Amo il greco – Edizione speciale

E ci siamo, torna la rubrica più internazionale del blog dopo la pausa estiva e lo fa alla grande, grazie al contest. Vi avevo chiesto di inviarmi una foto con un pezzo di Grecia che non fosse necessariamente sul suolo ellenico, che la Grecia sta un po’ ovunque, e il risultato lo dimostra.

Ha risposto subitissimo Barbara Webnauta, il suo pc propone ogni giorno uno schermo diverso – se ho ben capito – e proprio al lancio del contest ecco cosa appare:Cefalonia, una delle isole ionie, che ancora mi manca da visitare. Chissà, magari l’anno prossimo! Il tempismo informatico del suo pc si allinea alla perfezione con lei, che è sempre sul pezzo delle cose, con grande competenza.

Francesca dal Belgio, ma lei è toscana, partecipa con due scatti:

Sughi greci per succulente bruschette o per condire la pasta

e la visione notturna di un locale greco a Bruxelles.

Infine una new entry che ha scoperto il mio blog proprio grazie a questo contest, si chiama Mafalda, tra l’altro un nome che adoro, ed è innamorata pazza della Grecia. Ci offre il tipico caffè frappè in diretta dalla sua vacanza.

Mafalda ha appena aperto un blog interamente dedicato alla Grecia, ve lo linko assai volentieri ovviamente eccolo qua!

Ci siamo anche io e l’Orso in questa carrellata, diciamo fuori concorso:

lui con un primo scatto davvero greco, il piccolo molo di fronte al villino a Corfù, estate 2017, uno splendido scorcio con la barchetta, la perfezione di un attimo.

Il secondo ha un nome greco e suggestioni davvero elleniche: si tratta del Lido Calypso a Saint Maries de la mer, dove affittavamo i lettini. Questa è la veranda ingresso, due scalette laterali portavano alla spiaggia sabbiosa. Grazie amore, per la tua partecipazione!

Anche io propongo un’immagine della Camargue: nostra prima sera alla scoperta di Saint Maries de la Mer, i colori erano davvero greci in diversi punti e io, involontariamente mi ero vestita per mimetizzarmi con il locale. In effetti ci sarebbe il classico imbarazzo della scelte, perché il posto era un mix greco, francese, andaluso.

Ringrazio davvero di cuore chi ha voluto esserci e dico loro di controllare la mail, presto riceveranno un mio racconto inedito assolutamente esclusivo.

Un abbraccio!

Annunci

Amo il greco # 20

E’ sempre bello trovare un po’ di Grecia a pochi chilometri da casa, esattamente nel negozio della catena Tiger. E con questa foto speziata di buon auspicio per mangiatone da vacanza, la rubrica in ferie ci va sul serio e riprenderà il 25 settembre, saltando quindi le tappe di luglio e agosto.

Lancio però l’iniziativa estiva:

# Un angolo di Grecia a…

e invito chi, in terra ellenica ma anche no, troverà qualcosa di greco, a mandarmi una foto al mio indirizzo mail:

sandraellery.sf@gmail.com

o via whatsApp se avete il mio numero, che non mi pare il caso di rendere pubblico, ma potrete sempre chiedermelo via mail.

In autunno faremo uno o più post a tema con le vostre immagini, vi prego di partecipare numerosi e uscirà un gran bel catalogo! Potete aggiungere descrizioni, o ciò che vi va e naturalmente sarete citati e magari pure premiati, chi lo sa 😀

Il paesaggio del Salento ad esempio ricorda molto le isole ionie, ma anche altre località mediterranee, oppure potrebbe persino essere un ristorante greco a Londra, o una cena greca a casa vostra. Sbizzarritevi seguendo l’ispirazione della tag Amo il greco che ci sta facendo compagnia da quasi due anni! Grazie!

Amo il greco # 19

Pubblico in anticipo rispetto alla consueta data del 25 di ogni mese, la puntata di maggio di Amo il greco, questo perché il giorno 25 scadono i termini per adeguare siti e blog al GDPR di cui non ho capito nulla, né, in realtà, ho intenzione di applicarmici. In attesa però di avere maggiori informazioni (magari fa tutto wordpress, ma dubito) gli aggiornamenti del blog sono sospesi, non ho voglia di rischiare sanzioni.

