Tre giorni incontro all’estate che verrà

Un vero toccasana questi 3 giorni di fila a festivi, soprattutto per Emanuele che continua ad avere imprevisti in ufficio e a fare orari impossibili. Anch’io ho avuto la mia parte: mercoledì pomeriggio nonostante il part time sono andata al lavoro: mi hanno mandato una mail ma da casa era impossibile aiutare i colleghi, così considerato che quel giorno ero libera da andare a prendere Nanni e Cicia a scuola, dopo pranzo mi sono presentata risolvendo tutto.

Ieri splendida gita al Festival del gufi a Grazzano Visconti con sorella e famiglia. Ci siamo divertiti molto tra bancarelle (io colleziono gufi per cui era proprio una festa) ed eventi a tema, nel borgo che già conoscevo ma ho rivisto volentieri.

Io e la twin in posa per la foto ricordo, è sempre buffo quando vedendoci scopriamo di esserci inconsapevolmente vestite (circa) uguali, ogni tanto capita.


Zia Sandra non si tira certo indietro quando si tratta di tornare bambina e ridere un po’. La faccia da gufo mi è riuscita piuttosto bene, direi.

 

La settimana entrante si preannuncia importantissima: ho un controllo medico a cui tengo molto, ma sono felice di poter dire al medico che sto molto meglio, per cui fiduciosa in un ottimo esito; mercoledì poi uscirà Figlia dei fiordi! 🙂 🙂 🙂

Spero che anche voi abbiate potuto godere di uno stacco dalla routine, e di piacevoli momenti di svago e relax.

E’ fondamentale mostrare ai terroristi che siamo uniti, non abbiamo paura, né intendiamo modificare le nostre vite!

 

Le letture per le vacanze dei vostri figli

Tempo di fine della scuola: feste, recite e saluti, per alcuni dei vostri figli/nipoti si chiude un ciclo scolastico importante. Mio nipote Nanni a settembre andrà alle medie, lo dico con un po’ di groppone. E la professoressa delle medie ha assegnato ai suoi futuri alunni una lista di libri da leggere durante le vacanze, che voglio condividere con alcune riflessioni.

Obbligatori: Il piccolo principe (A. de Saint-Exupéry) e La famosa invasione degli orsi in Sicilia (D. Buzzati.)

Uno a scelta tra: Momo e La notte dei desideri (M. Ende), Le straordinarie avventure di Caterina (E. Morante), Priscilla e Io e mio zio (G. Anguissola), Le avventure di Pierino al mercato di Luino (P. Chiara).

La prima domanda è: trovate corretto costringere alla lettura di un determinato libro? Io no, mi spiace, credo sia più valida la scelta, soprattutto durante un periodo di vacanza, di alcuni titoli in un ventaglio di più proposte, gli obblighi mediamente allontanano. Mio nipote era partito molto bene con la lettura, ma da 6 mesi circa la sua grande passione per il calcio è diventata quasi monotematica, morale legge solo storie di partite di pallone, una serie di libri per ragazzi Le cipolline. Abbandonati gli interessi precedenti: Rodari, Gialli per ragazzi, Calvino, basta.

Al contrario sua sorella minore di 2 anni giusto un anno fa diceva: “i libri o sono troppo lunghi o noiosi” e non aveva ancora letto un romanzo, solo illustrati. Le ho portato qualcosa che ero fiduciosa potesse piacerle: l’ha adorato e ha dato il via a un luna park di letture di romanzi, la scorsa estate addirittura 18! Ieri mi ha detto che leggere è bellissimo e che siccome lei invece dovrà leggere 4 libri a scelta durante la pausa scolastica di sicuro sono troppo pochi!

