Di quando ho avuto il covid asintomatico

Inizia tutto venerdì 12 febbraio, quando la twin posta nello stato di whatsApp la locandina dello screening covid su base volontaria organizzato dall’ospedale Sacco al quale lei ha aderito. Le chiedo qualche informazione e il sabato verifico che il portale per iscriversi è di facile accesso, gratuito e veloce, e si può andare addirittura il giorno dopo, domenica. Prenoto per me e l’Orso, in una sede delle Case Popolari – partner del progetto – abbastanza vicina a casa nostra per il primo pomeriggio. E’ S. Valentino, ma che altro abbiamo da fare? Nulla, perché è tutto chiuso di nuovo.

Quando siamo lì la faccenda risulta subito più lunga e complessa del previsto. Fila al freddo, un’operatrice odiosa che non capisce il mio n. di telefono (su dieci cifre, ben cinque sono 3, ma non è così complicato) e sclera, zero possibilità di bere un caffè. Finalmente accediamo allo screening, tampone rapido e sierologico pungi dito, poi un ragazzo con un tablet fa una serie di domande sullo stato di salute, e i mesi trascorsi, per esempio se ci siamo sottoposti a un tampone, se abbiamo fatto il vaccino antinfluenzale, cose di questo tipo. Per l’Orso identica procedura, con una ragazza, cinque minuti dopo di me. Sull’informativa leggo il nome di Massimo Galli, che dirige la ricerca, così nonostante la lungaggine penso di aver fatto bene a iscrivermi.

Il percorso si conclude con il ragazzo di prima che mi legge i risultati nel tablet, e mi chiede la conferma della mail per inviarmeli.

Igg positive, Igm negative

Il che significa che ho fatto il covid. Trattandosi di uno screening non mi rilasciano l’esito numerico (quanti anticorpi ho per intenderci) ma mi dicono che la carica immunitaria è piuttosto marcata. Chiedo spiegazione, se siano certi che io non l’abbia in quel momento. Non hanno alcun dubbio, Igg è il marcatore pregresso, Igm quello in corso, ho contratto il covid, quando e come non si sa, ma l’ho superato. Se avessero dei dubbi nel protocollo è previsto il tampone molecolare, ma non me lo fanno, perché davvero non è necessario. Mi tranquillizzo, più o meno.

La ragazza legge a Emanuele il suo referto: ha entrambi i valori negativi, non l’ho contagiato.

Torniamo a casa un po’ sottosopra. Io, che l’ho menata a tutti con le precauzioni, l’ho preso! Sono anche sollevata, in fondo l’ho scampata alla grande. Ne parlo con le persone a me più vicine, cerco di capire quando potrebbe essere successo, ripenso a certe giornata in cui non ero in forma, ma sono sicura di non aver trascurato eventuali sintomi. Del resto, anche in era pre pandemia, quante volta ci capita di non essere al top? Quando ho avuto mal di testa ho sempre provato la febbre e non l’ho mai avuta; la temperatura viene misurata entrando in azienda, insomma è un rebus di impossibile soluzione. Ripenso anche a tutte le volte in cui ho visto mia madre all’aperto, gli auguri di Natale senza abbracci al cancello, felice di essere stata così ligia, potrei averla incontrata quando ero asintomatica ma contagiosa.

Lunedì sono in smart working, avviso i colleghi e la direzione di quanto mi è accaduto e non ottengo alcuna risposta. Scrivo alla mia dottoressa ma fino a mercoledì all’ora di pranzo non ho un riscontro, cosa che mi fa infuriare. Quando finalmente mi contatta mi dice che devo assolutamente fare il tampone molecolare previsto dalle linee guida del governo, che non distinguono tra Igg e Igm, sierologico positivo = iscrizione all’Ats, tappata in casa e tampone molecolare. Bene, io intanto il lunedì in pausa pranzo ero uscita, non credo di aver commesso un’imprudenza e, soprattutto, lei non mi ha contattata subito per dirmi come comportarmi.

Andare a fare il tampone mi agita, ne ho già fatto uno a ottobre, ma privatamente pagandolo per scrupolo quando c’erano stati tanti casi sul lavoro, così è diverso, i centri sono quasi tutti drive in e io non guido. Riesce a prenotarmelo alla clinica S. Ambrogio, per la mattina seguente, intanto arriviamo a giovedì, e si percepisce una certa ansia. Sarà sicuramente negativo ma… intanto faccio una grossa spesa on line.

