Other people

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Succede che continuavo a sentire questa canzone in radio e pensavo “urca, mi piace proprio!” e quando mi sono decisa ad approfondire chi la cantasse, ho scoperto che si tratta sempre di LP che già mi aveva incantata quest’estate e su cui infatti avevo scritto un post!

In questo video c’è pure la mia Milano, addirittura il mio adorato tram. Fingiamo quindi che Laura Pergolizzi abbia voluto farmi un omaggio! ♥

Decisamente una delle cose belle di questo 2016 ormai agli sgoccioli!

E niente, fa proprio un freddo cane. Con la nebbia che rende tutto uno schifo, cioè per certi versi fa atmosfera ma non se la temperatura si aggira intorno allo zero. Questo significa che tocca rinunciare a certi bei giri tre negozi e luminarie e mi spiace molto, ma sto patendo tanto e ho le vie respiratorie alte troppe delicate per non dire compromesse. Mi sono vista con un’amica per uno spritz in tarda mattinata nel centro commerciale sotto casa, gremito di gente, un delirio. Però è stato bello lo stesso.

Ieri grazie all’offerta di Amazon Ragione e pentimento ha vissuto una seconda giovinezza schizzando al 10^ posto della classifica, forse pure più su, ho smesso di controllare a un certo punto. C’è pure una sgradevole recensione a una stella, con la quantità di puntini di sospensione messa a caso. Ecco, io credo che gente che si diverte così non stia messa tanto bene, davvero. Posso non piacere, diamine sì, ma si argomenta la critica, non si piazzano due mah e quattro puntini uniti a un’ironia che non fa ridere.

Io continuo a vivere il mio Big Magic Moment in cui vedo solo le cose belle davvero. Lascio che le other people si crogiolino nella mediocrità di una recensione scritta male, e sono certa che la loro vita sia una lagna, perché people così criticano per sentirsi superiore e di solito tormentano i colleghi 😀 e le lucertole.

Continuo a credere che il mondo abbia bisogno di indulgenza (e io di uno spritz che quello di stamane era piuttosto annacquato!) non perché sia Natale, ma perché sta andando a ramengo e non possiamo contribuire anche noi con le piccole cose quotidiane e farlo rotolare nel fango.

Cortona (con gita a Pienza e Bagno Vignoni) 31 dicembre ’15 – 3 gennaio ’16

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Per voi, col piacere di ritrovarvi e la promessa di un anno pieno di storie e colori!

Semplicemente impegnati a goderci ogni attimo

  Semplicemente impegnati a goderci ogni attimo,

ogni dettaglio

                 ogni dettaglio, natalizio e non.

Scandalosamente innamorati pazzi di noi

          Scandalosamente felici e innamorati pazzi

di tutto, vini compresi!

                                di tutto, vini compresi!

Del perché è tanto bello leggere in vacanza!

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Già, perché? In prima analisi perché è l’unione di due grandi piaceri: leggere e stare in vacanza, per cui la sommatoria non può che essere molto vicina alla perfezione. In seconda battuta, in villeggiatura probabilmente non dovremo leggere con i minuti contati, come invece accade spesso a casa: leggere alla fermata del bus è un buon modo per ingannare l’attesa, ma non è certo la condizione ideale per farlo, e neppure con una parte dell’attenzione ceduta al solito arrosto che brucia, la solita lavatrice che presto sarà da stendere, la solita ora di pausa pranzo in ufficio che a breve finirà.

Molti miei ricordi di lettura vanno oltre la lettura stessa, diventano esperienza tutta, si fondono con il viaggio. Negli ultimi anni: l’arrivo a Brouges dopo chilometri estenuanti, prima tappa verso Bretagna e Normandia, se io sono stanca figuratevi l’orso che ha guidato per un tempo infinito, per cui lui si butta sul letto in un piccolo e delizioso hotel, mentre io scopro un giardino sul retro con accesso diretto da ogni camera, trascino una sedia e attacco “Una casa alla fine del mondo” di Michael Cunningham, un libro che, come mi disse il mio insegnante di scrittura creativa dell’epoca, va letto e basta. Intorno a me altri turisti entrano nelle camere con la baguette sotto il braccio. Io questa immagine ce l’ho stampata nella mente come godimento assoluto: le prime pagine di un romanzo potente, l’aria di una terra straniera, l’euforia per i giorni che si spiegano davanti a noi, così sognati.

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(Nell’immagine le case a graticcio di Brouges).

