Letture e cose di novembre

  1. Quello che gli altri non vedono Virginia Macgregor voto 9
  2.  Lourdes Rosa Matteucci voto 8 ½
  3.  Semiotica pub e altri piaceri Alexander McCall Smith voto 9

Voti alti per questo novembre, anche se mi sono trascinata le letture, odiandomi per questo mood che si era impossessato di me (in parte ancora presente ora).

Il romanzo n. 1 è per ragazzi e, come gli altri due, è stato comprato a metà prezzo al Libraccio, date le condizioni perfette è già impacchettato con una bella carta dorata e finirà sotto l’albero per mia nipote. Si tratta di una storia dolcissima di un ragazzino che, nel momento in cui si decide di trasferire la bisnonna in una casa di riposo, va in crisi: doveva occuparsene lui e la situazione gli è sfuggita di mano, fino alla tragica mattina in cui nonna ha incendiato la cucina per prepararsi la colazione. Obiettivo, riportarla a casa, oltretutto l’ospizio non è il luogo ameno ritratto nella brochure, ma un postaccio dove si patisce il freddo e si mangiano quasi solo patate bollite. Vero che la narrazione di un evento doloroso, scegliere di fare ricoverare i nostri cari anziani è sempre triste ma spesso inevitabile, è assai edulcorata, la nonna sembra tenera, nella realtà sarebbe ingestibile, ma la storia regge molto bene, ci si commuove e le dinamiche familiari sono raccontate nella giusta misura.

Volevo leggere Lourdes quando uscì, negli anni ’90, perché ero stata in pellegrinaggio al Santuario Mariano l’anno prima. Ricordo bene che mi fece desistere il prezzo, e sono stata felice di recuperarlo. Dunque, nel frattempo Rosa Matteucci è stata finalista nella prima edizione del celebre e discusso Premio DeA Planeta, questo esordio fu osannato, era pur sempre l’epoca degli esordi pirotecnici, e adesso posso dire che meritava. La scrittura, assai aulica, si sposa bene col tema, ma il vero pregio è la suggestione perfetta dei luoghi. Va detto che il mio viaggio a Lourdes fu qualcosa di molto particolare, non ho una fede così fervente, ma nei mesi precedenti sentii un richiamo fortissimo, in estate andai in Grecia e al Gate accanto al mio partiva un volo per Lourdes, “oh, c’è l’aeroporto!” pensai, in Valle entrai al centro commerciale e trac, sulla porta a vetri una locandina di un viaggio di gruppo, insomma – come disse una suora che conobbi lì, quando alla fine andai in settembre con le Missione Paoline – “la Madonna mi stava chiamando!” Devo dire una cosa un po’ blasfema… mi divertii un sacco. Ma toccai anche da vicino la fede altrui (la mia rimase pressoché immutata). Nonostante mi scansai nel momento in cui sceglievano le persone che avrebbero portato i ceri durante la processione, venni scelta (con mio estremo disappunto perché avevo un raffreddore galattico e per un’ora non potei soffiarmi il naso, avendo entrambe le mani occupate), i pellegrini si buttavano ai miei piedi (ero accanto al Prete che portava il Santissimo) e questo fu davvero molto toccante. Non volli fare la via crucis, né bagnarmi nelle piscine e optai per un giro in paese, (Lourdes è ai piedi dei Pirenei ed è una sorta di simpatica località montana tipo Tirolo) e un gelato. Rosa Matteucci tutto questo me l’ha fatto rivivere alla grande. il romanzo volutamente grottesco, eccede un po’ in tal senso a mio avviso, e questo è il suo limite, soprattutto nel finale che, davvero, non ho capito.

Ritrovo Alexander McCall Smith, certezza assoluta, nel secondo capitolo del condominio. E’ un romanzo di 350 pagine, dove ritroviamo tutti i personaggi, che si evolvono, vivono, amano e il lettore non può che fare tutto questo con loro. Forse preferisco l’altra serie, quella di Isabel, ma sono entrambe assai godibili, rifugio, e insomma la chiudo qui per non tediarvi ogni mese con questo autore. Aggiungo solo che la lettura offre anche spunti filosofici secondo me molto interessanti, che ho addirittura proposto durante la cena di compleanno di Nanni, dando il via a una discussione assai gradevole nonostante io non abbia mai studiato filosofia, e questo allargare la mente, in maniera semplice, alla portata di tutti (elemento che mia madre ha trovato noioso) per me ha un grande valore aggiunto.

