Esprimi un desiderio

E così Pasqua, 25 aprile, 1° maggio sono alle spalle. Ieri ho raggiunto il ragguardevole traguardo di 34 anni di lavoro, il che significa che se le cose fossero come quando iniziai, potrei dare il via al conto alla rovescia verso la pensione, mancherebbe infatti solo un anno. Invece no, non so come andrà, dipende se manterranno l’Opzione donna, dipende dalla mia situazione personale, certo è che il pensiero là ci finisce, non come “Oddio, sono vecchia!” bensì al percorso, al tempo, alla realizzazione. La mia vita in realtà è sempre più spaccata in due, tra i giorni in cui lavoro e quelli in cui sono a casa col mio part time verticale di cui beneficio ormai da quasi sei anni. Non ho mai rimpianto questa scelta, anzi è una delle decisioni migliori che abbia mai preso e portato avanti anche se al momento i motivi per cui l’avevo chiesto stanno un po’ venendo meno. Innanzitutto i miei nipoti sono grandi e non mi occupo più di andarli a prendere a scuola e stare con loro quando mia sorella è in trasferta. E non sto neppure scrivendo. In pratica rimane la motivazione comunque fondamentale di non stare bene in ufficio, per cui banalmente meno tempo ci passo e meglio sto. Che poi anche lì l’assetto è completamente cambiato in questi sei anni, ma in sintesi si passa da una condizione frustrante a un’altra.

Qui sopra però ho dichiarato qualcosa di molto importante: “non sto scrivendo più.”

Al momento affido a Instagram un po’ tutta la comunicazione social, e di questo ho parlato lì di ritorno dal Trasimeno. Ho buttato senza rimpianti a occhio mezzo romanzo che non mi convinceva, e se inizialmente ho vissuto la mancanza di idee con sofferenza, ora sento di essermi liberata. Inconsciamente, ma neppure troppo, il mancato raggiungimento dei risultati ha avuto il suo peso. Mi è sembrato che non ne valesse più la pena, e anche di aver avuto e speso le mie carte migliori in termini di storie da dare al pubblico. Sul pontile di Passignano ci saranno sempre Anna e Cesare, e la magia di qualcosa che ho portato a compimento con enorme gioia e spesso soddisfazione di autrice, ma che ora risiede nel passato. Un po’ come quando si ripensa all’infanzia, qual era il vostro gioco preferito? Io adoravo nascondino, con la twin e gli amici della Valle ne ho inventato una versione “mimetizzata”, mentre ci si nascondeva ci si scambiavano i vestiti, per confondere chi stava “sotto”. Ecco, per quanto mi sia piaciuto, non potrei giocarci più, per ovvi motivi.

La scrittura ora si posiziona sullo stesso piano.

Mentre sto scrivendo questo post, siccome oggi mi è arrivato il bonifico per le royalty di goWare, sempre puntuale, ho realizzato di non aver visto mezzo rendiconto da un altro editore con cui ho pubblicato. Prendo il contratto e leggo che dovrebbe essere semestrale. Non ci siamo. Tutta questa parte del processo è svilente da morire. Cantonate, contratti rescissi, editori che falliscono e ti piantano lì dall’oggi al domani senza neppure avere la possibilità di reperire qualche copia del romanzo che non esiste già più.

In ogni caso, senza nipoti né scrittura c’è un tempo bellissimo e nuovo da riempire. Scoprire qualcosa che ci fa bene e piace over 50 è stratosferico, come la corsa, le colazioni rallentate, gli incontri organizzati all’ultimo con le amiche, cucinare piatti nuovi, ammazzarsi di serie Tv, contemplare gli alberi, uscire apposta per vedere finalmente un punto di Milano che ancora non avevo visto.

