Letture e cose estive

La rubrica di oggi include giugno, luglio e agosto, quando ho scelto di sospendere il consueto riassunto sulle letture unito a qualche considerazione sul periodo.

  1.  La schiuma dei giorni  Boris Vian voto 8 ½
  2.  Nel silenzio delle nostre parole  Simona Sparaco voto 5
  3.  Il calamaro gigante  Fabio Genovesi voto 9
  4.  Guida intergalattica per autostoppisti  Douglas Adams voto 7 ½
  5.  La casa degli sguardi  Daniele Mencarelli voto 10
  6.  La danza dell’orologio  Anne Tyler voto 9
  7.  La settima onda  Daniel Glattauer voto 7 ½
  8.  La strada delle farfalle  Ruth Rendell voto 8
  9. Il weekend Charlotte Wood voto 8
  10.  Siamo buoni se siamo buoni  Paolo Nori voto 5
  11.  L’uso sapiente delle buone maniere  Alexander McCall Smith voto 9 ½

Eccezionalmente, proprio perché si tratta di undici romanzi per cui sarebbe anche un po’ facile perdersi, ho lasciato i voti. Tanto non ci sono libri scritti da amici che potrebbero offendersi. Altra considerazione, dopo il n. 11 ho cominciato e interrotto a pag. 50 “L’ultima intervista” di Eshkol Nevo (ne ho parlato su Instagram), che ho trovato ruffiano, quasi saccente e per nulla interessante, nonostante Evo, anche per il film di Nanni Moretti in uscita tratto da un suo romanzo, sia abbastanza osannato.

Facciamo anche un po’ di cronologia spazio temporale, credo che le storie vadano sempre contestualizzate nel momento di lettura, che ne condiziona inevitabilmente il gradimento. “La schiuma dei giorni” è un romanzo che volevo leggere da molto e mi ha incantata, è una favola stramba del tutto indescrivibile ambientata in una Parigi funambolica tra ricchi personaggi sconvolti dall’incedere di eventi assurdi. Assieme al romanzo di Simona Sparaco, vincitore dalla prima edizione del concorsone DeA Planeta (insulso, se poi penso la paccata di soldi che si è preso, Dio, che rabbia questa editoria) è il romanzo del pre partenza. In Versilia ho portato 3 4 5 e 6. Di Genovesi compro subito – a apprezzo – tutto ciò che esce. Questo’ un pelino meno bello della sua produzione precedente, anche un po’ corto, ma l’ho comunque amato, per la sua poesia intrinseca e il monito dolce che ci ricorda come andrebbe vissuta la vita. La celebre guida di Adams la voleva leggere l’Orso, quindi gliel’ho presa approfittando dell’offerta Oscar Mondadori (2 titoli e ti davano il borsone, che si è rivelato utile e bello perché perfettamente abbinato nel suo color giallone al resto dei bagagli), poi l’ho letto anch’io. L’entusiasmo per le prime pagine va un po’ scemando, e il voto parla chiaro, ma sono felice di averlo letto perché ci sono tratti molto divertenti e poi va beh è un librone trasversale al passare dei tempi, che attraversa indenne e va letto. In abbinata, per avere il borsone, avevo scelto un po’ al volo “La casa degli sguardi” sbang, al momento uno dei migliori dell’anno. E’ la storia romanzata ma autobiografica di Daniele, alcolista disperato che, dopo innumerevoli e fallimentari tentativi di uscire dalla dipendenza, accetta un lavoro all’ospedale Bambin Gesù, in una squadra di pulizie. Solo che lì i bimbi muoiono anche e questo sarà la miccia per innescare un incendio di proporzioni mai viste nella sua ipersensibilità che, appunto, lo porta a bere. Potrà salvarsi, o soccombere definitivamente. Ho adorato i colleghi di lavoro, anche quando gli toccava pulire i cessi più immondi, la loro spiccata umanità, la lotta di Daniele per non fermarsi a ogni bar prima di prendere servizio, le cadute rovinose, Roma tutta, il contesto generazionale, la sua famiglia rassegnata e più disperata di lui. Stupendo al punto che me ne stavo lì sotto il gazebo, rapita e talvolta non mi schiodavo per ore, col groppone per quelle pagine che sgocciolavano il dramma, senza neppure alzarmi – come di solito invece faccio – per andare fino alla riva. Ho persino rinunciato al bagno!

