E’ il 1° settembre, non la fine del mondo

Ebbene sì, anche chi come me ha terminato le ferie da un pezzo e tutto sommato vive ai ritmi inconsueti del suo lavoro, subisce la pressione del 1° settembre.

Ieri sera una grandinata epocale poteva aver messo la parola fine all’estate (le date di calendario 21 giugno/21 settembre non mi sono mai sembrate troppo realistiche) ma questa mattina un sole splendido con temperature decisamente gradevoli mi ha consentito di andare a correre più tardi, visto che alle 7 non ce la facevo proprio ad alzarmi. Va a giorni, è capitato di schizzare su felice al trillo delle 6 e indossare le scarpette che manco Cenerentola col Principe, l’importante però è non aver mai mollato. Prendere le cose un po’ come vengono, senza abdicare a una certa progettualità, è uno di quei propositi sempre presenti il 1° settembre, come il 1° gennaio, ma anche dopo ogni piccola o grande crisi che mi ha messa all’angolo.

Mi sono fatta prescrivere tutti gli esami sangue/urine per il controllo annuale (sono piuttosto ligia) e lunedì andrò dal dentista per la seduta di pulizia che invece lo scorso anno non ho fatto. Questi due appuntamenti, salvo salti fuori qualcosa, concludono il giro visite mediche di routine (che comunque non sono pochi) e se ne riparlerà in primavera. E poi, dritti dritti verso Natale! Perché come si dice in questi casi, ridendo e scherzando (mica poi tanto) tra due mesi e una manciata di giorni dovrebbe aprire Garabombo, che ovviamente nel 2020 non c’è stato. Ebbene sì, tutto sta ripartendo, settimana prossima avremo il Salone del Mobile, l’evento più caotico dell’intero calendario fieristico milanese. Tremo, tremo per la metropolitana. Chiunque vada da Rho Fiera (che sorge in mezzo al nulla, io la detesto) verso i luoghi del fuori salone, il centro, Brera, Navigli ecc, passa obbligatoriamente dalla mia fermata del metro. Punto. In tempi normali significava farsi un viaggio schiacciata tra stranieri infighettati, in era covid, fortuna vuole che non lavoro e quindi cercherò di evitarla.

Malinconia da fine estate, ne abbiamo? Non lo so, non lo so davvero perché nonostante tutto, mi sento ancora fortemente immersa nella pandemia, è come uno strato di polvere che ricopre ogni cosa, e inizio a pensare che il mio peggioramento dell’ansia sia anche dovuto a questo. Ho fatto tutto ciò che potevo per godermi le vacanze, e me le sono godute; certo, in questo momento preferirei essere sotto al gazebo in Versilia, piuttosto che qui, è normale, ma non sto a struggermi. C’è un mondo là fuori davvero orribile, patisco parecchio la similitudine Green Pass = dittatura, un mondo che comprende troppi paesi sotto un regime vero. E’ lì che punto lo sguardo, piuttosto che indietro, a rimpiangere la sabbia e le sere in terrazza.

Il mio piccolo orto privilegiato sa che settembre e l’autunno, significano diverse cose belle: il 14 esce il nuovo racconto lungo per Delos Digital, scritto per esorcizzare le rogne idrauliche (al momento nessun scarico intasato, né tubi sgocciolanti), e si sta lavorando sodo per la pubblicazione del romanzo Young Adult per Plesio, non abbiamo ancora una data precisa ma sarà sicuramente entro metà ottobre, il visto si stampi è previsto tra due settimane e stanno ultimando la copertina. C’è in ballo una presentazione di Sono una donna non sono (solo) una sarta al ristorante di cui parlo sempre (citato nel romanzo). Infine, salvo sviluppi per Nina Strick, che sarebbero anche auspicabili visto che ho firmato un contratto di scouting con un’agenzia importante, mi voglio fermare sul serio. Per dare il massimo al romanzo Young Adult, ma anche per decomprimere. Questi ultimi due anni, da quando ho lasciato a malincuore goWare, sono stati molto produttivi, vero, ma a questa ondata creativa non sono corrisposti risultati di vendite e tutto sommato credo che questa mancanza sia imputabile agli editori.

Nel privato inizia il gran tour delle ricorrenze: anniversario di matrimonio, compleanno del marito della twin (sono 50 quindi magari si festeggerà), e da lì: compleanni Orso, suocera, nipote Nanni, mio e della twin, nipote Cicia. Al solito, e magari invece non si farà proprio nulla, perché non sarà il caso, seguendo il buon senso.

Ho delle idee, idee di posti dove vorrei poter andare prima della fine dell’anno, ma voglio farlo senza che ogni boccone al ristorante diventi fonte di preoccupazione, l’obiettivo non è tornare alla vita di prima, bensì vivere questa (perché questa abbiamo adesso) al meglio.

Poi magari il meglio sarà il divano. Prosecco, divano e libro. In casa. Molti, moltissimi là fuori sottoscriverebbero col sangue una situazione come questa. Neppure io la schifo: ho tre romanzi di Alexander Mc Call Smith da leggere entro fine mese, e tanti altri disponibili in biblioteca, e un marito dall’altro capo del divano che suona la chitarra, col quale condividere questa quotidianità ancora stravolta. Sono molto fortunata.

