Le cose cambiano e cambiamo anche noi

IMG-20220228-WA0013

Le cose cambiano e ci costringono a cambiare di conseguenza, oppure cambiamo noi e diamo il via al cambiamento intorno a noi. Succede di continuo, si chiama evoluzione, nelle microscopiche faccende quotidiane, così come in quelle enormi che riguardano l’intera umanità.

E mai come in questi tempi ne siamo stati immersi. Due anni di pandemia e ora una guerra sull’uscio della nostra Europa. Ognuno sta vivendo il periodo come può, come la propria vita suggerisce e consente. Dal canto mio oltre a queste due situazioni condivise, si sono stratificate vicende personali di grande importanza. Emanuele oggi ha cominciato il suo nuovo lavoro, nello stesso settore. La sveglia è suonata mezz’ora prima del vecchio orario, del vecchio ufficio, ma senza che potesse indugiare, 35 km di tangenziale spesso intasata a fronte dei 10 precedenti privi di traffico. Almeno come primo giorno mi sono alzata con lui e gli ho portato il caffè a letto. La mia consapevolezza, la mia relazione con me stessa e con gli altri sono profondamente cambiate dopo tanti mesi di psicoterapia, è stata sempre interessante, a tratti molto dolorosa, talvolta pure rifugio bello, molto spesso impegnativa in un modo davvero faticoso. Sempre, sempre, sempre super utile. La fiducia che ho acquisito in me stessa è straordinaria, ed è solo uno degli aspetti del percorso che dà strumenti e istruzioni per usarli, ma poi è tutto nelle mani del paziente. 

Le esperienze totalizzanti come queste, oltretutto in un momento storico così estremo, ci mettono di fronte a scelte, bivi, ragionamenti continui. Il licenziamento è qualcosa di traumatico, anche se non si è sotto un ponte e non voglio parlarne oltre queste righe. Io e Emanuele, lo sapete, siamo una coppia molto solida e felice, ma non è il  mio lavoro. 

Tra le altre cose Natallia ha compiuto 18 anni proprio il giorno dell’invasione. E sta lì in Bielorussia ma a pochi chilometri dal confine Ucraino. Comunque sotto un regime da sempre. 

In questo clima mi è parso normale non postare l’elenco mensile dei libri letti ad esempio. Il disinteresse per cose che prima mi piacevano mi ha colpito più volte con violenza, la testa altrove, il cuore martellato. I rapporti da ridisegnare dentro a paletti che evitassero di farmi stare ancora così male, imparare a chiedere aiuto, perdonarmi, relativizzare sono operazioni complesse. Salvaguardare il mio matrimonio, non potermi permettere di fallire, di andare in panico e, allo stesso tempo, concedermi comunque di crollare se capitava. Il mio lavoro e la scrittura che non potevano essere messi da parte. 

Alcune amicizie non hanno superato lo tsunami: ho vissuto la cosa senza sensi di colpa, con un dispiacere minimo. 

Non siamo a un traguardo, la vita non ne ha, perché non è una gara, anche se spesso ci sentiamo in competizione con gli altri. Siamo in una fase, che potrebbe cambiare tra 5 minuti. La precarietà come unica certezza. 

Non è stato un periodo sabbatico, ma siamo riusciti a viverlo anche, non sempre, così. Tipo lunedì quando siamo andati a Le Cornelle con alcuni amici. Emanuele ha scattato oltre 600 foto, essendo Carnevale i bimbetti mascherati entravano gratis, e hanno fornito un doppio spettacolo, oltre agli animali. Ve ne propongo una, coi miei amati elefanti. 

20 pensieri su “Le cose cambiano e cambiamo anche noi

  1. Non so esprimerti quanto mi abbia commosso questo tuo post, Sandra. Ormai siamo su un mare perennemente in burrasca, e da un’emergenza all’altra. La pandemia ci ha asciugato le forze e, nello stesso tempo, ha fatto emergere il nostro vero carattere come in una fotografia al negativo. Non sempre quello che è emerso è bello. Siamo in un nuovo tornante storico, tocchiamo con mano realtà drammatiche sempre più vicine… eppure, con tutto questo, continuo a definirmi fortunata. Un abbraccio grande.

