Del perché Musette si è infilata nelle lungaggini editoriali

Musette ha ricevuto un discreto apprezzamento, comunque sufficiente per farla tornare con le sue parole.

Succede che in questo momento io abbia:

3 illustratori che illustrano per me

2 editor che editano per me

e io sia ferma, ma i 5 lassù potrebbero anche terminare nello stesso momento, magari pure quando sto in ufficio e verrei sommersa dai compiti che, a quel punto, toccheranno a me. C’è anche da sottolineare il fatto che il ruolo di zia sitter sta diventando massiccio, ne sono felice, ma ieri andare a prendere Nanni ha significato stare fuori casa 4 ore, e quando sono rientrata giustamente ho preparato la cena. In caso mia sorella passasse di qui, sappia che io adoro questo ruolo, voglio essere travolta dalle loro chiacchiere e dalla loro vita che scorre per cui tutto molto ma molto ok. Però, da queste parti amiamo dire che c’è sempre un però, mettere mano a La montagna incartata è inutile: lo farei a spizzichi per un lavoro che se tutto va bene potrebbe essere pubblicato tra 3 anni! Ma, no? Ma sì. Perché io scrivo tanto e lui, l’ho già detto, sta in coda. Come alla ASL, chi prima arriva, e lui be’ è arrivato dopo.

Mediamente su un contratto di pubblicazione sta scritto che il libro uscirà entro un anno. Magari anche dopo, poi è chiaro che nessun autore allo scadere dei 365 giorni estrae l’avvocato dalla tasca, però capita che si vada oltre i termini contrattuali. L’editoria ha tempi da glaciazione, e questo è un punto a favore del self. Del resto tornando al paragone ASL se ci sono così tanti pazienti/autori, si crea la lista d’attesa. Gli editori in questo momento hanno già il calendario con le uscite del 2018.

Gli interventi di Musette sono capitoli che interrompono la storia in terza persona al passato de La montagna incartata, un esperimento/espediente narrativo non così originale, che ho comunque voluto fare e mi piace. A cosa serve infilarli qualche volta nel blog? L’obiettivo è che io non perda interesse per questo romanzo che adoro ma che è arrivato in un momento di lista d’attesa feroce. Vi è capitato che in ospedale vi dicessero “non può prenotare, non abbiamo ancora l’agenda.”? A me sì, è assurdo, e non apriamo sto argomento per non inacidirci un venerdì piovoso, ma comunque vigilia di weekend; ebbene Juliette, Musette e compagnia bretone sono in questa posizione, poveretti loro.

Quindi, ci saranno di sicuro ancora 2/3 puntate di Parola di Musette tratte dal romanzo, senza lasciarvi troppo in sospeso, più magari altri interventi extra della cagnolina che dirà la sua su qualcosa che le verrà in mente strada facendo.

Arf arf. long-haired-dachshund-puppiesMusette è una bassottina tedesca nana a pelo lungo, eccola lassù!

Pioggia di stelline, profumo di tiglio

Ho fiutato che c’era qualcosa di diverso non appena ho sentito l’odore della mia padroncina prima del suo arrivo al cancello. Euforia e cose buone insieme: il massimo. Come quando mi rotolo nelle foglie secche spargendole in giro e so che nonostante la marachella non mancherà un bocconcino prelibato con la cena. Sentivo nell’aria una sorta di pioggia di stelline col profumo di tiglio, quello preferito da Juliette, ma naturalmente non c’erano né tigli né stelle, solo lo stropicciamento delle novità. Crocchette incredibili e lei che canticchiava come non mai. Bellissimo.

