Noi che il 16 si lavora!

I giorni valtellinesi intorno a Ferragosto sono stati assai piacevoli, grazie ancora a chi è passato di qui per gli auguri. Ieri ci siamo fatti una mangiatona di piatti tipici in un posto stupendo sopra a Dongo (Lago di Como): il Crotto Bercini che vi consiglio assolutamente.

In realtà noi non si perde l’occasione di brindare pure a casa. In questo caso con un fantastico Porto gentilmente omaggiato dal corrispondente del marito, che abbiamo conosciuto a Lisbona. Si noti che sto togliendo la frangia per cui talvolta porto la mollettina, che ora il ciuffo mi arriva alla punta del naso e un po’ rompe anche se asciugandolo lo giro indietro; obiettivo: farlo crescere ancora in modo che possa essere portato dietro l’orecchio, fine della digressione parrucchieristica.

Stavo pensando che non credo di essere mai stata tanto raminga come ora, in realtà in estate ho sempre fatto parecchio su e giù dalla Valle, ma almeno negli ultimi anni ero riuscita a fermarmi anche una settimana, quest’anno invece no, e non me ne sto lamentando perché c’è stato l’intermezzo Rimini che ha sfasato il calendario; per cui ad esempio siamo rientrati stamane e venerdì sera già si riparte che è dopodomani. Ho sempre bagagli con me, tipo sta sera sono rincasata dal lavoro con un collega e la borsa della biancheria sporca, che se l’avessi lasciata in auto con Emanuele non potevo fare neppure un lavaggio prima del suo arrivo (chissà a che ora!), sto poco a casa ma quando ci sono una lavatrice e/o il ferro da stiro vanno a pieno regime. La spesa nel frigorifero dell’ufficio e poi mi rammento di aver lasciato i fagiolini in auto, stessa storia del bucato: voglio cucinarli stasera e non farei in tempo, ok, vado a prenderli, ma temo di non riuscire a chiudere il portellone del bagagliaio, perché semplicemente non ci arrivo. Tuttavia l’Orso parcheggia di culo, così beneficio del marciapiede e ce la faccio, ma sono chiusa fuori dall’azienda perché non essendo dipendente non ho il badge e mi tocca citofonare. Cose così cretinissime, ma tutta una organizzazione fuori dagli schemi.

In Valtellina poi si passa senza criterio da 10 a 30 gradi per cui tocca avere sempre mille tipologie di vestiti e scarpe, ricordarsi i fondamentali come farmaci (io prendo fisse due pastiglie), occhiali, caricabatteria e non so cos’altro.

E poi si lavora quando bene o male tutti o quasi sono via o in relax casalingo. Capita, non è un dramma, perché le ferie sono già state godute e non so cosa significhi lavorare per una ditta che chiuda, quest’anno è stato un miracolo la chiusura del 14!

Milano non è vuota, ma si gira un gran bene, il telefono in ufficio non squilla ma non è mancata la classicissima rogna ferragostana. E l’imprevisto in montagna: fine della bombola del gas alle h 19 del giorno 14, rivenditori chiusi, risolto oggi, così scopri che c’è gente gentilissima (noi non eravamo più lì, mia mamma è sola e la bombola chi la portava al secondo piano di una casa in sasso?) che compensa quella spregevole.

Stavo dimenticando una cosa importante. Chi disse “eh ad agosto gli editori non rispondono?” Io, certo. Ebbene domenica 13 addirittura una mail da Mondadori settore ragazzi, un rifiuto a Nina Strick, ovvio, però dai, Mondadori risponde la domenica, in agosto, mamma mia, roba da brividi.

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9 pensieri su “Noi che il 16 si lavora!

  1. Oh che belli che siete! Ti faccio però notare che il tuo bicchiere è notevolmente più grande del suo, almeno così pare!
    Già il fatto che si siano scomodati a rispondere è una gran cosa Sandra, lo sai che non si deve demordere. Insisti e prosegui con il tuo solito trantran, che a dirla tutta, tanto trantran non me lo pare proprio.

  2. Mondadori che risponde di domenica mi ricorda un gruppo di sistemisti che passano in weekend a sacramentare contro un server di posta impazzito che non spedisce le mail da due giorni. E poi di colpo boom, partono tutte, di domenica. 😀
    Qui ho appena finito di svuotare l’ultimo scatolone della libreria, che sto riempiendo le valigie. E quando svuoterò le valigie, avrò pochi giorni per riempire le borse da moto, organizzazione tutta diversa. Però mi piacciono molto il raminghismo e le avventure, anche se sono “cose brutte, fastidiose e per di più scomode. Fanno far tardi a cena.” (cit. Lo hobbit). 😉

  3. @ Nadia, no, no giuro i bicchieri sono uguali è solo un effetto ottico perchè io ero più vicina allo scatto. Io non demordo, vediamo, questi lavori per l’infanzia mi sembra meritino una pubblicazione decorosa, anche se non Mondadori.
    @ Barbara, ecco, brava, le cose devono per forza essere andata come il tuo fiuto informatico suggerisce! Buone valigie e giri in moto.
    Bacioni a entrambe.

    • In effetti essere raminghi fornisce un’ottima scusa per fregarsene delle pulizie ad esempio e provare a vivere in maniera più easy che non guasta e dovrebbe diventare un mood per tutto l’anno! Baci a te.

  4. Stai bene senza frangia!
    E non mi aspettavo che gli editori rispondessero in agosto, Mondadori, poi (speriamo non un povero stagista sfruttato…), anche un rifiuto scritto con garbo è meglio del silenzio. Io mi sto preparando per l’unico invio che ho in programma (mi sento un po’ scema, ma voglio provare questa nuova strategia).

    • La frangia mi piace moltissimo ma è sempre da regolare per cui richiede frequenti sedute dal parrucchiere che non ho più voglia di fare. No, hai ragione speriamo non fosse uno stagista sfruttato e accaldato. Spero che parlerai diffusamente della tua nuova strategia nel blog, c’è sempre da ispirarsi dalle esperienze altrui in questo campo minato dove siamo tutti avventurieri.

  5. Sandra ma sai che anch’io avevo fatto una mezza frangia e adesso sto tentando di farla ricrescere e metto la molletta anch’io in casa che il ciuffo sugli occhi rompe parecchio, che ridere. Volevo dirti che ho appena finito di leggere Figlia dei fiordi (comprato su iBooks) non so perchè non lo trovo su Goodreads dove volevo lasciare una recensione, l’ho trovato molto carino, non ricordavo che Cesare saltasse così tanto, che tipo originale. Se riesco provo a metterla su Amazon! Bacioni

    • Ecco, vedi che mi capisci con la faccenda ciuffo? Grazie mille per le tue parole sul mio libro, che mi fanno molto piacere davvero. Cesare è originalissimo e di gran cuore. Un bacione a te e buon proseguimento di estate, grazie.

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