    • La tua commozione, che è partecipazione sincera, mi fa tanto piacere. Anch’io mi ritengo molto fortunata, oggi forse un po’ di più. Per il resto si naviga a vista, si aiuta come si può, ci si stringe con gli affetti e si va avanti. Non c’è molto altro.

  2. Sono orgogliosa del tuo percorso. Se tu lo vedi da dentro, figurati come risulta da fuori. Sono orgogliosa del fatto che hai saputo cogliere la sfida della psicoterapia (che è una sfida, sì, e come dici tu, è più faticosa di andare in palestra… io ogni volta uscivo completamente sudata e col cervello fumante). Ed è arrivata nel momento giusto, e tu l’hai colta, altri non l’avrebbero fatto. Pensa cosa sarebbe stato se in questi mesi tu non avessi avuto questo strumento importante al tuo fianco, per superare le altre tempeste.
    E per l’aria dell’Est… mi si blocca il respiro a sentire dei profughi. Anche qua ne stanno arrivando, sento in municipio che si stanno mobilitando con la curia e le varie associazioni.
    Poi ho visto anche la polemica contro la letteratura russa, la Bicocca che fa la figuraccia di bloccare il corso su Dostoevskij di Paolo Nori. Ma come se faaaaa?!!! Ma che c’entraaaa?!!!
    Tanto che mi è venuta una voglia… la butto lì. E’ un po’ ce ce l’ho in lista, non l’ho ancora acquistato. Ma sarebbe bello inondare i social delle mille copertine diverse di “Guerra e Pace” di Tolstoj. Il grande russo Tolstoj. Noi ovviamente siamo per la pace.

    • Bella l’idea delle copertine di Guerra e Pace, che non ho e non ho letto. La Bicocca ha davvero fatto una cavolata galattica.
      Grazie per il tuo appoggio complimentoso 🙂 sei sempre stata al mio fianco in questo percorso in cui sono ancora immersa, anche se mi sembra di scorgere la riva, non più con l’acqua alla gola del mare brutto. Il caso non esiste e mi ha portata lì proprio in questo momento anche se ho iniziato per altri motivi, pazzesco davvero. Sto contribuendo ad arredare due appartamenti per due famiglie in fuga, avrei volentieri tentato di vendere le due belle poltrone, sono seduta su una proprio ora, ma domani le verranno a prendere insieme ad altra roba, si fa quel che si può, non me la sento di ospitare, c”è un progetto di Milano, ci ho pensato a lungo, ma farsi carico di cose che poi non possiamo gestire è sbagliato.

    • Temevo che qualche persona dalle idee confuse sarebbe passata a tentare un “embargo” nei confronti di opere russe, ma non mi credevo che sarebbe successo davvero. Sarebbe comico, se non fosse l’ennesimo colpo di coda di una situazione già terribile per tanti ovvi motivi.

      • La censura per le opere russe è una deriva oscurantista e preoccupante, oltre che molto stupida. All’Università coinvolta pare abbiano ritrattato. Qualcuno già bruciò i libri in passato…

  3. Non credo esista niente di più importante del lavoro su se stessi. Tutto il resto si basa sulle conoscenze che si conquistano con fatica e disponibilità a lasciarsi “distruggere”. E’ anche l’unico modo per evolvere e diventare capaci di aiutare le persone che abbiamo accanto. Serve coraggio, però, e tu lo hai.

    • Vero, se stai male tu, non puoi essere d’aiuto a nessuno. Coraggio, mah, non mi vedo coraggiosa in generale, ma poi nelle situazioni tiro sempre fuori una grinta inaspettata, quella sì, grazie di cuore.

  4. Mi aggancio ai commenti precedenti. Cos’altro ci resta in questo momento se non lavorare su noi stessi? Il senso di impotenza provato nella pandemia in queste ore sta aumentando all’ennesima potenza. Riuscire a sorridere davanti agli elefanti non è cosa da poco, di questi tempi. Penso che sia importante aggrapparsi alla serenità possibile, al bello possibile nel qui ed ora. E come dice Grazia, da lì si parte per aiutare gli altri, chi ci è accanto (oh, il marito che cambia lavoro l’ho avuto l’anno scorso è “bestia” assai difficile da trattrare) e, se si può, anche chi è un po’ meno vicino.