Tornando a Instagram è una vetrina veloce e mai falsa, almeno per me, non uso filtri e la narrazione mi aderisce alla perfezione. Mi piace giocare nelle story tra foto e didascalie, impiego diversi minuti a provare font e colori, e l’immediatezza concretizza una realizzazione in tempo reale che mi diverte. Così, in questi giorni, si sussegue una narrazione spensierata: pranzi, spettacoli teatrali, frivolezze, stiamo recuperando la vita sociale di due anni, ma attenzione, è comunque parziale. Non è tutto wow, però va bene lo stesso.

Va bene al punto che se potessi esprimere un desiderio chiederei che la situazione attuale rimanesse immutata a lungo.

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Potrei chiedere molto di più, ovvio, per esempio che dopo un anno dalla firma del contratto di scout, Nina Strick trovasse finalmente un editore di livello, che io risolvessi senza ulteriori inciampi il mistero dei puntini/macchie enormi (grazie Regione Lombardia che con la prescrizione prioritaria per cui dovrei fare la visita entro un mese ho trovato posto il 16 novembre, grazie medico di base che ti ostini a non prescrivermi i test per le allergie alimentari) che mi sta condizionando anche i suddetti pranzi felici (il tartufo al bergamotto di domenica era il dolce più deprimente di tutti i menù in cui mi sono imbattuta, che poi il gusto era anche gradevole, ma confrontato con i dessert che avevano gli altri nei piatti, lasciamo perdere), che riuscissi ad avere le ferie estive concomitanti con quelle dell’Orso per due settimane (staccate eh) e non solo per una, anche considerando che ho quasi due anni di ferie arretrate da fare, che l’INPS non scrivesse assurdità circa il cambio di lavoro di mio marito., che vedete nella foto mentre farcisce le tigelle, perfettamente abbigliato da 1° maggio, secondo me questa camicia rossa gli sta benissimo, e guarda con affetto il piatto dal quale invece io ho potuto attingere limitatamente, niente nutelline.

Per quanto però io trovi sempre un po’ sadico pensare a chi sta peggio (mi pare ci sia una forma di irrispettoso sollievo perché non è capitato a noi), là fuori ci sono davvero troppe tragedia umanitarie e persone alle prese con malattie molto serie quindi niente cioccolato, pomodoro e molto altro, ma anche niente lagna.

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22 pensieri su “Esprimi un desiderio

  1. 34 anni è un bel traguardo, io lo raggiungerò al 31 dicembre di quest’anno e ho i tuoi stessi pensieri, all’inizio della mia vita lavorativa avrei potuto cominciare a fare il conto alla rovescia per la pensione, invece non é così, ma soprattutto se le cose fossero come quando iniziammo il lavoro non sarebbe il grande fardello che è diventato oggi per questioni che non sto a ripetere. Vedo che anche per te la situazione lavorativa è pesante, quindi a maggior ragione hai fatto bene a chiedere il part time, al di là delle motivazioni iniziali.
    Riguardo alle Royaltie e alle case editrici capisco lo sconforto, io non ho più avuto il saldo dalla mia unica casa editrice con cui ho avuto rapporti (nè tantomeno il report delle vendite a parte il primo anno) per questo apprezzo sempre più il self publishing, da Amazon e Streetlib ho pagamenti puntuali e soprattutto mi posso scaricare i report delle vendite anche giorno per giorno, volendo).
    Riguardo al fatto che non scrivi, forse è un momento di transizione o forse no, ma hai ragione c’è un tempo di vita vera da riempire, cosa che possiamo apprezzare ancora di più dopo questi ultimi due anni di strazio collettivo, goditelo più che puoi.

    • Questa diffusa abitudine delle piccole case editrici di sparire e comportarsi spesso al limite dell’illegalità è terribile e getta scredito su chi, magari comunque non di grandi dimensioni, lavora bene e in maniera onesta, ce ne sono parecchie. Il mondo del lavoro sta peggiorando, lo vediamo di continuo cara Giulia, purtroppo.

