I nuovi colori di marzo

A un certo punto questo 2022, riferito unicamente al mio giardino senza gettare lo sguardo oltre lo steccato delle relazioni più vicine (quindi al netto della guerra che ovviamente trovo ripugnante, come ha detto Papa Francesco) ha cominciato a essermi simpatico.

Il 4 Emanuele ha iniziato il nuovo lavoro, e va tutto bene, di seguito la nostra nuova routine mattutina, per la quale ho scelto di sfidare la consuetudine: nonostante io esca di casa alle 7.45 mi alzo alle 6.30, pochi minuti dopo di lui, per fare colazione insieme, seduti a tavola, con la moka preparata la sera prima. Questo tempo di sonno sottratto, per me dormigliona doc., ha rivelato inattese meraviglie: pulire la verdura per la cena, lavarsi i capelli con calma, inviare qualche mail, aggiornare i social, leggere in pace sul divano. Questo per me è davvero il simbolo di imparare ad accogliere il cambiamento.

Oggi, che pare giugno, sono tornata a correre. Ho un po’ esagerato, sempre coi miei limiti e tempi ma, ferma da cinque mesi e mezzo, quando mi sono avvicinata al baracchino per prendermi l’acqua e un toast, avendo deciso che avevo finito e avrei mangiato lì tra gli alberi del parco, sulle seggioline di metallo già roventi, stavo per crollare. Ho ordinato annaspando, ma anche sicura che non mi sarebbe successo nulla di che, bastava bere, sedermi e sì, sul tavolino c’era lo zucchero, ne ho messo un po’ su una mano e l’ho leccato come se fossi un cavallo – facciamo un puledro. Sono stata subito benissimo, la bella stagione mi è esplosa nel cuore, tornando ho fatto il giro per vedere i miei alberi preferiti, in piena fioritura, sentendomi profondamente privilegiata e grata.

Sabato c’è stata la presentazione del mio ultimo romanzo ed è stata una giornata spettacolare.IMG_0098

Barbara Webnauta e la sua amica Daniela, che già conoscevo, sono arrivate alle 11.30, sono andata a prenderle in stazione e da lì ci siamo mosse tra Castello e Cadorna fino all’ora di pranzo, quando ci ha raggiunti mio marito. Abbiamo mangiato proprio bene, in un bel posticino, e non abbiamo smesso un attimo di chiacchierare, una specie di lunga festa, le parole che fanno le capriole e si sposano col buon cibo. Paradisi in terra, ecco.

Poi ancora giri, in un caldo incredibile, con orde di turisti, verso Santa Maria delle Grazie e Sant’Ambrogio, due chiese che amo moltissimo, infine siamo arrivati da BibliothéCO, dove ho trovato la vetrina colma delle copie del mio romanzo, e alla spicciolata hanno cominciato ad arrivare i partecipanti, tra cui alcune amiche, mia sorella e lei, la mitica Chiara Beretta Mazzotta che avrebbe raccontato la mia storia, ed è stata pazzesca: ha iniziato parlando di me, del mio percorso, della mia persona, azzeccandole tutte e inanellando una serie di delizie tra risate e aneddoti. La forza delle parole quando si fonde con l’autenticità e la bellezza delle relazioni che funzionano e delle storie scritte in tempi pandemici e bui. Ho pensato che se nulla avessi saputo di quel romanzo, di certo l’avrei voluto leggere! Poi le firme, le dediche, le domande, gli abbracci, gli sguardi sciolti negli occhi di chi ha scelto di dedicarmi del tempo. La cosa più preziosa che abbiamo. Non dimentichiamolo.IMG_0097

Un po’ di corsa abbiamo accompagnato Barbara e Daniela al treno, ma poi lì c’è stato tutto il tempo per i saluti. Ed è quando mi è scesa la lacrima, perché rivederla mi aveva emozionata parecchio, ci siamo fatte così tanta compagnia durante questi due anni così duri, perché ero tutta scombussolata dalla presentazione, dal fatto che porca miseria, dieci anni fa ascoltavo CBM coi suoi Libri a colacioneeee su radio 105 e si era appena compiuto il miracolo di sentirla parlare di Anita. Ma chi se lo sarebbe mai immaginato? Le cose accadono quando non ci si arrende e ora la lezione è capitalizzare tutto il bello e metterselo in un posto caldo del cuore, per risfogliarne i colori nei giorni bui che inevitabilmente verranno. E’ la vita, su e giù, cadute, riprese, cose sode e vere per cui combattere e tornare in pista.IMG_0060IMG_0085

