Ansia e corsa

Il ritorno alla quotidianità post vacanziera è stata complessa e non ha nulla a che vedere con la sindrome da rientro. I benefici acquisiti non sono un lasciapassare per prendere tutto con spensieratezza, godersela e sentirsi in pace fino a Natale. Non stavo male, ma volevo che il benessere non fosse un automatismo – sei stato in villeggiatura, ora devi stare bene – perché hai staccato la spina e solo un’idiota la riattaccherebbe subito. Avevo bisogno di disinnescare un processo. 

L’analisi era cominciata proprio in spiaggia, quando, sdraiata a prendere il sole, o il freschetto a seconda dell’orario, ho cercato di puntare l’attenzione su cosa non funzioni nella mia vita al punto da generare ansia. Ansia è una parola abusata e, di conseguenza, ha perso di significato. Ma io so di cosa sto parlando, ho fatto una cura farmacologica prescritta da uno specialista anni fa e se ora prendo (pochissimi) medicinali solo al bisogno e sto praticamente senza quasi sempre, non mi sentivo del tutto a posto. 

Ho riflettuto parecchio, arrivando alla conclusione che sono una persona appagata e felice per la maggior parte del tempo, e che le cause dell’agitazione sono riconducibili al lavoro e alla gestione di mia mamma, che è assolutamente autonoma e bravissima, ma spesso impegnativa emotivamente. Ho capito come arginarne la pesantezza, dove mettere dei paletti su ciò che può dirmi ad esempio, senza che questo debba farmi sentire in colpa, perché il bene non è mai messo in discussione, perché io ci sono sempre per lei, ma non posso farmi coinvolgere in dinamiche che non hanno alcuna importanza seria e mi logorano. 

In ufficio la situazione è persino peggiorata rispetto a quando ero andata in ferie. Partendo dal fondamentale presupposto che le persone non cambiano e che io non intendo cercare un altro posto perché questo presenta caratteristiche impagabili, ho colto un’occasione che si è presentata per esporre chiaramente la mia preoccupazione, e questo mi ha sollevata tantissimo dall’angoscia che provavo. Magari non cambierà comunque nulla, ma ora sanno semplicemente che non ce la faccio e che non è un capriccio da lavativa perché supportato da fatti concreti.

In sottofondo ricercavo qualcosa che mi aiutasse, una sorta di supporto oltre alla scrittura e alla lettura al momento insufficienti a rilassarmi del tutto, o comunque non sempre efficaci. E l’ho trovato nella corsa. Io, quella lontana dallo sport. E’ successo che anche all’Orso era balenata l’idea (ringrazio ancora Barbara Webnauta che con la sua maglietta Pink Run regalo di Natale ha fatto da apripista) e finalmente proprio in vacanza ce lo siamo detti. Così sabato scorso abbiamo comprato le scarpe adatte e in settimana siamo andati a correre due volte. Una sera verso le 19 (da non rifare, finché non rinfresca un po’), e un mattino alle 6.15 circa (moltissimo meglio). 

Ovviamente cammino anche parecchio, anzi, al momento prevalentemente cammino, ma a passo sostenuto, senza soste, per 40 minuti. Poi a tratti mi metto a correre, magari mi dico “ok, corri fino alla prossima panchina.” Mi do dei tempi, un ritmo motivazionale. Da non credere. Ed è scattato l’innamoramento folle, la sveglia puntata un’ora prima, alzarsi senza lamentele, felice di infilarmi le scarpe. Senza strafare, la prima sera sono rincasata morta e per un attimo non dico che ho visto tutto nero, ma quasi. Il cuore pompava tantissimo e ho trascorso il dopocena a dire a Emanuele “vero che se non mi è venuto un infarto fino a ora non mi viene più?” La seconda è stata tutta un’altra faccenda, probabilmente per l’orario e quindi la temperatura diversa. Anche i postumi (acido lattico) sono stati completamente differenti, nonostante in entrambi i casi avessi corso/camminato per lo stesso tempo. 

Ma soprattutto è sparita di colpo la paura di tornare a stare male come nel 2017, la paura di stare male che diventa essa stessa stare male, con segnali che ormai riconosco subito.