Giovedì a metà mattina prendo un permesso e un taxi (ho il parcheggio dei taxi sotto casa e li uso abitualmente) e vado. Tutto fila super liscio, è un distaccamento della clinica, c’è una semplice porticina sul retro, chiedo se sia il posto giusto e l’infermiera fuori mi dice di sì, sono in largo anticipo, avevo temuto di trovare coda, ma sono l’unica, mi fanno entrare subito, sono gentilissimi e in un attimo concludo. Chiamo un taxi e rincaso.

Il pomeriggio successivo ricevo una mail col risultato negativo, come già sapevamo.

Fine della storia.

Nel balordone del momento, ho scelto di non raccontarlo nel blog. Per quanto credo che questa sia una piccola famiglia, rimane comunque un posto pubblico dove tutti possono farsi i fatti miei e l’utilità delle condivisione può essere minata da chiunque. Sono trascorsi tre mesi e mezzo, il panorama è cambiato e ho dovuto ripercorrere quei giorni di febbraio all’anamnesi al Centro Vaccinale, dove mi hanno detto che no, il sierologico non viene tenuto in considerazione per decidere magari di somministrare una sola dose. In fondo io non ho mai avuto un tampone positivo.

Non so cos’altro aggiungere, ma se avete domande o considerazioni sono qua.

19 pensieri su “Di quando ho avuto il covid asintomatico

  1. Al di là dei tamponi fatti, tutti negativi, e della mia prima dose di vaccino (che mi sta costando un certo mal di testa ma niente altro) non ho mai avuto sintomi eppure nutro la profonda convinzione che sia stato impossibile per tutti noi non essere mai entrati in in contatto con il virus, in un anno e mezzo o forse più di esposizione. Sono straconvinta di averlo fatto senza accorgermene. Anche se, ma te ne avevo parlato, la brutta influenza che ci aveva messi KO nell’agosto 2019 per me era covid. Solo che nessuno ancora lo sapeva. Vivere con il pensiero non aiuta. Continuare a usare ogni precauzione possibile invece si. Questione di rispetto. Qualcosa che ormai si è persa, vittima di una presunta libertà di cui tutti parlano ma che pochissimo conoscono davvero. Un abbraccio

    • In città come le nostre siamo a contatto con un sacco di persone, nonostante le restrizioni che comunque severe alla fine sono state solo nel primo e unico lock down, come dici tu è davvero difficile se non impossibile non entrare in contatto con qualcuno che ce l’ha!
      Continuiamo a essere super prudenti e cerchiamo di fare tesoro di tutti gli insegnamenti che il virus ha portato con sé, almeno per onorare chi non c’è più.

  2. Il tuo è un caso da manuale per tutti quelli che “ah mai io non niente, sto benissimo!” e quindi non rispettano la normativa in essere. Tanto loro stanno bene e degli altri “chissenefrega”…
    Io faccio poco testo, mi sono spostata poco, per via che il ccnl commercio s’è preso i miei permessi e il primo lockdown le mie poche ferie, e quando potevo muovermi, tiè, zona rossa. Sto iniziando praticamente adesso, però i rischi sono arrivati dal lavoro, perché comunque sia io che altri in famiglia non abbiamo mai smesso di lavorare, io raramente in presenza, altri tutti i giorni. Ho fatto un sierologico veloce offerto dall’azienda a ottobre scorso, negativo. Altri sierologici fatti da famigliari, a pagamento perché la loro azienda non è stata corretta nella comunicazione del rischio, per fortuna negativi. Il primo tampone oro-nasale completo l’ho fatto il 1 maggio, mi è costato 102 euro per avere risposta con urgenza il giorno seguente, per poter accedere a concorso pubblico, negativo (e ho tremato, fosse stato positivo, avrei perso quell’opportunità unica!) Però conosco tantissimi che si sono scoperti positivi/ho avuto il covid come te, per caso, e non riescono a capire come. Qualcuno l’ha portato a casa e dai famigliari finiti in ospedale si è scoperto essere l’untore inconsapevole.
    Non comprendo perché il tuo medico non sia stato allertato in automatico… io che mi occupo di sistemi informatici non riesco veramente a capire che cavolo ci vuole a far comunicare meglio la nostra burocrazia. E nonostante si dica che la Sanità otterrà maggiori investimenti, visto quanto è diventata importante in questo anno, ieri ho sentito di un ospedale in veneto che chiuderà perché “non c’è così tanta richiesta”, salvo che poi “diventerà struttura privata convenzionata perché costa meno”. E queste cose mi fanno girare pesantemente le scatole…