Questi sono anni importanti per appassionarsi alla lettura, naturalmente l’amore potrà sbocciare anche più avanti, d’altra parte è pur vero che se tutti gli studenti avranno letto lo stesso libro, al ritorno se ne potrà parlare in classe, ma possiamo ipotizzare scenari diversi: gruppi di lettura di chi ha scelto lo stesso titolo, confronti e magari la voglia di leggere il libro scartato durante l’estate, grazie alla relazione accattivante che faranno i compagni.

Rispetto all’elenco qui sopra, dunque: Il piccolo principe, letto alle medie in classe e apprezzato molto poco (recita finale in cui io ovviamente volevo fare il piccolo principe e mi fecero fare la rosa); La famosa invasione degli orsi in Sicilia, letto da adulta, fu il regalo di uno che un po’ mi piaceva col quale uscii una sola volta, uscita molto deludente. Di M. Ende ho letto La storia infinita e non ricordo nulla, Di G. Anguissola ho adorato Il diario di Giulietta, che ho conservato e penso di dare a Cecilia tra qualche anno. Le avventure di Pierino al mercato di Luino era stato regalato a mia sorella da un’amica di mia mamma, mai letto né da lei né da me e ora che servirebbe pare smarrito (gettato durante qualche trasloco, forse).

Le mie attuali proposte invece sono:

Un sacchetto di biglie (J. Joffo), La capanna dello zio Tom (H. B. Stowe), Pattini d’argento (M. Mapes Dodge), Il giornalino di Gian Burrasca (Vamba);

Cecilia in questo momento adora Roald Dahl quindi lo aggiungo volentieri ai miei suggerimenti e metto anche Neil Gaiman. Non mi sento invece di condividere l’articolo trovato in rete sui 100 titoli imperdibili, dei quali ne conosco pochissimi, non mi piace quindi parlare delle cose che non so.

Naturalmente buona Festa della Repubblica a chi passa di qui oggi!

# T. Ciabatti – Proseguo e conclusioni

Questa lettura mi affama, sono lì come davanti a una tavola imbandite e ne voglio ancora.

La terza parte è dedicata a Francesca Fabani, madre di Teresa, La reietta.

Francesca (piccolo spoiler) lascia il lavoro in ospedale quando i gemelli sono piccoli, nonostante l’aiuto di sua madre che si è trasferita da loro e che al contrario delle intenzioni iniziali di fermarsi per poco, vi rimarrà per sempre. Si annulla Francesca per i figli e il Professore, è la hippy, criticata dietro le spalle sempre, perché il Professore avrebbe potuto sposare qualcuno di meglio. E’ depressa Francesca e viene costretta alla cura del sonno, un rimedio solitamente usato per tossicodipendenti e alcolizzati, o in caso di depressione molto grave. Per un anno dorme, in casa, dove è stato allestita, unico caso, una stanza ospedaliera. I suoi bambini crescono e lei non li vede; dov’è la mamma? Sta dormendo.

Francesca che invece di un auto si compra un Fiorino, Francesca che non porta il reggiseno, Francesca che per far arrabbiare il marito avaro lascia accese tutte le luci di casa e lui rincasando vede la villa avvolta in una bolla inusuale di luce e crede che la sua famiglia sia stata sterminata.

Mi domando, ma Francesca Fabani mi è simpatica o antipatica? Mi è simpatica. Mi fa pena, l’amore per la medicina buttato via, un marito così, i soldi che non sembrano consolarla di niente, dormire, portare avanti una guerra fredda col marito, ingaggiare un investigatore privato per capire chi sia il Professore, la massoneria, la P2, le ripicche, i colpi bassi. Una vita triste, con la piscina e 11 bagni, triste lo stesso.