Questo è stato il mood degli ultimi 10 giorni. Il tempo da dedicare alla corsa è/sarà anche sottratto ai social, non solo al sonno. Molte amicizie nate in rete sono preziose e consolidate, ma altrettante sono state delle meteore o, peggio, delle illusioni. Tuttavia so che qui c’è la mia piccola community a cui tengo tantissimo, e soprattutto so che preferite vedermi un po’ meno connessa ma più serena, a sudare al parco. Anche perché poi torno sempre nel blog.  

Intanto trascorreremo il weekend sul Lago d’Orta, torneremo direttamente in ufficio lunedì mattina e sono certa che mi godrò ogni attimo senza ansia. 

17 pensieri su “Ansia e corsa

  1. Bentornata Sandra, quante cose in questo post!
    Bene per le riflessioni, brava che ti sei presa un po’ di tempo per pensare, sono contenta che le vacanze in questo senso abbiano aiutato (e peccato che non ci siamo viste, avrei voluto proportelo ma alla fine non ho potuto, magari poi ti mando un vocale e ti racconto).
    E quanto è vero che i benefici delle vacanze durano finché si è in vacanza, ma se poi al ritorno la situazione è la stessa svaniscono, purtroppo, in fretta.
    Fantastico per la corsa! Sono d’accordo che scarica un casino! Unico appunto che mi permetto… ma non è che schiatti (dal caldo) a iniziare d’estate? Magari alternare con la bicicletta quando fa troppo caldo? Io ho iniziato con un’app gratuita che si chiama 5k runner. All’inizio mi faceva correre proprio pochissimo, tipo 3 minuti, alternando corsa e camminata. Mi è servita molto per iniziare. Certo se tu sei già a 40 minuti magari non ti interessa.
    Ultima cosa, il discorso dello stare male per la paura di stare male, è verissimo, e che cosa assurda è? E indovina un po’, in questa settimana di ferie i miei mal di pancia misteriosi sono spariti… che brutta bestia che è l’ansia.
    Un abbraccio e buon weekend lacustre!

    • Stare male per paura di stare male, parto dal fondo, è il super male assoluto. Devastante sul serio. Non corro certo per 40 minuti, sto fuori 40 minuti e non so come mai ma la bici (a parte la perdita di tempo di tirarla fuori dalla cantina e il fatto che io vado con l’Orso e l’Orso buca spessissimo = sua bici spesso fuori uso) non so mi fa più fatica. Grazie, qui afa e previsioni meteo incerte, ma sono molto felice di andare al lago (si parte dopo pranzo). PS. anche a me sarebbe piaciuto vedersi ma non volevo essere invadente, né costringere Orso a muoversi anche se per pochi km, poi c’era la nipote ecc.

  2. Te l’ho detto in privato ma te lo ripeto qui pubblicamente, perché così resta.
    Sono STRA STRA STRA STRA ORGOGLIOSA DI TE!!!!!!!! ❤❤❤
    E stra stra stra stra contenta di averti regalato quella maglietta se ti ha messo questa carica straordinaria addosso!!! Non so nemmeno come mi è venuta l’idea all’epoca, una specie di ispirazione improvvisa (un sassolino da dio?). Io ho già il cassetto pieno delle magliette Pink Run, ma volevo contribuire per l’associazione, e mi sarebbe piaciuto, se si fosse tenuta come al solito, in tempi non pandemici, parteciparvi anche con te, con il Prato della Valle pieno di donne in rosa, un’emozione bellissima, che ti togli l’ansia di torno per un semestre almeno! E così ho pensato: intanto gliela regalo, che inizia ad allenarsi! Purtroppo anche questo settembre hanno ridimensionato la manifestazione, in un’altra piazza, più piccola e con restrizioni, non ne siamo ancora fuori. Ma noi ci alleniamo, così saremo pronte. Anche solo camminando veloci, ma ci saremo!
    Grande grande grande! Se anche più brava di me che no, non ce la faccio a svegliarmi presto, continuo a correre col tapis roulant alle 19, col solo ventilatore in assistenza. Ah, io non vedo nero, ma vedo i puffi che mi salutano… tutto normale, poi passa! 😉

    • Immagina la scena nel negozio, dopo aver preso le scarpe io che dico “la maglietta ce l’ho già!!!!!!” infatti è perfetta. Che magia le connessioni, Barbara, davvero, spero tanto di continuare così e fare una pink run prima o poi.

