“Quando non ci pensi più” è qui

Esce oggi Quando non ci pensi più di cui vi ho parlato in abbondanza. Nei prossimi giorni sarà disponibile su tutti gli store e nei diversi formati, scriverò quindi un post dedicato e creerò una nuova pagina lassù nella banda nera, in modo che i riferimenti siano sempre disponibili.

Attualmente abbiamo:

La pagina nel catalogo goWare

E l’e-book di Amazon

Quando si pubblica un libro ci sono molte cose da fare, cose che riguardano il lancio, ma due, secondo me, sono prioritarie rispetto alla pubblicità. La prima è ringraziare voi che lo avete atteso insieme a me, la squadra di goWare che ha lavorato benissimo, e il mio Orso nelle cui braccia continuo a rifugiarmi molto volentieri anche dopo tanti anni. La seconda è emozionarsi, ecco, diciamo che sto facendo pure quella.

Waiting for Brian

Che settimanaccia, amici! Vabbe’, qualcosa di positivo c’è pure stato, ma sudato e per il resto non ho neppure voglia di fare la classica cronaca nel blog che di solito mi aiuta a riordinare i pensieri. É weekend, domani si va al Book Pride che con l’assenza di Tempo di libri, diventa la più importante fiera libresca milanese e cavalcando l’onda dell’incapacità di Tempo di libri di collocarsi, si rinnova in una nuova sede più spaziosa, mantiene l’entrata gratuita e promette faville.

Ieri mi è arrivato l’editing da goWare, sono stata affiancata a una editor con la quale non avevo mai collaborato che si è complimentata dicendo che è stato un vero piacere revisionare il mio testo, dove tutto funziona. Le note sono poche, ci sto lavorando ora, e mi sono interrotta, oltre che per pranzare 😀 perchè illuminata da una riflessione perfetta per il blog.

I tempi biblici dell’editoria offrono un inaspettato vantaggio: ho cominciato a scrivere Non è possibile quasi 3 anni fa e non lo guardo da più di un anno circa, in pratica, come già evidenziato nel post precedente, l’ho a tratti dimenticato, così ora lo sto letteralmente ritrovando ed è come incontrare dei vecchi e cari amici che per svariate vicissitudini non si vedono da un po’. Mi sorprendo a sorridere e a pensare “però, bella sta cosa che ho scritto, mi sta proprio emozionando!” con rinnovato entusiasmo per la storia; un vero balsamo speciale in un periodo di stallo, oltretutto punteggiato da continue scoperte di proposte cialtronesche per spillare soldi agli autori, da parte di laqualunque, prive di reali sbocchi editoriali, di concorsi e contratti assurdi che mi fanno scappare come se fossi inseguita da una banda di hooligans.

Per poco non ti viene un colpo! Brian? Quella specie di robot? Dio mio, è del tutto impossibile distinguerlo da un ragazzino in carne e ossa. 

Brian, coming soon, non potrete non amarlo

Non è possibile

Lunedì 11 marzo (e sto inverno è davvero volato in un soffio), domani per chi mi sta leggendo oggi che è domenica – Buona domenica! – goWare metterà in lavorazione il mio romanzo Non è possibile, il meno rosa, anzi non è rosa per niente, è un mainstream e ci sono un sacco di uomini che non sono lì a corteggiare l’unica vera protagonista femminile che vi giuro mi sono dovuta concentrare per ricordarmi come si chiamasse da tanto tempo è passato da quando l’ho scritto. Corinna? No, è quella del rosa, Carlotta? No, è quella del DeA Planeta. Breve momento di panico… Marta, la cara vecchia Marta che a furia di stare rinchiusa nel pc ha 156878 rughe in più e qualche ciocca di capelli grigi.

Marta, Lorenzo, William e Mirko. E poi Andrea e Tiziana. E i bimbi: Marta 2 detta Martina e … ALTRO VUOTO SIDERALE Chicco? Che sarebbe Federico, figli di Lorenzo e Tiziana. E su tutti Brian. Il vero personaggio principale intorno al quale ruota tutta la storia su più piani narrativi. Brian è un pupazzo.

