L’autunno del nostro scontento (cit.)

La vita nell’ultimo mese è cambiata al punto da dover cercare una narrazione ottimale anche per il blog, qualcosa che non mi facesse abbandonare la mia casa virtuale per mancanza di tempo e di energia, ma che tenesse presente che qui siamo comunque in un luogo pubblico.

Commento spesso i blog che seguo, pochi ormai per la verità, ma oggi finalmente è giunto il momento di riaffacciarmi anche qui.

Come state?

Noi stiamo facendo i conti con un nuovo assetto che speriamo non duri a lungo, con una serie di fatiche aggiuntive come mia mamma che non è stata bene, la pressione che ho subito affinché tornassi a lavorare full time (rigido no da parte mia!), una piccola nuova rogna idraulica, i vicini di casa alla porta con intenzioni poco simpatiche ma molto poco realistiche, un percorso importante di psicoterapia per sconfiggere l’ansia (questo sta proprio andando alla grande, anche se mi costa… non lo so, evito di fare la somma di quanto pago per ogni seduta).

Nonostante tutto c’è un equilibrio invidiabile, che non nasce dal nulla ma si basa su quanto si è costruito nel tempo, fondamenta solide e pregresse di consapevolezza e attenzione, rimpolpate dagli strumenti che la terapia mi sta fornendo e che io uso con enorme impegno e quindi efficacia.

Là fuori il mondo va a rotoli: una nuova variante, un’economia del profitto portata all’estremo che calpesta, diseguaglianze sociali sempre più tragiche.

Vivo quindi uno dei periodi dell’anno che più amo con uno stato d’animo non proprio sereno. Stare nel tritacarne non è mai auspicabile, ancora meno dopo due anni di pandemia.

Sarebbe stato anche più facile scrivere dei post edulcorati raccontandovi il bello che c’è, perché c’è: la gita a Firenze di sabato scorso, il calendario dell’Avvento-Quiz che ho messo insieme per i miei nipoti (e genitori se vorranno unirsi): 24 incipit, ognuno con tre risposte, una giusta e due sbagliate, tabella punti, premi finali, decorazioni natalizie, un gran lavoro, il compleanno di Nanni, Bookcity con un evento davvero delizioso a cui abbiamo partecipato, le prime caldarroste, la fiera Abilmente con la twin e il ritorno agli hobby creativi, il valore di relazioni importanti che consolano. Materiale per un bel po’ di post… invece no, perché la vetrina parziale e falsa dei social non mi appartiene: della mela si deve vedere anche il bruco, non solo il lato tirato a lucido e succoso.

Vi abbraccio.

21 pensieri su “L’autunno del nostro scontento (cit.)

  1. Le luminarie e gli addobbi di Natale mai come quest’anno mi sono sembrati troppo anticipati e un po’ fuori luogo, O forse sono io, che li vivo con fastidio.
    Sono a ridosso della terza dose, io sto bene, ma accanto a me molte persone hanno problemi di salute o di lavoro.
    La pandemia è tutt’altro che spenta, ora ci tocca la variante omicron, in arrivo dall’Africa, la stessa Africa delle bidonville, della superstizione, dalla assoluta mancanza di vaccini, mente noi , plurivaccinati, non riusciamo a gestire i no vax ( inclusa una mia amica con la quale , ormai è chiaro, dovrò chiudere i rapporti ).
    E’ sempre più evidente, in questo mondo impazzito che ci sta presentando il conto, il valore dei rapporti umani, della famiglia, dell’amicizia e dell’amore, e delle passioni che ci animano e abitano la nostra vita, rendendola più interessante. .
    Per questo, nonostante le difficoltà del momento, tu ed Emanuele state tenendo la barra dritta.
    Non si tratta di bruco, o di mela: è la realtà dalle mille sfacettature.
    Apprezzo la tua onestà nel non negarne alcuna: in bocca al lupo a te e all’Orso marito, un abbraccio a entrambi.