  3. Ahhhh, che bellezza, io non sto riuscendo da una settimana ad andare e da diverse vado pochissimo e mi manca tanto (e sto facendo i conti con uno stato di ansia e insonnia piuttosto pesanti). È esattamente come dici tu, quell’effetto magico di tranquillità e benessere. Vabbè buone corse scaccia ansia allora!

    • A te ho pensato tanto, perché le tue fotine post corsa sono sempre molto belle e felici anche se ovviamente non sarò mai alla tua portata. Spero che la tua ansia passi presto e non torni più. Un abbraccione.

  4. Che bello leggerti Sandra con una nuova consapevolezza e nuovi progetti per te, solo per te.
    Lo sport è un incredibile viatico di benessere. Qualunque esso sia, fatto senza stress, è un toccasana. Non si die forse mens sana in corpore sano? Vecchio adagio ma sempre buono. L’ansia è la malattia peggiore di questo secolo: ti distrugge la vita e la salute. In bocca al lupo per questo nuovo percorso che hai, avete, intrapreso. Essere in due a percorrere questa strada è anche meglio. Buon rientro!

    • Grazie Elena. Emanuele va a correre più spesso di me, ma va bene così. Temo l’arrivo dell’inverno tosto, ma non è il momento di pensarci ora, perché tra i tanti ragionamenti ovviamente c’è anche quello che tu ben conosci di pensare al qui ora e non alle tragedie del passato o a scenari futuri di cui non sappiamo nulla.

      • Questa è la cosa intelligente da fare. Io faccio fatica però a portarla davvero nella mia vita. CI sto lavorando!

  5. Che bella energia trasmetti in questo post, la corsa è un ottimo rimedio per contrastare l’ansia, io l’ho praticata per circa 5 anni, poi purtroppo sono insorti problemi ai menischi e non ho potuto continuare, ora mi limito a fare delle lunghe camminate quando posso. Credo che correre al mattino presto sia però molto più proficuo, sia per il clima (ora che è caldo) sia per l’energia. Correre in compagnia di tuo marito è un ulteriore fattore che rende piacevole e corroborante questo sport.
    Sul fatto che molte ansie derivino dal lavoro e dal rapporto con tua madre posso capirti (il lavoro è per me la principale causa di ansia e a questa si aggiunge il rapporto con la mia famiglia di origine, non madre ma sorelle…). Non credo sia possibile una vita senza ansia, tuttavia si può imparare a gestirla e mi sembri sulla buona strada.

    • Credo, cara Giulia, che la strada sia ancora lunga, ma c’è molta consapevolezza ora. Il meteo pazzo al momento non mi ha consentito di tornare a correre, spero presto. Un abbraccione
      PS. la famiglia è sempre il luogo deputato al conflitto

  6. Fai benissimo e avrai sicuramente dei risultati nel corpo, ma soprattutto nello spirito. Io faccio yoga la mattina e nel pomeriggio o tapis roulant o esercizi. La temperatura non aiuta certo, ma vuoi mettere dopo una bella doccia come ci si sente bene!!!!

  7. ciao io sono stata in vacanza, in montagna. Sono state vacanze diverse, con il dolore nel cuore, però guardando i paesaggi di montagna, passeggiando nel bosco ho trovato un po’ di pace.

    • Tu hai sempre amato molto la montagna e no, ovunque, è comunque un’estate ancora chiusa nel dolore, la natura sa sempre restituirci quello stupore di pace di cui c’è tanto bisogno. Un abbraccione.

  8. La vostra è stata un’ottima idea! Anch’io mi diverto con la corsa, sebbene senza costanza (e poi ho il fiato di un lombrico, bisogna dirlo). La mia asma, che al momento non si fa sentire, ha sempre fatto sì che io non abbia mai realmente imparato a correre, pur praticando sempre movimento in qualche forma. Quando ho scoperto, qualche tempo fa, che 1) ho anch’io due polmoni, e 2) posso imparare a usarli, mettendo da parte l’ansia legata alla mancanza di respiro dell’asma, sono riuscita a correre davvero, piano e per poco tempo, ma chissenefrega. Mi sentivo come se fossi salita sull’Everest. 🙂

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