Chiaramente con un tempismo involontario perfetto l’editing e tutto il processo (copertina, ecc) cominciano giusto quando rientro al lavoro. Comunque ringrazio pubblicamente la squadra di goWare capitanata da Mirella, per avermi ripresa senza indugi, dopo aver rescisso il contratto con Le Mezzelane proprio per la pubblicazione di questo libro, che, tra le varie discordie, non sapevano quando sarebbe uscito se fossi rimasta con loro.

Alla fine di tutta sta genesi epocale fatta di trattative e disillusioni sono molto contenta, anche se in effetti potevo starmene fin da subito in goWare e far uscire il romanzo almeno un anno prima. Ma le cose accadono quando devono accadere quindi mettiamoci ai blocchi di partenza e via, senza guardare indietro.

Dreaming settembre

Questa coda dell’estate mi sta regalando, tra temporali e giornate con un cielo blu incredibile e un sole caldo ma non afoso, la luce di un vero inizio settembrino che sta stupendo persino me e se da una parte potrebbe essere il risultato di quell’equilibrio (ricordate? L’ho scelta come parola per il 2018) perseguito, dall’altra spero che duri.

Ci sono state cene perfette qui! E una domenica di relax qui! La spunta di una visita medica di routine con imprevisto (niente di grave, ma psicologicamente mi ha rimbalzata a oltre 25 anni fa con una prima diagnosi dubbia) per cui tocca tornare e soprattutto, dopo uno smarrimento iniziale la sensazione di essere davvero in grado di non drammatizzare, perché l’approccio alle situazioni è importante quanto la situazione in sé.

C’è il lavoro, che sta là e io sto qua e non ci penso proprio. C’è pure una notizia poco piacevole: il mio romanzo Non è possibile non uscirà prima di un anno, Le Mezzelane ha infatti ipotizzato un’uscita dopo l’estate 2019. Potrei sperticarmi in critiche, oggettivamente nella mia testa l’ho già fatto, ma mettere in piazza i pensieri non mi pare etico in questo momento. Una cosa tocca dirla: non è neppure questo l’editore con cui fidelizzarmi, la ricerca continua. Io ora sono più sul cogli l’attimo, vivere alla giornata, piuttosto che progettare a nastro come ho fatto sempre. Ma cosa ne so, cosa farò tra un anno?

Quest’estate ho letto 12 romanzi, poche delusioni, immenso godimento tra le pagine, continuo in questi giorni al parco, circondata da pensionati (ma riesco sempre a conquistare una panchina tutta per me al sole!)

In casa abbiamo ripreso l’usanza “serata panini davanti alla tv una volta a settimana”, era il sabato ora spostata al martedì perché sul canale 8 è cominciato Masterchef!

E oggi vado a prendere i miei nipoti al centro estivo, non li vedo da un mese e me li stritolerò per bene.

E sopra a tutto questo aleggia il romanzo in scrittura: ora ha un titolo definitivo, all’inizio il file era Carlotta, il nome della protagonista, e come sempre accade il titolo giusto mi è venuto in mente mentre prendo sonno, come un flash. E ieri sono arrivata a 180 mila battute, che è tantissimo, che è bellissimo, che è una roba che mi sta riempiendo di fiducia senza vincoli né pensieri su quel contorno avvilente con cui chi scrive per pubblicare deve fare i conti. Mi spiace che non si riesca a fare un progetto continuativo con nessuno, che dall’altra parte non investano su quanto l’autore ha in cantiere, i libri escono e poi boh se l’autore scrive altro bene altrimenti amen. L’editore come banco del salumiere: stacchi il numerino e aspetti il tuo turno. I successi gridati e poi puf scomparsi in pochi mesi, impazzivamo per Camurri, e sugli scaffali già non c’è più. Frugo in internet quali fossero le proposte di inizio anno e trovo un cimitero di romanzi già sepolti da altri che incalzano. Un settore fortemente cannibalizzato, dove ho trovato Wondy che è uscito solo 4 anni e mezzo fa, al Libraccio tutto 2 euro, a 2 euro appunto, in un mischione di libri senza ordine alcuno, in una sera da 60 gradi, e mi ha fatto un po’ male al cuore, ne costava 17 e mi chiedo se possa meritare di finire così. L’ho preso, risparmiare piace a tutti, ma Dio mio, mettetelo a metà prezzo essendo usato, o gratis al book crossing piuttosto e che Rizzoli faccia nuove ristampe, l’ultima risale a un mese dopo la prima!