    • Che bello questo commento, Brunella. Spero di poterti invitare presto a Milano. Vero che il tam tam natalizio sembra partito prima, una sorta di rito consolatorio un po’ tirato per i capelli. Ho avuto un momento di esaltazione a riguardo, dopo la Fiera abilmente quando mi sono messa a creare segnalibri natalizi (anche in vista di presentazioni pre natalizie non certe del mio libro che infatti a sto punto credo che non ci saranno) ma tutto si è già spento. Se potessi salterei volentieri ai primi di marzo, non so come sarà ma perlomeno tornerò a correre, ora non riesco con questo meteo e le foglie per terra che temo mi facciano scivolare, in più Emanuele è in ballo con una presunta ciste di Berger dietro il ginocchio, per cui è fermo pure lui.
      Ti abbraccio fortissimo con sincero affetto.

  2. Purtroppo questo periodo di tempesta collettiva e individuale sembra non finire mai. Dobbiamo soltanto assecondare i flutti, e sperare nel soccorso del cielo. Quello che mi affligge è che dalle lezioni dello scorso anno, ormai di due anni pieni, sembra che abbiamo imparato poco o nulla.
    Un abbraccio grandissimo anche a te, Sandra.

    • Tempesta collettiva a cui aggiungere i problemi personali, ovvio non solo i miei, ma tribolazioni serie che molti si trovano ad affrontare. Non abbiamo imparato nulla non solo dalla pandemia ma anche dal grido d’aiuto di chi è sempre più ai margini. Le immagini degli idranti sparati al confine tra Bielorussia e Polonia sono agghiaccianti, proprio dai polacchi, il primo popolo invaso da Hitler, un’umanità che ha perduto ogni etica.

  3. Mi spiace molto sentirti così e ti mando un enorme abbraccio virtuale.
    Questo non è per niente un periodo facile, ogni cosa è più complicata e questo rende arduo gestire i problemi aggiuntivi o le rogne impreviste.
    Io sto cercando di godermi il buono di questo tempo, quello che sogno è, per una volta, un po’ di noia, un po’ di routine. Un Natale normale, con tutte le sue ritualità anche noiose, ma credo che anche a questo giro toccherà accontentarsi di quello che si può fare.

    • Utilissimo coi professionisti giusti, non oso pensare cosa potrebbe accadere con dei ciarlatani, io sono felicissima di andarci, sta diventando una specie di hobby e pensare che ne ero molto spaventata: capivo che fosse necessario ma temevo più che l’inefficacia – comunque non auspicabile – ma di trovarmi male, a disagio, incompresa, invece proprio per niente.

  4. Questo periodo sembra essere una challenge di pazienza e agilità per noi sagittario. Ci stanno mettendo alla prova Sandra, ma le nostre frecce arrivano lontano, ricorda. 🙂
    Come sto io? Infastidita, ma in ripresa. Oramai dopo due anni di pandemia certe amicizie vicine si sono proprio dissolte, quei pochi legami famigliari hanno mostrato tutta la loro ipocrisia, e non so proprio che Natale aspettarmi, dato che gli amici lontani non li potrò ancora vedere in sicurezza. Vorrei prendere il treno, ma non mi fido. Vorrei prendere l’aereo, ma non mi fido uguale e poi non ho ancora fatto il passaporto. Ho un’amica in ospedale, altra regione, lontana, ricoverata non per covid, ma investita da un’auto, trauma cranico serio e sono preoccupata. Non ho nemmeno voglia di fare regali… girare per negozi è stancante, perché no, tanti non hanno proprio capito niente e certi comportamenti egoisti mi istigano al litigio. Però sono tornata a correre e a breve dovrei poter riprendere con i pesi, sto scrivendo la terza storia vera del mese, ho una bozza papabile per un racconto di Natale, ho il comodino traballante di libri belli, ieri ho sbagliato le dosi e ho cucinato due torte, una già regalata, ho delle colleghe fantastiche nel nuovo ufficio e faccio un sacco di scale (solo una peaker gioisce del numero di scale! 😀 ) Sono felice per chi mi è vicino anche se da lontano, gemme preziose che custodisco con cura. Prima o poi finirà, ha da finì! E io sto pronta. 😉

