Dreaming settembre

Questa coda dell’estate mi sta regalando, tra temporali e giornate con un cielo blu incredibile e un sole caldo ma non afoso, la luce di un vero inizio settembrino che sta stupendo persino me e se da una parte potrebbe essere il risultato di quell’equilibrio (ricordate? L’ho scelta come parola per il 2018) perseguito, dall’altra spero che duri.

Ci sono state cene perfette qui! E una domenica di relax qui! La spunta di una visita medica di routine con imprevisto (niente di grave, ma psicologicamente mi ha rimbalzata a oltre 25 anni fa con una prima diagnosi dubbia) per cui tocca tornare e soprattutto, dopo uno smarrimento iniziale la sensazione di essere davvero in grado di non drammatizzare, perché l’approccio alle situazioni è importante quanto la situazione in sé.

C’è il lavoro, che sta là e io sto qua e non ci penso proprio. C’è pure una notizia poco piacevole: il mio romanzo Non è possibile non uscirà prima di un anno, Le Mezzelane ha infatti ipotizzato un’uscita dopo l’estate 2019. Potrei sperticarmi in critiche, oggettivamente nella mia testa l’ho già fatto, ma mettere in piazza i pensieri non mi pare etico in questo momento. Una cosa tocca dirla: non è neppure questo l’editore con cui fidelizzarmi, la ricerca continua. Io ora sono più sul cogli l’attimo, vivere alla giornata, piuttosto che progettare a nastro come ho fatto sempre. Ma cosa ne so, cosa farò tra un anno?

Quest’estate ho letto 12 romanzi, poche delusioni, immenso godimento tra le pagine, continuo in questi giorni al parco, circondata da pensionati (ma riesco sempre a conquistare una panchina tutta per me al sole!)

In casa abbiamo ripreso l’usanza “serata panini davanti alla tv una volta a settimana”, era il sabato ora spostata al martedì perché sul canale 8 è cominciato Masterchef!

E oggi vado a prendere i miei nipoti al centro estivo, non li vedo da un mese e me li stritolerò per bene.

E sopra a tutto questo aleggia il romanzo in scrittura: ora ha un titolo definitivo, all’inizio il file era Carlotta, il nome della protagonista, e come sempre accade il titolo giusto mi è venuto in mente mentre prendo sonno, come un flash. E ieri sono arrivata a 180 mila battute, che è tantissimo, che è bellissimo, che è una roba che mi sta riempiendo di fiducia senza vincoli né pensieri su quel contorno avvilente con cui chi scrive per pubblicare deve fare i conti. Mi spiace che non si riesca a fare un progetto continuativo con nessuno, che dall’altra parte non investano su quanto l’autore ha in cantiere, i libri escono e poi boh se l’autore scrive altro bene altrimenti amen. L’editore come banco del salumiere: stacchi il numerino e aspetti il tuo turno. I successi gridati e poi puf scomparsi in pochi mesi, impazzivamo per Camurri, e sugli scaffali già non c’è più. Frugo in internet quali fossero le proposte di inizio anno e trovo un cimitero di romanzi già sepolti da altri che incalzano. Un settore fortemente cannibalizzato, dove ho trovato Wondy che è uscito solo 4 anni e mezzo fa, al Libraccio tutto 2 euro, a 2 euro appunto, in un mischione di libri senza ordine alcuno, in una sera da 60 gradi, e mi ha fatto un po’ male al cuore, ne costava 17 e mi chiedo se possa meritare di finire così. L’ho preso, risparmiare piace a tutti, ma Dio mio, mettetelo a metà prezzo essendo usato, o gratis al book crossing piuttosto e che Rizzoli faccia nuove ristampe, l’ultima risale a un mese dopo la prima!

Mi fa tutto un po’ cagare, non mi piace come (non) funzionino le cose. Ho molti amici che hanno pubblicato uno o anche più libri e ora annaspano, incerti su quale direzione prendere, con la promessa di un secondo libro (o anche terzo o quarto) non mantenuta, loro malgrado.

Andare avanti a “questo sarà il romanzo giusto!” non ha senso perché non può esistere un romanzo giusto con questo sistema di pesca alla trota.

Però, chissenefrega, la mia nuovissima storia scintillante brilla sopra tutto questo, capace ancora di puntare alle stelle, o comunque in grado di farmi sognare quaggiù, non sul suo futuro editoriale, ma sulle vicende di un gruppo di donne straordinarie.