Mi fa tutto un po’ cagare, non mi piace come (non) funzionino le cose. Ho molti amici che hanno pubblicato uno o anche più libri e ora annaspano, incerti su quale direzione prendere, con la promessa di un secondo libro (o anche terzo o quarto) non mantenuta, loro malgrado.

Andare avanti a “questo sarà il romanzo giusto!” non ha senso perché non può esistere un romanzo giusto con questo sistema di pesca alla trota.

Però, chissenefrega, la mia nuovissima storia scintillante brilla sopra tutto questo, capace ancora di puntare alle stelle, o comunque in grado di farmi sognare quaggiù, non sul suo futuro editoriale, ma sulle vicende di un gruppo di donne straordinarie.

Di rientri e contratti

Occhei, siamo rientrati, occhei dopo 9 giorni e 10 notti passate fuori, il caldo milanese seppur lievemente attenuato rispetto ai primi del mese, mi sta avvolgendo di nuovo, come una coperta di cui vorrei liberarmi.

Non farò la cronaca del soggiorno valtellinese: le vacanze lì sono copia incolla di estati precedenti con leggere modifiche prive di nota, forse il bello sta proprio lì, nei rituali rassicuranti. Parleremo di altro, per esempio di libri 😀

Perché oggi ho firmato il contratto per la pubblicazione del mio romanzo Non è possibile, la cui storia potrete (ri)scoprire cliccando sulla Tag Genesi. Ne sono ovviamente strafelice, volevo fare un’esperienza con un editore tradizionale serio e non troppo minuscolo, purtroppo temo che l’editoria digitale non sia esplosa come si supponeva qualche anno fa, quando ci sono approdata, e il reperimento delle copie in libreria è sempre complicato, nonostante il facile print on demand.

Partiamo quindi, con una squadra nuovissima e molto motivata, che si muove bene nel mercato ed è in forte crescita ed espansione.

Vado ben volentieri a presentarvela!

I libri sono ben fatti, curati nei dettagli e le scelte a livello di trama e stile, almeno per i romanzi che ho avuto modo di leggere con piacere, di ottimo livello. Niente da invidiare ai big. E poi, si fanno un gran mazzo là dentro, lasciatemelo dire.

 Pubblichiamo storie emozionanti e coinvolgenti, che siano semplici o complesse, che facciano sognare o che facciano paura è lo stesso. La nostra offerta va dal fantasy ai cosiddetti libri new adult, passando per l’erotico e il thriller, senza trascurare la poesia e il teatro; abbiamo anche una collana dedicata alla saggistica.

E da oggi ci sono anch’io, con orgoglio e voglia di fare, con la sorpresa, non proprio inaspettata perché ci stiamo lavorando da un po’, di una firma arrivata ancora in piene ferie per molti, in mezzo al ritorno per me. Però magari adesso vi mostro il tipico formaggio della Valtellina: il bitto! Così, perché alla fine è da lì che arrivo, catapultata stamattina, col sonno e la fiducia che si aprano nuovi orizzonti.

Buon rientro, amici! E ben ritrovati su questi schermi!