Questo blog non è attivo dopo l’entrata in vigore della normativa GDPR!

La recente pubblicità di un noto formaggio spalmabile ora con una nuova formula “alla greca” mi ha riproposto la domanda se fosse davvero necessario vendere qualcosa “alla” quando l’originale è comunque disponibile. Perché essere “alla” significa non essere greco. Non ho una risposta, ma chiaramente questi prodotti non mi interessano. Allora mi sono chiesta cos’altro di “alla greca” potrebbe esserci sul mercato e questo è il tema della puntata odierna. E ancora siamo di fronte a un’ispirazione o a un’imitazione?

Sembrerebbe che una greca decorativa così:

possa rendere greco qualsiasi ambiente (fermo restando che l’abbinamento lilla/rosso per me è orribile e l’associazione di idee funziona di sicuro meglio con l’azzurro).

E’ di pochi giorni fa su Grazia.it una carrellata di propose estive del noto marchio Guess, tra cui spicca la Grecia, accanto a Marrakech, Sicilia e Los Angeles. Trovo che solo la definizione “alla greca” abbia un immediato riscontro nell’immaginario di tutti, più faticoso ricondurre “alla marocchina”, “alla siciliana” e addirittura “alla losangelese” a qualcosa di comune e ben circoscritto. Questo il link all’articolo mi preme sottolineare come il costume intero nero nella sezione Sicilia non abbia, a mio avviso, alcuna identità.

Se volete sbizzarrirvi nei gioielli in perfetto stile ellenico Amazon propone una vasta scelta a basso costo, anche se poi nel calderone per assonanza ci finisce pure il corallo di Torre del Greco.

Se invece googlo “cose alla greca” per scoprire dove mai mi rimbalzerà la fantasia del web, mi imbatto soprattutto in piatti tipici: moussakà, insalate e spiedini. Se vi ingolosiscono potete sperimentare qualche ricetta, ho infatti selezionato questa pagina di cucina che mi pare ben fatta, anche se il Mutabbaq non l’ho davvero mai sentito.

Scovo anche questa simpatica tabella, toccherà assolutamente provarne la veridicità osservando le zampe posteriori del mio Orso preferito ♥

Filosofia, medicina e democrazia, nate in Grecia, appaiono nei risultati di ricerca piuttosto raramente. Un mondo dove un formaggio ha la meglio su Platone, Aristotele, Ippocrate e molto altro è quantomeno singolare, ma tant’è!

Spero di tornare tra queste pagine, altrimenti contattatemi se vi va via mail, trovate l’indirizzo cliccando nella banda nera Io e le mie pubblicazioni e contatti.

Amo il greco # 18

Forse la scelta del giorno 25 per la rubrica Amo il greco non è tanto furba considerato che 2 volte l’anno coincide con date importanti: oggi la festa della liberazione e a dicembre col Natale.

Per non saltare le celebrazioni odierne ho trovato l’escamotage di parlarvi della bandiera greca, eccola qua:

I colori sono quelli della casa reale, anche se nell’immaginario collettivo richiamano il mare e il cielo, e se siete stati in vacanza in Grecia chissà quante volte l’avete vista sventolare sul molo:

ebbene l’elemento interessante e perfettamente abbinato alla festa di oggi è che le nove strisce rappresentano le nove lettere della parola Έλευθερία Elefteria che significa appunto libertà! Elefteria è una delle prime parole greche che ho imparato dopo i saluti e ben prima di conoscere Emanuele, durante il soggiorno a Kos, fu la guida turistica infatti a raccontarci questa cosa sulla bandiera durante il giro dell’intera isola.

Oggi è festa in memoria del 25 aprile 1945 che segnò la fine del secondo conflitto mondiale in Italia!

Libertà, liberazione sono parole fondanti per ogni paese civile e democratico e la Grecia ha voluto esprimerlo anche nella sua bandiera. Trascorrete una piacevole giornata, amici! Noi andiamo a un brunch (tardivo come orario) con amici.

