. Mi hanno vaccinato al lavoro.

    • Sono felice che tu sia stata vaccinata con Pfizer, cara. E spero tu possa tornare presto a fare almeno qualche gita in montagna. Uscire dalla città, verso il Monferrato ad esempio o un lago, manca tanto anche a me. Ma pensando a piccoli passi già mi basterebbe girare un pochetto per Milano. Baci

  6. Arancione anche qui, ma alla fine non mi cambia niente, faccio sempre affidamento su Easycoop per la spesa, Amazon per “tutto quello che si rompe” o “non è commestibile”, e Zalando per i momenti “ho bisogno di glitter”… La notizia della settimana è che la palestra ha chiuso, la sala che usavamo è stata convertita in studio fotografico e tanti saluti. Oramai l’anno è quasi terminato (a fine maggio, massimo metà giugno, comunque si sospendeva) ma per settembre dovremo cercare una soluzione in presenza. Ammesso che a settembre la vita sociale riparta sul serio.
    Per tirarmi su ho fatto un 4×4. Dato che la settimana di Pasqua ho saltato due allenamenti per lavoro e ciclo, questa ne avevo 4 in totale, li ho fatti tutti, 1 ora ogni sera per 4 giorni (in genere si fa almeno un giorno di riposo intermedio). Non credevo, ma ce l’ho fatta. Cinque anni fa sarebbe stata pura utopia. Quindi mi concedo di immaginare una nuova palestra, magari pure le ferie organizzate in moto, un viaggio in Scozia per Natale, un pranzo al ristorante con un paio di blogger che conosco… 😉

    • Vero, per le palestre ormai è finita. Perché pure io le ho frequentate regolarmente dai 33 ai 40 anni! Eh! I corsi terminavano a fine maggio circa.
      Per il nostro pranzo è un obiettivo concreto, di quelli che mi fanno sorridere fin d’ora. Ce la faremo sìsìsìsìsìsì

  7. Leggere le imprese atletiche di Barbara mi fa venire sensi di colpa grossi come coccodrilli. Mai stata amante del movimento, trovo che il divano abbia una una sua profonda e filosofica ragion d’essere. Mi ero messa sulla buona strada ma ora mi sono arresa, vinta dalla mia pigrizia. Lui ( il divano) mi attira, invitante, con tutti quei bei cuscini morbidi… e fra uova e colombe, sto lentamente ritornando al fisichino sexy stile Angela Merkel.
    Reagirò, prometto, ma la sensazione di inedia sta pervadendo, strisciante, ogni ambito della vita. Manca la normalità, per me soprattutto nella frequentazione delle persone care, e si insinua il retropensiero ” tanto, durerà ancora a lungo ” che smorza entusiasmi e progettualità di ogni tipo.
    Questo appiattimento è per me davvero quanto di più deleterio.

    • “E il coccodrillo come fa, guarda la pubblicità, seduto sul divano, con un mojito in mano…” 😀
      Mi sa che non erano queste le parole della canzone, ma mi è venuta così!
      Mi spiace essere fonte di sensi di colpa, ma per me l’allenamento è liberatorio, è come l’aria che respiro, non mi può mancare. Stacco dalla scrivania, mi cambio in fretta e corro sotto a spostare mobili per fare spazio, accendo il portatile piccolo e mi sincronizzo sullo streaming Facebook. Onore e gloria alla mia coach, perché la parte più difficile alla fine ce l’ha lei, non è semplice fare una lezione senza alcun riscontro, parlare da sola a una videocamera senza una parola o un sorriso dalla tue allieve. Lasciamo i commenti, ci sentiamo in videochat, ma in differita. E in un certo senso, mi alleno anche per rispetto a lei, le mando mini video di come sgambetto per farle sapere che ci sono, sono lì anche se non mi vede.
      Sul divano ci sto anch’io, dopo la doccia, dopo la cena, con il libro in mano a studiare. Ma anche il divano non è una scusa, cara la mia Brunilde. Se cerchi su YouTube “yoga col divano” ti si aprirà un mondo fantastico!
      Persino lo yoga aereo potresti provare! 😉

  8. Mamma mia il divano, usatissimo.
    Mamma ma pure il retro pensiero che attanaglia pure me ancora troppo spesso. Faccio sforzi notevoli per non abbattermi, davvero. Però prometto di scrivere un post motivazionale con le cose belle raggiunte in pandemia, coming soon.

  9. Se penso ai giorni di ferie arretrati che ho mi spavento da sola!
    Vorrei smaltirne un po’ entro agosto-settembre, sempre che si possa fare qualcosa altrimenti vado a lavorare, saranno problemi dell’azienda visto che non me li hanno fatto fare, nel triennio 2017-19, quando ci si poteva muovere…
    Comunque da lunedì saremo in zona arancione e quindi andrò dal parrucchiere e comprerò un regalo di laurea per la ragazza di mio nipote, almeno smuovo l’economia nel mio piccolo…
    Per i vaccini boh, vedremo, io sto lavorando da settembre sempre in presenza con le dovute precauzioni e spero di sfangarla ancora fino al vaccino. Pensa che molti miei colleghi (in smartworking per mia fortuna) si sono ammalati prendendo il virus dai figli che l’hanno preso a scuola, una mia collega l’ha preso dalla badante della madre e un collega dalla figlia che fa l’infermiera in ospedale, una tragedia.

    • Il giro dei contagi è intricato. Anche miei colleghi l’hanno preso dai figli, ma anche nonni da nipoti (nonni che non ce l’hanno fatta), badanti sì anche loro. Questo virus è bastardo, basta poco ecco.
      Molti arancioni da domani, non mi pare vero!

  10. Eh, sì, essere arancioni sembra chissà quale libertà, adesso. Oggi ho oltrepassato i confini del mio comune (cosa che in realtà giù facevo, dato che il mio comune ha tre negozi e non è un modo di dire, sono proprio tre. Per fortuna due fanno cibo sopraffino) per entrare in un supermercato nuovo. La cosa piuttosto banale (ci sarà il detersivo per lavastoviglie in offerta?) mi ha dato un brivido di emozione…
    Vorrei però spezzare una lancia per Astrazeneca, vaccino di cui tutti gli insegnanti della mia zona hanno ricevuto la prima dose. A dire il vero la lancia la spezza il marito, che è chimico farmaceutico e si occupa proprio di certificazione di qualità di farmaci. In realtà il malessere generale con febbre è normale per quel tipo di vaccino e gli effetti seri sono davvero rarissimissimi (alcuni legati al lotto poi ritirato, che ho scampato per un pelo e che in effetti ha dato alcuni problemi anche a dei miei conoscenti). A questo punto io preferirei ricevere la seconda dose con Astrazeneca, piuttosto che non riceverla o ricevere un altro vaccino creando un mix che davvero non è stato testato

    • Naturalmente, parto dal fondo, anche mia sorella farà tranquillamente la seconda dose di vaccino Astra, ne abbiamo parlato giusto oggi, il problema non è la febbre, né il malessere, la twin è collassata ma è andata comunque bene, io parlo di non farlo io che non ho ricevuto la prima dose, forse suggestionata dal racconto di prima mano della mia amica, la cui amica ora beh reagisce solo muovendo gli occhi… e sta lì in ospedale in attesa forse di un intervento, forse di non riprendersi mai più.
      Tornando all’arancione, speriamo duri che torni pure il bel tempo, 8° e la pioggia sono stati un po’ una beffa, però c’è stato un bell’arcobaleno. Che sia di ottimo auspicio.

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