16 pensieri su “I nuovi colori di marzo

  1. Tante cose da dire che non so da dove partire…
    6.30 è anche la mia sveglia (o meglio: la prima è 6.25 in salotto, non è la mia e la odio; la seconda è 6.30 sul mio comodino e la terza è 6.35, detta anche “adesso o mai più” ed è sul FitBit al polso, che non ci scappo)
    Correre: meglio dello zucchero, una bustina di sali minerali, magnesio e potassio in primis. Non occorre la marca super pubblicizzata, ne trovi anche al supermercato buone a metà prezzo.
    Sabato.
    Eh.
    Una di quelle giornate da segnare tra le epiche. Io che mi alleno in apnea per poter abbracciare Sandra, che ha bisogno di una abbraccio peaker super power. Ma poi è così leggera che la sollevo di un bel po’ di centimetri da terra!! 😀
    Milano col sole e un cielo blu, dipinto di blu, tale e quale l’ultima volta che eravamo proprio lì insieme, prima del Covid, quel 7 dicembre 2019 in giro a City Life. Solo che è primavera e Milano ha pure gli alberi in fiore. Un pranzo che ha rispettato la mia dieta. Pastiera napoletana a parte, ahem… 😛
    E BiblioTheCO. L’ho detto uscendo alla proprietaria: potessi stipare quella libreria nello zaino e portarmela a Padova! Accogliente, intima, spaziosa il giusto ma non troppo, un bijoux!
    La presentazione: grande CBM, finalmente l’ho vista e conosciuta di persona. E’ stata perfetta, del resto ti ha seguita fin dall’inizio, tra gli alti e i bassi, vicina o lontana, ma sempre a tiro di un’email.
    E io mi mangio le dita di non aver tirato fuori il mio cavalletto e aver ripreso un video col mio cellulare… Sarebbe sembrato scortese nei confronti della proprietaria, ma c’era quella vocina che mi pungolava (e ci aveva ragione): “il baaaackuuuuupppp… fai il baaaackuuuuuppppp…”
    Purtroppo la diretta non è andata a causa di problemi di connessione. Se avessi ascoltato quella vocina, adesso riavrei tutte quelle belle parole che ho paura di scordare.
    Ma vabbè. Posso dire: io c’ero. E ho imparato tanto anche da quella presentazione. ❤

    • Ehehehe, peso 45kg e mi hai sollevata come se fossi carta velina.
      Vero, meglio il sale, il salato anche un’acciuga, perché sono i sali minerali che perdi correndo, infatti ero sudatissima per i miei standard, il glucosio è un’altra faccenda.
      Vero anche che non potremo risentire CBM ma nella vita discorsi felici riecheggiano nei cuori e mai ci è stata data la possibilità di riascoltarli, mi sono detta questa per superare il disappunto, che tu mannaggia me l’avevi pure proposto!
      Ma appunto noi c’eravamo!

  2. Sono contento che tu stia vivendo un periodo sereno 😉
    Riguardo al libro, devo dire che la copertina ha davvero una bella composizione e una bella foto, complimenti a chi l’ha fatta!

  3. Dopo la pioggia arriva il sereno, dice il proverbio! Mi piace vederti di nuovo positiva, con lo spirito giusto portato dal nuovo lavoro di tuo marito che aiuta ad avere una visione più rosea della vita. Pensa che io mi sveglio poco prima delle sei, mi serve per avere mezz’ora tutta per me al mattino, leggere la posta, i post che mi interessano, scrivere il blog oppure fare il programma della giornata, una mezz’ora molto produttiva per me.
    Ottimo anche la presentazione in libreria, una bella carica di energia aggiunta a quella di Barbara.