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Di rientri e contratti

Occhei, siamo rientrati, occhei dopo 9 giorni e 10 notti passate fuori, il caldo milanese seppur lievemente attenuato rispetto ai primi del mese, mi sta avvolgendo di nuovo, come una coperta di cui vorrei liberarmi.

Non farò la cronaca del soggiorno valtellinese: le vacanze lì sono copia incolla di estati precedenti con leggere modifiche prive di nota, forse il bello sta proprio lì, nei rituali rassicuranti. Parleremo di altro, per esempio di libri 😀

Perché oggi ho firmato il contratto per la pubblicazione del mio romanzo Non è possibile, la cui storia potrete (ri)scoprire cliccando sulla Tag Genesi. Ne sono ovviamente strafelice, volevo fare un’esperienza con un editore tradizionale serio e non troppo minuscolo, purtroppo temo che l’editoria digitale non sia esplosa come si supponeva qualche anno fa, quando ci sono approdata, e il reperimento delle copie in libreria è sempre complicato, nonostante il facile print on demand.

Partiamo quindi, con una squadra nuovissima e molto motivata, che si muove bene nel mercato ed è in forte crescita ed espansione.

Vado ben volentieri a presentarvela!

I libri sono ben fatti, curati nei dettagli e le scelte a livello di trama e stile, almeno per i romanzi che ho avuto modo di leggere con piacere, di ottimo livello. Niente da invidiare ai big. E poi, si fanno un gran mazzo là dentro, lasciatemelo dire.

 Pubblichiamo storie emozionanti e coinvolgenti, che siano semplici o complesse, che facciano sognare o che facciano paura è lo stesso. La nostra offerta va dal fantasy ai cosiddetti libri new adult, passando per l’erotico e il thriller, senza trascurare la poesia e il teatro; abbiamo anche una collana dedicata alla saggistica.

E da oggi ci sono anch’io, con orgoglio e voglia di fare, con la sorpresa, non proprio inaspettata perché ci stiamo lavorando da un po’, di una firma arrivata ancora in piene ferie per molti, in mezzo al ritorno per me. Però magari adesso vi mostro il tipico formaggio della Valtellina: il bitto! Così, perché alla fine è da lì che arrivo, catapultata stamattina, col sonno e la fiducia che si aprano nuovi orizzonti.

Buon rientro, amici! E ben ritrovati su questi schermi!

Un tempo diverso

Succede in un attimo: sono in copisteria a far rilegare un manoscritto e mi arrivano in contemporanea un whatsApp di un caro amico con la foto del figlio alla festina di compleanno, 10 anni ieri, e la didascalia “Dieci anni che sono volati“, e l’sms di mia mamma che mi informa circa la morte del padre di amici in Valtellina, un coetaneo di mia mamma, sempre insieme alle feste dei coscritti, e i suoi genitori a loro volta abitavano nel cortile dei miei nonni, da qui l’amicizia e insomma quelle persone in grado di evocare ricordi importanti e forte nostalgia. Mi viene il groppone. Tiro un po’ su col naso, prendo il testo messo insieme con la spirale e proseguo con le cose della mattinata. Intanto rispondo all’amico e a mia madre, mando un whatsApp a mia sorella per dirle della morte di quest’uomo, lei risponderà poi più tardi “Oh che tristezza” e sempre vado avanti: banca, caffè, panettiere, qualche giro e il tarlo picchiettante sul tempo che passa e lascia briciole di noi in giro, a ricordarmi bimba davvero molto piccola, con la signora Enrica, la vedova, che mi mette sulla bici da cross del figlio, una Ranger gialla, non arrivo né al manubrio né ai pedali, ma lei mi spinge e a me sembra di andare su una bici da grande e da maschio e sono tanto felice.