Un tempo diverso

Succede in un attimo: sono in copisteria a far rilegare un manoscritto e mi arrivano in contemporanea un whatsApp di un caro amico con la foto del figlio alla festina di compleanno, 10 anni ieri, e la didascalia “Dieci anni che sono volati“, e l’sms di mia mamma che mi informa circa la morte del padre di amici in Valtellina, un coetaneo di mia mamma, sempre insieme alle feste dei coscritti, e i suoi genitori a loro volta abitavano nel cortile dei miei nonni, da qui l’amicizia e insomma quelle persone in grado di evocare ricordi importanti e forte nostalgia. Mi viene il groppone. Tiro un po’ su col naso, prendo il testo messo insieme con la spirale e proseguo con le cose della mattinata. Intanto rispondo all’amico e a mia madre, mando un whatsApp a mia sorella per dirle della morte di quest’uomo, lei risponderà poi più tardi “Oh che tristezza” e sempre vado avanti: banca, caffè, panettiere, qualche giro e il tarlo picchiettante sul tempo che passa e lascia briciole di noi in giro, a ricordarmi bimba davvero molto piccola, con la signora Enrica, la vedova, che mi mette sulla bici da cross del figlio, una Ranger gialla, non arrivo né al manubrio né ai pedali, ma lei mi spinge e a me sembra di andare su una bici da grande e da maschio e sono tanto felice.

Non sappiamo davvero quanto tempo abbiamo qui, e comunque vada passerà troppo in fretta, il gruppo delle cinquantenni del quartiere me lo rammenta, ammesso ce ne fosse bisogno, ogni volta che guardo il cellulare. Tutto questo fa da catalizzatore verso una decisione che non prendo a cuor leggero: due anni fa ho ottenuto (lottando molto) un part time verticale, lavoro e percepisco lo stipendio al 60%, e il tempo che ho sottratto all’ufficio era da dedicare alla scrittura, in pratica ho scelto di rinunciare a una parte di stipendio sicuro per dare maggior respiro al progetto creativo (e va bene, ci sono altri elementi, faccio la zia, e tutto quanto ma la scrittura ha avuto un grosso peso nella decisione del part time). Non tornerei mai indietro: amo poter essere più presente per tutti, mamma, marito e nipoti; adoro i piccoli momenti per me, i messaggi vocali con gli amici, un gelato, la panchina di un parco, la sveglia alle 9, il fisioterapista la mattina invece che la sera tardi. E se è pur vero che spesso questo tempo si traduce in un groviglio di tecnici di elettrodomestici e idraulici, che pare sia il nostro karma, la mia vita è migliorata in maniera esponenziale, ma i risultati scrittori non sono proporzionati al cambio di ritmo. Non ho mai pensato di poter rimpiazzare l’entrata mensile più bassa con le royalty, e non è un discorso economico il mio, ma più ampio, di opportunità. Come dire:

E’ questocara Sandra, ciò che hai saputo ottenere? Hai dato il meglio alla tua scrittura, le hai dato tempo, ma sei ferma allo stesso punto di quando lavoravi full time! E quindi:

# Genesi 12 – Edizione straordinaria

Puntata speciale non prevista, per aggiornarvi circa il mio romanzo Non è possibile, che ho scelto di non pubblicare in attesa di nuove strade, che potrebbero non aprirsi mai. Sono decisioni prese con il cuore di piombo e mettendo sul classico piatto della bilancia molti elementi, soprattutto quello di rinunciare a una squadra professionale, competente, empatica e onesta in favore della nebbia e, molto probabilmente, del cassetto. Di ricominciare, ma anche di non fare assolutamente nulla e dedicare il mio tempo a tutt’altro, seguendo il mio umore, assecondando in definitiva un desiderio importante: quello di far aderire la mia persona con le mie scelte, senza condizionamenti, fretta e percorsi nei quali fatico a essere felice.

Sento di essermi tolta un grosso peso, la situazione contingente mi stava procurando quella brutta cosa da combattere: l’ansia. Se non ho la lucidità necessaria per prendere la distanza emotiva dal mondo editoriale, e vivere i suoi avvicendamenti senza pensarci troppo, posso solo mettere un’effettiva distanza tra me e l’editoria, allontanandomi.

Grazie a chi magari dirà “ma io volevo leggerlo”, arriverà un tempo diverso.

Genesi # 11 Quasi alla pubblicazione

Potete ripercorrere le 10 puntate precedenti a questa della rubrica Genesi, cliccando sulla tag in fondo al post. Un appuntamento del tutto discontinuo che però racchiude in sé un grande valore, almeno io la vedo così: in un settore ammantato spesso di mistero, quello editoriale, dove i dati di vendita non vengono rivelati facilmente, dove gli autori sono reticenti su tutto, io ho raccontato senza censura il percorso dall’idea alla pubblicazione del mio romanzo dal titolo Non è possibile.