I sopravvissuti è il titolo che Teresa Ciabatti ha scelto per la breve parte conclusiva. Ora sappiamo che il romanzo, come vi ho detto, le ha riportato l’affetto fraterno, ma ha allontanato i parenti rimasti, tutti. C’è un’evidente catarsi in questa scrittura dolorosa, non è un libro facile, tutto sommato è una storia brutta, di una famiglia allo sfascio che si fa la guerra e dopo 26 anni Teresa sta ancora lì a cercare pace e risposte. Mi ha detto di essere guarita dall’ansia, io ho trovato una donna piacevole con la quale fare una chiacchierata, una madre che si flagella ma che mi pare adeguata, una scrittrice capace, non dimentichiamo che tra sceneggiature, libri e critica letteraria la Ciabatti vive di questo, di scrittura, è una che ce l’ha fatta, insomma.

Consiglierei questo libro? Sicuramente sì, l’ho trovato tra le altre cose molto italiano, molto “bel paese”, io, con una vita e una famiglia opposta, lontanissima, ho comunque trovato alcune mie ansia, questa non accettazione delle cose. Io ho amato questo libro e spero che vinca lo Strega. Sapete però una cosa? Teresa Ciabatti mi ha confessato che del premio non gliene importa nulla, perché a 44 anni cosa vuoi che le cambi?

Mi sembra che con questa lettura corale abbiamo raggiunto un risultato davvero considerevole: una lettura a tre, più molti a bordo campo, tantissimi commenti assai articolati e grandi spunti di riflessione, grazie a tutti per esserci stati, sono molto molto contenta dell’esperimento.

Di fighi e cose belle (a parte il mio giro vita)

Abbandoniamo per oggi Teresa Ciabatti, diamo a tutti il modo di decomprimere una lettura che ci ha preso fino al midollo e facciamo un po’ di sano cazzeggio blogghistico.

E’ arrivata l’estate in anticipo, o forse è solo un’avvisaglia; nel weekend abbiamo inaugurato la stagione valtellinese con i soliti rituali e annessi ed è stato bello. Ho ricominciato il part time ed è molto bello pure questo.

Simpatiche mucche valtellinesi lungo la ciclabile del Sentiero Valtellina.

Sto rassegnandomi al mio girovita, la prova della tragedia incombente è aver regalato una gonna che mi piace(va) un sacco a mia sorella che è alta un paio di centimetri più di me ed è sempre stata pure un paio di kg più di me, ha fatto due figli e niente, a lei va quasi larga, io sembro un involtino. A ogni capo d’abbigliamento estivo che tiro fuori tocca chiedermi se ci entrerò.

Ho una notizia bomba, no, non mi ha risposto Mondadori con un contratto di lusso… ricordate collegafigo? Sì, se avete letto Le affinità affettive non potete averlo dimenticato, sapete pure che è abbondantemente ispirato a collegagiramondo, che due anni e mezzo fa ha lasciato l’azienda per un anno sabbatico in giro per il mondo. Ebbene da ieri è tornato a lavorare nel mio ufficio!!!!!!!!!! Yeaahhh.

Ha dato le dimissioni uno, uno che potremmo chiamare collegachenonhalamiastima, per non scendere in aggettivi spregevoli, e già questo chiaramente equivale a un bel bingo, collegafigo è stato quindi contattato per una sostituzione. Io e lui ci siamo sempre scritti quando era all’estero e visti regolarmente al suo rientro, anche se non sarà affiancato a me come mansioni, come ai vecchi gloriosi tempi, il suo ritorno è qualcosa di immenso per me! E la cosa davvero divertente è che ora tutti, anche chi non ha letto il mio romanzo, lo chiamano collegafigo.

A proposito di fighi, per me lo è di gran lunga il giornalista che ho visto al Salone.Orso: Guarda, quel giornalista (facciamo sempre un gioco a punti su chi riconosce più persone famose), uff. come si chiama? (perché il punto venga assegnato occorre esclamare “mi gioco e il nome”).

Melina: Travaglio.

Orso: Mi gioco Marco Travaglio.

Io: Foto, foto. Posso?

Travaglio: Sì.

Io: Ma glielo dicono mai che lei è proprio bello?

Travaglio: No.

Io: Forse le dicono che è bravo.