PS. L’immagina lassù, in cui l’Orso marito fotografo è riuscito ad allineare il prosecco nel bicchiere con l’orizzonte, scattata la scorsa estate a Corfù durante uno dei nostri (tanti) aperitivi in spiaggia, mi mette addosso una nostalgia davvero potente.

Amo il greco # 17

Oggi vi porto… no, non in Grecia, ma in Italia, a visitare un paio di luoghi che io stessa ho visto e che sono una chiara e importante testimonianza di insediamenti greci nell’antichità sul nostro territorio.

Sono stata a Paestum, antica città della Magna Grecia situata in Campania, durante il mio primo soggiorno sulla Costiera Amalfitana in una primavera avanzata incredibilmente piovosa con basse temperature: mia madre si ammalò, ma venne in giro comunque e tutti patimmo un gran freddo. Sto parlando della metà degli anni ’90, forse con uno sforzo di memoria potrei dirvi l’anno preciso. L’ottimo stato di conservazione dei  tre Templi dorici ne fanno un luogo di grande fascino; successivamente alla mia escursione sono stati fatti nuovi e importanti interventi di restauro, per cui deduco che si possa godere ancora di più di tanta magnificenza. Stiamo parlando del 500 a.c. circa, per collocare storicamente l’area. Foro, cinta muraria e museo, di cui in realtà ricordo pochino, completano la visita.

Faceva invece un gran caldo, e gli anni erano più o meno gli stessi, quando visitai La Valle dei Templi di Agrigento, era luglio ed ero in vacanza a Giardini Naxos. Mostrando le foto al ritorno tutti mi chiesero se fossi stata in Grecia, no, Magna Grecia. Lo spirito di questo post vuole essere infatti quello di andare in Grecia senza varcare i confini. Il sito archeologico è molto più vasto rispetto a quello di Paestum e presenta resti di ben 12 templi, ovviamente con uno stato conservativo differente, la polis fu fondata nel 581 a.c. Su tutti domina il Tempio della Concordia, costruito in precedenza rispetto all’insediamento, davvero imponente con il suo colonnato, una testimonianza notevole che lascia senza fiato.

Rimaniamo in Sicilia e andiamo a Taormina, splendida località piuttosto chic, dove si trova l’antico teatro greco, secondo a quello di Siracusa (che non ho visitato perché quella parte delle Sicilia  – sono stata in Sicilia 3 volte – mi manca). Nonostante abbia origini elleniche, di cui è tuttavia impossibile dare una datazione precisa, attualmente si presenta totalmente romano nel suo aspetto d’insieme. La struttura originaria era legata a un piccolo santuario, successivamente, forse sotto Augusto, venne rinnovato e ampliato. Ho un ricordo molto piacevole di questa visita, immancabile se vi trovate tra Messina e Catania. Il teatro è attualmente ancora in funzione per eventi culturali. Di sicuro oltre al valore archeologico e storico, rimane impagabile la vista che da lì si gode sull’Etna e sul mare. La prossima estate si terranno i concenti di Sting e Max Gazzè.

Amo il greco # 16

Η Μακεδονία είναι Ελληνική

I Makedonia einai Elliniki

La Macedonia è greca

Sono particolarmente legata alla citta di Salonicco, definita co-capitale dai greci, splendido avamposto verso l’est. Recentemente è stata teatro di nuove manifestazioni per rivendicare l’uso del termine Macedonia a definizione della regione di cui Salonicco è appunto capoluogo, che, secondo i greci, non è riferibile alla nazione confinante, da sempre chiamata Repubblica di Skopje. La contesa sul nome dura da 27 anni ed è un punto spinoso nella politica estera.

La Macedonia ha dato i natali ad Alessandro Magno, affermare quindi che Alessandro Magno è macedone, infatti lo è, potrebbe, per chi non è al corrente della disputa sul nome, indurre a credere che Alessandro Magno fosse della Macedonia intesa come l’attuale nazione ex Yugoslavia. All’epoca la Macedonia era una regione assai più vasta che comprende le attuali Macedonia (Regione greca), la Repubblica di Scopje e una piccola parte della Bulgaria, la Grecia rivendica l’esclusivo uso del nome per la propria regione.