E ancora la lettura di “Libertà” di Franzen, a Marcelli di Numana, dove torneremo quest’anno, io che capisco di non vederci tanto bene, a settembre avrei messo i primi occhiali scoprendo che mi mancano 3 diottrie, faccio una fatica a bestia, ma non lo mollo.

La prima cosa da fare quindi, è decidere quanti libri portare con me. Una vacanza in auto di sicuro una mano la dà 😀 Quattro penso sia una buona scelta. Sul primo nessun dubbio: ho riservato la lettura di “In to the wild truth” sul quale non mi dilungherò, se ne è già parlato in abbondanza, per l’estate, volevo mettere uno stop tra le parole di Carine in persona e quelle scritte.
Il secondo l’ho comprato al Book Pride, e anche in questo caso volevo lasciare un po’ di tempo tra la lettura del precedente romanzo di Jennifer Egan che tanto ho amato (sto parlando di “Il tempo è un bastardo, che tra l’altro dà il titolo all’ultimo capitolo del romanzo di Natallia) e questo, cioè “La fortezza” traduz. di Martina Testa, pubblicato sempre da quel genio di minimum fax, che sarebbe supersonico se pubblicasse pure me! 😀 Ho un po’ paura ad affrontare questo romanzo, perché l’aspettativa non è alta, no, di più. Non conosco neppure la trama, l’ho preso appunto sull’onda emotiva forte dell’altro; vi dirò poi.
Ne mancavano quindi due, e avevo finito la scorta in casa. Sono andata in biblioteca, ho sbirciato la Ferrante di cui tanto si legge ovunque e sparla, ma a pelle boh, molti dubbi. Non l’ho preso. Ho trovato, la mia biblioteca non eccelle in novità, “Un amore di ragazzo” di Helen Fielding, in pratica il seguito dopo molti anni di Bridget Jones, un romanzo che una come me non può non avere amato, infatti l’ho adorato. Avevo in mente di comprarlo quando uscì, non lo feci, lo dimenticai, e ora mi fa piacere metterlo in valigia.

Per l’ultimo una rilettura. Ho pensato di completare la mia collezioni di Ellery Queen andando alla ricerca su Amazon santo subito, di quelli che mi mancano, pochini a dirla tutta e ho trovato l’usato sicuro ahahh tipo autovettura di “Il caso dei fratelli siamesi” Oscar Giallo Mondadori ovviamente, traduz. Cesare Giardini. L’ho letto credo vent’anni fa. Ed è uno dei migliori Ellery, l’intreccio è divino, scatole cinesi impeccabili, continui cambi di scena, indizi che portano inevitabilmente a false piste, e mai una sbavatura, ciò che rende Ellery immenso è l’intelligenza, la coerenza. A volte con Agatha Christie che peraltro trovo sublime, ho l’impressione che prenda un po’ in giro il lettore, non dica tutto, ecco. Rileggere i gialli non ha molto senso, ma io ho dimenticato chi è l’assassino, ho solo un vago eppure ottimo ricordo di una trama chirurgica che ti inchioda. Per anni ho sempre conservato un Ellery per le ferie, solo che poi nel tempo semplicemente li ho esauriti.

E’ un post lungo, che avrei potuto spezzare in due, ma ieri ho avuto tempo per metterlo in bozza, per cui lo pubblico volentieri augurandovi buon weekend e aspettando nei commenti l’elenco dei vostri libri da valigia e, se vorrete, anche qualche bel ricordo legato alla lettura da vacanza!

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Il segnalibro è stato fatto da mia sorella, wp continua ad essere anarchico nel decidere dove e come piazzare le foto, ergo non se ne parla di scriverci a lato!

Scatti dalla “convenscion”

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Stupenda la sede scelta per il convegno: niente da dire, è piaciuta persino a una criticona come me!

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In azienda ci sono un sacco di coppie, ma i più belli sì, siamo noi!
I due figuri sullo sfondo sono, pensa un po’ che caso considerato che eravamo circa 230 persone, il mio responsabile e il boss – cioè proprietario della ditta per la quale lavoro – perché sì in effetti io ero un’ospite, si nota dal badge identificativo sotto, poiché non dipendente bensì fornitore.

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Mio marito invece è dipendente, e infatti aveva scritto il nome, ecco spiegato come mai lavoriamo insieme, ma non siamo colleghi. Un sacco di gente si è chiesta però il motivo di quell'”ospite”, in fondo sono lì da 27 anni, (di cui i primi 11 da dipendente), un po’ lunghina come ospitalità!
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Massima concentrazione: devo capire quale sia l’acqua frizzante e quale naturale, qualcuno nota il mio cipiglio e scatta, senza che me ne renda conto; in realtà non sono riuscita a nascondere il disappunto per la totale mancanza di alcol, eh dai, neppure un prosecchino.
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PS. Oggi wordpress ha deciso che le foto sceglie lui dove metterle e non consente modifiche nella dimensione. Scusate!