“La danza dell’orologio” l’ho comprato a metà prezzo, ah sì anche “Nel silenzio delle nostre parole” l’ho preso scontato al 50% al libraccio. Va detto che ho iniziato un percorso, penso lungo, di acquisto libri usati e ritorno in biblioteca. Non solo per risparmiare, ma anche per dare un significato diverso alle mie letture, recuperare titoli vecchi, scansare il tam tam social per il libro del momento, dimenticato dopo una settimana. La bulimia insensata, l’editoria malata. Anne Tyler una volta mi piaceva tantissimo, ma è molto prolifica per cui ho smesso di leggerla quando i suoi romanzi hanno iniziato a somigliarsi un po’ tutti. Questo è proprio gradevole: una donna si ritrova per un caso fortuito ad accudire una bimbetta di cui non sa nulla, lontano da casa, dando il via a una nuova vita che le piace più della precedente, in un quartiere animato da personaggi simpatici che, con le loro storie, creano un corollario all’intero testo. Una lettura non da fuochi d’artificio, ma è comunque un ottimo intrattenimento, con la sua scrittura precisa, per chi ama le storie di vita quotidiana.

E si torna a casa e si legge “La settima onda” seguito de “Le ho mai raccontato del vento del nord?” fa parte del nutrito gruppo di libri che ho preso in biblioteca. Quel sabato mattina per me è stata proprio una festa, tornare in biblioteca dopo quasi due anni! Ho fatto una bella scorta, potendoli tenere fino al 15 di settembre! Era il primo weekend a Milano dopo le vacanze, a cui ne sarebbero seguiti altri tre via, nel pomeriggio saremmo andati a comprare le scarpe da corsa e stavamo quindi delineando le attività ricreative per la seconda parte dell’estate. “La settima onda” va letto per chiudere il cerchio di Emmi e Leo, che altrimenti rimane effettivamente monco.

Ruth Rendell è un’ottima scrittrice di gialli, non la mia preferita, ma ho letto parecchio e questo romanzo – sempre dalla biblioteca – è stato la lettura in treno da e per Lavagna, Un po’ lunghetto, articolato, forse avrei sfrondato qualche pagina, ma anche qui, penna magistrale, atmosfere inglesi e la giusta suspense: un gruppo di attivisti green esagitati non va tanto per il sottile e quando una tangenziale minaccia di distruggere la strada delle farfalle, sequestra diverse persone che hanno la malaugurata sorte di chiamare un certo servizio di taxi.

Il romanzo della Valtellina è stato “Il weekend” uscito un anno fa, per NNE editore di classe, me lo sono ritrovato spesso nelle recensioni nei social, consigliatissimo, quando l’ho visto in biblioteca è stato inevitabile prenderlo. Bello con due remore: non sono proprio riuscita a provare grande empatia per le tre settantenni, diversissime tra loro, nessuna delle tre mi ha fatto stracciare le vesti per il coinvolgimento, e il finale è un po’ buttato lì. Però i temi portanti cioè invecchiare e l’amicizia al femminile sono ben declinati in una storia comunque convincente. Conservo un piacevole ricordo della lettura sotto casa mia, dove c’è un piccolo spiazzo, che è più un marciapiede, pressoché inutile se non per parcheggiare la bici, dove io mi arrangio a piazzare da sempre una sedia modello regista per stare lì anche un paio d’ore. Si trova sulla piazza principale del paese, e chi passa – chi passa? Mediamente nessuno, se sto leggendo, un sacco di rompiscatole (ok, ok, ok, sto esagerando!) – magari attacca discorso.

Paolo Nori non l’ho capito, non mi ha fatto ridere e l’ho concluso a fatica. Do 5 e non 4 perché sa scrivere ecco, non infila strafalcioni o simili (stesso discorso per la Sparaco qua sopra),

E poi arriva lui, e dà un senso ai giorni segnati dalla fine delle vacanze tutte, dal tedio dell’ufficio, dal caldone insopportabile, è la mia coccola di Ferragosto, cerca di bilanciare lo schifo potente del mondo: Alexander Mc Call Smith in particolare con la serie di Isabel Dalhousie, questa quarantenne filosofa scozzese ficcanaso. Ho adorato tutto. L’avevo anche questo preso un po’ a caso in biblioteca, il nome mi girava in testa ma a tratti lo confondevo con Zadie Smith, misteri di una mente ormai intasata di autori. Mi è partito un trip quasi imbarazzante: ne parlo con tutti, cerco i libri nel portale della biblioteca e al libraccio dove siamo andati una sera (quello sui Navigli, a giugno ero andata in quello dietro il Duomo), redigo elenchi, screenshotto le copertine che non si sa mai. Robe così. Ho appreso che esistono tre serie: quella africana è la più nutrita, magari è stupenda ma al momento non mi interessa, mentre quelle scozzesi sono due, appunto quella con Isabel, e una che parla di un condominio. I romanzi sono auto conclusivi, ma insomma letti nell’ordine giusto credo sia meglio, e infatti io ho iniziato dal terzo. Per ora ho appena terminato quello che cronologicamente verrebbe prima di “L’uso sapiente delle buone maniere” (finirà nel post di settembre) e a livello “eventi personali nella vita della protagonista” c’è stato un involontario spoiler ma amen. Non sono dei veri gialli, ma c’è sempre un mistero. In questo un quadro di un celebre pittore che forse no, forse è un falso e tocca andare in un’isola delle Ebridi per scoprirlo: Jura, dove Orwell ha scritto 1984. Che figata! La scrittura è deliziosa, lei magica: un personaggio davvero indovinato. E le ambientazioni mi hanno indotta a googlare come una matta pure lì, in cerca di info su Jura.

