Cosa si fa con questo 2022?

Eccomi qui, reduce dalla terza dose, dove all’anamnesi ho incontrato un medico talmente scrupoloso che ero ancora lì al box N. 11 (il mio numero!) a rispondere alle sue domande che l’Orso, dopo di me, si era già vaccinato ed era in attesa dei classici 15 minuti di osservazione. Un dottore da clonare e augurarsi di averlo come medico di base. Personalmente non vedevo l’ora di questo richiamo, avendolo prenotato quando era a sei mesi, poi passato a cinque subito dopo, non ce la siamo sentiti di annullarlo e riprogrammarlo, troppo rischioso; un po’ come era avvenuto con la seconda dose in mezzo alla vacanze estive. Sarà il nostro mood. Non vorrei scrivere un post sul covid ma qualcosa dico, tipo che trovo sempre più imbecille chi paragona le restrizioni attuali alle discriminazioni razziali, chi lo fa dimostra quantomeno di non conoscere la storia, cito Liliana Segre, che ho avuto il gran piacere di incontrare per caso di recente, con la quale ho scambiato qualche parola, e qui mi fermo.

Cosa si fa con questo 2022?

Mediamente non amo gennaio e febbraio. Vero è che il mio cellulare mi ricorda che lo scorso anno, l’8 febbraio, avvistavo le prime margheritine nel parco sotto casa. Wow, manca un mese a quel sentore di primavera che di solito allarga il cuore, e già a metà gennaio l’allungarsi delle giornate appare evidente, infatti se ben ricordo quando esco dall’ufficio alle 17.30 non è più buio. Lo verificherò presto. Credo che questi due mesi saranno ancora un po’ pesanti e molto in casa: toglieremo gli addobbi e continueremo a sfondarci di cibo e Netflix con piacere. L’Orso, molto più bravo di me, ha già ripreso con la corsa, io non vedo l’ora di rinfilarmi le scarpe, ma per quanto non sia freddissimo qui è davvero umido e ancora non mi azzardo. Leggo meno e mi sto rilassando parecchio con un meraviglioso puzzle da mille pezzi che raffigura Riomaggiore versione naif. E poi cucino con buoni risultati e grande soddisfazione, le lasagne di pesce di Capodanno sono state davvero super. Sto troppo tempo su Instagram, in un modo un po’ compulsivo, ma la prendo come un piccolo scivolone in un periodo in cui ho raggiunto un equilibrio importante grazie alla psicoterapia, ricominciata oggi, dopo la pausa natalizia.

La vita creativa non mi ha ancora fatto incontrare un’ispirazione magica per un nuovo romanzo e sto impegnando le mie risorse più per accettare questa fase, che per cercare un’idea importante. In realtà ho concluso un racconto lungo per Delos Digital, non so quando verrà pubblicato ma, come non mi stanco di ripetere, c’è una differenza enorme tra scrivere un racconto per la collana Passioni Romantiche e un romanzo, quindi non conta.

Non ho neppure trovato la mia parola per il 2022, a parte la celebrata “Sticazzi”, quindi penso che quest’anno passerò la mano, perché sono ancora troppo in bilico e le grandi questioni in sospeso esulano dal mio raggio decisionale.

Le giornate, nonostante tutto, passano con una velocità impressionante, invidio un po’ chi, con una disinvoltura che non mi appartiene, è partito per una vacanza in questo periodo, ma pazienza, o meglio, guardo le foto nei social e penso: belloooo, ma poi no, non mi sarei goduta nulla, in allerta e irritata per ogni naso fuori dalla mascherina e comportamento sanzionabile  e scorretto.

In definitiva i miei programmi sono minimi: sistemare i due cassetti con il materiale scrap and stamping (fatto), scrivere un nuovo racconto rosa (fatto), essere sempre al pari coi controlli medici (fatto), non fare straordinari in ufficio (dovrei farcela, in caso qualche anima buona me lo ricordi via sms/whatsapp/chat di instagram, grazie), tagliarmi i capelli corti (non ho neppure preso l’appuntamento dal parrucchiere, andrò a fine mese), scrivere il pezzo per il fotografo con il quale continuo a collaborare (fatto).

Cosa si fa con questo 2022? Gli si vuole un po’ bene, cercando di farselo amico, o lo si minaccia di non essere come i precedenti?

Oggi la psicologa, certo un un discorso ben più profondo di quanto non stia facendo io ora qui, mi ha parlato della necessità di avere un approccio non prevenuto nei momenti di difficoltà, perché agire come se le cose dovessero per forza peggiorare, quando già si vive una brutta situazione, inasprisce le relazioni e rende tutto ancora più complesso.

Allora io aspetto le margheritine e nontiscordardime e spero in qualcosa in più!

12 pensieri su “Cosa si fa con questo 2022?