Non sappiamo davvero quanto tempo abbiamo qui, e comunque vada passerà troppo in fretta, il gruppo delle cinquantenni del quartiere me lo rammenta, ammesso ce ne fosse bisogno, ogni volta che guardo il cellulare. Tutto questo fa da catalizzatore verso una decisione che non prendo a cuor leggero: due anni fa ho ottenuto (lottando molto) un part time verticale, lavoro e percepisco lo stipendio al 60%, e il tempo che ho sottratto all’ufficio era da dedicare alla scrittura, in pratica ho scelto di rinunciare a una parte di stipendio sicuro per dare maggior respiro al progetto creativo (e va bene, ci sono altri elementi, faccio la zia, e tutto quanto ma la scrittura ha avuto un grosso peso nella decisione del part time). Non tornerei mai indietro: amo poter essere più presente per tutti, mamma, marito e nipoti; adoro i piccoli momenti per me, i messaggi vocali con gli amici, un gelato, la panchina di un parco, la sveglia alle 9, il fisioterapista la mattina invece che la sera tardi. E se è pur vero che spesso questo tempo si traduce in un groviglio di tecnici di elettrodomestici e idraulici, che pare sia il nostro karma, la mia vita è migliorata in maniera esponenziale, ma i risultati scrittori non sono proporzionati al cambio di ritmo. Non ho mai pensato di poter rimpiazzare l’entrata mensile più bassa con le royalty, e non è un discorso economico il mio, ma più ampio, di opportunità. Come dire:

E’ questocara Sandra, ciò che hai saputo ottenere? Hai dato il meglio alla tua scrittura, le hai dato tempo, ma sei ferma allo stesso punto di quando lavoravi full time! E quindi:

# Genesi 12 – Edizione straordinaria

Puntata speciale non prevista, per aggiornarvi circa il mio romanzo Non è possibile, che ho scelto di non pubblicare in attesa di nuove strade, che potrebbero non aprirsi mai. Sono decisioni prese con il cuore di piombo e mettendo sul classico piatto della bilancia molti elementi, soprattutto quello di rinunciare a una squadra professionale, competente, empatica e onesta in favore della nebbia e, molto probabilmente, del cassetto. Di ricominciare, ma anche di non fare assolutamente nulla e dedicare il mio tempo a tutt’altro, seguendo il mio umore, assecondando in definitiva un desiderio importante: quello di far aderire la mia persona con le mie scelte, senza condizionamenti, fretta e percorsi nei quali fatico a essere felice.

Sento di essermi tolta un grosso peso, la situazione contingente mi stava procurando quella brutta cosa da combattere: l’ansia. Se non ho la lucidità necessaria per prendere la distanza emotiva dal mondo editoriale, e vivere i suoi avvicendamenti senza pensarci troppo, posso solo mettere un’effettiva distanza tra me e l’editoria, allontanandomi.

Grazie a chi magari dirà “ma io volevo leggerlo”, arriverà un tempo diverso.

Genesi # 11 Quasi alla pubblicazione

Potete ripercorrere le 10 puntate precedenti a questa della rubrica Genesi, cliccando sulla tag in fondo al post. Un appuntamento del tutto discontinuo che però racchiude in sé un grande valore, almeno io la vedo così: in un settore ammantato spesso di mistero, quello editoriale, dove i dati di vendita non vengono rivelati facilmente, dove gli autori sono reticenti su tutto, io ho raccontato senza censura il percorso dall’idea alla pubblicazione del mio romanzo dal titolo Non è possibile.

Oggi siamo all’ultima tappa, poiché goWare mi ha appena comunicato con che Non è possibile verrà pubblicato prima dell’estate e manca davvero poco (anche se c’è ancora in giro la neve!)

Si tratta in assoluto della mia storia meno rosa, con tratti fantascientifici, che hanno sorpreso per prima me. Ma di amore ce n’è comunque in abbondanza, e poi c’è Marta, una nuova protagonista femminile così lontana dalla perfezione, con la sua precarietà lavorativa e sentimentale per la quale i lettori sono sicura faranno il tifo.

“Tendi a commiserarsi, Marta.” Lo so, ci casco sempre.

Ho bisogno di dormire, di non pensare: come dice Mirko se entro in modalità tragedia sono guai.

È assodato che i rimpianti siano una brutta rogna: avrei dovuto perdonare Lorenzo che mentre stavo reclusa prima e in vacanza poi, abbastanza contro la mia volontà in entrambe le situazioni, si è scopato laqualunque o quasi? No, ma adesso penso che forse sì.

Ho cominciato a scrivere Non è possibile il 26 febbraio 2016, siamo quindi a 2 anni/2 anni e mezzo dallo start al print, un tempo ragionevole, direi. Spero che sarete tutti qui, anche questa volta!

Genesi # 10 Fuori tempo massimo (e benvenuto novembre!)

Avevo una rubrica, chiamata Genesi, il cui obiettivo era ben spiegato in questo post di presentazione.

