E se vincessi il super enalotto?

Il tema è ricorrente e si rinnova ogni qualvolta il jackpot sale: anche chi di solito non gioca si lascia tentare dal super enalotto, pochi euro puntati magari in condivisione con i colleghi per “comprare una quota di un sistema.” Settimana scorsa ho giocato 3 euro e ho vinto 80 centesimi, non è esattamente quello a cui ambivo.

Da lì scatta sempre il tormentone “cosa faresti se vincessi una cifra destinata a stravolgerti la vita?” Vanno alla grande i viaggi e le automobili di lusso, tutti lascerebbero il proprio impiego, segno che i lavoro alla fine è un tormento necessario ma la prima cosa di cui faremmo a meno potendo. Anch’io sì, mi licenzierei. E poi?

Non cambierei casa, perché la amo, e amo pure Milano, e perché odio i traslochi. Chi me lo fa fare? Qui io e l’Orso abbiamo costruito tutto, abbiamo riso, pianto e piantato il piccolo seme del nostro matrimonio per vederlo crescere e fortificare negli anni. E i mobili? Chi mi segue sa quante volte l’appartamento è già stato ribaltato, quindi credo che rinnoverei solo la cameretta, dandole una definizione più precisa dell’attuale (è comunque arredata, e neppure con cose così di scarto, anzi).

Ecco un’idea di come mi piacerebbe farla diventare, in caso si optasse per la soluzione studio:arredare-una-stanza-studio_ng4Adoro lo stile marinaro, trovo molto simpatica la scrivania sotto a destra. Tutto sommato la stanza è grandina e un letto fisso (che attualmente non c’è) sarebbe opportuno. Domani Nanni ♥ dormirà da noi per la prima volta e toccherà portare su il letto pieghevole di Natallia  e Olga dalla cantina, che sbattimento. imgQuindi studio o stanza ospiti? Meglio ancora tentare di mixare le due esigenze.

Cameretta sì, ma con la scrivania stilosa. Guardate questa che segue sotto – By Modus Crescendi, Bounty Charme – è geniale e molto pratica!mobili-stile-vecchia-marina-comp418Del resto se vincessi una cifra considerevole di sicuro comprerei la casa dei miei nonni in Valtellina e la farei ristrutturare senza badare a spese. Lì sì che c’è da sbizzarrirsi: 3 piani + solaio mansardabile, un magazzino esterno attiguo (che ho sempre sognato di unire al soggiorno mediante un gioco di scale), una terrazza enorme, un garage e 2 cantine. E i locali? 1 cucina enorme, 1 ampio soggiorno, 4 camere da letto, 3 bagni. Penso che inserirei l’ascensore o il servoscala.

Bene, immagino che il gruzzolo inizierebbe a diminuire, ma stiamo parlando di tanti, tanti, tanti soldi, tutto è fattibile. Il weekend sarebbero quindi spesso trascorsi lì, dove avrei una domestica in loco per le pulizie e l’accensione del riscaldamento prima del nostro arrivo, anche se mi dicono che esistono sistemi moderni direttamente dallo smart phone!

E poi? Forse cederei a un qualcuno che stiri per noi, mentre per i mestieri di casa, dai li farei ancora io! Senza l’ufficio sarebbe una pacchia vera! Continuerei a scrivere, probabilmente sulla nuova scrivania 😀 e a fare la zia sitter con gioia!

Avrei un autista privato, da tempo c’è questo patto con collegafigo: 2000 € al mese e dovrebbe essere a mia disposizione “Tesoro, oggi andiamo a prendere Nanni in auto!” E lui arriverebbe. Spesso starebbe a casa a far nulla, a me piace anche girare in tram, ma lo stipendio non subirebbe ridimensionamenti. Sarebbe più che altro comodo per la sera. La macchina? Questa:chrysler_pt_cruiser_rear_20071211La adoro da sempre e non me ne frega nulla di Ferrari, Maserati e Lamborghini!

