#SalTo 2022

Il salone quest’anno, a quanto ha detto Nicola Lagioia, è stato il più grande di sempre e ho verificato di persona quanto fosse imponente la quantità di stand, quasi 900 editori, e di eventi. Perfino troppo per chi ha fatto un’ora di fila sotto il sole, nonostante non ci fosse così tanta gente in attesa alle biglietterie, a causa – pare – del server il tilt. Una ragazza si è sentita male accanto a me, è svenuta picchiando la testa, la gente ha cominciato a protestare, i soccorsi… insomma non un bell’inizio, per niente, che ha ritardato l’ingresso. Sedici Euro poi, a fronte dei dieci pre pandemia, il costo del biglietto senza riduzioni mi ha disturbata e quando finalmente siamo stati dentro, dopo la coda per la toilette e la rinuncia del caffè (baste coda, disse l’Orso) ho deciso che fare l’ennesima fila per assistere alla presentazione di Jennifer Egan e sottrarre parecchio tempo ai giri non era una grande idea. Peccato, ci tenevo tanto. Mi è rimasta un po’ la frustrazione per il non fatto e non visto, seppur consapevole che esserci da autrice significa presenziare allo stand almeno un pochetto, mentre i giri con Emanuele divertendosi al solito gioco “chi vede prima i personaggi famosi” restano la parte più succosa.

L’emozione per il mio romanzo lì, con un editore neppure minuscolo, l’avevo già vissuta a ottobre e tornare è stato qualcosa di naturale alla “ciao, sono qua”, al punto che non è neppure stata la prima tappa. Il caffè poi ce lo siamo presi poco dopo e mentre lo bevevamo chi vediamo? Margherita Fumero, moglie di Beruschi, nonché Wanda di Camera Caffè. Wow! Le ho chiesto se fosse proprio lei e abbiamo chiacchierato un po’, un incontro davvero super, Dio mio da bambina quanto mi divertiva! Molto carina anche Sara Rattaro con la quale ho parlato, trovandomela allo stand Morellini quando ho preso un libro. Ma Margherituccia rimane l’incontro migliore.

Avevo in mente di non comprare troppo e ci sono riuscita, acquistando solo cinque libri, di cui quattro praticamente già decisi da casa e uno di cui avevo letto qualcosa in rete e, prendendolo in mano, mi ha convinta in un attimo. Ho osservato con curiosità molti volumi, ma sono stata molto attenta perché alle fiere è facile farsi catturare da storie che poi leggendole non sono all’altezza delle aspettative. Ho osservato con interesse come si pongono diversi editori, alcuni in particolare a cui ho sottoposto un manoscritto o avrei intenzione di proporlo, a volte si sono confermati appetibili, altre no. Il salone è fondamentalmente un luna park, il luogo dove si realizza l’incontro di più bisogni: leggere, pubblicare, lavorare in editoria, partecipare attivamente a qualcosa di connesso con la lettura, è facile perdersi e se da una parte è il suo bello, dall’altra allontanarsi troppo dal focus rischia di mandarci in confusione.

Ho realizzato definitivamente un paio di cose che mi sento di condividere. Alcuni scrittori sono delle vere star: Eshkol Nevo (che ho visto anche se non lo stavo affatto cercando), Joel Dicker, anche lui, come Nevo, un bel ragazzo, elemento che non dovrebbe c’entrare col talento scrittorio, ma credo incida sulla la loro fama. Sono affabili, ci sanno fare, io mi sottraggo volentieri al loro fascino che non ha alcuna attrattiva su di me.

I cantanti che pubblicano un libro, sempre più numerosi, avranno sempre la strada spianata e fan in automatico; grande folla per Ermal Meta e Francesca Michielin, visti entrambi, tocca farsene una ragione.

A meno di essere editori big, un catalogo troppo articolato è un boomerang, non definisce con precisione il genere di riferimento e, soprattutto se comprende libri per l’infanzia, risulta dispersivo. Una forte identità già dalla copertina – penso a due editori in forte crescita, ormai di livello come NNE e Marcos y Marcos – aiuta e fidelizza. Giuntina rimane il mio editore preferito di Torino, col quale mi intrattengo sempre molto volentieri, infatti dei cinque libri, tre sono suoi.