Orso: Non so se il punto sia valido perché il nome l’ha suggerito Melina.

Poco più in là abbiamo beccato un altro giornalista che mi piace molto professionalmente, Marco Damilano. Niente foto, gli ho solo chiesto se fosse lui, per potermelo giocare.

Ed eccoci invece finalmente con la foto dell’incontro con Nadia (a destra) e la sua amica Camilla (al centro), uh quanto ce la siamo chiacchierata. Ciao, girls!

Giusto oggi mi sono raccontata con gran piacere alla cara Nadia, cliccate per l’intervista nel suo nuovo blog!

Buona giornata!

# T. Ciabatti – Una lettura fluida e coinvolgente

Venerdì per una serie di circostanze succede che esco un’ora prima dall’ufficio mi fiondo a casa, mangio pane a marmellata (di fragole, buonissima fatta da un’amica di mia sorella) sul lavandino, bevo un caffè, butto la borsa sul secretaire all’ingresso e vado al parco con La più amata.

Quell’ora in più per me diventa per lei: Teresa Ciabatti. Seconda parte: s’intitola come l’intero romanzo e parla di quella bambina odiosa che cresce adorata dal padre, senza un confronto vero col gruppo dei pari, iscritta alle medie a Porto Ercole in una scuola di poveracci, drogati, ragazzette puttanelle ignari di avere in classe la più amata. Perché fuori da Orbetello lo stra potere paterno, capace di farle avere la prima parte al saggio di danza e rispetto ovunque, non vale più. Un mondo nuovo dove Teresa fatica a fare amicizia, dove nessuno le crede quando lei parla della sua mega piscina, fino al giorno in cui lei in quella piscina ce li porta i suoi amichetti scalmanati e si consuma una piccola tragedia. L’epilogo di questa seconda parte si ricollega con l’evento bomba narrato nel prologo, di questo episodio – ma quanto bello è avere ste chicche di prima mano da passarvi? – il gemello di Teresa dirà “oh, che figata inserire l’evento XXX che bella cosa ti sei inventata!” E a lei tocca rispondere “no, guarda non mi sono inventata nulla, ci è successo sul serio!” Perché Gianni ha rimosso tutto, tutto della sua infanzia.

Mi domando, ma Teresa Ciabatti bambina/ ragazzina mi è simpatica o antipatica? Mi sta enormemente sulle scatole. E lei stessa sa di essere stata tremenda, con la sua spocchia, la sua boria di bimbetta che si fa strada ovunque “figlia di.”

Il romanzo scorre molto bene, ha una sorta, almeno per me, di effetto calamita.

# T. Ciabatti – Impatto


Un po’ di cronaca di lettura.

Mercoledì dopo cena inizio il romanzo, pagg. lette 50

Il libro si apre con un prologo dove già c’è un evento bomba.

Commento da lettrice: apperò, chiaro che induce ad andare avanti (anche se nel mio specifico caso ero al corrente di questo fatto perché ne era stato parlato alla conferenza stampa); commento da autrice: non ho mai utilizzato il prologo, sembra una procedura interessante, devo ricordarmene.

La storia scorre, la struttura narrativa è di tipo inghiottente, mi sembra molto cinematografica.

Giovedì in pausa pranzo leggo un po’, arrivo a pag. 58 nel frattempo io e Marina ci siamo sentite in privato e decidiamo di leggere fino alla fine della prima parte, cioè pag. 80.

Questa prima parte è dedicata al padre di Teresa, Lorenzo Ciabatti, Il Prescelto, primario dell’Ospedale di Orbetello, benefattore locale, ricco stra-ricco, riceve regali importanti da persone come Licio Gelli. Teresa ne traccia l’infanzia, di cui sa poco e ripercorre la storia dell’innamoramento di sua madre, medico lei stessa (giunta da Roma a Orbetello per lavorare col professor Ciabatti in sala operatoria), fino al matrimonio e alla nascita di Teresa e del gemello Gianni. Continuo a pensare che sia una storia molto cinematografica, ben scritta, coi pensieri di una Teresa bambina messi tra parentesi, intrigante e solida, molto credibile.