Le polpettine fragranti non le avevo mai provate prima, va detto che Juliette non compra troppe scatolette e per il cibo che gli umani definiscono umido si arrangia da sé, vale da dire che mangio ciò che mangia lei o quasi. No, amici, non intendo avanzi, voglio dire che prepara due porzioni. Però, nonostante il piatto della sera fosse industriale era proprio gustoso. Ho guardato uggiolante la ciotola vuota, fiduciosa nel bis ma niente, su queste cose Juliette tende a essere un po’ rigida. La dieta, già. Però la magia che si era sparsa dall’ingresso fino all’interno della casa non cessava. Inizia a far freddo e io ho il permesso di rimanere in soggiorno, solo in soggiorno, fino al camino, dove è posizionata la mia grossa cesta. Adoro stare davanti al camino. In ogni caso non sporco in giro, so perfettamente dove fare i miei bisogni e la mia cuccia è un grosso prefabbricato rosso e verde sulla destra del cortile, quella è la mia dimora, se entro in casa sono ospite e gli ospiti a modo sanno come comportarsi.

Così ho visto Juliette fare avanti e indietro verso il ripostiglio dove tiene appesi certi vestiti che non mette mai, cose eleganti. Se li è provati tutti uno a uno, e poi nella camera a specchiarsi e ritorno, ho sbadigliato un paio di volte.

Musette, se ti annoi puoi andare a giocare col cane dei vicini!” Mi ha urlato lei, ma con uno sfarfallio nella voce: sa bene che io e Rocky ci detestiamo e giocare con lui non è certo in cima ai miei desideri, tutt’altro. L’ha detto per prendermi in giro. A un certo punto è apparsa con una gonnellina tutta a pieghe, ha fatto la ruota, per me, e si è aperta come un ombrello. Il maglioncino abbinato era strano, tipo peloso, quasi come me: che poi non si lamenti se lascia pelucchi in giro, eh. Ho abbaiato in segno di approvazione: era splendida. Allora lei ha smesso con questa manfrina dell’andare avanti e indietro, ha riposto il completo su un bracciolo della poltrona come fa sempre con ciò che intende indossare il giorno seguente, ha preso un libro e un biscottino. Io l’ho guardata come solo io so fare e come solo lei sa intendermi e ne ha lanciato uno anche a me.

“Bada, soltanto uno!” Mi ha detto e c’erano ancora quei campanelli nella sua gola che credo abbiano molto a che vedere con l’attenta scelta dell’abbigliamento per l’indomani.

 cuccia-per-il-cane

Se siete interessati ad altre puntate di Parola di Musette, ditelo nei commenti. Non mi offendo se non trovo consensi, sto facendo una prova, grazie! 

# I miei primi pensieri – Questi giorni

Ho deciso di aderire a questo invito di Chiara. Vedo sempre di buon occhio infatti le proposte per esercitarsi, fare palestra e spesso da semplici svolgimenti presi dai blog sono scaturite pagine destinate ai miei romanzi/racconti.

Il tema: questi giorni, tempo di scrittura 15 minuti.

Oggi a Milano c’è un tempo che se arriva un turista per la prima volta scappa subito: grigio, freddo e umido. Mi sono alzata mezz’ora prima del solito, solito intendo quando non lavoro, anzi quando faccio il secondo lavoro cioè scrivere e occuparmi dei nipoti. Andavo da CBM a vedere il suo nuovo ufficio che casualmente sta vicino allo studio di mio cognato avvocato. Una zona iper figa, ma mi sono un po’ incartata perché è una vietta un po’ nascosta, e poi veniva giù una roba bagnata e fredda, mi sono tirata su il cappuccio e pensavo ai capelli perché CBM è sempre figa e mi scocciava fare sempre la figura di quella che pare scappata di casa.