Alla fine non avevamo neppure troppo tempo, perché gli amici torinesi di Emanuele ci aspettavano per un aperitivo nel verde del loro giardino a Moncalieri. Ah, che bellezza. Avevano organizzato qualcosa di notevole, siamo rimasti lì tre ore al fresco: non sarei più ripartita e forse questa è la parte che ho preferito. Eravamo stanchi e su di me aleggiava l’ombra della ragazza con la macchia di sangue sulla fronte, simbolo di un’organizzazione difettosa, che nei social non ha avuto spazio, “avrei potuto essere io” continuavo a pensare.

Questo salone mi ha rivelato che ho più voglia di relazioni intime con le storie e con ciò che gira intorno ad esse, che di clamore. Non ho neppure fatto la celebre foto accanto alla torre di libri, una sorta di attestato di rito sull’averlo visitato. Non ho sbandierato pass da bookblogger, né da autrice, e tutto sommato anche su Instagram non ho pubblicato molto.

I libri sono sempre magici e fondamentali nella mia vita: questa edizione è stata paragonabile a un’abbuffata di cui resta impressa la fatica della digestione, e quando ci si sofferma a ricordare il gusto, allora si realizza che era tutto squisito, ma forse si è ecceduto nelle porzioni e nel costo con qualche inciampo.

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17 pensieri su “#SalTo 2022

  1. su di me aleggiava l’ombra della ragazza con la macchia di sangue sulla fronte, simbolo di un’organizzazione difettosa, che nei social non ha avuto spazio, “avrei potuto essere io” continuavo a pensare….non ho capito questo passaggio.
    Tra la ragazza svenuta e i 16€ non è stato proprio un bell’inizio, per fortuna i libri sono sempre magici, come dici tu.

    • Mi spiace di non essere stata chiara e ti ringrazio per esserti soffermata. Dunque, continuavo a ripensare alla ragazza, avrei potuto essere io mentre su Instagram non ho trovato alcun riferimento alla gente lasciata sotto il sole per colpa del server, senza essersi neppure scusati.

  2. Vorrei dire che nel 2022, dopo tutta l’esperienza di smart working pandemica, non si dovrebbe proprio più sentire parlare di “server in tilt”. Chi di dovere dovrebbe aver imparato a stimare correttamente le risorse necessarie (e pagarle, soprattutto). Ma in questi giorni siamo alle prese con i test pre-elettorali e sono proprio “server in tilt” (oltre che procedure mal fatte…)
    Mi spiace molto per la ragazza svenuta all’ingresso, avrei decisamente potuto essere io, ne so qualcosa (mi alleno proprio per sopportare meglio situazioni così). Il caos che mi racconti è lo stesso che mi rovinò parzialmente il Salone del 2018, accidenti. Le code al bagno, le code al caffè, le code per il pranzo. Eppure basterebbe ampliare la disponibilità solo nelle fasce orarie critiche, ingresso al mattino e pranzo. E aprire più bagni, accipicchia!
    Margherituccia è un incontro top, me la ricordo bene anch’io, più in coppia con Beruschi che al Camera Cafè.
    Ecco, penso che uno degli stand dove mi sarei fermata sarebbe stato Marcos y Marcos, a pregarli di ristampare Jack Ritchie!! Forse una capatina alla TEA, di solito fanno sconti fiera. E avrei cercato quelli di Mondadori Oscar Vaults, per saperne di più sul nuovo ingaggio di zia Diana. 😛
    Io comunque continuo a sognare un Salone dove Sandra mi accompagna e mi spiega come muovermi con gli editori, chi è questo, chi è quello, come riconoscere chi merita, chi saltare… 😉

    • Almeno per il pranzo, non è economico, ma da quando abbiamo scoperto il self service sopra siamo a posto, non c’è praticamente fila e ha il bagno vicino. Sì, parlare con gli editori, anche se Mondadori probabilmente avrà del personale esterno e non gli addetti ai lavori quindi non so quanto avrebbero potuto soddisfare le tue richieste, è un aspetto assai intrigante e da Marcos y Marcos sono sempre disponibili. Eh, grazie Sandra guida del salone mi lusinga assai.
      PS. A parte nel 2019 che era freschino, ho le foto con la felpa, giubbino e jeans, al Salone fa sempre caldo, ma quest’anno di più e non è proprio ammissibile che arrivi poi lì l’addetto a dire in sintesi “cacchi vostri che non avete fatto il biglietto on line” super grrrrrr

  3. Adesso però vorrei sapere quali libri hai comprato! Proprio stasera sfogliavo il tuo blog alla ricerca di un libro da scaricare prima di salire sull’aereo. Alla fine ho scelto Il club dei filosofi dilettanti, ma quando sono arrivata al pagamento mi hanno rifiutato la carta perché ho prenotato i biglietti per il Messico e per questo mese ho finito il credito! 😅