Ciò che mi colpisce di più è la ricchezza di questa famiglia, un benessere prepotente, una casa di vacanza all’Argentario, la prima con piscina, di marmo, 11 bagni, un bunker. E per le nozze tra i regali un quadro di Fattori, naaaa è una copia, ma poi gli eredi, cioè Teresa Ciabatti lo faranno valutare: originale, 700 mila euro di valore. Non riesco a non pensare a questa donna con la quale ho parlato tranquillamente, che ho abbracciato e che ha vissuto in un mondo così la sua infanzia, 4 anni meno di me, la stessa generazione, ci siamo persino sposate alla stessa età (tardi!). Lei così, io col padre fattorino, la madre sarta e a un certo punto lo sfratto. Cazzo. Eppure, è riuscita a farmi immedesimare. Come si fa? Come si può immedesimarsi in una che aveva giocattoli pazzeschi, che nessun’altro bambino aveva? Io che avevo solo la Barbie rigida? Secondo me ci si riesce se si ha una gran storia da raccontare e una gran penna. Brava, la Ciabatti per me è molto brava.

Mi domando, ma Lorenzo Ciabatti mi è simpatico o antipatico? Più antipatico che simpatico, ma non antipaticissimo, non lo detesto ecco, odio i tirchi e lui indubbiamente lo è, in più mostra una sorta di ingratitudine verso il suo entourage che lo rende un po’ stronzo, ma nel complesso i personaggi dei libri che mi fanno venire voglia di entrare nelle pagine e tirar loro un ceffone, sono altri.

Tutti celebrano Lorenzo Ciabatti, ma la più amata è solo lei, Teresa, la sua bambina.

Molto bello.

Amo il greco # 9 Edizione Speciale

Era impossibile non notarlo, molto alto e un po’ burbero si muoveva tra i corridoi, sulle scale e nel vasto magazzino aziendale dove tutti sapevano chi fosse: Billis, l’autista greco tanto efficiente e veloce che aveva reso il traffico di merce Italia-Grecia-Italia di gran qualità.

Mio marito lo conosceva benissimo, avendo gestito le spedizioni con la Grecia per anni, ma anche a me capitava di fermarmi a parlare un po’ in greco con lui quando lo incontravo.

E’ successo tutto all’improvviso settimana l’altra; mio marito che entra in mensa, qualcuno lo ferma e lo informa, arriva al tavolo stravolto, sbatte il vassoio sul tavolo ed esclama “è morto Billis!” poi scappa via. Non capisco niente, immagino un incidente sulla strada, invece no, Billis è lì, nel suo camion, colpito da infarto nella notte, col cellulare che ancora squilla per le innumerevoli chiamate della famiglia, in ansia.

Avrebbe dovuto partire la notte precedente, terminato il carico, al quale aveva assistito come al solito dando istruzioni col suo piglio deciso, ma aveva detto di sentirsi poco bene, non aveva neppure terminato la pizza presa per cena. Si è sdraiato sulla brandina ed è rimasto lì, col mezzo in rampa per ore, fino a quando l’insistenza dei familiari non aveva fatto scattare le ricerche. Lo si credeva già all’imbarco, invece…

Emanuele si fa carico di dirlo alla figlia. Poi un delirio: forze dell’ordine, medico legale, ambulanza, una burocrazia bastarda, spese folli, l’autopsia, il consolato greco che a Milano non esiste più e tocca andare a Bologna, i parenti che arrivano, mio marito che li accompagna ovunque tra pompe funebri, camera mortuaria, carabinieri, per assisterli, per tradurre. Giorni bruttissimi, la famiglia riparte, l’Orso porta avanti tutto, fino alla chiusura della cassa ieri, con lui presente.