    • Il sospetto di averlo contratto sul lavoro è molto forte, non ho lavorato da casa in maniera continuativa e per il resto si usciva proprio pochissimo, ma non lo saprò mai.
      Girano anche a me, per i motivi di cui parli. Si va sempre di più verso la Sanità privata, con strutture con prezzi calmierati e servizi efficienti, che sto usando sempre di più, perché non c’è posto nel pubblico, perché la prescrizione ha una virgola fuori posto e non si può prenotare e tocca farsela rifare, perché arrivi in Asl fatiscenti – a febbraio sono andata dall’otorino privato ma in una Asl, ferma agli anni 70, morale nessuno per l’accettazione che ho dovuto fare il giorno prima perché l’accettazione chiude alle 16, nessuno che mi provasse la febbre, 50 euro, 70 al Centro privato, scusa ma per 20 euro mi risparmio sto schifo. Oculista? Sempre 70, mia mamma ne ha appena spese 100 privato altrove. Ma gli esempi sono tantissimi. E adesso c’è tutto il business tamponi per le vacanze, ma sinceramente se la gente vuole andare all’estero beh, che se lo paghi.
      In quanto ad allertare il mio medico… fantascienza pura. Però poi parlando di APP Spid, fascicolo sanitario, ma per favore.

      • Il problema della sanità pubblica è l’intramoenia. Lo stesso medico che non riesce a smaltire le liste del pubblico servizio a fronte del ticket può usufruire della struttura pubblica a prezzi irrisori (per cui di fatto nemmeno paga l’usura dei macchinari o la ristrutturazione degli ambienti), per offrire un servizio privato, dove guarda caso non ci sono mai problemi di liste di attesa. Questa è la vergogna d’Italia. Un medico che lavora per il pubblico non dovrebbe fare servizio privato, punto. E stipendio adeguato agli obiettivi, tra cui lo smaltimento delle liste di attesa.

  3. Il tuo caso è davvero emblematico Sandra. Il tuo caso Sandra è emblematico.
    Io, ti confesso, non ho mai fatto il tampone, potevo fare il sierologico tramite la mia azienda a ottobre, poi siccome avevo la scadenza del bilancio ho posticipato a inizio novembre, ma poi di punto in bianco l’ospedale ci ha comunicato che l’azienda aveva disdetto la convenzione (pensa un po’) così non l’ho più fatto. Poi è cominciata la chiusura e il periodo zona rossa-arancione-rosso ecc
    Da settembre sono sempre andata a lavorare in presenza chiusa nel mio ufficio cercando di non avere contatti con nessuno, ma ogni tanto qualche collega passava a…salutare e io restavo con la mascherina e a distanza (che fatica) fu così che una collega scoprì di essere positiva (una di quelle che passava a salutare grrr) tuttavia il referente covid dell’azienda mi contattò per dirmi che ero un contatto debole e quindi non dovevo fare il tampone ma dovevo tenermi monitorata lo stato di salute per 14 giorni, cosa che ho fatto. Per fortuna sono sempre stata bene, ma ogni tanto mi vengono gli stessi dubbi di Elena…
    Comunque oggi alle 11.30 ho fatto la prima dose di vaccino, pfizer, per ora sto bene.

  4. Cara Giulia, ti percepisco molto coinvolta da questo post e ti ringrazio tanto per averci voluto portare la tua testimonianza dei mesi passati. (Non preoccuparti per la frase doppia, non siamo robot). Sono felice che tu abbia fatto il vaccino oggi, purtroppo la famosa vigilanza attiva è stata un po’ una vaccata che, soprattutto all’inizio, ha portato un sacco di circolazione del virus. Ma il senno di poi ci fa andare fuori di testa. Intanto pensa che se solo mia sorella non avesse messo quello stato di whatsApp io non avrei mai saputo di averlo preso! Guarda che è pazzesco.

