Nonostante le spine

I fiori di aprile hanno mostrato molte spine, ma l’esercizio di vedere il bicchiere mezzo pieno e di essere grati sta abbastanza funzionando. 

Per quanto io detesti il “volere è potere” e la positività diffusa, tanto quanto la lagna perenne – mi sembrano entrambi troppo estremi oltre che fastidiosi per l’interlocutore – ci sono situazioni stressanti, emotivamente frustranti, per cui il modo di affrontarle può fare la differenza. Fermo restando le giornate in cui alzarsi è una fatica immensa e ti capitano a tiro una serie di persone e rogne (oh, sì, abbiamo avuto un nuovo giro de I Tubi di Sandra tra l’altro) per cui l’opzione: rimanere a letto e nutrirsi solo di cioccolatini e prosecco (sempre stando a letto) sembra estremamente appetibile. Il meglio proprio. Ma ci sia alza e si cerca di portare a casa la giornata, poi comunque cioccolato, prosecco e molto altro non ho potuto toccarli per due settimane, perché stiamo cercando di capire a cosa sono allergica. In effetti sì, in questo periodo di silenzio, ho sostituito il blog col prurito e i puntini. 

Tuttavia quando, come faccio io, si rileggono i vecchi post si vede che sempre, ma proprio sempre, siamo usciti dai guai. 

Qualsiasi sia il momento, essere in pace e avere una buona relazione con se stessi e con gli altri è un aiuto immenso e questo è il mio stato d’animo attuale. Ho anche picchi di vera felicità, come oggi quando camminavo per il centro di Milano, col taglio fresco di parrucchiere, il sole in faccia e un libro nuovo (pagato la metà, preso nello scaffale al 50%, forse quindi usato ma in perfette condizioni, tanto che in cassa volevano farmelo pagare intero) nello zainetto di un’autrice che volevo proprio iniziare a leggere. E la prospettiva di partire domani per tre giorni sul nostro amato Trasimeno, al pontile di Anna e Cesare. Peraltro ci sono anche attimi di rabbia piuttosto concreta, come (non) ricevere un’importante mail di lavoro, dove non sono stata messa tra i destinatari, né inserita in un elenco in cui alcuni dipendenti sono stati definiti col nome, altri col cognome (scorretto al massimo!) e uno addirittura, tenetevi forte, col soprannome. 

Ma nell’economia del mondo, soprattutto ora, orticaria, gentaglia e il mio quotidiano affanno sono davvero poca cosa. 

Vi auguro che la Pasqua possa essere un momento in cui guardarvi intorno, ovunque sarete, e provare solo riconoscenza. Nonostante le spine. 

22 pensieri su “Nonostante le spine

  1. Grazie mille per gli auguri e buona Pasqua a te e alla tua famiglia 🙂
    E naturalmente, ti auguro di liberarti dei problemi più fastidiosi: la saga dei tubi è durata fin troppo, meglio finirla 😀

  2. Purtroppo le spine ci sono sempre e anch’io detesto il “volere è potere” a tutti i costi (pensa positivo e tutto si rivolve, no non é vero, non tutto si risolve, puoi solo affrontare le avversità con coraggio), ma detesto anche i lamentosi perenni. La vita é complicata e ci sono periodi più difficili di altri, ma c’è sempre la possibilità di godere di un giorno di sole e di un sorriso. Buona Pasqua sul Trasimeno.

    • Secondo me il mood volere è potere, in cui molti credono sul serio, ha fatto un sacco di danni. Intanto sul Trasimeno è stato assai rigenerante, nonostante il tanto tempo trascorso in auto. Grazie.

  3. Buona Pasqua e buon viaggio. Con un taglio nuovo (stai benissimo) e un libro pagato la metà tutto da te godere anche l’orticaria ti farà il solletico!

    • Sull’orticaria brancolo nel buio, forse ho individuato qualche alimento che la scatena ma non ne sono certa. Ma sopporto consapevole del fantastiliardo di cose ben peggiori. Grazie per auguri e complimenti.

      • Mio padre ha sempre sofferto di orticaria. Faceva male la pelle di pesca e poco altro. Ma mai nello stesso modo di anno in anno 😱. Tocca avere pazienza

  4. Volere è potere è una frase fatta che non mi ha mai aiutato, anzi mi ha sempre urtato. Se ti raccontassi le mie spine di questo periodo, ti consoleresti o forse condivideresti il mio affanno, perché non capisco nemmeno come si possa consolarsi con le disgrazie altrui. Però in tutto questo, c’è anche stato del bello e allora concentriamoci su questo e andiamo avanti, tanto, come dici tu, prima o poi se ne esce, in qualche modo. Buona pasquetta.

    • Caspita, mi spiace, tu hai avuto già situazioni molto tristi. Consolarsi con le disgrazie altrui? No, non mi pare molto etico. Spero che questi 3 giorni siano comunque stati piacevoli, cara. Grazie.

  5. Le spine purtroppo ci sono sempre, al momento credo di essere dentro a un roveto. E dai roveti, si sa, non si può uscire senza sanguinare. Ma i rovi fanno anche le more, quindi sì, c’è sempre anche il bello. Per lo meno io non ho prurito e puntini. Mi spiace tantissimo per quello: ci sono passata anch’io e ricordo molto bene un natale in cui non potevo mangiare niente. Durante un pasto luculliano ho spiluccato solo un po’ di carne di pollo, mentre intorno a me passava ogni ben di dio. Eppure proprio in quel periodo, in cui per altro ero costantemente a macchie ho conosciuto mio marito, che mi ha preso su così, macchie, puntini e tutto il resto… Alla fine per altro ero allergica a degli stupidi coloranti. Erano uscite in commercio delle cicche verdi e ne avevo comprato un pacchetto. Ci ho messo due mesi a uscirne… Quindi ecco, alla fine non è detto che dovrai rinunciare a qualcosa che ti piace un sacco

    • Ma che bella la metafora delle more, grazie per averla lasciata qui e per aver raccontato la tua esperienza puntinosa.
      Al momento sto reinserendo tutti i cibi pian pianino, e forse la reazione più violenta è stata con frutta secca, un gelato con le mandorline tipo Magnum, e la maionese, a cui in effetti potrei rinunciare (il prosecco mi pare salvo!)

  6. Poche ore prima che andasse pubblicato questo tuo post, avevo postato su Facebook le foto del mio piccolo cactus, che mostra un enorme fiore solo una volta l’anno e dura per pochi giorni, se non ore.
    E avevo scritto proprio questo: “Mi ricorda che certe occasioni non tornano più. Cogli l’attimo. Ammira il fiore. Domani… solo spine.”
    Già, proprio spine. Lo stesso concetto, in poche ore, senza esserci accordate. 🙂
    Pasqua è andata, come un weekend prolungato e nulla più, perché la mia mente è fissa su un’altra scadenza, sperando di schivare le varie spine stavolta.
    E comunque il cactus quest’anno ha prodotto eccezionalmente un altro fiore, pochi giorni dopo!! Toh!! 😀

    • Quindi più fiori e meno spine, che il tuo Cactus possa essere emblematico e preveggente, intanto, almeno è bellissimo, quanto le nostre connessioni!

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