9 pensieri su “E’ il 1° settembre, non la fine del mondo

  1. Per me l’estate non è ancora finita, ci penserò più avanti. Ferie improvvise si paventano ai miei occhi, in un periodo insolito, quando bisognerebbe pensare ad altro, ma vuoi buttarle, dopo tre anni senza??? Sia mai!! Spero che i tuoi progetti editoriali ti diano soddisfazioni, oltre che di scrittura, anche di vendita.

  2. A me il mese di settembre piace moltissimo, anche se ammetto di provare una certa malinconia perché percepisco la fine dell’estate, ma è un vero sollievo non sentire più il caldo afoso.
    Brava per la corsa! io oggi ho fatto 10.000 passi di camminata dopo il lavoro e sono molto soddisfatta, mi piacerebbe farlo almeno tre volte a settimana, proprio perché in questo periodo c’è un clima più fresco e piacevolmente caldo…

    • Credo che siamo davvero di fronte al periodo migliore per corsa/camminata, anche come luce serale e mattutina. Il caldo quest’anno l’ho patito per poco, molto intenso ma di breve durata qui al nord, ho sofferto le piogge, quello di più. Settembre hai i suoi fan e il suo fascino in effetti, anche se il buio dopo cena mi immagonisce un pelino. Buon settembre cara Giulia.

  3. Non è la fine del mondo no, però a settembre c’è la Munro Step Challenge, che per me significa non solo camminare il più possibile per collezionare virtualmente più munro (=colline scozzesi, ma qui intese come vette, quest’anno ne abbiamo in programma ben 9 sparse per il mondo) ma triplo lavoro perché c’è anche una sfida interna a gruppi, con tutto un sistema di raccolta dei passi di tutti i partecipanti, e report, grafici a torta, il modulo non funziona, mi guardi se è giusto, non ci sono i miei passi di ieri, ecc. Quest’anno siamo nel Team Rise, ci tocca salire in alto!
    (però è divertente, sennò non lo farei 😛 )
    Comunque non ricordo un settembre così frescolino. Sabato sono di cerimonia, abito estivo, coprispalle di seta. E invece mi sa che devo prendere un paio di calze, cercarmi una giacca, cambiare i sandali con le decollete chiuse…
    Quanto mi piacerebbe tornare al Garabombo! Chissà, incrociamo le dita, e che tutti i pianeti si ben dispongano. A proposito di “dittature sanitarie”, ho smesso di leggere alcune persone, anche alcuni blog, del tutto. Perché posso anche capire la scelta di non vaccinarsi (che in certi casi mi sembra solamente paura, assolutamente legittima, ma sempre paura è, non convinzione ideologica), ma farmi dare della pecora perché io mi sono vaccinata proprio no. E l’ho fatto ben prima che ci fosse il green pass.
    La chiusa finale è da incorniciare. Siamo molto fortunati. Forse proprio perché abbiamo i libri (oltre che divano, marito e chitarra per te 😉 ).
    PS. Ho recuperato anche Lettera d’amore alla Scozia di Alexander Mc Call Smith!! L’avevo lasciato nel carrello di ibs.it con un “Ci penserò”. Il giorno dopo mi hanno mandato una mail in cui offrivano la spedizione espresso se ordinavo subito entro la serata. Fatta! 😀

    • Chi non si vaccina sta facendo un danno alla collettività, quindi anche a noi, è inaccettabile venire pure insultati! Via, via da gente del genere.
      Applausi a IBS: questo sì che è marketing, alla grande proprio con Alexander, che mi dà tanta gioia, ieri leggevo Isabel, a un certo punto ha l’ansia (sono io) e in un bar ordina acqua tonica (io, io ne bevo un sacco!). Bellissime sensazioni e suggestioni edimburghesi.
      Ho idea che da te faccia un po’ più freddo che qui, perché con quell’abbigliamento qui si sta bene, mannaggia, conosco il problema, mi capitò anni fa per un matrimonio settembrino e dovetti cambiare tutto in corsa, facendomi addirittura prestare un golf.
      E chiudo dicendoti che logicamente si affidano a te per i grafici ecc perché sei appunto affidabile, oltre a raggiungere i tuoi risultati, ti metti sempre a disposizione e questo è bellissimo ma ahimè pericoloso (ma Isabel sarebbe fiera di te)

  4. Leggo le tue parole e mi accorgo di essermi persa quella bella sensazione di inizio settembre, che mi ha sempre dato l’idea di qualcosa di nuovo che inizia, con tanti bei propositi. Dove sono finiti? Sigh… Speriamo in un buon risveglio da questo periodo, nei tempi dovuti (e speriamo di saperci adattare anche al presente, naturalmente, perché questo è).

    • Forse la mancata sensazione è dovuta, almeno in parte, al fatto che, da come ho letto, non hai fatto vacanze. Del resto la percezione delle cose è abbastanza indipendente dalla nostra volontà. Magari verrai folgorata felicemente dai colori autunnali per esempio. Io li aspetto sempre con grande piacere.

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