    • Questa cosa che hai spulciato il mio blog alla ricerca di un libro da volo ma fa troppo piacere! E vi ho stressati con Alexander Mc Call Smith al punto di averti indotta a sceglierlo, peccato per la card, e per il viaggio senza lettura però. Allora ho preso:
      Alla fine lui muore – Alberto Caviglia – Ed. Giuntina (l’autore di Olocaustico che ho adorato e sempre consiglio volentieri)
      Le cose che ci fanno paura Keren David Ed. Giuntina
      Canaglia Itamar Orlev Ed. Giuntina
      Non si muore in un giorno di festa Andrea Balzani Ed. Morellini (io e Andrea ci siamo conosciuti nel forum Writer’s dream e poi lui ha esordito con Morellini e sono stata tanto felice)
      Pic nic sul ghiaccio Andrei Kurkov Ed Keller
      Come vedi nessun libro arci noto, tutti un po’ di nicchia

  4. “ I prezzi sono tutti aumentati, c’è la guerra, c’è stata la pandemia ecc ecc”, io invece penso che si voglia approfittare della situazione, passare il biglietto da 10 a 16 euro con il server in tilt mi fa un po’ rabbia, per carità 16 euro si possono spendere per chi ha il desiderio di andare al salone del libro e recuperare il tempo perduto in pandemia, però credo che ora si voglia recuperare il mancato profitto degli anni passati (sta succedendo davvero in molti ambiti).
    Pensa che Eskol Nevo è venuto a Bologna ben due volte per degli eventi organizzati dall’Università, la prima volta a febbraio e la seconda sabato 21 maggio, erano eventi gratuiti e io non ho avuto il tempo di prenotare per andarci (in realtà sabato 21 non avrei potuto perché ho fatto una gitarella in collina in moto con la mia dolce metà). Comunque tornando al tuo salone ci sei andata come autrice per una casa editrice importante e questo è già una cosa molto bella, poi hai potuto godere della compagnia degli amici, il bilancio nel complesso é positivo. Mi dispiace per la ragazza che si è fatta male all’entrata, lei non avrà un bel ricordo del Salone del libro…

    • Certamente promuovo il Salone e la giornata, mi rendo conto che il post ha un tono un po’ negativo però volevo puntare l’attenzione con onestà anche sulle pecche, perché non è tutto wow e la narrazione nei social l’ho trovata stucchevole. Mi sono divertita e già mi manca eh. L”aumento di prezzi che pure io noto ovunque (stiamo prenotando le vacanze per dire) non è giustificato da ciò che sta accadendo nel mondo, è un approfittarsene in molti ambiti, come dici tu.

    • Grazie per l’articolo, che ho appena letto con piacere. Sì, è decisamente il momento di Nevo, e vedendolo, dopo aver letto un suo libro – piaciuto ma non da urlo e abbandonato un altro – ho capito l’alone che ha intorno a sé che scatena questo apprezzamento collettivo.

  5. Ogni anno mi riprometto di andare al Salone, poi non riesco mai. Quest’anno ne avevo meno voglia del solito, anche perché ho detestato un po’ di libri italiani che invece hanno trovato enorme eco nella “bolla” delle notorietà del Salone. È che mi piace un sacco parlare di libri, ma poi finisce che cerco persone a cui piacciono libri affini a quelli che piacciono a me e rimango sdubbiata quando un libro che per i miei gusti è pessimo viene apprezzato troppo. Non farò nomi, ma ho un paio (no, tre!) di titoli in mente che mi bruciano un sacco.

    • Ti prego di dirmi privatamente i nomi 🙂
      Sempre più convinta che si tratti di grossi colpi di fortuna per cui si viene innalzati e dall’olimpo della fama tutto è concesso, compreso l’autocompiacimento che guarda ai lettori con finta empatia. Il Salone però serve anche per allontanarsi da tutto questo e crearsi un personalissimo percorso di lettura, per me è così, tocca starci parecchio dietro nella vastità della proposta, ma se si agisce con tenacia la fatica viene ripagata. Figurati da autrice quanto sto male per queste situazioni.

    • E bentornata! No, non l’ho letto né, a dire la verità, ne avevo mai sentito parlare. L’ho cercato ora e non mi sembra tanto il mio genere, però dal tuo commento immagino che a te sia piaciuto parecchio, l’e book costa 1.99 euro quindi potrei anche scaricarlo.

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