  2. Si scrive in molti modi, anche immagazzinando idee, immagini, emozioni, che a tempo debito si trassformeranno in parole.
    Goditi questo tempo sereno, hai vissuto di recente momenti molto meno tranquilli, quindi ora recupera e cerca di godere appieno questa strana primavera che ci regala piogge improvvise e fioriture strepitose, cieli azzurri tersi e immagini di sangue e dolore che non possono lascairci insensibli ma ancora più grati per ciò che abbiamo.

    • Piogge improvvise ne so qualcosa, sotto il mio cappellino impermeabile in cerca di un teatro l’altra sera.
      La gratitudine al momento è proprio il sentimento dominante, cara Brunilde.

  3. Io ho lavorato per ben 32 anni, ero, anzi eravamo ad un punto di svolta, ma la pandemia ha affossato tutti i nostri progetti. Ora sono casalinga, una situazione in cui non pensavo mi ci sarei mai trovata. Ti devi reinventare la giornata, per darle un senso, per trovare soddisfazioni in quello che fai, nonostante tutto. Penso che sia stato così anche per te. Non stai scrivendo, magari però stai facendo esperienze da cui trarre ispirazione. Chissà. Chi è nato per leggere o per scrivere, difficilmente smette. Ci si prende delle pause e poi al momento giusto, si ricomincia. Ti capisco per il cibo. Dopo anni di continui dolori forti e gonfiori assurdi addominali, forse la dottoressa ci ha azzeccato e sto un po’ meglio. Non capisco perché il tuo dottore non ti prescrive gli esami che desideri fare. Tuo marito sta davvero bene in rosso.

    • Sì,infatti la vita della casalinga part time mi piace un sacco e non ci trovo nulla di svilente. Lascia stare la mia dottoressa, guarda, mi ha prescritto i test cutanei che avevo già fatto ma non sono quelli necessari ora. Ovvio che glieli ho chiesto ma ha detto di no. Sono contenta che tu stia un po’ meglio. Grazie, mio marito quella camicia dovrebbe indossarla più spesso.

  4. @Tutti lassù, la scrittura farà sempre parte della mia vita, il mondo intero della scrittura, l’amore per le emozioni che diventano parole, ma non so cosa succederà in futuro, magari un’ideona dietro l’angolo, magari solo sfogliare i 10 romanzi pubblicati pensando comunque “li ho scritti io!” E provare soddisfazione unita a un po’ di nostalgia per i momenti più intensi che quelle storie mi hanno dato. Grazie a tutti per il vostro tifo.

    • ….hai già detto tutto tu, quando stavo per scrivere: se scrivere fa parte di te, vedrai che continuerai a farlo, fosse anche solo per piacere & cataersi personale 🙂 Tifoseria torinese sempre on, ci mancherebbe!

  5. 34 anni sono proprio tanto, per me sono solo 11 eppure già sento la differenza rispetto all’inizio. Per me sarebbe davvero difficile fare i conti con molto più tempo libero, ma la pandemia mi ha già un po’ aiutato a vedermi un po’ meno solo come “lavoratrice”, sebbene per la mia generazione dubito che esista l’opzione pensione! Riguardo alla scrittura io proprio non so come funziona l’ispirazione, ma forse è molto volubile e forse tornerà quando le parrà più opportuno! Un abbraccio

    • Pensare che per la tua generazione non esista l’opzione pensione, e capisco che lo si pensi, è orribile e ingiusto perché state comunque versando i contributi pensionistici che vi vengono trattenuti dalla busta paga. Ma il sistema risente di una visione piuttosto disinvolta durata decenni. Baby pensioni, vitalizi e altre schifezze. L’ispirazione, già, chi lo sa? Al momento mi piacerebbe piazzare le altre due opere, forse potrebbe sbloccarmi, ma non ci penso troppo. Grazie, un abbraccio a te.