Invece poi presumo che a CBM non fregasse nulla dei miei capelli, perché presa dai suoi che infatti dopo sarebbe andata dal parrucchiere. Ha un ufficio delizioso, con tre valige di diversa misura messe una sull’altra e l’ultima aperta con dentro dei libri e ho pensato a certe vecchie valige di mia nonna e mi piacerebbe farlo pure io a casa, ma ho idea che le sue valige siano ben più belle delle mie. Abbiamo parlato dei miei progetti e di editoria come sempre sottolineando le storture di un mondo davvero al tracollo ci siamo bevute un caffettino insieme e quando sono uscita arrivava il tram l’ho preso al volo. Milano era non lo so com’era, non avevo voglia di stare in giro in quel grigio e vicino al Duomo mi sono infilata in un negozio nuovo di cioccolato scontato ma roba di marca tipo anche Lindt e Perugina e non ho comprato nulla ma devo assolutamente ricordarmi che esiste. Poi dovevo fare la spesa e anche dare un’occhiata alla mostra di fotografie esposta al centro commerciale del circolo fotografico di Emanuele perché lui ha fatto sto foglio excel ma non gli tornano i conti dei fotografi esposti perché io gli ho detto “la foto di Gianni mi pare fuori tema” e lui mi ha risposto “non ci sono foto di Gianni” e allora sono andata là con la tabella a spuntarmi tutte le foto e siccome ho fatto la cazzata di fare la spesa prima mi sono appoggiata con il foglio sul mega pacco di scottex in offerta, tipo banchetto.

Poi c’era sto dubbio se dovessi andare anche oggi a prendere Nanni perché hanno annullato calcio e non si sapeva se la mamma che di solito lo porta a casa dopo calcio lo avrebbe portato anche se calcio non c’è. E insomma ero un po’ compressa e avevo voglia di tornare a casa al calduccio e mettermi la tuta e c’è pure da stirare ma prima ho pranzato e inviato un po’ di mail agli illustratori, una specie di mail motivazionale per dirgli Ok lavorate bene ma fate pur in fretta che io forse ho dei contatti e non c’è da dormirci su. Poi ho pensato madò è già finito gennaio ed è stato un mese proprio pienissimo e anche bello con Firenze e anche brutto con il fatto che sono caduta e ogni tanto mi vengono sti attacchi di malinconia pesantissima perché 3 anni fa di sti tempi mio padre era a casa per gli ultimi giorni e va be’ non è che voglio proprio sempre rompere le palle con le solite cose ma se divento triste ho una tristezza idiota che si attacca al mio stomaco tipo domenica sera che siamo andati al ristorante greco e io non avevo per un cavolo fame perché pensavo a papà. Non so cosa fare, boh magari voi avete delle idee, perché tipo rifugiarsi nel cibo consolatorio non funziona appunto perché non ho fame e quando la crisi è acuta mi fa schifo tutto e ho paura di vomitare. AHhaha che scema. Adesso pare che mi sia passato, speriamo visto che sta sera esco a cena. E niente devo ancora stirare però ho poco e quasi tutte cose dritte più solo una camicia ma ema la tiene in casa per cui se la stiro male non fa niente. Poi boh devo scrivere una mail scomoda e adesso quando ho chiuso qui lo farò che a volta nella vita bisogna pure imparare a dire di no mica era uno dei propositi/parole per il 2017 la fermezza? E ALLORA DI COSA HO PAURA. Che palle mi è uscito il maiuscolo quasi senza volerlo, mah sarà una roba inconscia tocca scomodare Freud, eh devo legger un libro che c’entra Jung perché mi hanno invitata a un incontro riservato per lit blogger e giornalisti alla presentazione priva di sto libro, che devo appunto leggere e mi tocca quindi in…

il tempo è scaduto. Completo quindi ora la frase

e mi tocca quindi interrompere la lettura di Anna Karenina a pagina 400.

Non ho riletto nulla, lo farò solo dopo aver pubblicato il post, in modo da non essere indotta a correggere qualcosa di straforo. Grazie Chiara, per avermi dato l’opportunità di scrivere davvero senza freni.

With a lot of hard work, anything is possible (cit.)