Questo è tutto, ed è un sacco di cose, direi. Oggi è il primo giorno di part time di questo giro che ci porterà a settembre, domenica andremo in Valle a recuperare mia mamma, il 31 tornerà anche la twin, e non vedo l’ora di rivedere i nipoti! I pensieri vanno dritti all’autunno, ai programmi, in parte anche alle paure del periodo. Fuori c’è un sole splendido, ma le sere ci fanno capire che è finita, almeno qui, così ho deciso di tirare una riga netta, pubblicando proprio oggi questo polpettone, sperando che qualcuno tra voi possa trovare qualche spunto.

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23 pensieri su “Letture e cose estive

  1. Piatto ricco, mi ci ficco!! 😀 😀 😀
    “La schiuma dei giorni” non mi è nuovo e cercandolo, ho trovato un film che non ho visto ma il cui trailer mi aveva colpito. Non so quanto sia “liberamente tratto da”, ma magari potrebbe piacerti.

    “Guida intergalattica per autostoppisti” è particolare e sembra alquanto dividere i lettori (vedi la mia lettura condivisa con Marina, a cui è piaciuto tanto, e Darius, che l’ha odiato proprio). Io l’ho adorato, ho appena terminato il ciclo completo, la “trilogia in cinque parti”, e lo considero il mio “libro salvagente”, quello che apri una pagina a caso e sai che ti strappa una risata subito.

    “La settima onda” in effetti va letto, mi è sembrato come se la storia di “Le ho mai raccontato del vento del nord?” fosse stata tagliata in due parti, perché il primo non è un finale sospeso, è vero, però non mi ha convinto. Letti di seguito, sono una storia bellissima.

    Su Alexander McCall Smith io ho appena recuperato i primi due libri proprio della serie “44 Scotland Street”, finalmente nell’edizione che volevo. Non vedo l’ora di leggerli da quando ho trovato una recensione su quanto bene sia descritta Edimburgo. Non potendo (ancora) tornare lassù di persona, mi accontento di riviverla tra le pagine. Questa serie ha 5 libri, quattro in edizione TEA e l’ultimo in Guanda, magari poi passerò a leggere l’altra serie, della quarantenne filosofa scozzese ficcanaso, sempre ambientata in Scozia. Mi spiace per la serie africana, ma io preferisco i pinguini. 😉

    Nello stesso periodo io ho letto: “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman, “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery, “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafòn, “Il richiamo del cuculo” di Robert Galbraith (ovvero J.K.Rowling), “Addio, e grazie per tutto il pesce” + “Praticamente innocuo” di Douglas Adams (gli ultimi della serie “Guida galattica per autostoppisti”) e “Il deserto del cuore” di Mary Westmacott (ovvero Agatha Christie, come da ultimo mio post). Sono riuscita anche finalmente a terminare l’audiolibro di “Circolo chiuso” di Jonathan Coe, un tedio… Forse troppo lungo, forse troppo complicato, forse ero solo io, ma ho davvero fatto fatica. Ho cominciato, sempre audiolibro, “Lo specchio dei desideri” di Jonathan Coe, ma stavolta con una lettrice donna, vediamo se va meglio (però ascolto mentre stiro, e stiro poco XD ).
    Sono adesso agli ultimi capitoli de “Il baco da seta” di Robert Galbraith. E niente, innamorata persa di Cormoran Strike…