Andrei dal parrucchiere ogni 5 giorni! E probabilmente assumerei anche un cuoco saltuario (con i vaucher, che Renzi le ha pensate tutte per venirci incontro). E poi basta. Viaggi, vacanze? Come adesso, magari aggiungendo una stella agli hotel ed eliminando i voli low cost, anche se le strutture di Sirolo e Cortona di Claudia e Paola che sono nel mio cuore continuerebbero a essere mete perfette per il nostro relax e svago! 

Non ho sogni così stratosferici a ragionarci su! 😀 O no?

Buck and Rock: le foto!

wp_20170226_13_35_59_proIo, Barbara Webnauta e Serena Bianca De Matteis che trio di bellezze e bravura!

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Melina, Valeria, Barbara e la sottoscritta Ciaooooo, boys!

Dopo pranzo a base di hamburger e patatine ottimi, una parte del gruppo ha proseguito la giornata mostrando alle amiche padovane il quartiere Porta Nuova, poco distante. Il cuore è Piazza Gae Aulenti, col celebre palazzo del Bosco Verticale- L’Orso, unico maschio rimasto, si è sbizzarrito con le foto e ha sopportato le nostre chiacchiere. Non potrei desiderare un marito migliore: sempre solidale con le mie iniziative libresche! Grazie Emanuele!

0700Se capita di firmare qualche copia de Le affinità affettive non ci si tira certo indietro, anzi si scrive una dedica molto volentieri.

Questo romanzo è nel mio cuore forse un pelo più degli altri e chi l’ha letto conosce il motivo!

Cosa dire? Sono sincera, speravo in un’affluenza maggiore, eravamo una quindicina, ma tutto è stato molto bello e direi riuscito. Qualche euro in più per il nostro progetto e una giornata in amicizia. Questo è quello che conta.

Amo il greco # 6

Quando mia sorella mi ha detto di aver già prenotato le vacanze a Santorini + altre due isole greche, ho ritenuto possibile che siano in molti in questo periodo a cominciare perlomeno a pensare a una meta estiva. Alcuni amici hanno già fatto il biglietto per l’Argentina e noi abbiamo un’idea abbastanza precisa su dove vorremmo andare, anche se passeranno almeno 2 mesi prima che si prenoti.

Grecia: una destinazione sempre molto battuta. Perché non pensare quindi a qualche luogo alternativo, isole comunque ben raggiungibili ma non le più gettonate come Rodi, Creta, Mykons e Corfù (io vacanza a Rodi nel 1996 e a Creta nel 1997)?

L’isola di Patmos Πάτμος (visitata in escursione durante il soggiorno a Kos) è celebre per essere il luogo dove S. Giovanni ha scritto l’apocalisse, il monastero è visitabile e la grotta dove il libro è stato scritto molto suggestiva. Non mancano uno splendido mare e un’atmosfera vacanziera più raffinata, meno da locali e delirio notturno. Può essere molto calda, le isole del Dodecaneso non sempre sono ventose (il che ha i suoi vantaggi, visto come riesce a  essere fastidioso il Meltemi soprattutto ad agosto!)

l’isola di Symi Σύμη (visitata in escursione durante il soggiorno a Rodi) presenta due zone distinte, nella prima si trova il monastero di Panormitis e il colpo d’occhio all’arrivo è assimilabile a un’isola caraibica per la costruzione a colonne in stile coloniale molto poco greca; da lì ci si sposta sempre in traghetto nell’altra costa quella del porto principale. Verrete accolti da casette bianche e gialle e un paesaggio incantevole diverso da quello delle cicladi: ricorda un po’ a Portofino. Le spiagge più belle sono difficili da raggiungere, ma tutto il resto è delizioso, i vicoli, i piccoli gamberetti da mangiare senza sgusciarli, i banchetti di vendite di spugne, articolo che viene sempre associato a questo gioiello di isola.