Novembre è finito da qualche giorno, galoppa dicembre verso le varie festività, domani è Sant Ambrogio e adesso le letture le faccio con l’albero di Natale già addobbato e lo sguardo al 2022 che spero possa essere l’anno del riscatto, che sto 2021 alla fine è stato pure peggio del 2020, mamma mia!

10 pensieri su “Letture e cose di novembre

  1. Grazie per questi bei post che danno sempre tanti spunti di lettura e un abbraccio cara Sandra, speriamo davvero che il prossimo sarà un anno bello e pieno di sorprese! Te lo auguro con tutto il cuore!

    • Grazie, so che mi pensi e mi fa tantissimo piacere. Non sempre ho voglia di fare il recap del mese ultimamente, poi però quando mi ci metto sono contenta del risultato. Un abbraccione a te.

  2. Novembre é un mese di transizione verso dicembre, deve essere per questo che mi causa un po’ di ansia tanto che ho letto più del solito (effetto insonnia), ben sette romanzi, mai successo, boh.
    Mi stai incuriosendo molto con Alexander McCall Smith…

  3. Il 2021 è stato estremamente faticoso, un anno che non ti sconta niente e non ti rende nulla facile. Speriamo che almeno questi ultimi venti giorni scivolino via senza ulteriori sorprese. E che continuino a farci compagnia le buone letture.

    • Ci sono fatiche stratificate di due anni per tutti, tra pandemia e affanni personali, vorrei un po’ di tregua tra le luci di queste feste ma soprattutto dopo.

  4. Grazie anche da qui per i sempre utili spunti di lettura. Devo rifornire la minore, a Natale, e il tuo occhio attento ai giovani lettori è sempre grande cosa. E per il resto…ma certo che andrà. Andrà meglio, andrà bene, voglio osare un azzardato “andrà alla grande” perché insomma, stiamo tenendo a bada una pandemia, vuoi che non riusciamo a risollevare le sorti di un anno un po’ ballerino? Daje tutta. Sempre!

  5. Novembre ho letto meno, ma scritto di più. Ho letto di volata La trama dei sogni di Emily Pigozzi, per me bellissimo, come ho scritto su webnauta. Ho letto anche un altro libro, biografia dell’adolescenza travagliata di una ragazza delle mie zone, di cui spero di scriverne più avanti sul blog, una storia notevole davvero, una forza incredibile. Ho iniziato il primo Harry Potter ma vado avanti piano, il conoscere già la trama dal film mi rovina la lettura (e significa che la pellicola rende molto bene la storia originale).
    McCall Smith attende lì in parte, sotto le feste, sarà la mia certezza. A Lourdes non ci sono mai stata, mio padre ci accompagnò mia nonna, il primo e unico grande viaggio della sua vita. Era molto credente, e vedere tutto quell’enorme complesso e tutta quella gente la fece esclamare “Guarda il Signore quanto è grande!” Io ho invece accompagnato mia madre a Medjugorje, come te non ho una fede ferrea ma a quell’epoca alcuni problemi personali mi avevano avvicinato a quel mondo. Ho visto cose strane, non miracoli, e per i primi giorni ero possibilista. Poi però ho osservato il commercio degli Italiani che con quella fede ci campamo senza scrupoli, e mi è passata… ed oggi non vado nemneno più in chiesa. Anche perché alcune cure qui in Italia sono bloccate da ideologismi cattolici, e questo non mi sta bene per niente.

    • Molte cose della Chiesa non stanno bene neppure a me, infatti Papa Francesco così umano e moderno non è amato da quello zoccolo duro di conservatori arroccati su posizioni medievali, ahimè ne conosco, gente pronta a sfoderare Santi e preghiere in latinorum e allo stesso tempo a iscrivere i figli a una scuola più lontana dove ci sono meno extracomunitari. Insegnamenti cristiani proprio. E speriamo che nelle vacanze natalizie ci si possa rilassare per bene con Alexander, ne ho ancora uno tra le scorte e penso che farò un nuovo giro in biblioteca per rifornirmi.

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