    • Barbara, davvero grazie per questo commento chilometrico. Grazie per tutto, la fiducia nel voler leggere Alexander McCall Smith – ok c’è la tua Edimburgo ma ho capito che ti fidi di me – e per il trailer! Non conoscevo assolutamente questo film e da quello che vedo è assai fedele, ti dico che a parere mio eh, difficilissima da rendere sullo schermo, è fatta di suggestioni in cui l’immaginazione del lettore ha un ruolo importante, il trailer mi ha riportata al libro, ma proprio a quei giorni, ero andata fuori a leggermelo a City Life e avevo fatto una foto in ascensore. Voglio troppissimo vedere il film. Oddio, avrei un valanga di cose da dire. Su Alexander credo che come prima cosa sia meglio se recupero i 2 titoli che con Isabel che vengono prima di quelli che ho letto, in modo da ripristinare un minimo di ordine, domani vado in biblio. Poi posso passare alla serie 44 Scotland Street.
      Circolo chiuso, seguito de La banda dei brocchi, io lo adoro, adoro entrambi, ma davvero in audio libro credo che ci si perda parecchio. Fammi googlare Lo specchio dei desideri che mi manca di Coe (e ritenevo di aver letto tutto), torno tra un attimo… ok ci sono, è quello per ragazzi che ho volutamente saltato.
      L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery, “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafòn li ho letti appena uscirono e molto, molto amati entrambi.
      Infine sì, forse i due Glattauer andrebbero letti di fila o a breve distanza, io ho lasciato passare un anno…
      Grazie Barbara per essere sempre così attiva.

      • In realtà Alexander McCall Smith ce l’avevo in lista acquisti da un bel po’ (non per sminuire i tuoi consigli, ma certo adesso che lo hai letto tu e ti è piaciuto il suo stile, mi sono decisa a prenderlo). Cercando materiale sulla Scozia, avevo trovato la referenza ai suoi libri, in particolare mi pare il terzo abbia come titolo “Lettera d’amore alla Scozia”, eh, figurati, se non ci vado a nozze …giusto per restare in tema! 😀

    • Addirittura “odiato”! No, Barbara. L’odio è come l’amore: richiede energia, risorse ed emozioni. Solo, è diametralmente opposto all’amore.
      Quindi odiare un romanzo è impegnativo come amarlo. E lo “scritto” di Adams (usiamo anche i termini appropriati, 😛 ) non ha meritato nemmeno il mio odio. Indifferenza, ecco: pura e piatta indifferenza… 🙂 🙂 🙂

  2. Ne ho letti tre, di questi, La schiuma dei giorni, La guida galattica è Il weekend. I nostri pensieri sono molto simili, così come il fatto che la Tyler scrive talmente tanto che dopo un po’ anche basta! Direi che è necessario mettere La casa degli sguardi in wishlist! Io devo ancora fare le ferie, domenica parto per Canazei, e spero di beccare qualche bella giornata, ma il pensiero dell’autunno comunque mi allieta, l’estate mi piace tanto, ma a un certo punto deve finire ed è bello il susseguirsi delle stagioni!

    • Direi, cara Cristina, che è appurato che abbiamo gli stessi gusti all’incirca, e confrontarmi con te è sempre tempo speso molto bene. Sì, da Ig sapevo che non hai ancora fatto ferie, chiaramente ti auguro tempo splendido a Canazei, ma condivido anche la tua chiusa, a parte che amo moltissimo l’autunno, ma stagioni ben definite sono necessarie oltre che apprezzabili per tutto ciò che portano con sé.

  3. Le mie letture dello stesso periodo sono state le seguenti (ho fatto copia incolla dal mio blog)
    Giugno
    15. Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin
    16. La vita che volevo di Lorenzo Licalzi
    Luglio
    17. Non temerò alcun male di L. K. Brass
    18. La fiamma e La Rosa di Cristina M. Cavaliere
    19. Questa estate succede che di Giovanni Venturi
    20. Càscara di Elena Ferro
    21. Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman
    Agosto
    22. Alla scoperta dei segreti perduti di Bologna di Barbara Baraldi
    23. Blues per i nati senza un cuore di Ferdinando Salamino
    24. Il leone e La Rosa di Riccardo Bruni
    25. Stella nera: le luci dell’Occidente di Marco Freccero
    26. I segni sulla pelle di Stefano Tassinari

    adesso sto leggendo Valerio Varesi Reo Confesso e ho appena comprato gli altri due ebook di Ferdinando Salamino, un autore che ho scoperto di recente.
    Riguardo alle tue letture, l’unico titolo a me noto e che ho letto è Il silenzio delle nostre parole di Simona Sparaco, l’ho letto nel 2019 e a me personalmente era piaciuto, anche se ammetto che mi ero avvicinata con un certo pregiudizio. C’è anche da dire che non ho letto altro della Sparaco.
    Mi sembra un’ottima cosa prendere i libri da leggere in biblioteca, in effetti è possibile recuperare vecchi titoli, io ne avrei alcuni che vorrei rileggere e che non trovo in ebook…