Oggi finalmente Billis verrà rimpatriato e lo strazio in qualche modo avrà una sua conclusione, il dolore diventa solo privato.

Yassou, Billis, ci manchi già.

Leggiamo insieme Teresa Ciabatti

Io e la cara Marina Guarneri abbiamo deciso di cominciare insieme la lettura del libro La più amata di Teresa Ciabatti, semifinalista al Premio Strega, di cui ho già ampiamente parlato, visto che ero stata invitata alla conferenza stampa Mondadori per il lancio. Dunque, dunque, come nei caffè letterari ormai scomparsi, si è pensato di estendere la lettura a chiunque, blogger e non, ne abbia voglia.

In questo bel post non mio trovate un’analisi puntuale e calorosa del romanzo in questione.

Chi si unisce? Andando avanti con la lettura pubblicheremo vari post aprendo il dibattito nei commenti. Niente panico però: ognuno legga col ritmo che vuole o che può, cercheremo di non anticipare nulla, in caso di spoiler (raro ma magari necessario per spiegare un concetto) verrete avvisati con evidenti segnali.

Vi linko anche la pagina di Amazon se intendete magari leggere il formato digitale.

Autore: Teresa Ciabatti

Editore: Mondadori

Pagine: 218

PS. Mi rendo ben conto di non aver inventato nulla di così originale proponendo questo gruppo di lettura, eh, però vediamo come va, speriamo in qualcosa di vivace e stimolante. Personalmente ho preso il libro in prestito in biblioteca.

#SalTo30 secondo me!

E’ stato un Salone immenso, ma vi chiedo un po’ di pazienza per le foto, che pubblicherò in un post a parte.

Immenso, dicevo. Perché il Salone è composto dall’unione di due elementi forti: i libri e le persone. Persone che coi libri ci lavorano, che li amano, che li scrivono, che li cercano come cani da tartufo, instancabili, proprio come noi.

Quest’anno per la prima volta si è aggiunta un’amica, Melina, siamo arrivati al Lingotto alle 11.20 e usciti da lì 7 ore più tardi, carichi di volumi e energia positiva messa in circolo tra gli stand e le pagine sfogliate e immagazzinate negli occhi.

Abbiamo girato i tre padiglioni, separandoci talvolta ma raramente, dirigendoci verso editori che aspettavamo di ritrovare, come gli amici di Giuntina, che ormai ci conoscono e stringono la mano, ma anche verso qualche novità capace di sorprenderci.

Io sono passata a salutare Angela Catrani di Bacchilega (l’ho trovata con una panciotta abitata molto tenera) e Silvia Greco pubblicata da H Edizioni, ve ne ho già parlato; il suo libro, che sta andando molto bene, era stato presentato sabato.

Piedi soffocati nelle scarpe e tante chiacchiere e siamo solo all’inizio. Verso l’ora di pranzo l’incontro felice con Nadia! Decidiamo di mangiare insieme, panino con la porchetta, con lei c’è un’amica, Camilla, con la quale scopro di avere molto in comune in termini di esperienze e ambizioni libresche. Bivacchiamo e ci raccontiamo, sembra che le parole non ci bastino purtroppo però ci sono ancora tanti editori da scoprire e tocca separarsi, ma posso dirvi che questo incontro mi ha davvero scaldato il cuore: Nadia ha un viso dolcissimo, uno sguardo che guizza e cattura, un’umiltà che la premia, sono certa che potrei trascorrere molte ore in sua compagnia e spero accada.

Si riparte ma siamo sempre fermi: troppi libri attirano la nostra curiosità, io parlo volentieri con gli editori, voglio sapere qualcosa in più sul loro modo di lavorare, sui loro autori, e ho trovato sempre gente appassionata che mi ha dato spiegazioni e raccontato le storie dentro e dietro le storie che finiscono nei libri.