    • Il lavoro di mio marito è determinante, tutto il resto sistemabile e marginale in effetti e quindi parte da lì. Ricordavo il tuo alzarti presto, che poi a proposito di proverbi è proprio vero che il mattino ha l’oro in bocca,soprattutto se poi ti aspetta una giornata impegnativa che ti vedrà rincasare sfinita.

  4. Una giornata colma di soddisfazioni, di positività e amicizia, che bello!!! Spero che questo 2022 così strano e preoccupante te ne riservi altre.

  5. Ci riprovo. Oggi piove anche nel www.

    Cara Sandra, è stato bello poterti riabbracciare e non ci sono parole per descrivere le emozioni che mi hai regalato con la presentazione del tuo libro. Tu con Chiara hai affrontato un argomento delicato che, ad un certo punto, mi ha commosso e non sono ruscita a trattenere una lacrima… ci ho provato ma la birbante è rotolata lungo la mia gota! Come è difficile lasciare tempo all’adolescente in crisi per un brutto voto o per un rifiuto ricevuto o per la sensazione di solitudine anche se circondato dai compagni. Come madre mi sono sentita coinvolta e spinta a prendere il tuo romanzo per poter entrare in punta di piedi in questo mondo che, personalmente, avevo lasciato alle spalle, ahimè, tantissimo tempo fa, per ritornarci assieme a mio figlio, inciampando subito all’ingresso. Federico (che spero tu possa incontrare presto, visto che ha accolto la dedica con gioia e che ha sequestrato il romanzo per poter essere il primo a leggerlo) è un adolescente grande (in tutti i sensi, compreso l’altezza), alle prese con i primi amori (ovviamente non corrisposti che così si fa più fatica), innamorato della musica anni Ottanta (e, sentendosi un pesce fuor d’acqua, non capisce quella che piace ai suoi coetanei che affrontano il COVID per partecipare al concerto di uno che, su tre note, giustifica il rollarsene una perché la vita è una m… e non aggiungo altro), pianista che adora Chopin e sorride mentre le dita volano sui tasti del suo pianoforte… leggere di un’adolescente diversa che non ha smartphone lo incuriosisce. Ecco perché mi ha sottratto il libro da sotto il naso.
    Tornando a noi: bello vederti e sentirti… dobbiamo rifarlo assolutamente!
    Ti abbraccio, cara Sandra, e un abbraccio anche al marito.

    • Cara Daniela, grazie. Traspare così tanta umanità bella dal tuo commento così sentito: la pena per Federico, per il quale faccio un gran tifo, e la gioia per l’autenticità di sabato, un incontro di anime affini con picchi di spensieratezza in un mare di emozioni. Spero che il figliolo gradisca la mia storia, anzi sono proprio parecchio interessata alla sua opinione, alla mia nipotina 13enne è piaciuto molto, però sabato non è venuta, la sua presenza mi avrebbe fatto molto piacere, e l’ho vissuta come un comportamento da adolescente che non puoi imbrigliare. Penso tra le tante cose che un adulto incasinato sia un adolescente che non ce l’ha fatta, mentre noi dobbiamo fornire ai nostri ragazzi tutti gli strumenti per diventare adulti consapevoli e il più possibile sereni. Non ho figli e mi limito a esserci come posso coi figli altrui, magari anche con un libro. Un abbraccione

  6. Mi unisco, con un po’ di ritardo, al coro unanime qui sopra: ma quanto CCE PIASCEEE, la Sandra in modalità feliciona on?!Moltissimo, anche perché sono dell’avviso che il buonumore sia contagioso. Brava bravissima per i tuoi meritati riconoscimenti, ma brava soprattutto a tener alti gli animi, ecco 🙂

    • Tenere alti gli animi, che nella fretta avevo letto gli animali e non capivo, a parte che chiamo mio marito Orso.
      Cerchiamo di fare i portatori sani di buon umore in questo tempo difficile assai, cara, mettiamocelo come obiettivo di questo neonato mese d’aprile per il quale ti auguro un sacco di cose belle.

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