  1. Ciao Sandra!
    Provo a scrivere qualcosina per vedere se riesco a trovare qualche piccolo punto positivo per Gennaio. Allora a me Gennaio piace perché c’è il mio compleanno, ma anche perché è il primo mese di un anno nuovo di zecca e perché è il periodo rilassante dopo le feste – e poi a Gennaio le feste non sono ancora finite, viene la Befana! Così come amo Novembre, che per me è un mese per rilassarsi e accoccolarsi sul divano con un libro e una tazza di tè prima che frenetico Dicembre arrivi. Poi da quando ho iniziato a rendermi conto che l’inverno è il momento in cui sottoterra c’è un gran brusio e le piante iniziano ad avere le gemme, l’inverno mi piace ancora di più!
    La sensazione che tutti siano più disinvolti di me ce l’ho anch’io! Io come sai sono partita, ma sono rimasta in Europa e mi sono fatta l’Andalusìa d’inverno; ho amici che sono andati in Repubblica Dominicana, Sud Africa, Stati Uniti, Brasile, Colombia… E costantemente mi chiedo, sono irresponsabili loro o sono esageratamente prudente io? La vacanza in Spagna però mi ha fatto rendere conto di una cosa, che te hai scritto e a cui io non avevo pensato. Nella mia testa la difficoltà era decidersi e partire (e se mi cancellano il volo, e se prendo il Covid e non ho assistenza sanitaria, ecc.), ma una volta “lì” (ovunque sia il lì) il gioco sarebbe stato fatto. E invece no, perché tolto il viaggio, anche la permanenza è diversa in tempi di Covid! In Spagna mi è andata bene perché le persone erano molto rispettose delle regole (più che a Bruxelles devo dire), però per esempio dopo pochi giorni che eravamo lì hanno rimesso l’obbligo di mascherina all’aperto, col risultato che io e Bram, che essendo turisti eravamo ovviamente sempre fuori, ci siamo fatti tre settimane con la FFP2 incollata alla faccia. Non mi sto lamentando eh, ci mancherebbe, c’è chi la usa più di noi giornalmente… Ma solo per dire che si può viaggiare, ma che non può essere un viaggio sereno e leggero come lo sarebbe stato due anni fa. Riflessione personale, se fossi stata coraggiosa (scriteriata?) e fossi andata in Messico come avrei voluto, non è per niente detto che me la sarei goduta.
    Cosa fare col 2022 non lo so neanch’io. Nella prima chiamata di lavoro dell’anno una mia collega inglese è partita con un entusiasta “Happy New Year everybody!! I hope this year will be…”, e poi si è bloccata, ha abbassato la testa e ha mugugnato mestamente, quasi fra sé e sé, “… hopefullly it won’t be s**t…”. Mi ha fatto ridere!
    Sticazzi mi sembra un’ottima parola. Un abbraccio e buon anno!

    • A Milano c’è parecchia gente poco rispettosa, specie in metropolitana e a supermercato, luoghi che giocoforza anche volendo fare vita ritirata si frequentano e a volte mi sono chiesta se non avrei rischiato meno andando che ne so a Cortona. Anch’io trovo che certe mete come Brasile siano un po’ da fuori di testa, ma sai che la mia visione dei viaggi e molto limitata, per me un viaggione è la Scandinavia! Grazie davvero per questo tuo lunghissimo commento che ho tanto apprezzato, carissima Francesca, ti mando un bacio enorme e I hope this year won’t be shit of course.

  2. Io faccio la terza dose questo sabato 8 gennaio, avrei voluto prenotarla in un giorno feriale perché mi spettava un giorno a casa dal lavoro (l’azienda aveva inviato una mail apposita) ma niente, non c’è stato verso di riuscire a trovare posto (almeno in un hub vaccinale vicino Bologna) ho prenotato con il fascicolo sanitario prima di Natale e mi scadevano i sei mesi il 10 gennaio…
    A Natale sono andata in Puglia in treno a trovare sorelle e nipoti, ma soprattutto i miei bambini (i piccoli di mia nipote che sono un amore) ma sono stata parecchio in ansia per il ritorno, con l’andamento dei contagi temevo di restare bloccata, per esempio con qualcuno positivo in famiglia che😫. Sono tornata a Bologna il 30 e ho tirato un sospiro di sollievo!
    Dei miei amici sono a Dubai e penso che abbiano avuto un gran coraggio (se bloccano i voli è un problema mica piccolo) però forse fanno bene loro. Invece un mio amico é andato a Marsiglia per Natale e prima del volo di ritorno ha fatto il tampone era positivo, sono 8 giorni che è in un Covid hotel (era vaccinato con terza dose bada bene) comunque sta bene, pochi sintomi all’inizio e ora sta bene ed è negativo ma deve aspettare il decimo giorno e un nuovo tampone negativo perché i francesi gli diano il via libera…insomma per questo 2022 bisogna incrociare le dita e sperare. Questo è il mio atteggiamento, nel frattempo cerco di fare quello che posso, cautamente prudente.

