Nina Strick

Sono (giuro non sto esagerando) pietrificata di fronte alle illustrazioni di Rossella. Sono stupende, ma no di più, non riesco a esprimermi, sta dando vita al mio giallo per ragazzi come se fosse un film d’animazione da Oscar.
Non vedo l’ora di vederla, abbracciarla e dirle grazie di persona per aver avuto fiducia in me. Anche se non sarà subito, visto che abita a Trieste. Continuo a pensare di essere stata molto fortunata a trovarla e anche intuitiva visto che gli illustratori che si sono proposti sono stati 4 e addirittura altri 2 quando avevo concluso la ricerca e nessuno mi ha mandato un campione dei personaggi prima della mia scelta. Senza togliere nulla a Emanuele e Nicoletta che si stanno occupando della formichina, Rossella è l’artista giusta per questa storia.
Oggi vi mostro Nina Strick, io ne sono già innamorata pazza! ♥

Dettagli di vista

In questi giorni sono molto stanca; ho sempre più l’impressione di non vederci bene e soprattutto di non volermi accontentare della mia vista attuale, come ha suggerito l’oculista in settembre, perché la differenza di diottrie tra i due occhi dà questo problema, anche con gli occhiali da vicino. Limito quindi l’uso del pc a casa (l’ufficio è un massacro in tal senso: ho a che fare con numeri molto piccoli) e ho fissato un nuovo controllo, da un oculista diverso. sineo-308a17021319000_0002-2

Vi lascio quindi volentieri con due altri dettagli di Rossella Paolini, strepitosa!

La borsa d’Investigatto e un particolare dell’arredamento, si noti la finezza della G sul paralume, G come Grant Castle of course.

Salvo imprevisti – nel bene o nel male – (magari arriva qualche news sensazionale) ci si ritrova sabato per  # Amo il greco.

E domenica ci si vede da Buck & Rock, beato chi verrà!sineo-308a17021319000_0002-3

 

Grant Castle

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Un dettaglio della prima illustrazione di Rossella Paolini, la parete della sala da pranzo a Grant Castle, dove si sta svolgendo un sontuoso banchetto

Il fitto nebbione tipico di certe contee in Inghilterra aveva causato un forte ritardo a Miss Strick, che in quel momento stava percorrendo il vialetto ghiaioso, guardando con un pizzico di ansia l’orologio sul cruscotto. Odiava guidare in presenza di condizioni atmosferiche poco piacevoli, che si trattasse di nebbia, pioggia battente, o, addirittura neve. Oh, quanto preferiva il comodo treno. Le Ferrovie Britanniche quelle sì, non la stancavano mai, ma Grant Castle era davvero situato in una contea scomoda, la stazione più vicina si trovava a venti miglia di distanza, coi tassisti che storcevano il naso ogni volta che lei si faceva portare fino alla tenuta della sua vecchia compagna di college: Emma Glenfield, Emma Grant da quando aveva sposato il Conte Grant. Tassisti, puah! Manco la scorrazzassero su e giù per le contee inglesi gratis!

Una volta arrivata parcheggiò con cura ed entrò. Il maggiordomo l’accolse con grande cordialità, chiedendole il suo nome e facendosi consegnare il cappotto, poi la scortò e annunciò il suo ingresso nella splendida sala da pranzo dove Nina Strick gettò uno sguardo alla tavola imbandita  (…)