Letture e cose di dicembre

  1. La quarta dimensione del tempo Ilaria Mainardi voto 8
  2. Soldato tartaruga Melinda Nadj Abonji voto 7
  3. Rolando del camposanto  Fabio Genovesi voto 8
  4. Buon compleanno turco  Jakob Arjouni voto 7 ½

Premessa, il n. 4 in realtà l’ho letto credo a novembre, ma non l’ho inserito nell’elenco, me ne sono resa conto ieri mentre sistemavo i libri e l’ho visto.

Problema, la media dei voti di questo mese non è male, ma io sono ancora insoddisfatta della mia attuale attitudine alla lettura: svogliata e con poco trasporto, in cerca di un libro wow, probabilmente non dedico abbastanza energie ai libri che disgraziatamente per loro scelgo di leggere adesso. Detto ciò, ho conosciuto Ilaria Mainardi nell’ormai defunto Forum Writer’s dream ed è una ragazza deliziosa con la quale l’amicizia è proseguita in privato, lei scrive davvero da Dio e il romanzo ambientato negli USA non gigioneggia quelle ambientazioni e ha una trama efficace a tratti geniale nell’impianto assai suggestivo. Io l’ho un po’ trascinato, la colpa è mia come continuo a sottolineare, ma vi invito a dargli almeno un’occhiata. Soldato tartaruga, uhm, grande delusione, lui sì che poteva essere un romanzo wow, invece no, per quanto intenerisca il protagonista, un ragazzo del tutto inadatto alla guerra nei Balcani che è costretto a combattere, lui biondino e mite, con un disagio importante, la storia secondo me si arrocca su se stessa invece di allargarsi. Avevo grandi aspettative, volevo leggerlo da mesi, l’ho scelto tra i tanti che mi ispiravano allo stand Keller di Torino e poi puf, davvero un libro che evapora.

Rolando è il primo romanzo per l’infanzia di quel mito di Fabio Genovesi, intatta la magia di uno dei miei autori preferiti, un po’ troppo avventuroso per quanto io ami le storie per ragazzi, ma qui sono io a essere un po’ fuori target, il libro merita molto. L’ho preso ora che è uscito il tascabile a 10 euro e di sicuro ve lo consiglio già dagli otto anni.

Arjouni è Arjouni e io lo leggo e amo a prescindere, però ho definitivamente capito che preferisco i suoi romanzi dove non c’è l’investigatore turco, e qui c’è. Buffo perché è il personaggio che ha reso celebre Arjouni, ma per me non arriva all’immensità di Eddy il santo e Cherryman. Comunque resta un buon giallo.

Non ho molto da aggiungere su dicembre. Abbiamo cercato in tutti i modi di scampare alla depressione e ce l’abbiamo fatta, ma è stato un mese crudele che conclude un anno pessimo. Nei prossimi giorni pubblicherò l’intero elenco dei libri letti, con i voti e qualche nota conclusiva. Nei primi mesi ricorderete che avevo deciso di non mettere i voti per non infastidire eventuali autori/amici, ma alla fine va detto che nell’ultima seduta la psicologa mi ha sdoganato un bel “sticazzi” vedendo che continuavo a preoccuparmi per cose per le quali appunto chissene. Quindi tocca proprio darle retta.

12 pensieri su “Letture e cose di dicembre

  1. Si dice che la bellezza è soggettiva. In verità ci sono persone che sono oggettivamente belle e altre, dipende da chi le guarda. Così è con i libri. Ci sono libri oggettivamente belli e altri, dipende da chi li legge. Se scrivi un libri ti sottoponi anche a un giudizio, altrimenti te lo tieni nel cassetto. Un giudizio che può lasciare il tempo che trova se la persona è stupida, ma se una persona è intelligente, come lo sei tu, bisogna accettare la critica. Poi per carità può dare fastidio, ma non si incontra il gusto di tutti, per quello c’è un’ampia scelta 😉😉😉

    • Infatti mi è capitato di ricevere critiche alle mie opere e le ho sempre accettate volentieri laddove erano mosse con intelligenza. Il gusto personale poi è un elemento importante. Ma la bellezza assoluta è per tutti. Condivido ogni tua parola e ti ringrazio per essere qui.

  2. Evviva la psicologa! A me piacciono i voti, per avere a un primo sguardo un’idea del tuo gradimento. E poi, almeno per quel che mi riguarda, è appunto un giudizio di gradimento. Io non sono una critica letteraria. Se fa oggettivamente schifo, ok, ma per il resto posso solo dire che è piaciuto o non è piaciuto a me, che vale tot per me. Se qualcuno si offende è un problema suo.

  3. E sticazzi sia! Insomma a volte ci preoccupiamo troppo degli altri, ma gli altri poi si preoccupano di noi? In questo anno ho forgiato una mia frase che ripeto soprattutto a me stessa “me ne fotto” poco elegante ma efficace…
    Verrò a leggere il tuo post con l’elenco completo.

    • Sticazzi e me ne fotto hanno lo stesso identico significato, infatti. Sai, quando te lo dice un professionista, che in 4 mesi mi ha scavata dentro e capita molto più di altri in una vita, beh è assai più convincente. Intanto auguri!

  4. Quest’anno ho letto molto di più dell’anno scorso, e soprattutto ho avuto più entusiasmo e fatto delle belle scoperte. Mi duole dire, e forse non è una novità, che preferisco leggere dei classici che altri, sicura di trovarvi quello che cerco. Detto questo, ho letto un po’ di tutto, tra cui gli immancabili saggi del mio percorso universitario che ormai sta volgendo al termine (toccando ferro!).

    • Tu sei eccezionale, Cristina. In quanto ai classici beh dovrei leggerne di più, all’inizio del 2021 avevo dei buoni propositi in tal senso che ho quasi del tutto disatteso.

  5. Sticazzi sì! Ha ragione la psicologa e dovrei farlo più spesso anch’io. Perché non mi pare che gli altri abbiano tutta questa sensibilità nei nostri riguardi. E quelle volte che me ne frego, mi rispettano pure di più!
    Venendo ai libri, Cherryman l’ho regalato lo scorso anno, ma non ne ho più saputo niente. O non l’hanno letto o si sono dimenticati di farmi sapere com’è andata (e quindi non ha molto entusiasmato…)

    • Di Cherryman potrei anche essere l’unica fan, è che quando qualcosa ci entusiasma tanto ci sembra di fare un dono condividendo con qualcuno e dimentichiamo il gusto personale.
      Veramente quando ce ne freghiamo otteniamo di più, che stortura, però è così!

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