Ho scelto una frase di Michelle Obama a titolo del post, perché anche se spesso si vacilla, non bisogna mai smettere di lavorare duro se abbiamo un obiettivo. Questo per me è un momento di grande consapevolezza fatta ancora di semina, ma anche di raccolto. Ci sono i dati di vendita di goWare su cui ragionare, un editore in grande crescita, con autori importanti come Rosanna Cancellieri e Giulio Sapelli, che potremmo pensare pubblicati da case editrici più note, no? Invece stanno proprio dove sto io. Quindi un momento di raccolto importante; sono convinta che nel mio percorso si sia formato un prima e un dopo convention, che è stata una vera frontiera. Ma anche di semina, ancora. Cercavo un illustratore e ne ho trovati tre. Ho commesso un errore: dare il via al chiamiamolo bando, nei giorni in cui lavoro, mi sono ritrovata con un botto di mail, non per un elevato numero di candidati, ma perché è successo che invece di inviarmi quanto chiedevo nel post, mi hanno mandato link, proposte, pagine FB da vedere, domande per meglio capire. Tutto giustissimo ma è stato un po’ un massacro di risposte da dare che proprio non avevo immaginato. Alla fine però è stato bello trovare l’entusiasmo per i miei testi nelle parole di:

Nicoletta, Emanuele, e Rossella che sono i miei nuovissimi compagni di viaggio nel mondo della fantasia e dei libri per l’infanzia. Ho infatti affidato a ognuno di loro un progetto diverso. Nicoletta e Emanuele si occuperanno della formica (gli albi sono due, uno a testa); hanno uno stile diversissimo tra loro e sono quindi curiosissima di vedere il lavoro finito di entrambi. Rossella invece illustrerà Nina Strick e Investigatto. Mi hanno mandato dei campioni pazzeschi di come hanno pensato di interpretare le mie storie. Sono immensamente grata al loro essersi messi a disposizione con fiducia, praticamente senza conoscermi affatto. Al di là delle loro capacità che reputo notevoli, è scattata un’empatia immediata che mi ha molto colpita. Grazie, grazie, grazie! E quindi si lavora sodo, ho dovuto scrivere le quarte di copertina, decidere le dimensioni dei libri, valutare dettagli a cui non avevo affatto pensato.

Inoltre se riuscirò a stare nei tempi, salvo imprevisti dovrei farcela, parteciperò con Non è possibile al concorso che, con il Calvino, è il più noto in Italia per i romanzi inediti. Il Neri Pozza. Viene indetto ogni 2 anni, a differenza del Calvino consente di partecipare anche agli autori già pubblicati e non prevede tasse di iscrizione. Il primo premio è di 25 mila €, sì, avete letto bene, più la pubblicazione con il prestigioso editore Neri Pozza appunto. La scorsa edizione, quando sono arrivati circa 1300 testi, hanno pubblicato tutti e 5 i finalisti. A riguardo penso una cosa: qualcuno deve pur vincere, male che vada avrò buttato via solo i soldi per la raccomandata. Non partecipo perché non sono soddisfatta di goWare, tutt’altro, ma per darmi una nuova sfida. Pubblicando con goWare un libro ogni 14 mesi circa, a giugno uscirà Figlia dei fiordi, ipotizzo poi a settembre 2018 Non è possibile, a dicembre 2019 La montagna incartata (che ha raggiunto ora le 75 mila battute e ho tutto il tempo per finirlo). Solo che un calendario di questo tipo mi sembra che ammazzi un po’ l’estro, pur avendo l’enorme vantaggio di mettermi al riparo da grosse magagne, dandomi sicurezza.

Credo che le cose siano cambiate modificando il mio approccio alla scrittura, cioè quando ho iniziato a considerarla un vero lavoro, esattamente come quello che svolgo in ufficio. Con scadenze, progettazione, analisi, bilanci, investimenti, confronto tra obiettivi e risultati, fottendomene finalmente dell’opinione degli altri.

Ho del tutto rivoluzionato anche la mia visione del grande salto. Innanzitutto i salti da fare sono due: uno per arrivare a un editore tradizionale di fascia alta, l’altro per diventare un loro autore di punta, che altrimenti davvero non si sfonda comunque (potrei fare parecchi nomi di autori che si posizionano in una sorta di limbo illusorio), in seconda battuta, io il salto l’ho già fatto perchè sono felice, FELICE, FELICE, FELICE per i tutto il lavoro che ho in ballo, che non so dove mi porterà, a parte il dire di continuo “devo dare una sistemata alla mail, che delirio!”