    • Parto dal fondo, perché sono appena tornata dalla biblioteca dove tra i vari Alexander Mc Call Smith ordinati, ho prenotato pure Il film suggerito da Barbara e sono felicissima. Invece io della Sparaco ho letto due romanzi che ho apprezzato in precedenza, vero il temibile pregiudizio, soprattutto per chi, come me, partecipò al concorso, ma insomma davvero-davvero non era arrivato un manoscritto migliore? Grazie per aver lasciato qui il tuo elenco a disposizione, questi confronti sono sempre belli e danno un senso al blog, grazie quindi per avermi dedicato tutto questo tempo.

  4. Che bello il post dei libri estivi.
    So perché hai tolto i voti, ma io ci sono affezionata, perché dà subito l’idea del tuo gradimento. Ad esempio un 7 e mezzo a La Guida Galattica dato da te mi ha dato subito il valore del libro, perché non è il tuo genere, non sarà mai un 9 per te, ma, cavolo, un 7 e mezzo da una lettrice non ideale è tanta roba. Poi il fatto che, appunto, hai gusti diversi dai miei è sempre uno stimolo. Ad esempio di McCall Smith ho letto qualcosa, ma non questo e il tuo 9 e mezzo è un bello stimolo a recuperarlo!

    • Ma grazie. A parte che la guida continuo a chiamarla Intergalattica invece è solo galattica, vero, i voti servono, magari li ripristino e amen e vanno effettivamente abbinati al lettore così tutto acquista un senso molto più completo. Bentornata nei blog, mi sei mancata parecchio.

    • Innanzitutto benvenuta! O benvenuto! Hai proprio ragione, per quanto a volte sto scomoda, vorrei prendere meglio il sole mentre leggo, è uno dei massimi piaceri della vita davvero.

  5. Trovo come unico punto in comune Anne Tyler, che è sempre una garanzia, anche se non ho letto La danza dell’orologio. La guida galattica ho provato a leggerla vent’anni fa, poi di nuovo un paio d’anni fa, e niente, non c’è verso che io me la faccia piacere. Forse ci riproverò, forse no.

    • Come dice Barbara La guida è un libro davvero divisivo e non sei certo obbligata a riprovarci. Anne Tyler ha una scrittura molto intima, semplice ma precisa, difficile da replicare, poi le storie anche lì va a gusti.

  6. Ho letto più del solito degli ultimi due anni ma il tuo elenco è per me imbattibile. Abbiamo gusti e interessi diversi, unico punto in comune la Sparaco che avevo a tempo debito letto e recensito sul blog, anche perché Càscara aveva partecipato al Dea Planeta e volevo capire cosa avessero scelto. Sono dello stesso parere di Giulia in proposito. La storia, intreccio e fabula, l’ho trovata pregevole e anche la scrittura. Solo ho notato lunghe digressioni che, mi è parso, siano stati innesti successivi, quasi talee mal riuscite. A volte le case editrici chiedono agli autori di allungare il brodo e al di là se sia giusto o no accontentarle, non tutti sanno farlo bene. Nelle biblioteche non metto piede da secoli, non ho l’abitudine di gettare o regalare libri, nemmeno quelli vecchi, compero tutto. Risultato : devo cambiare casa! Ma l’idea mi piace, so che ce ne sono alcune on line e soprattutto per le ricerche sono risorse interessanti…

    • Io sto approfondendo il discorso dell’usato e della biblio in attesa di sistemare la cameretta che diventerà uno studio, ma anche con una nuova libreria lo spazio non sarà infinito e comunque sì mi capita di riprendere in mano un libro già letto, certo, ma tutto sommato coi miei ritmi di lettura, tutti nuovi sta diventando impegnativo economicamente e poi mi piace proprio l’idea di sganciarmi dai libri del momento in favore di altri più datati.

  7. @Elena, non sarà per me soltanto ma per me e l’Orso. Abbiamo tre locali e la cameretta per ovvi motivi di mancanza figli non è mai stata arredata come nei progetti quando comprammo questa casa. Attualmente ci sono mobili dismessi ma ancora in ottime condizioni, come due poltrone della sala, un tavolo della cucina e altro. Già la uso come studio, ma anche zona stiro, però poi certo sarà molto molto meglio.

  8. Pingback: 44 Scotland Street di Alexander McCall Smith - webnauta

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