    • Sarei pronta anch’io ma il mondo e l’oroscopo pare non lo siano. Per il resto ci sentiamo sempre e quindi conosco le tue traversie. Mi soffermo sul treno, che ho preso per Firenze, l’alta velocità è assai più sicura dei mezzi urbani che uso abitualmente, vero che sono tratte più lunghe, ma la metropolitana dove non vige al regola del green pass e con controlli inesistenti credo sia uno dei luoghi più a rischio. Del resto se a Milano rimetteranno l’obbligo della mascherina all’aperto dal Castello a S. Babila e non in altre zone come Navigli, Brera siamo davvero al ridicolo, ero oggi in corso Garibaldi e già c’era una certa folla pre natalizia, io la mascherina FFP2 non l’ho mai tolta, ma capiamo bene che così non va.

  5. Cara Sandra, ci sono molte ragioni per ricambiare l’abbraccio. Stai affrontando con coraggio un momento difficile che getterebbe nello sconforto chiunque. E invece. Invece hai la forza di vedere le cose belle che ti accadono, semplici e proprio per questo potenti. Merito della terapia? Merito di Emanuele? Merito tuo. E delle risorse che hai sempre a disposizione, tra tutte la leggerezza e l’ironia. Un abbraccio a te e all’orso per le novità che sta affrontando, e alla mamma che stia presto meglio.

    • Parto dal fondo, la mamma sta già meglio, grazie, ma ha comunque fissato un esame importante per il 10, giusto per scongiurare/capire meglio.
      Merito mio? Mah grazie. Anni e anni di autostima all’osso e ora finalmente so dirmi brava. A te va di sicuro un grazie particolare per quanto hai fatto in questo periodo.

  6. Cara Sandra ti mando un forte abbraccio solidale a te e all’orso per il momento critico, ho notato la tua assenza dal blog con una certa apprensione, fai bene a resistere sul part time e hai fatto bene ad affidarti a un professionista per gestire l’ansia, sono certa che ti farà bene (non pensare al costo perché i soldi vanno e vengono, te lo dice una che è sempre stata attenta alle spese per scarsità di soldi, ma non ha mai rimpianto quelli spesi per le cose che davvero sentiva di voler fare e il tempo mi ha dato ragione).
    Sulla situazione del paese mi sono resa conto che si può andare avanti per anni con certe routine, ma poi una crisi come quella che stiamo attraversando comporta il crollo subitaneo di fragili equilibri…

    • Grazie Giulia, anch’io sono una formica e questo sta tornando assai utile e la terapia non si tocca!
      Sta crollando tutto, tocca davvero aggrapparci alle nostre certezze e i nostri affetti, perché il periodo è buissimo.

  7. Sandra , cara, il momento è buio assai, tanto più se c’è chi ci specula sopra e crea difficoltà ulteriori. Vi mando un abbraccio fortissimo, passerà anche questo, vedrai…

  8. Essere ottimisti a ogni costo, no, non mi sembra il caso. Stiamo vivendo un periodo difficile, che finirà nei libri di storia, speriamo con un finale positivo a quasi-breve. In Natale, in queste circostanze, ha un sapore molto diverso da quello dei jingle e delle pubblicità televisive. Io quest’anno non avverto nessunissima atmosfera natalizia, e non me ne cruccio. Va così. Festeggerò quando sentirò più gioia nell’aria. Un abbraccio.

    • L’ottimismo senza fondamento, ne convengo, non ha molto senso. C’è poca gioia nell’aria, vero, tuttavia siccome il lato anche commerciale, un po’ kitsch del Natale mi piace, ho comprato tutti i regali e addobbato casa, giochiamo d’anticipo e speriamo di ricevere un po’ di luce per osmosi.

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