    • Scusami Giulia, eri finita in spam. Eccoti ora, grazie per la pazienza e per le tue testimonianze. Urca, l’azienda regala un giorno a casa per il vaccino? Non è da tutti. Ma infatti se uno è via e disgraziatamente si contagia è un casino soprattutto all’estero, no grazie. Capisco perfettamente il desiderio di stare coi piccoli, che poi banale ma vero crescono così in fretta e li hai lontani, logico che ti manchino e li perdi un po’. Va detto sulla terza dose che ho passato una nottataccia con 38.5 di febbre, scontando i primi due che ero stata benissimo. Insomma mi sono fregata l’immacolata con l’antinfluenzale e l’epifania con questa terza dose, ma ovviamente c’è di peggio e sono sempre più pro vax-

  3. Eccomi, ho atteso un giorno per calmare lo spirito dopo la giornataccia di ieri. Il mio cellulare ha squillato parecchio, dalle 6.30 fino a sera, con varie allerte contagi, sorveglianze attive, tamponi introvabili, ospedali pieni e inaccessibili (anche per le altre malattie). La più triste: amica con papà anziano ricoverato per tumore grave, entrato in coma dopo intervento; occorre il tampone, oltre al vaccino, per entrare nel suo reparto e ieri è risultata positiva, fatto due tamponi per certezza. E’ chiusa in casa per 10 giorni almeno, senza sintomi perché vaccinata, ma non potrà vedere il padre… e se muore? e se si risveglia? Già. Poi la colpa, dove l’ho preso, dove non l’ho preso, come è possibile, sono stata attenta, le lacrime. Noi a confortarla in videochiamata, a tenerla su di morale, e pregando che il padre possa aspettarla almeno.
    In tutto questo, leggere certi commenti in giro nei social fa molto male. Posso anche comprendere il confronto tra le restrizioni attuali (e con il decreto di ieri sono ancora più nette) e le discriminazioni razziali all’epoca del nazismo, ma in tutti quei discorsi mancano due elementi fondamentali: il virus e i morti causati dal virus. Come se entrambi non esistessero, come se fossero inventati. Fa male, per chi invece i morti ce li ha avuti eccome.
    Cosa si fa con questo 2022?
    Enjoy the silence. Di fronte a certe esternazioni, apprezzerò il silenzio. Mi butterò sull’allenamento, sulla lettura e sulla scrittura (i libri salvano sempre). Cercherò di portare conforto e vicinanza a chi combatte situazioni come quella sopra, cercherò di ispirare chi soffre psicologicamente per questo nuovo anno difficile, isolato, bloccato e teme per la propria salute. Un tempo avrei detto “restiamo positivi”, non si può usare l’aggettivo, quindi “restiamo ottimisti”. 🙂

    • cara Barbara, anch’io sono profondamente disgustata da ciò che ho letto in giro al punto che ho impiegato diverso tempo a decidermi di commentare, enjoy the silence è stata a lungo la suoneria del mio cellulare, ma ora sono felice di averlo fatto, di aver chiarito la mia posizione qui e lì, non m’interessa fare numero. La storia che racconti è molto triste ed emblematica, del resto Lombardia e Veneto sono sempre state regioni molto colpite, forse questo ci ha dato una visione diversa, non so. Prego davvero che la tua collega possa rivedere ancora il padre, perché l’elaborazione del lutto dopo sarebbe molto peggiore, come lo è stata per chi non ha potuto salutare i genitori anziani e sono decine di migliaia, cosa che pare lasci indifferenti molti, o forse non così tanti, ma fanno rumore, al punto che oggi la virologa Viola è sotto scorta. Seguirò di sicuro la tua linea, aspettando la primavera per allenarmi finalmente fuori.

  4. Ma certo, non guardiamolo già in cagnesco questo 2022. E’ vero che speravamo di arrivarci già con il sollievo dello scampato pericolo, ma anche imparare a convivere con qualche restrizione è importante. Non è che nel passato tutti abbiano potuto scegliere in quali condizioni vivere. Siamo fortunati ad avere strumenti per affrontare questo periodo, al di là di tutto. Nemmeno io sono rientrata nel mood dei viaggi, anche se la voglia c’è, eccome. Mi irriterebbe troppo usare tutte le precauzioni necessarie. Per ora porto pazienza, sperando che si passi oltre; se poi la cosa si prolunga, mi farò piacere anche i viaggi con museruola e gel disinfettante. Come si dice? Fare di necessità virtù. 🙂

    • L’estate scorsa nei primi giorni di vacanza c’era ancora l’obbligo di mascherine all’aperto, che comunque ho continuato a indossare la sera perché il viale centrale si affollava un po’, insomma prove generali già fatte in tal senso. Sì, fortunatissimi ad avere strumenti che in molti paesi si sognano, vero, verissimo e a proposito di sogni di viaggio ecco qualche giro in Europa mi manca proprio ma andiamo avanti fiduciosi che questo sia l’ultimo inverno così.

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