Non mi stanco di dire quanto il vostro sostegno sia sempre stato e continui a essere fondamentale. Grazie!

Giornata della memoria: il mio consiglio di lettura

Come consuetudine di questo blog il 27 gennaio propongo un libro per ricordare le vittime dell’olocausto, che poi siamo tutti d’accordo sul fatto che non vadano dimenticate mai.

Mitia è vedovo e sta per compiere novant’anni, vive in un’abitazione protetta per anziani a Tel Aviv quando all’improvviso riceve una telefonata da un amico di gioventù, il quale pare abbia notizie importanti su Telinka, la sorellina di Mitia che, una volta caricata su un camion dalle SS, riuscì, grazie alla prontezza della madre a fuggire e di cui non si è più saputo nulla. Da quel momento Mitia comincia a scrivere un diario, e chi si appresta a leggere questo romanzo ha in mano proprio quel diario. Le vicende raccontate nel libro sono infatti realmente accadute e raccolte proprio dal figlio di Mitia, un importante medico che lavora a Pordenone.

In Una vita qualunque di Yigal Leykin Ediz. Giuntina (sempre lei, una garanzia per chi ama la letteratura ebraica) si alternano i giorni di Mitia che precedono l’incontro col vecchio amico, e il passato affidato al diario e racconta una Shoah in qualche modo diversa: non solo l’orrore dei campi di sterminio ma quello più sottile dello stravolgimento di vite qualunque per la persecuzione nazista. Un’esistenza in fuga in diverse città della Polonia fino all’Unione Sovietica, poi la guerra, il ghetto, l’addio straziante ai propri familiari, il ritorno in patria, la terra promessa d’Israele. Siamo di fronte a un romanzo delicato, entriamo in punta di piedi a conoscere una famiglia benestante di Kovel, che verrà distrutta, facciamo amicizia con Bussia, l’amatissima moglie di Mitia, e c’inteneriamo per questo uomo gentile che ci conduce per mano nei suoi 32850 giorni come ama precisare lui avvicinandosi al compleanno. Sull’intera narrazione aleggia il mistero di Telinka, dispersa, ma forse ancora in vita.

Emanuele ha comprato questo romanzo al Salone di Torino, l’ha letto in Grecia e me l’ha consigliato, è piaciuto molto anche a me e pure a mia mamma. Una lettura preziosa da non confinare alle celebrazioni odierne.

Firenze!

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Ponte Vecchio al crepuscolo foto dell’Orso munito di cavalletto! In quel momento soffiava un vento gelido!

La prepotente bellezza di una città che il mondo ci invidia e non stanca mai. Italo treno comodissimo e veloce, un hotel stupendo a un passo dal Duomo.

La scoperta dell’Oltrarno e S. Frediano. Le chiacchiere con Erica Vagliengo, Serena Puosi e soprattutto Elisa Borciani colleghe autrici.

La squadra eccellente di goWare. E ancora non credo a ciò che mi sta succedendo. Il sole caldo. Il relax in stanza. L’ora blu che abbraccia il campanile di Giotto. Cena e cortesia squisite in albergo, le farfalle non smettono di danzare nel mio stomaco, balli di gruppo e valzer, tutto insieme.

Un sonno ristoratore. Una colazione sublime. Migliaia di passi rinascimentali. L’Arno e ancora l’Arno dove mi specchio in una gioia infinita per un weekend tondo e senza spigoli come la cupola del Brunelleschi. Shopping e risate. Firenze S. Maria Novella. Casa. Già ricordo e racconto. Quando ci torniamo?