In definitiva, il Paese Macedonia, nato nel 1991, secondo la Grecia non può adottare il nome Macedonia, perché questo nome è greco. In realtà, volendo essere pragmatici, i confini non sono certo quelli dell’antichità, per cui non è possibile far aderire il Regno di Macedonia che si disgregò alla morte di Alessandro Magno, con un’unica nazione, sebbene la parte più vasta dell’Impero che fu appartiene attualmente alla Grecia. Tuttavia io sono dalla parte di greci: se un nome è già in uso, chi arriva dopo dovrà trovarsene un altro!

La splendida statua di Alessandro Magno sul mare di Salonicco, foto by Orso 2016

Amo il greco # 15

Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare Il sirtaki non è un antico ballo tradizionale, ma ha un’origine piuttosto recente. Infatti nasce addirittura “su commissione” per il film “Zorba il greco”, di Michael Cacoyannis con Irene Papas e Anthony Quinn, tratto dall’omonimo romanzo di Nikos Kazantzakis. Ho appreso queste informazioni googlando in rete quando ho deciso che la celebre danza popolare sarebbe stata il tema di questa puntata. La mia esperienza con il sirtaki risale alla mia prima vacanza in Grecia, nell’Isola di Rodi, in un villaggio turistico. Per quindici anni due settimane spese tra animazione, mare ed escursioni hanno rappresentato la mia vacanza ideale. Oggi se vedo un animatore scappo e preferisco strutture ricettive sempre più piccole. Si cambia.

Insomma, la serata greca era un appuntamento immancabile, un po’ costruita per turisti e poco autentica, ma non rinnego nulla di quel tipo di esperienza di viaggio e comunque un’idea di Grecia di sicuro la dava. Va detto anche che non ero certo il tipo da fossilizzarmi all’interno del villaggio, per cui ho sempre avuto contatti con i locali. Le serate greche si concludevano sempre con i ballerini in costume e i villeggianti trascinati a muovere i piedi in pista. Sono sempre stata coinvolta in questo rito collettivo più simile alla tragedia greca che a un vero divertimento 😀 Lo stesso è stato negli anni successivi a Creta, Kos, e Kamena Vourla.

Il  mio ritorno in terra ellenica è avvenuto poi da sposata con un Orso per tre quarti greco e al di fuori da rotte che prevedessero giochi aperitivo e altri orrori. E il sirtaki ha assunto una forma del tutto diversa, solo da spettatore questa volta, quando, è capitato, al termine di una cena in una taverna un po’ defilata, mentre il proprietario offriva anguria e dolcetti, qualcuno iniziava a suonare, mentre tenerissimi bambini improvvisavano un ballo con grande abilità, sotto gli occhi stupiti degli avventori. Poco distante sul davanzale di una finestra si scorgeva la vendita di miele locale.

Oggi il celebre sirtaki fa da colonna sonora a una pubblicità. E’ curioso, e immagino che la scelta sia stata fatta per il ritmo crescente, che una musica inevitabilmente riconducibile alla Grecia serva per pubblicizzare gli spaghetti che più italiani di così non si può, con un tennista addirittura svizzero, ma tant’è! Una nota curiosa che esula da questa rubrica è che il ristorante dello chef Davide Oldani si trova a pochi km dall’azienda dove lavoro e ci sono stata più volte a pranzo, Oldani che ha un anno più di me, ha frequentato la mia stessa scuola superiore, ma non sono certa di averlo conosciuto (ricordo un tipo che potrebbe essere lui, ma non ne sono sicura!)

La bellezza trascinante del sirtaki è greca e universale allo stesso tempo. Quando lo ascolto resto sempre affascinata come se si trattasse di qualcosa di nuovo mentre mille immagini greche vengono pescate dalla mia memoria e riportate a galla con un pensiero dominante: siamo tutti un po’ Ulisse e desideriamo tornare in Grecia.