Nea Stira è la località nell’Isola di Eubea Εύβοια (chiamata anche Evia) dove mio marito ha trascorso le vacanze estive per anni, io ci sono stata nel 2008 e sua madre si trasferisce lì ogni estate per 3 mesi. L’ho trovata davvero molto economica, autentica, e piacevole sebbene a Nea Stira il mare sia un po’ freddo. Ci sono alcuni hotel con spiaggia privata, in ottima posizione l’Hotel Delfini, ma mediamente è un luogo di appartamenti affittati (o di proprietà) agli ateniesi e questo la rende unica. Si raggiunge in traghetto dal porto di Aγíα Mαρíνα (pronuncia Aghia Marina) in meno di un’ora, l’auto è traghettabile e potrebbe essere utile averla per girare l’isola. Di sicuro promette e mantiene una vacanza molto rilassante a stretto contatto con le abitudini locali. Il sito dei Ferry Boats per Nea Styra è in greco, ma comunque piacevole da vedere, anche per ammirare un bellissimo tramonto (che io ho visto dal vero, dalla terrazza di casa, mangiando souvlaki!)

Ho dedicato questa puntata a qualcosa di diverso sperando di avervi fatto venire voglia di partire. Non mi resta quindi che dirvi: καλό ταξίδι Kallo Taksidi

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Dettagli di vista

In questi giorni sono molto stanca; ho sempre più l’impressione di non vederci bene e soprattutto di non volermi accontentare della mia vista attuale, come ha suggerito l’oculista in settembre, perché la differenza di diottrie tra i due occhi dà questo problema, anche con gli occhiali da vicino. Limito quindi l’uso del pc a casa (l’ufficio è un massacro in tal senso: ho a che fare con numeri molto piccoli) e ho fissato un nuovo controllo, da un oculista diverso. sineo-308a17021319000_0002-2

Vi lascio quindi volentieri con due altri dettagli di Rossella Paolini, strepitosa!

La borsa d’Investigatto e un particolare dell’arredamento, si noti la finezza della G sul paralume, G come Grant Castle of course.

Salvo imprevisti – nel bene o nel male – (magari arriva qualche news sensazionale) ci si ritrova sabato per  # Amo il greco.

E domenica ci si vede da Buck & Rock, beato chi verrà!sineo-308a17021319000_0002-3

 

Grant Castle

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Un dettaglio della prima illustrazione di Rossella Paolini, la parete della sala da pranzo a Grant Castle, dove si sta svolgendo un sontuoso banchetto

Il fitto nebbione tipico di certe contee in Inghilterra aveva causato un forte ritardo a Miss Strick, che in quel momento stava percorrendo il vialetto ghiaioso, guardando con un pizzico di ansia l’orologio sul cruscotto. Odiava guidare in presenza di condizioni atmosferiche poco piacevoli, che si trattasse di nebbia, pioggia battente, o, addirittura neve. Oh, quanto preferiva il comodo treno. Le Ferrovie Britanniche quelle sì, non la stancavano mai, ma Grant Castle era davvero situato in una contea scomoda, la stazione più vicina si trovava a venti miglia di distanza, coi tassisti che storcevano il naso ogni volta che lei si faceva portare fino alla tenuta della sua vecchia compagna di college: Emma Glenfield, Emma Grant da quando aveva sposato il Conte Grant. Tassisti, puah! Manco la scorrazzassero su e giù per le contee inglesi gratis!

Una volta arrivata parcheggiò con cura ed entrò. Il maggiordomo l’accolse con grande cordialità, chiedendole il suo nome e facendosi consegnare il cappotto, poi la scortò e annunciò il suo ingresso nella splendida sala da pranzo dove Nina Strick gettò uno sguardo alla tavola imbandita  (…)

Facce da festa – Sandra Faè intervista Sandra Faè

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Ciao Sandra, come te la passi?

Benino dai.

Soltanto benino?

Eh, proprio in questi giorni il cielo si è un po’ rannuvolato e sto cercando di cambiare prospettiva, ma niente di grave.

Vuoi dire qualcosa di più?

Sto valutando questi episodi di malessere come l’ultimo colpo di coda della vecchia me, sto cambiando pelle, non è un’operazione facile né indolore.