Siamo rimasti a questo punto, a maggio. Poi una lunga pausa senza sviluppi. Spero di riuscire a non risultare troppo polemica. Riassumendo: fin da subito l’agente sapeva che avrebbe dovuto darmi una risposta entro ottobre, è un puro discorso di termini contrattuali per revocare col mio attuale agente, per cui ha promesso e spergiurato che non avrebbe oltrepassato la dead line. Mal digerivo il fatto che si arrivasse giusto al 31 ottobre, tra pipistrelli e streghe, ma pareva fosse proprio così. Potete immaginare il mio stato d’animo ieri: ogni trillo di cellulare poteva essere la mail, ma alla fine i fantasmi di Halloween non hanno accompagnato alcuna risposta, e io non intendo accettarlo. La mia dignità e il mio tempo non sono alla mercé di nessuno, e la parola data per me è incisa nella pietra. Fine del progetto che mi ha legata a questa possibilità per oltre un anno. Non m’interessa cosa risponderà se e quando lo farà, perché per me è no. Chiamatemi rigida, ma se al mondo ci fosse un po’ più di rigore e rispetto per gli altri, le cose non andrebbero tanto a rotoli.

Salutiamo quindi il mese di ottobre con una vaga sensazione di amarezza che, in realtà, da ieri sera sta già abbondantemente sciamando. Ottobre! Ragazzi, che mese spettacolare! Pure il clima ci ha dato dentro per renderlo memorabile. Potremmo definirlo il mese del divano: il 30 settembre facevamo il primo giro sondativo tra i mobilifici e ieri ce l’hanno consegnato! Ma naturalmente sarà sempre il mese pazzesco dei 50 anni di Emanuele, della festa 50 + 10, di Diano Marina e Mantova! ♥

Oggi è festa, noi ci prediamo una giornata di total relax. Domani celebreremo i nostri cari defunti, anche se io personalmente non ho bisogno di una giornata dedicata perché penso a mio padre e ai miei vuoti ogni giorno, ogni giorno sì, e vado regolarmente al cimitero, come sapete. Ed è per questo che la mancata risposta dell’agente non può finire nel serbatoio delle cose tristi, i dolori sono altri, non è neanche un dispiacere, è un disappunto e una constatazione: #iosonodifferente.

Non posso chiedere a novembre di bissare il suo predecessore, ma gli do il benvenuto col sorriso aperto a ciò che vorrà portarmi!

Genesi 9 # L’agente interessata

Da parecchio tempo la rubrica Genesi è rimasta senza aggiornamenti. Spero che non abbia perso smalto, in realtà qualcosa è successo e l’ho accennato brevemente parlando dei vari impegni scrittori del periodo, ma in prevalenza si è trattato di uno sfiancante palleggio di revisioni tra CBM e me.

Sembrava infatti che il testo avesse ogni volta bisogno di un nuovo giro di interventi, soprattutto per rendere più definita la voce maschile di Lorenzo e per ripulirlo in generale. A fine gennaio un’agente si è detta interessata a leggere qualcosa di mio, è un po’ quello in cui speravo quando, a settembre, avevo deciso di affidare Non è possibile a CBM, invece di lasciarlo in dispensa per goWare. Considerato che questa agente chiede un contributo di lettura, darglielo senza dover pagare è già un buon risultato. Valuterà le prime 30 pagine e la sinossi, per decidere se è interessata al manoscritto, così è stato necessario rendere quelle 30 pagine perfette.

Non so dove ho trovato scampoli di risorse per cambiare ancora qualcosa, sempre aiutata da CBM, che mi spronava, ben sapendo quanto l’operazione mi stesse tediando. Alla fine ce l’ho fatta e da qualche giorno le 30 pagine sono in lettura. Non conosco la tempistica, l’unica cosa che so è che se le 30 cartelle sono perfette, il resto del testo è stato abbandonato a una fase precedente e toccherà quindi rimetterci mano per portarlo allo stesso livello. Me ne occuperò dopo il responso dell’agente direi, in modo da avere un quadro più preciso e spero anche una motivazione maggiore per affrontarlo di nuovo.