Oggi siamo all’ultima tappa, poiché goWare mi ha appena comunicato con che Non è possibile verrà pubblicato prima dell’estate e manca davvero poco (anche se c’è ancora in giro la neve!)

Si tratta in assoluto della mia storia meno rosa, con tratti fantascientifici, che hanno sorpreso per prima me. Ma di amore ce n’è comunque in abbondanza, e poi c’è Marta, una nuova protagonista femminile così lontana dalla perfezione, con la sua precarietà lavorativa e sentimentale per la quale i lettori sono sicura faranno il tifo.

“Tendi a commiserarsi, Marta.” Lo so, ci casco sempre.

Ho bisogno di dormire, di non pensare: come dice Mirko se entro in modalità tragedia sono guai.

È assodato che i rimpianti siano una brutta rogna: avrei dovuto perdonare Lorenzo che mentre stavo reclusa prima e in vacanza poi, abbastanza contro la mia volontà in entrambe le situazioni, si è scopato laqualunque o quasi? No, ma adesso penso che forse sì.

Ho cominciato a scrivere Non è possibile il 26 febbraio 2016, siamo quindi a 2 anni/2 anni e mezzo dallo start al print, un tempo ragionevole, direi. Spero che sarete tutti qui, anche questa volta!

Genesi # 10 Fuori tempo massimo (e benvenuto novembre!)

Avevo una rubrica, chiamata Genesi, il cui obiettivo era ben spiegato in questo post di presentazione.

Siamo rimasti a questo punto, a maggio. Poi una lunga pausa senza sviluppi. Spero di riuscire a non risultare troppo polemica. Riassumendo: fin da subito l’agente sapeva che avrebbe dovuto darmi una risposta entro ottobre, è un puro discorso di termini contrattuali per revocare col mio attuale agente, per cui ha promesso e spergiurato che non avrebbe oltrepassato la dead line. Mal digerivo il fatto che si arrivasse giusto al 31 ottobre, tra pipistrelli e streghe, ma pareva fosse proprio così. Potete immaginare il mio stato d’animo ieri: ogni trillo di cellulare poteva essere la mail, ma alla fine i fantasmi di Halloween non hanno accompagnato alcuna risposta, e io non intendo accettarlo. La mia dignità e il mio tempo non sono alla mercé di nessuno, e la parola data per me è incisa nella pietra. Fine del progetto che mi ha legata a questa possibilità per oltre un anno. Non m’interessa cosa risponderà se e quando lo farà, perché per me è no. Chiamatemi rigida, ma se al mondo ci fosse un po’ più di rigore e rispetto per gli altri, le cose non andrebbero tanto a rotoli.

Salutiamo quindi il mese di ottobre con una vaga sensazione di amarezza che, in realtà, da ieri sera sta già abbondantemente sciamando. Ottobre! Ragazzi, che mese spettacolare! Pure il clima ci ha dato dentro per renderlo memorabile. Potremmo definirlo il mese del divano: il 30 settembre facevamo il primo giro sondativo tra i mobilifici e ieri ce l’hanno consegnato! Ma naturalmente sarà sempre il mese pazzesco dei 50 anni di Emanuele, della festa 50 + 10, di Diano Marina e Mantova! ♥

Oggi è festa, noi ci prediamo una giornata di total relax. Domani celebreremo i nostri cari defunti, anche se io personalmente non ho bisogno di una giornata dedicata perché penso a mio padre e ai miei vuoti ogni giorno, ogni giorno sì, e vado regolarmente al cimitero, come sapete. Ed è per questo che la mancata risposta dell’agente non può finire nel serbatoio delle cose tristi, i dolori sono altri, non è neanche un dispiacere, è un disappunto e una constatazione: #iosonodifferente.

Non posso chiedere a novembre di bissare il suo predecessore, ma gli do il benvenuto col sorriso aperto a ciò che vorrà portarmi!