Lo credo bene, e quindi come vedi il futuro immediato?

Ci sarà da faticare ancora un po’, ma laggiù neppure troppo lontano lo vedi anche tu il sole?

Be’ se lo vedi tu, lo vedo anch’io, visto che siamo la stessa persona. Quindi sei ottimista?

Ora sì, e di norma anche se non sembrerebbe, sono una gran pessimista, questo unito poi alla mia ipersensibilità rende la mia vita un eterno ottovolante.

Il lavoro come procede, ora che hai raggiunto il traguardo del part time?

Ti ricordo che io ho due lavori, tre se consideriamo pure il ruolo di zia, ma per quello la retribuzione è prevalentemente in regali extra e cioccolato quando mia sorella va in Svizzera, sede della ditta per cui lavora.

Ok, non ti alterare, intendevo l’ufficio…

Un delirio, non si sa se il 25 dovremo trasmettete l’adempimento fiscale di cui mi occupo perché la camera deciderà il 28, col decreto mille proroghe se fare marcia indietro con la soppressione dello stesso.

Scherzi?

No, il telefono è in tilt, mi chiamano tutti, clienti e commercialisti, questo si aggiunge al normale giro di burocrazia, rogne e incompetenti scaricabarile con cui ho sempre a che fare. Ci sono buone probabilità che senza il part time sarei impazzita.

L’altro lavoro? Gli illustratori ad esempio?

Sono in una fase esaltante: dei tre illustratori Emanuele ha già terminato, Rossella mi ha mandato una piccola anticipazione del lavoro, mentre Nicoletta ancora nulla ma sta procedendo e con tutti e tre si è creato un gran bel clima. I disegni sono portentosi, ben oltre le migliori aspettative. Quando ho visto il risultato sono rimasta sbalordita, soprattutto Nina Strick e Investigatto, non vedo l’ora che il libro sia completato. E poi c’è tutto il resto, Figlia dei fiordi che esce a giugno, Non è possibile ormai quasi alla fine della revisione di CBM, La montagna incartata che ha raggiunto le 100 mila battute. Oddio, sto parlando di tre romanzi insieme!

Scommetto che a parlare di scrittura già ti stai dimenticando dell’emotività negativa che ha caratterizzato gli ultimi giorni con le conseguenze per lo stomaco?

In effetti.

Senti, perché hai scelto queste foto per accompagnare il post?

Sono a due compleanni, le prime due a quello per i 40 anni di Carmen, nella foto con me, poi ci siamo io e Emanuele; l’altra invece il sabato successivo per i 50 di Nicola che però non è il tipo con me nella foto, quello è Simone che non vedevo da un po’ e ho ritrovato alla cena, avevamo un sacco di cose da raccontarci, ci eravamo scritti la sera prima, dopo anni che non lo facevamo, mentre guardavamo tutti e due Sanremo, inconsapevoli di essere stati entrambi invitati al compleanno ed è stato buffo ritrovarlo lì. Ho scelto le foto perché sono momenti pieni di allegria. Tre i due party ho tagliato i capelli

Vorresti quindi che questo blog trasmettesse allegria?

Forse inconsciamente sì.

Adesso cosa farai?

Ci sarebbe quella faccenda in sospeso con Lev.

Lev?

Tolstoj, sono a pagina 654 di Anna Karenina, giuro che quando l’avrò finito mi sparo non so quanti libri divertenti per compensare. Perciò se mi chiedi cosa farò, ti dico che occhei magari procedo di qualche pagina.

E’ sabato, shopping? Lavori domestici?

Devo stirare, di solito lo fa l’Orso quando non sono in part time, ma oggi è andato in azienda a un corso per il nuovo programma informatico quindi faccio io; la casa la considero a posto, chiudo un po’ un occhio, il pranzo organizzato, un giro di negozi nel pomeriggio mi sa che ci scappa.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Vorrei tanto che il mondo fosse più felice, cerco di darmi da fare affinché lo sia almeno piccolo mondo intorno a me.