Scrivere significa soprattutto riscrivere, è vero, e a ogni tornante la magia si dissolve un po’ e diventa fatica e cesello; bello però quando il risultato sorprende me per prima, e questo fortunatamente è avvenuto. CBM dice che potrebbe uscire qualcosa di super, io dico che ogni romanzo ha davvero una sua genesi, nella scrittura e nella pubblicazione, e quella di Non è possibile non è tra le più facili, proprio per niente. Oh, come rimpiango i tempi in cui stavo scrivendo Figlia dei fiordi! ♥

Genesi 8 # Terminare la revisione

Ho rispettato l’idea di base di lavorare a Non è possibile soltanto nei giorni di part time. Non ha senso fare le cose la sera quando si è cotti o sottrarre tempo ad altro nel weekend se non si è sotto scadenza. La fretta non serve e mettere un intervallo di tempo ulteriore di sicuro aiuta a leggere più lucidamente l’opera che si rischia di conoscere a memoria.

La scheda di CBM si presenta divisa per punti, tipo scaletta, e ho agito affrontandone uno alla volta nell’ordine che ritenevo fosse più giusto per me. Prima quindi gli interventi che interessavano solo una o poche piccole parti precise di testo, molto individuabili e poi in crescendo quelle che riguardavano l’intero manoscritto, come la già citata inclusione della figura di Mirko in quella di Marta. I suggerimenti erano in tutto sette. Si è spesso trattato  di un lavoro molto tecnico, a tratti noioso, però da fare bene, senza scorciatoie, che poi si pagano. Una volta finito ho ristampato tutto e dato una rilettura su carta, in assoluto silenzio, in casa da sola. Molte pagine presentavano ancora qualche magagna: punteggiatura, refusi, magari un inciso da spiegare meglio, discorsi troppo lunghi senza andare mai a capo. Ho segnato i punti con la solita penna 4 colori, separato i fogli con le correzioni dagli altri e ora manca solo di riportare tutto sul file, in maniera meccanica, proprio una copiatura carta-schermo; lo farò quando gli strascichi di questa brutta influenza mi avranno abbandonato del tutto, purtroppo gli ultimi giorni tra mal di testa e nausea non sono stati il massimo. (Feste da archiviare davvero!)

Poi lo rinvierò a CBM, quando anche lei avrà ripreso a lavorare a pieno ritmo, per un nuovo giro di valzer. Lavorare con CBM assomiglia a una partita a ping pong, lo so e mi va benone, perché dà sempre ottimi risultati.

Genesi 7 # La consegna

La prima cosa da dire è che pare ieri quando scrivevo che il 7 novembre CBM mi avrebbe consegnato la valutazione e invece è passato oltre un mese, volato, come sempre. Poi ti guardi indietro e vedi tante cose.

Io e Chiara ci siamo incontrate oggi alla Open, tralascio qui i dettagli del fatto che vederla è sempre una festa, mi dà una gran carica e mi rimette in circolo l’adrenalina, passo quindi all’argomento del post, la settima puntata della genesi a Non è possibile che stiamo in qualche modo seguendo insieme.

Il romanzo c’è, i personaggi principali le piacciono molto, arrivano al lettore e il cuore   della storia, il pupazzo Brian, pure. L’unico un po’ claudicante è Mirko, che abbiamo quindi deciso di ridurre a buon gregario piuttosto che lasciarlo protagonista meno riuscito. Considerate che è un romanzo a più voci, per chi ha letto il mio Ragione e pentimento, la struttura è (quasi) la stessa, per chi non l’avesse letto (può recuperare eh, lassù ci sono i link del caso) la riassumo qui:

Marta

bla bla bla bla in 1 persona

Lorenzo

bla bla bla bla in 1 persona

Mirko

bla bla bla bla in 1 persona

William (che entra in scena più avanti)

bla bla bla bla in 3 persona

Ora per risolvere il problema Mirko possiamo trattarlo in 3 persona, o farlo assorbire dal personaggio Marta, Marta, sua grande amica, quindi racconta Mirko. Ho scelto questa seconda soluzione perché la terza persona di William regge e ha un senso perché lui arriva quasi a metà romanzo, per Mirko che troviamo già nelle prime pagine non mi piace. Questa intervento rappresenta il lavoro più importante che dovrò fare sul testo.

Poi ci sono cosucce sulla forma, la punteggiatura invece è a posto (triplo wow wow wow!), inserire un paio di idee, davvero micro, e sviluppare meglio il discorso tecnologia su Brian, infine Lorenzo è di Pistoia ma la sua toscanità nel linguaggio non è così azzeccata, per cui lo facciamo parlare italiano e basta.