Amo il greco # 5

20170124_210810Nella foto la nostra meravigliosa seggiolina  pieghevole greca dipinta a mano dall’Isola di Tinos. Ci fecero un fantastico imballo: una valigetta con quella plastica con le bolle, con tanto di maniglia, per un comodo trasporto su traghetto e aereo. Abbiamo anche completo: zuccheriera, barattolo porta caffè (che però uso per la pastina) e porta post-it da appendere. Arrivo sempre di rincorsa con questa rubrica che pure mi piace un sacco e ha un buon indice di gradimento. Così non mi sono informata sulla celebrazione del matrimonio e ne parlerò quindi un’altra volta, scusatemi.

Mi era stato anche chiesto un post sui giorni della settimana. Eccoli ben volentieri:

Lunedi Δευτέρα (Deftèra)

Martedì Τρίτη (Trìti)

Mercoledì Τετάρτη (Tetàrti)

Giovedì Πέμπτη (Pèmti)

Venerdì Παρασκευή (Paraskevì)

Sabato Σάββατο (Sàvato)

Domenica Κυριακή (Kiriakì)

Partendo dal lunedì, ovviamente, fino a giovedì il significato letterale è: secondo, terzo, quarto e quinto giorno della settimana. Fanno quindi eccezione venerdì, sabato (si noti dunque come per l’italiano la forte somiglianza con Sabbath ebraico) e domenica che è, tradotto, il giorno del Signore.

Ringrazio come sempre l’Arkoudaki marito per il prezioso apporto, senza il quale ovviamente la rubrica non esisterebbe. Per la traduzione di Arkoudaki confido nel vostro intuito 😀

Buck and Rock a Milano

10383967_899717880053225_1381130172643977479_nDomenica 26 febbraio

dalle 12.30 alle 15.00

con Buck e il terremoto che ormai conoscete benissimo

Da Rock Burger gli hamburger più succulenti della città Via Oldofredi 27 (visto che bel locale?)

 

€ 18.50 all inclusive per: hamburger stratosferico, patatine, bibita e antologia!

La nostra compagnia è gratuita

Prenotazioni solo ed esclusivamente via mail a:

prenotazioni@rockburger.it

entro il 20 febbraio specificando quanti siete e di voler partecipare a Buck and Rock

Vi aspettiamo, abbiamo solo 50 posti! Affrettatevi per non rimanere esclusi!

La solidarietà non è mai stata così golosa! Non possiamo fermarci adesso, con quello che sta accadendo in quelle zone così duramente colpite! Se avete già il libro vi verrà sicuramente in mente qualcuno a cui fare dono della nuova copia!

Save the date, io ve lo ricorderò ancora! Il prezzo è stracciatissimo, anche Rock Burger ha a cuore il destino dei nostri connazionali vittime del terremoto!

Il grande cuore fiorentino di goWare

Arriveranno maggiori dettagli sulla convention goWare che è andata ben oltre la più ottimistica previsione.

Il cuore fiorentino di una squadra fantastica ha battuto forte per e con noi autori.

Ho avuto la grande fortuna di essere sorteggiata per poter leggere un breve estratto de Le affinità affettive.

In questo video io arrivo dopo 1 ora e 19 minuti circa, se volete vedermi e soprattutto ascoltarmi. Ero emozionatissima e la faccenda di dover leggere in piedi, con microfono, e il rischio che mi si chiudesse il libro ha accresciuto la mia ansia da prestazione, ma poi tutto è andato benone, e alla fine il direttore marketing è venuto a complimentarsi, un altro autore mi ha chiesto se avevo una copia del romanzo da vendergli, e Maria – uno degli angeli che mi assiste in goWare – ha combattuto con qualche lacrima sentendo le mie parole.

Posso solo ringraziare tutti per aver organizzato un evento che ci ha permesso di incontrarci, abbracciarci, stare insieme e approfondire molti aspetti di cosa significhi pubblicare con goWare. L’intero weekend è stato una meraviglia di dettagli incastrati a formare un incanto perfetto. Ve ne parlerò ancora.