    • Lavorare su noi stessi e volerci bene gli uni gli altri. C’è tanta solidarietà in giro, ma non mi piace troppo sbandierarlo nei social, “non si vanta la carità” fu una delle letture scelte per il mio matrimonio. Non so per quali motivi tuo marita ha cambiato lavoro, tutto è amplificato in tempi pandemici, anche scelte serene tipo: cambio per migliorare, per avvicinarmi a casa, perché lo stipendio sarà migliore, perché nell’attuale posto il tal collega è insopportabile ecc. ma farlo quando fino al giorno prima non era assolutamente nei programmi, grazie (si fa per dire) a una delocalizzazione è una bestia assai indigesta.

  5. Bella la foto che hai postato!
    Sono contenta che tuo marito abbia cominciato un nuovo lavoro, questa è una bella notizia e una nuova ripartenza. Per il resto questa guerra alle porte dell’Europa ci mette tutti in una nuova condizione di sofferenza e apprensione dopo due anni di pandemia da cui non siamo, peraltro, ancora usciti. Io ormai sono in uno stato d’ansia perenne (non solo per la guerra)…

    • Grazie Giulia. Sì, oltretutto i primi due giorni del nuovo lavoro sono andati molto bene e vedo Emanuele molto sereno. Per il resto, gestisco l’ansia più pesante grazie alla terapia, ma quella sottile, sottotraccia, non mi lascia mai, è un mondo tanto triste e da tanto tempo. Dobbiamo fare i conti ogni giorno con troppi morti anche se per diverse causa.

  6. Andare in terapia vuol dire anche di accettare di mettersi in discussione, non è per tutti, sei brava. Trovare dentro di te risorse inaspettate è una cosa bellissima, che incoraggia e aiuta. Sono contenta che tuo marito abbia iniziato una nuova avventura, speriamo lo arricchisca….dentro 😉.
    La guerra mi preoccupa tantissimo, molto di più dell’arrivo del covid, anche perché se si dovesse evolvere creerebbe disastri inimmaginabili.
    Curiosità: la casetta, per modo di dire, degli elefanti, l’hanno costruita mio fratello con i suoi cognati, è super riscaldata d’inverno, persino il pavimento è caldo. Anche l’habitat delle tartarughe, quello nella costruzione di vetro, è stato fatto da mio fratello e cognati.

    • Ma tuo fratello e i suoi cognati fanno un lavoro bellissimo! Che lavoro fai? Costruisco casette per elefanti, non è una risposta meravigliosa? Non eravamo mai stati a Le Cornelle e ci è piaciuto moltissimo.
      Dalla psicologa – così unisco due argomenti del tuo commento – ho imparato (tra le tante cose) il termine “sottotraccia” quelle parole o cose a cui non diamo importanza ma che appunto sottotraccia continuano a lavorare negativamente dentro di noi, ecco, credo che le notizie sulla guerra, oltretutto Emanuele è laureato in scienze politiche sa un sacco di cose e si informa tanto, stiano lavorando sottotraccia in me, sono giorni che ha ripeso a tremarmi un occhio, fastidio assolutamente minimo. Lo dico perché tutto il lavoro che posso fare con la terapia se ancora immersi nel covid arriva una guerra, beh temo che l’ansia me la terrò a vita, ma forse sto riuscendo a eliminare i picchi.

  7. Che bello il nuovo lavoro di Emanuele e che bella la nuova te.
    In questo periodo di distruzione, ricostruire le parti importanti di noi stesse è il regalo più bello che possiamo farci. Un pensiero ai diciotto anni più belli e difficili di sempre

  8. Grazie Elena. Il nuovo lavoro di Emanuele è stato un enorme sollievo, per il resto il periodo è quello che è, notizie orribili e il dovere di essere grati, anche con l’aiuto della terapia.

  9. Ciao Sandra 🙂
    Sono arrivata su questo blog dopo aver letto delle tue belle riflessioni su post di altri autori.

    Mi hanno colpito molto queste parole: è stata un’occasione per me per fare il punto dopo questi due anni tsunami, come dici tu.
    Viene naturale rafforzare l’amore per chi ci sta intorno, un’attenzione più precisa e necessaria su noi stessi.
    Personalmente ho capito che ormai ogni momento di serenità e felicità, di questi tempi, è qualcosa di così unico e prezioso da assaporare al massimo.
    Grazie.

    Chiara

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.