C’è ancora l’odore del mare nella borsa da spiaggia dello scorso anno, forse non l’ho lavata bene, ma che bello ritrovarlo!

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Dal 28 giugno al 13 luglio compreso questo blog sarà chiuso per ferie!

Dal 28 giugno al 13 luglio questo blog sarà chiuso per ferie!

Vi saluto con una foto già pubblicata in versione “a colori”, mentre questa sfumata in bianco e nero è una delle due proposte per la copertina di “Ragione e pentimento” (l’altra è squadrata senza dissolvenza).

Ci tengo a ringraziarvi davvero di cuore per l’affetto di sempre e soprattutto di questi mesi bui. Il blog mi ha tenuto compagnia, ma di sicuro se ho continuato con tenacia è perchè ci siete voi dall’altra parte dello schermo!

Domattina si parte. So che vi ritroverò tutti al mio rientro.

Vi abbraccio fortissimo, non sono il tipo di persona che dimentica che voi c’eravate.
Vado a terminare i bagagli!
W chi è capace di viaggiar leggero (cioè non io!)

Non resisto…

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Non resisto...

Vi mostro la foto sulla quale sta lavorando il grafico di goWare, in realtà c’è anche la versione oblò aperto e non so quale sia stata scelta, ma cambia davvero poco. Non credo di violare alcunchè postandola. Le gambe sono mie, e viste da qua paiono un trionfo di vene. Le scarpe di vernice nera con tacco e punta rosso scuro non sono da indossare senza calze, nè con una gonna leggerissima, ma mi sembravano le migliori che ho per l’idea che avevo in mente. La lavatrice è l’elemento chiave che dà il via alla narrazione.

E’ sicuro: il lettore che desidera una copia cartacea di “Ragione e pentimento” potrà ordinarla su Amazon (e solo su Amazon) e riceverla a casa. Sarà un libro vero e proprio, con un costo leggermente superiore a quello dell’ebook, che invece sarà disponibile su ogni piattaforma digitale.

Mi hanno chiamata oggi (e per la legge di Murphy il cellulare squilla sempre quando sono in bagno, e le chiamate perse sono tutte da numeri che non ho in rubrica, così sto lì a scervellarmi sull’indovina chi) per un dettagliuccio sull’impaginazione nella versione di carta: mi sento proprio nelle mani di professionisti seri e preparati.

Papà, questo è il tuo lascito, ora ne sono certa.

Il nuovo romanzo di Francesco Muzzopappa

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Il nuovo romanzo di Francesco Muzzopappa

Di seguito il link del mio post sul primo romanzo di Francesco, l’ultimo commento è dell’autore stesso che, arrivato al mio blog per vie trasversali, lasciò una traccia del suo passaggio. E io gongolai.

https://ilibridisandra.wordpress.com/2013/11/02/siamo-seri-oggi-parliamo-di-qualita/#comments

Vi segnalo quindi con piacere l’uscita del suo secondo lavoro e il fatto che Francesco risponda alle mail sempre con molta simpatia e in pochissimo tempo.

Copioincollo per estrema praticità la trama da Amazon:

Algida, sarcastica e decisamente snob, la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, discendente diretta dell’ultimo grande casato torinese, potrebbe trascorrere le sue giornate addentando deliziose frolle fresche di pasticceria e sorseggiando coppe di champagne millesimato. Si ritrova invece a mangiare Gocciole e pessimo gelato da discount per colpa di una crisi economica che ha colpito persino la sua famiglia, costringendola a vendere proprietà, pignorare mobili e decimare il personale. A servizio, ormai, è rimasto solo Orlando, maggiordomo con la forte passione per le poesie di William Blake, devoto e sempre presente. Nel momento in cui un’intera generazione di trentenni cerca di rottamare la gerontocrazia al potere, Emanuele, il figlio della contessa, tanto bello quanto cretino, concorre a prosciugare il misero conto in banca di famiglia portando il casato al collasso. Prossima ormai alla bancarotta, Maria Vittoria decide di salvare il suo patrimonio e la sua villa. Per riuscirci è disposta a tutto, persino a organizzare un sequestro di persona. Il suo.

Lo comprerò di sicuro, forse è tardi per la valigia, ma tanto poi mi tocca rientrare e questo libro potrebbe essere un ottimo incentivo anti-deprescion-post-vacanza.