Questo è un bel pensiero, sei una brava persona, Sandra.

Lo credo anch’io, grazie. Anche se a volte sono davvero incasinata dentro.

Un ottimo panino tra amici (facendo del bene!)

Hamburger, libro e tanta solidarietà clicca per dettagli e informazioni sull’evento che si terrà a Milano domenica 26 febbraio a pranzo! Io e l’Orso ci saremo – e ci mancherebbe visto che l’ho pure organizzato 😀 – Ringrazio Rock Burger, dove trovate l’hamburger più goloso della città, per aver subito accolto la mia proposta con entusiasmo, e la squadra di Buck e il terremoto che si è prodigata con loghi, comunicazione e la solita fantastica efficienza. Guardate che meraviglia il cagnolone che addenta il panino! Adorabile davvero.

L’evento è anche sul sito! I posti non sono tantissimi, affrettatevi!

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Scarpe!

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La celebre favola di Cenerentola, che esiste sia nella versione di Charles Perrault, che in quella dei fratelli Grimm, oltre a essere presente nella tradizione popolare di molti paesi, la conosciamo tutti ed è probabilmente la storia più famosa dove la scarpetta ha un ruolo così importante. Abbiamo poi Il gatto con gli stivali, ma qui un micio e sono stivali, diverso quindi dal binomio scarpe-donne che ha grande fascino nella vita reale e molti riscontri in narrativa.

Le scarpe sono infatti presenti in diverse copertine soprattutto di romanzi di Chick lit primo fra tutti Il diavolo veste Prada (letto e piaciuto) e nei titoli, compresa la variante tacchi alti/tacco dodici.

C’è anche un gran bel romanzo a tema scarpe di Ellery Queen. Una volta c’era una vecchia – Una volta c’era una vecchia che viveva in una scarpa… è l’inizio di una filastrocca e Cornelia Potts, imprenditrice di successo nel settore calzaturiero, si è fatta costruire una scarpa gigantesca nel parco della sua villa. I successivi versi della filastrocca accompagnano una serie di delitti atti a sterminare l’intera famiglia. Poi, ovviamente, arriva lui, Ellery Queen…

Termina proprio oggi il MICAM, la fiera del settore qui a Rho – il cui slogan è “il luogo dove il mondo incontra la scarpa” – mentre nel nostro paese abbiamo due zone geografiche storicamente dedicate alle calzature: le Marche e la cittadina di Vigevano, dove, all’interno del castello, si trova anche un museo.

Non sono una fanatica di scarpe: ho il piede molto magro e questo spesso è un problema soprattutto per quelle aperte tipo ballerine, ma la mia scarpiera è davvero ben fornita di tutto, non amo le infradito di nessun tipo (trovo quel coso in mezzo alle dita insopportabile!) e questo limita molto la scelta per l’estate. In inverno adoro scarponcini e stivali caldissimi foderati di pelo, e lassù vedete il mio ultimo acquisto che ha dato il via al post: pelle nera, tacco 8 cm, davvero insolito per me, affarone: costavano 135 € ma con i saldi le ho pagate solo 50! Mi piacciono parecchio e stanno pure bene. Vedremo quanto le userò! 😀

Perché Sanremo è Sanremo – Anche per me

Sono nazionalpopolare: il festival di Sanremo mi piace e lo guardo volentieri; magari non tutte le puntate, qualche sera sono fuori casa, magari intanto leggo e ascolto soltanto, però è un appuntamento che non mi fa esclamare “spengo la tv!” Mi piace anche parlarne i giorni seguenti, commentare vestiti e canzoni, spettegolare, e può addirittura capitare che una melodia si insinui subito nella mia testa. Non amo Carlo Conti, non amo neppure Fabio Fazio, né Paolo Bonolis a dire il vero, non amo Maria De Filippi ma l’ho trovata più azzeccata rispetto a quelle ochette spesso incapaci di parlare che appagano giusto l’occhio maschile. Questa conduzione 2017 mi è sembrata piatta, a volte trascinata: tenere Totti sul palco così a lungo l’ho trovato irritante, ma in generale le canzoni mi sono parse di buon livello, senza voler esprimere giudizi da intenditore. Fin dal primo ascolto Ermal Meta mi ha commossa e mi è piaciuta la freschezza di Lodovica Comello, voci nuove, chissà se faranno strada… intanto per lui un terzo posto che giudico meritato.