Amo il greco # 14

E’ da un po’, cari amici, che desidero scrivere un post sugli animali, per cui anche se non è molto natalizio come tema, è ciò di cui parleremo oggi, perché alcuni animali nella lingua greca hanno nomi veramente curiosi.

Facendo un passo indietro per Natale abbiamo ricevuto diversi prodotti greci: una caciotta di capra davvero molto saporita, del miele in una latta come i barattoli del caffè anni ’70 che mi ha mandata in visibilio (praticamente è un pezzo d’arredamento perfetto nella nostra cucina), vino e dolci.

Quindi i primi animali che vi traduco sono:

capra κατσίκα katsika e ape μέλισσα che si dice come un nome femminile italiano Melissa!

Sempre per restare nella giornata di festa odierna:

bue βόδι vodi (in realtà non è proprio una D ma la delta greca che non ha una vera corrispondenza nel nostro alfabeto) e asinello γαϊδουράκι gaiduraki; vi ricordo che il suffisso Aki corrisponde al vezzeggiativo, quindi se le parole terminano in Aki saranno sempre tipo asinello (non asino), Arkoudaki orsacchiotto (non orso che è Arkouda).

E ora quelli simpaticissimi che mi hanno indotta a scrivere il post. Alcuni animali infatti sono l’unione di due altri, di cui prendono e caratteristiche. Trovo siano stupendi:

giraffa καμηλοπάρδαλη camilopardali (cammello per la forma, leopardo per le macchie)

struzzo στρουθοκάμηλος struthocamilos (anche qui cammello per la forma, ma questa è una mia idea, il marito non la pensa così).

E siccome oggi è Natale e credo che la priorità di tutti non sia leggere Amo il greco, ho optato per un post breve, per consentirvi di tornare alle attività tipiche del giorno, stare in famiglia, mangiare in abbondanza magari qualcosa che non si trova in tavola ogni giorno, e poi sul finire, spero rilassarsi con un buon libro.

Ancora auguri!

Amo il greco # 13

Decliniamo la puntata odierna della rubrica del 25 di ogni mese al significato più romantico della frase “Amo il greco” cioè “Amo mio marito, che come noto è per 3/4 greco.” Perché a me piace scherzare, ma in fondo non troppo, dicendogli che la sua grecità ha avuto un peso enorme nel farmi innamorare di lui!

Perché già amavo la Grecia, perché sia io che mia sorella, entrambe molto portate per lo studio delle lingue, abbiamo sempre un po’ subito il fascino dello straniero. Anche se in realtà Emanuele è italiano a tutti gli effetti; potrebbe avere la doppia cittadinanza, ma questo avrebbe significato prestare servizio militare in Grecia, una faccenda lunga, e quindi ha rinunciato.

Ma come l’anima ellenica si è palesata e mi ha conquistata?

Per qualche mese io e Emanuele abbiamo chiacchierato nei corridoi, alla macchinetta del caffè, i soliti approcci di chi è collega e che chi lavora per una grossa azienda conosce benissimo. Avevo 36 anni e la mia gemella si era appena sposata: mi sentivo sola  e convinta che mai avrei potuto attraversare la navata con l’abito bianco come aveva fatto lei (in realtà il suo abito era azzurro chiaro). Quasi subito sono saltate fuori le sue origini, io – non lo ricordo – di sicuro lo avrò sfinito di domande. Mi vedeva alle 17.30 prendere la navetta aziendale che mi porta(va) alla metropolitana, e sapeva che talvolta avevo la necessità di fare straordinari e questo implicava chiedere passaggi ai colleghi, visto che di collegamenti organizzati dalla ditta ce n’è uno solo. La società chiede ore supplementari, si è trasferita fuori Milano, ma per raggiungere la civiltà sono affari tuoi 😦

Così, ad agosto quando io ero appena tornata dalla ferie in Calabria, abbronzatissima, mi disse che in quel mese sarebbe uscito prima dal lavoro e avrebbe potuto accompagnarmi volentieri al metrò, io ne approfittai. Per lui era la prima estate da dipendente lì, io sapevo che tradizionalmente l’ultimo giorno lavorativo prima di Ferragosto era usanza che la direzione a un certo punto, verso le 15, 15.30 dicesse di andare pure a casa e glielo dissi. “Quando vai a casa puoi darmi un passaggio?” Sapevo che abitava vicino a una fermata del metrò che mi era comodo per proseguire poi per la Stazione Centrale, dove avrei preso un treno per la Valtellina. Lui, gentilissimo, rispose che mi avrebbe portata direttamente in stazione, e così fu.