  6. Pingback: La strada che non scegli - Una storia vera

  7. Il tuo post è molto ricco di spunti, molti dei quali li condivido. La scrittura, spero, tornerà e, se non dovesse tornare, sarà sostituita da altro, da tempo vita, da felicità, da nuovi interessi. Credo comunque che tornerà, perché è una malattia di cui è difficile liberarsi. Per i rendiconti spezzo una lancia per Delos. Io li vedo sul portale, dove devo approvarli e autorizzare i pagamenti. Dovrebbe arrivare una mail promemoria ogni tot (certo, nel mio caso sono racconti, non sono esattamente quei numeri che fanno di me una grande scrittrice, però li vedo).

    • Intatti con Delos, tolto il primissimo tempo in cui per un loro errore non mi arrivarono password e tutto l’ambaradan, ora alla massima puntualità esattamente come dici.

  8. Mi pare che la tua scrittura ci stia guadagnando da questo periodo, a partire dal blog. Questo articolo è molto bello e scritto con una leggerezza e una profondità che colpiscono. Tralasciando le cose brutte dello scrivere, tra cui correre dietro le case editrici per farsi pagare, i ricordi delle tue storie più amate credo siano qualcosa che radica la te scrittrice come niente altro. Che poi, come dice @Lisa, è solo questione di tempo e tornerai alle tue storie. Anche se capisco che le passeggiate e la Nutella in questo momento siano più appetibili 🙂
    E poi: 34 anni di lavoro? Li porti benissimo. Forse la scelta del part time è stata quella della vita, anche se da sindacalista devo dirti che ti penalizzerà, dal punto di vista contributivo 🙂 Ma vuoi mettere la qualità della vita? Auguri per tutto

    • La nutella, anche se in realtà trovo ci siano diverse creme spalmabili assai migliori, al momento è ancora vietata.
      Sono molto contenta che questo post sia stato apprezzato, grazie. La qualità della vita è impagabile e per i contributi vedremo a tempo debito a quanto ammonterà, al momento oltre che di un gran tempo per me, ricado anche in un’aliquota Irpef inferiore che non penalizza tantissimo lo stipendio.

  9. Accidenti, mi distraggo un attimo, il tempo di andare e tornare dalla Scozia, oltre alle due settimane canoniche di Mal di Scozia e consumo spasmodico di fazzoletti, e tu cosa mi combini?! Dici che forse la smetterai con la scrittura… Uhm, no, dev’essere un effetto di queste allergie alimentari, o meglio l’assenza dell’aperitivo e della giusta quantità di zuccheri (che sì, vanno limitati, ma non dissolti!)
    Sono del partito di Brunilde quassù, si scrive in tanti modi e con tempi diversi. C’è un momento per stare al computer e premere compulsivamente i tasti, ma c’è anche un momento in cui bisogna semplicemente lasciarsi vivere. Sennò alla prossima fai le valigie e vieni in Scozia con me. Affittiamo un cottage per un paio di settimane e vuoi vedere che non ti esce nessuna idea tra quei panorami?! Potremmo anche andare a caccia di Alexander McCall Smith in persona, vive lì, quando non sarebbe stratosferico trovarlo a un tavolino di un caffé?! 🙂
    Dai su, è quel momento dell’anno in cui annaspi fino alle ferie (oramai ti conosco). Tieni duro!!

    • Questo commento è un concentrato di conoscenza sandresca. E non oso immaginare quanto bello sarebbe il programma scozzese che mi hai sottoposto. L’ultima riga poi è l’essenza del fatto che mi segui e mi ami – lo so, lo so – da un po’. Tengo duro, perché da qui alle ferie ci sono (state) in mezzo un sacco di cose che ce ne fottiamo se non possiamo mangiare le arachidi con lo spritz, Ma stiamo sfangando anche le allergie, mentre tu affronti il mal di Scozia più potente della storia.

    • Bentornata dunque! I blog così, non perché sia il mio, hanno ancora un grande fascino e notevoli punti a favore rispetto alla velocità degli altri social, ma spesso mi pare un po’ di parlare da sola, eppure resisto. Di cose ne sono successe tante, ma fondamentalmente sono sempre io! Anche a me quel bel giro blog del tempo che fu manca tanto. Grazie.

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