  5. A settembre, prima di rientrare a scuola, noi insegnanti frequentammo dei corsi sulla sicurezza e ci dissero più volte che il rischio zero non esisteva e che nonostante tutte le precauzioni avremmo potuto contrarre il virus, per cui, da quanto scrivi te lo sei presa al lavoro. Fortunatamente sei stata asintomatica e molto scrupolosa: non hai contagiato neanche Emanuele, e questo è veramente incredibile. Pensa a quanti sono stati contagiati e hanno contagiato tante persone senza saperlo.
    Buon inizio settimana

    • Infatti, il rischio zero è: ho un tampone negativo e mi chiudo in casa sola fino alla fine della pandemia. Sì, ho avuto una carta fortuna, lo riconosco. Mi ha molto colpita la storia di una famiglia, coi cognati e la suocera al piano di sopra del condominio, pranzo insieme, tutti contagiati, due morti, di cui uno sui sessant’anni, sanissimo.
      Buona fine della scuola a te, carissima.

  6. Difficile capire come tu non abbia contagiato L’Orso marito. Il tuo scrupolo nell’osservare le precauzioni ha protetto mamma suocera e tutti quelli che sono stati a contatto con te.
    Certo, qualcosa, in generale, sfugge alla comprensione. Ad esempio: la mia migliore amica ha la figlia medico che lavorato nelle USCA ( i medici vestiti da marziani che andavano a domicilio dai malati di Covid ). E’ stata lontana da tutti, ha visto pochissimo i genitori.
    A un certo punto la ragazza si è ammalata, e proprio pochi giorni prima suo padre ( con tutte le cautele ) era andato da lei per montarle un lampadario.
    Tutto bene, non si è contagiato nessuno ma: la app immuni? Non avrebbe dovuto segnalare subito il contatto ? Perchè mai l’abbiamo scaricata allora? Boh!

    • Ho scaricato subito Immuni, ma il tracciamento è saltato piuttosto in fretta ed è stato tutto inutile. Sì, molti aspetti di tutta la faccenda sono avvolti dal mistero e tocca in qualche modo accettarle, naturalmente dopo aver usato tutte le attenzioni possibili e ancora di più.

  7. Prima di tutto, mano male che lo hai avuto asintomatico! Ho visto persone giovanissimi stare proprio malino, senza bisogno di ricoveri, magari, ma ko per settimane, quindi questo è buono. Io avevo in casa l’esperienza di mio figlio e mio fratello, coetanei. Mio figlio, onestamente, ha continuato una vita relativamente normale, frequentando una scuola privata e facendo sport professionale è quasi sempre andato in presenza e ha fatto sempre gli allenamenti e tamponi ogni 4 gg (con 4 quarantene per contatti con positivi, e l’ha sempre scampata). Insomma correva molti rischi (per il resto stava molto attento, ovviamente). Mio fratello solo scuola, mai senza mascherina, nemmeno per mangiare a ricreazione, l’ha preso (unico sintomo, un paio di giorni di mal di testa lancinanti, mai una linea di febbre). Ecco, lì ho capito quanto è (anche) questione di culo. Io ho sempre fatto gli anticorpi quando dono il sangue e sono sempre risultati negativi, quindi nessun contatto, e da ieri, con la prima dose, spero che piano piano ci si avvii alla fine di questo incubo.

    • Sì, l’elemento chiul non ha avuto poco peso, ne convengo e ora – no vax a parte – siamo tutti esaltati dalla puntura! Ci vuole anche un po’ di fiducia che non è fatalismo, assolutamente.
      Sul mal di testa io continuo a pensarci, ho avuto dei giorni di mal di testa ma poi tipo mi arrivava il ciclo ed era quello, o pensavo lo fosse, mah benedico la mia buona sorte assai attiva in quel periodo.
      ps. non sapevo che tuo fratello e tuo figlio fossero coetanei anche se so che hai avuto tuo figlio piuttosto giovane. Mi sembra una cosa bellissima, spero siano amici.

      • Purtroppo non sono legatissimi, perché sono caratterialmente opposti, vale super estroverso e sportivo, l’altro arci introverso e nerd, hanno pochi argomenti in comune, a volte sono più io a fare da trait d’union (in quanto sportiva nerd 😅😅). Tuttavia è molto interessante osservarli, sono due mondi lontanissimi, hanno mescolato i caratteri di tutti e ne è venuta fuori roba stranissima!

  8. @Cristiabia, io invece sarei estroversa zero sport. Metti quattro caratteristiche, mixale e vedi quanto cocktail di personalità escono. Quanto mi piace osservare questi mondi. Grazie per essere tornata a rispondere.

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