Ricordo quel scendere dalla sua auto al volo in un ingorgo di traffico, un bacio veloce sulla guancia, e dentro di me i pensieri contraddittori circa “che bello, ho un’altra settimana di vacanza da trascorrere in montagna” e “che brutto, in questi giorni non lo vedrò!”

In Valtellina la vigilia di Ferragosto mi trovavo con mia mamma in una pasticceria a ordinare una torta, lei era super indecisa e nel frattempo mi misi a leggere una rivista, l’oroscopo prevedeva che le donne sagittario single avrebbero cominciato a breve un’importante relazione con un bilancia. Io sono sagittario, Emanuele bilancia. Trasalii e mi sentii pervasa da auspici felici.

A ogni squillo di cellulare speravo fosse lui, ma era impossibile: non ci eravamo scambiati i numeri. Cosa che facemmo quando tornai: scesi dalla navetta aziendale del mattino, radiosa coi capelli a caschetto (prima erano lunghi) dritti dritti e lui mi fece i complimenti. Qualche sera dopo ero al Festival dell’Unità, aspettavo un’amica vicino a uno stand sudamericano, la musica sudamericana proprio non riesce a piacermi, mandai quindi un sms a Emanuele per dirgli che avrei preferito ascoltare un bel sirtaki. Lui mi rispose con due parole che non capii, e che hanno davvero fatto la storia nella nostra storia:

Yassou Koukla qualche sera ti porto al ristorante greco.

Toccò chiedergli cosa significasse “Yassou Koukla”. Scoprii quindi che voleva dire “Ciao Bambola”. La cena alla taverna greca avvenne pochi giorni più tardi e si concluse col classico primo bacio tra noi. Da allora io sono la sua Koukla.

Amo il greco # 12

Per la puntata di oggi tocca davvero scomodare il marito! 😀 Andremo infatti proprio dentro la lingua greca proponendovi una serie di parole italiane di uso corrente di chiara origine greca. Chiara a Emanuele, ovviamente, che a me invece il nesso appare più sfuggente, ma si sa che i greci amano ricordarci che tutte le parole hanno origine greca (o quasi, dai, esiste anche la radice latina) per cui nel tempo abbiamo pensato di annotarci i termini a mano a mano che ci capitavano per poi farci un post.

Le spiegazioni/traduzioni accanto alle parole che trovate di seguito sono più o meno dettagliate a seconda della comprensione, talvolta davvero molto immediata.

Talassoterapia  θαλασσοθεραπεία = mare + terapia

Ospitalità σπίτι spiti = casa

Erpetologo ερπετολόγος erpetologos

Geografia/geologia γεωγραφία/γεωλογία geografia/geologia

Alfabeto αλφάβητος alfavitos (alfa e beta le prime due lettere appunto dell’alfabeto greco)

Nostalgia (questa è bellissima secondo me!) νοσταλγία [νόστος] notsos = ritorno

Astrologia/astronomia/astronauta άστρο astro = stella

Peripatetica περίπατος peripatos = passeggiata (quindi passeggiatrice!)

Ipogeo υπόγειο ipogio = più comunemente si dice sotterraneo, ma la parola ipogeo esiste anche in italiano

Fisica φυσική fisichi, da fisi = natura

Chimica χημεία chimia

Economia οικονομία da icos = palazzo + nomos = legge

Questo è davvero un piccolo campione, ma assai rappresentativo, dell’eredità ellenica che utilizziamo quotidianamente senza rendercene conto.

θα τα πούμε και πάλι σε ένα μήνα, ci rivediamo tra un mese!