Con te partirò (cit.) # 50 posti che vorrei vedere in Italia

E ci siamo con il completamento dei luoghi in Italia, prima quelli visti (ho dimenticato pure Orvieto a lo spettacolare Pozzo di S. Patrizio) uffff. e oggi quelli che chissà, forse un giorno visiterò. Ho impiegato un po’ di tempo a trovare 50 mete. Alcune sono state davvero immediate, altre come il punto 19 include più località, proprio perché quello che segue non è solo un elenco un po’ freddo, ma desideri emozionali legati magari anche al cibo, a esperienze che vadano oltre la visita in sé (come del resto ho fatto per i posti già visitati). Altrimenti bastava googlare e si trova davvero di tutto. Va detto che sono declinati al mio modo di viaggiare, niente rafting, né cose avventurose, molto mare e giri panoramici. Buona lettura, e ancora grazie!

  1. Il castello di Miramare fuori Trieste mi attira tantissimo, speriamo nella clemenza della bora
  2. Padova, ma come si fa a non essere mai andati a Padova manco in gita scolastica?
  3. Una giornata di nebbia a Cremona dove comprare quintali di torrone.
  4. Mantova, vedi punto 2.
  5. Ravenna, durante le tante vacanze in Romagna dicevamo “se un giorno piove andiamo a Ravenna” poi quando pioveva facevamo i giochi da tavolo in hotel.
  6. Contemplare un prato blu di genziane in Trentino.
  7. Mia sorella ha affittato casa in Val D’Aosta, sarà la volta buona per andarci?
  8. I luoghi di mio padre in Carnia, e chiedergli ancora una volta perdono per non esserci mai stata con lui.
  9. I sassi di Matera Patrimonio dell’Unesco, in realtà non mi attirano tantissimo, ma mi sembrano un po’ uno di quei luoghi imprescindibili.
  10. Sfondarsi di cous cous del trapanese.
  11. Non so niente del Molise, vergogna! A parte che per attraversarlo in autostrada ci vogliono 20 minuti, lo stesso tempo che impiego per andare in ufficio. Ho cronometrato e ci siamo fermati all’autogrill, tanto per dire di essere stati in Molise.
  12. Bolzano e Merano ma proprio da sfangarsi di luoghi comuni: strudel, aiuole di verze ornamentali, ja, nein, danke, bitte. Probabile che mi stufi dopo un giorno.
  13. Mi hanno parlato molto bene di Pomposa.
  14. Il treno delle 100 Valli da Domodossola a Locarno, fatto ma solo per un breve tratto, è bellissimo pare l’Hogwart Express sul serio.
  15. Un aperitivo sul Porto Canale a Cesenatico, stata sul Porto Canale ma niente spritz.
  16. Le terme a Ischia, che mi tolgano di dosso 10 anni, vabbe’ basteranno 5!
  17. L’Isola D’Elba: possibile meta estiva 2017
  18. La costa tra Gaeta e Sperlonga: possibile meta estiva 2017
  19. Una sorta di on the road alla scoperta della Sicilia che mi manca: possibile meta ecc. ok la pianto!
  20. Una giornata di sole primaverile nel centro storico di Modena, visto con la pioggia al freddo di corsa e già pareva stupendo.
  21. Polenta nel biellese con Silvia e Melina, una ci abita, l’altra ha la casa di vacanza.
  22. Mi piacerebbe tanto una vacanza stanziale alle Eolie, ho visto solo Stromboli, quando dico stanziale intendo che un giorno una, un giorno l’altra, su e giù dalle barche non fa per me (soffro troppo il mal di mare!)
  23. La Sardegna del sud, sono stata due volte solo in quella del nord. E’ che la Sardegna continua a essere considerata vip, per cui ci va un sacco di gente che se la tira da matti e mi sta sulle balls.
  24. La Liguria mi piace assai, ma insomma sfondo una porta aperta dicendo che i liguri coi turisti ehm, per cui ogni volta mi arrabbio un sacco. Però vorrei vedere fuori stagione Laigueglia e
  25. Camogli