Nel complesso è andata alla grande, veramente sono piena di fiducia e stelle filanti per questa consegna. CBM ha puntato il dito su alcune parti che a me parevano sì ok, ma lei le ha trovate davvero fantastiche: un passaggio difficile in un cambio di scena ha detto che mi è riuscito come a…be’ a non so più chi, perché ehm non ho capito di chi stesse parlando ma non ho osato chiedere, pareva fosse un grande nome, e io mi sono sentita un po’ esaltata dal paragone, un po’ idiota per la mia ignoranza, insomma divisa a metà come spesso mi accade in questa vita.

E adesso mi prudono la mani per la gran voglia di rimettere le mani su questa opera!

Genesi 6 # L’attesa

Foto da Dalani.it

Foto da Dalani.it

La mia vita si è spesso incagliata nelle attese, come quella di tutti, forse, a me pare un pelino di più. Ma le attese sono di due tipi: quelle con una scadenza certa, esempio banale aspetto la fine della scuola, Natale, di sposarmi, be’ un giorno c’è.

Per il matrimonio ovvio, intendo dopo aver fissato la data, altrimenti se magari si è single diventa l’attesa uh del principe azzurro uh. Non divaghiamo. Poi c’è l’attesa maledetta che non si sa quanto durerà. La graticola, la “a breve” che alla fine non vuol dire un cazzo niente, perché se per me a breve significa massimo 24 ore, per il resto del mondo il tempo del disgelo. Sta roba vi dico mi manda a male e mi sembra profondamente ingiusta, per non dire che vanifica sforzi di vario genere, perché trasforma tutto in un pantano.

Però non è questo il caso di oggi. Il 7 novembre CBM mi consegnerà Non è possibile con la valutazione, le note, le rogne (speriamo poche), insomma il suo prezioso lavoro. Pare ovvio che non avremo altre puntate di Genesi fino ad allora.

Un mese, un mese è poco, un mese è la metà del tempo previsto dall’agenzia di CBM e io la ringrazio per aver dimezzato lo stallo. Fatemi guardare il calendario: dunque, dunque, dunque lunedì, con l’8 e il 9 ancora di part time per magari lavorarci su. Ottimo.

Genesi # 5 La revisione efficace

Per una buffa congiunzione astrale il 22 settembre sono a casa dal lavoro perché l’ufficio personale mi ha avvisata che ad agosto ho lavorato un giorno in più rispetto al part time e rischio di fare altrettanto a settembre.

Colgo l’occasione senza farmelo ripetere e mi godo una revisione che deve essere super efficace perché intendo leggere Non è possibile solo due volte. La prima accettando il 99% delle note evidenziate dalla lettrice beta. C’è un po’ di tutto: refusi, errori di genere, orrori grammaticali, punteggiatura poco convincente, proposte di nuovi termini e ribaltamenti di frasi. Poi passo a una rilettura più lenta, cercando magari di arricchire qualche concetto, e di valutare il testo con grande onestà e distacco. Non lo leggevo da diversi mesi e questo aiuta molto. Ritrovo passaggi di cui sono innamorata e ci do dentro.

Nel complesso mi piace molto, sento la mia voce e mi focalizzo sui lettori abituati alle mie storie, cercando di capire come reagiranno. Sì, c’è un elemento fantastico nel senso di fantasy piuttosto sorprendente, ma è davvero mio nelle dinamiche e nei conflitti tra i personaggi, non sto tradendo nessuno. Sono molto molto ottimista.

Lo invio a CBM, dopo un paio di giorni mi chiede la sinossi. In difficoltà nel farla avevo scantonato evitandola. Il 24 settembre, dopo aver avviato le cose di casa del sabato, mi isolo e in un paio d’ore è pronta, la inoltro e resto in attesa di aggiornamenti dalla mia editor preferita.0403Intanto siamo ancora qui, sul Lago, in un clima mite e sospeso tra estate e autunno, tra gente che ancora fa il bagno e io che sono felice di essere al 1 ottobre senza calze. Gite, letture e relax. E buon cibo. Io e l’Orso che insieme non ci annoiamo mai. In un hotel degno di un giallo di Agatha Christie, con le sue scale quasi da passaggi segreti e una clientela straniera incantata nel paese, suvvia lo è, più bello del mondo. Felice ottobre, amici cari!