Genesi 9 # L’agente interessata

Da parecchio tempo la rubrica Genesi è rimasta senza aggiornamenti. Spero che non abbia perso smalto, in realtà qualcosa è successo e l’ho accennato brevemente parlando dei vari impegni scrittori del periodo, ma in prevalenza si è trattato di uno sfiancante palleggio di revisioni tra CBM e me.

Sembrava infatti che il testo avesse ogni volta bisogno di un nuovo giro di interventi, soprattutto per rendere più definita la voce maschile di Lorenzo e per ripulirlo in generale. A fine gennaio un’agente si è detta interessata a leggere qualcosa di mio, è un po’ quello in cui speravo quando, a settembre, avevo deciso di affidare Non è possibile a CBM, invece di lasciarlo in dispensa per goWare. Considerato che questa agente chiede un contributo di lettura, darglielo senza dover pagare è già un buon risultato. Valuterà le prime 30 pagine e la sinossi, per decidere se è interessata al manoscritto, così è stato necessario rendere quelle 30 pagine perfette.

Non so dove ho trovato scampoli di risorse per cambiare ancora qualcosa, sempre aiutata da CBM, che mi spronava, ben sapendo quanto l’operazione mi stesse tediando. Alla fine ce l’ho fatta e da qualche giorno le 30 pagine sono in lettura. Non conosco la tempistica, l’unica cosa che so è che se le 30 cartelle sono perfette, il resto del testo è stato abbandonato a una fase precedente e toccherà quindi rimetterci mano per portarlo allo stesso livello. Me ne occuperò dopo il responso dell’agente direi, in modo da avere un quadro più preciso e spero anche una motivazione maggiore per affrontarlo di nuovo.

Scrivere significa soprattutto riscrivere, è vero, e a ogni tornante la magia si dissolve un po’ e diventa fatica e cesello; bello però quando il risultato sorprende me per prima, e questo fortunatamente è avvenuto. CBM dice che potrebbe uscire qualcosa di super, io dico che ogni romanzo ha davvero una sua genesi, nella scrittura e nella pubblicazione, e quella di Non è possibile non è tra le più facili, proprio per niente. Oh, come rimpiango i tempi in cui stavo scrivendo Figlia dei fiordi! ♥

Genesi 8 # Terminare la revisione

Ho rispettato l’idea di base di lavorare a Non è possibile soltanto nei giorni di part time. Non ha senso fare le cose la sera quando si è cotti o sottrarre tempo ad altro nel weekend se non si è sotto scadenza. La fretta non serve e mettere un intervallo di tempo ulteriore di sicuro aiuta a leggere più lucidamente l’opera che si rischia di conoscere a memoria.

La scheda di CBM si presenta divisa per punti, tipo scaletta, e ho agito affrontandone uno alla volta nell’ordine che ritenevo fosse più giusto per me. Prima quindi gli interventi che interessavano solo una o poche piccole parti precise di testo, molto individuabili e poi in crescendo quelle che riguardavano l’intero manoscritto, come la già citata inclusione della figura di Mirko in quella di Marta. I suggerimenti erano in tutto sette. Si è spesso trattato  di un lavoro molto tecnico, a tratti noioso, però da fare bene, senza scorciatoie, che poi si pagano. Una volta finito ho ristampato tutto e dato una rilettura su carta, in assoluto silenzio, in casa da sola. Molte pagine presentavano ancora qualche magagna: punteggiatura, refusi, magari un inciso da spiegare meglio, discorsi troppo lunghi senza andare mai a capo. Ho segnato i punti con la solita penna 4 colori, separato i fogli con le correzioni dagli altri e ora manca solo di riportare tutto sul file, in maniera meccanica, proprio una copiatura carta-schermo; lo farò quando gli strascichi di questa brutta influenza mi avranno abbandonato del tutto, purtroppo gli ultimi giorni tra mal di testa e nausea non sono stati il massimo. (Feste da archiviare davvero!)

Poi lo rinvierò a CBM, quando anche lei avrà ripreso a lavorare a pieno ritmo, per un nuovo giro di valzer. Lavorare con CBM assomiglia a una partita a ping pong, lo so e mi va benone, perché dà sempre ottimi risultati.