  26. Uh, come ho fatto a non pensarci prima: è una vita che voglio andare in vacanza al parco del Circeo!
  27. La reggia di Caserta, mi pare un must italico.
  28. Rilassarmi sul Lago di Garda, ci sono andata di sfuggita una volta per un colloquio di lavoro, rifiutai il posto.
  29. Com’è il mare in Abruzzo? E l’entroterra? Toccherà proprio andarci per scoprirlo.
  30. Il Cilento, da non confondere col Salento (che ho girato a lungo e ha due località nei top 50) secondo me se si chiede alla gente a bruciapelo dove si trova il Cilento si sentono un botto di risposte fantasiose.
  31. Un periodo di ferie mix tra mare e Parco del Pollino in Basilicata, però è tanto lontano, tocca spezzare il viaggio in andata e ritorno, guida solo Emanuele e sono 4 giorni sottratti alla vacanza.
  32. Soggiornare a Roma in un Hotel bello bello bello. Che a Roma, Dio mio, sono sempre capitata in mezzi postacci. (Vabbe’ se uno vuole risparmiare!) e cenare a Campo dei Fiori che mi manca.
  33. Il museo egizio a Torino. Come dite? L’ho già messo nei posti visti, giusto! Ma io ho l’ho visitato prima del restauro epocale e ora è tutto diverso, anche se le mummie sono sempre quelle.
  34. Devo confessare una cosa tremenda: non sono mai stata alla Pinacoteca di Brera qui a Milano e neppure
  35. Al Cenacolo vinciano, orrore. (Rimediabile molto facilmente)
  36. Bertinoro, Forlimpopoli qualcuno mi conferma che sono dei gioiellini?
  37. La Maremma. Vuoi mettere la soddisfazione di dire “Maremma Maiala in loco?”
  38. Orbetello, ma Orbetello sta in Maremma? O lì vicino? Sto facendo un ripassone di geografia niente male, ogni tanto consulto le cartine.
  39. Impazzire per non avere nulla da mettere per andare alla Scala, comprare in caso qualcosa di nuovo.
  40. Assolutamente l’Isola di Ponza.
  41. Perdersi in autunno in auto tra i colori della Val d’Orcia, tra Montalcino, S. Quirico e altre località. A Pienza sono stata ma ci torno volentieri.
  42. Andare per vini nelle Langhe, tappa obbligata a Barolo e Alba. Probabili acquisti massicci.
  43. Il tramonto sui tetti di Bologna, una sera di maggio (per scoprire se ha ragione Luca Carboni) mentre ci si prepara lo stomaco per i tortellini.
  44. Bergamo alta con l’Orso (vista con due blog amiche, e promesso di tornarci con lui, ogni tanto me lo ricorda).
  45. Sfinire l’Orso per farmi fotografare le casette colorate di Burano e poi elaborarle al più presto per il blog.
  46. Una gran frittura di pesce a Portovenere, stata a Portovenere ma non ho mai mangiato (forse un gelato passeggiando).
  47. Fuggire da tutti per due giorni romantici nell’Isola di Palmaria, con l’Orso ovvio.
  48. Ci sono davvero poche montagne in questo elenco: il Lago di Misurina vale?
  49. Avendo frequentato la scuola alberghiera era abitudine che la scuola affittasse un hotel quando era chiuso per lo stage. Un anno fu a Senigallia, arriviamo, due giorni dopo mi viene la febbre. Da lì gita a Urbino, sono convalescente, ho il ciclo a palla e diluvia. Non posso dire di averla vista, ricordo solo la pioggia battente sui nostri cestini da pranzo e la ricerca di una toilette. Quindi metto Urbino.
  50. Conosco molto bene l’Umbria, ma qualcosina mi manca, es. Norcia. Andare quindi a Norcia, trovarla perfettamente ricostruita e che questo accada molto presto!

Ho concluso con un messaggio di speranza. Intanto sto lavorando per un nuovo fantastico evento solidale legato a Buck e il terremoto che si terrà una domenica a pranzo a Milano. Spero di potervi dare presto la data. Domani mattina presto io e Emanuele partiamo per Firenze, per la convention di goWare, sempre a proposito di bellezze del nostro paese!