Grazie in particolare a Marcos Y Marcos, Tunuè, Minimum Fax, Donzelli, EDT-

Da Pendragon parlo del loro autore Gianluca Morozzi e dopo cinque minuti, quando sto conversando a raffica con Giuntina che sta dietro l’angolo, mi vengono a cercare per dirmi che Morozzi è appena arrivato allo stand, torno da Pendragon, Morozzi si ricorda che ci eravamo visti nel 2016 ed è una girandola pazzesca io che corro tra i due stand  e non so più davvero dove buttare lo sguardo e le emozioni.

Poi c’è l’appuntamento fisso con Francesca, la mia ammirazione e stima per lei sono infinite, grazie Francesca che mi dai la tua amicizia, ogni anno è bellissimo ritrovarti e parlare di libri e di noi.

Per Melina è la prima volta al Salone ed è entusiasta, fa molti acquisti e scorta di positività mentre ci agitiamo insieme per tutti questi libri che ci aspettano e che vorremmo leggere subito con l’ansia bella delle vigilie.

Anche mio marito è contento, in alcuni momenti fatica ad arginare la mia irruenza, scatta foto e compra due saggi di letterature ebraica. Forse come me pensa a una spiaggia dove quelle pagine verranno consumate, lui con una bella birra ghiacciata al fianco, io con una Tonica Schweppes.

Infine siamo fuori, in una giornata estiva, l’autostrada, un ristorantino niente male tra Novara e Milano dove concludere la giornata e prolungare le chiacchiere.

Varchiamo la soglia di casa alle 23 passate col solito pensiero: noooo, adesso bisogna aspettare un anno per il prossimo #SalTo.

 

Un weekend pieno di libri

E’ stata proprio una bella serata quella che ha dato il via a questo weekend all’insegna dei libri. Sono infatti andata con un’amica alla presentazione di Cristina M. Cavaliere, che si è tenuta al Bar Quadrifoglio sotto la metropolitana (luogo perfetto visti i frequenti temporali del periodo) davvero accogliente con un ampio spazio tutto per noi e diversi orsacchiottoni di peluche seduti ai tavolini, dettaglio che ho trovato molto simpatico.

Cristina e l’Associazione Italia Medievale, insieme a Clementina che ha letto tre estratti dal secondo volume della saga La Colomba e i Leoni, sono stati molto coinvolgenti, tanto che, tra patatine e spritz, l’incontro è davvero volato, mentre un nutrito pubblico si immergeva nel 1104 tra Marocco e Andalusia, affascinato da una narrazione vivace e ben condotta.

Di solito il venerdì sera sono a casa, Emanuele fa tardissimo in ufficio (talvolta già dormo, figuratevi e no, non è un turno pomeridiano, ha cominciato alle 8.30) e io mi arrangio con la cena, mi occupo della casa (se non sono in part time per cui ho potuto farlo di giorno) e questo diversivo che mi ha traghettata nel weekend del #SalTo30 mi è piaciuto tanto e faccio ancora i complimenti a Cristina e al suo gruppo per l’evento.

E’ stata una settimana impegnativa, ma per mio marito ancora di più, davvero al limite, e mi chiedo ultimamente quale non lo sia; ora, dopo aver finito i mestieri, assaporo questo fine settimana che si preannuncia speciale e ricco, per cui mi è sembrato perfetto iniziarlo ieri da Cristina, creando una sorta di percorso a tema libri.

Aspetto risposte e la data di uscita di Figlia dei fiordi (a breve) per il quale sono già pronti copertina e nuova foto dell’autrice, a pubblicazione avvenuta ho già pronto un elenco di destinatari a cui inviare copia saggio digitale ma poi ho al mio fianco l’ufficio stampa di goWare che si occuperà di tutto, come sempre, egregiamente. Sono un po’ stanca e quindi mi sono presa una periodo di vacanza da scrittrice (che credo durerà a lungo) ma certo non da lettrice!