Mi piace ripensare ai festival passati. Random, frugando nei ricordi (controllando in internet).

Nel 1982 vince Riccardo Fogli con Storie di tutti i giorni. La sua fu una vittoria annunciata dalla sua foto nella copertina di Sorrisi e Canzoni, qualche giorno prima.

Sempre nel 1982 Zucchero Fornaciari esordisce con Una notte che vola via, un flop che mai avrebbe potuto far immaginare lo straordinario successo futuro (cambiando del tutto genere!)

Nel 1989 il festival è condotto da 4 figli d’arte che faranno una papera dietro l’altra ricevendo molte critiche.

Per alcune edizioni è prevista oltre a Big e Nuove proposte una sezione di mezzo: gli emergenti, i quasi famosi insomma: crea una grande confusione.

Nel 1981 le Nuove proposte concorrono insieme ai Big e questo decreterà Alice vincitrice con Per Elisa, Loretta Goggi giunta terza, ma prima tra i Big, con Maledetta Primavera, non gradirà il penalizzante stravolgimento delle regole

Nel 1983 Toto Cutugno con L’italiano non vince il festival suscitando grandi proteste.

Divertente e competente la conduzione di Raimondo Vianello nel 1998.

Non mancano gli scandali: nel 1986 Loredana Bertè sale sul palco con un finto pancione, l’anno precedente Anna Oxa si era esibita indossando una tutina attillata che fece molto discutere, nel 1981 proprio appena prima del festival Marina Occhiena, la bionda de I Ricchi e i Poveri, lascia il gruppo per dissapori con Angela Brambati la mora, nonostante ciò la loro canzone Sarà perché ti amo avrà un successo strepitoso.

Molti i cantanti che partendo da Sanremo sono diventati celebri nel mondo: Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Giorgia, Elisa per citarne alcuni, ma anche Vasco Rossi, nonostante l’esordio senza il botto nel 1982.

In questa pagina trovate il podio di tutte le edizioni. Potrebbe essere simpatico verificare quante e quali canzoni sono rimaste nel nostro cuore tra i vincitori, e quanti cantanti invece sono addirittura scomparsi dalle scene, come i Jalisse, sempre citati in questi casi. E tra le Nuove proposte, quante sono riuscite ad affermarsi nel tempo? Fabrizio Moro ad esempio, vinse esattamente 10 anni fa con Pensa, una canzone molto bella contro la mafia, eppure non ha ancora raggiunto la fama che forse avremmo immaginato allora.

E ora, proprio come Carlo Conti ha chiesto a ogni ospite quale sia la sua canzone di Sanremo, io lo domando a voi, dopo aver postato il video della mia: (o forse di una tra le mie).

Ci sarebbe molto altro da aggiungere: la spallina del reggiseno di Patsy Kensit, la caduta di Michelle Hunziker, i trionfi veri del Trio Morandi, Tozzi, Ruggeri e dei Pooh, gli sguardi sciolti negli occhi di Al Bano e Romina quando ancora erano insieme e felici. Senza parlare dei tanti comici che ci hanno intrattenuti fra una canzone e l’altra. Ho pescato un po’ a caso e ho tirato fuori questi elementi, voi di sicuro ne avrete altri, ammesso che guardiate il festival, naturalmente 😀 Senza dimenticare che, come dice Bennato (che non ha mai gareggiato a Sanremo), sono solo canzonette, certo, aggiungo io, ma talvolta sono utili pure loro!

Il confine di Giulia

In qualità di lit-blogger sono stata invitata all’incontro riservato a giornalisti e blogger per la presentazione privata del romanzo Il confine di Giulia di Giuliano Gallini Ediz. Nutrimenti.

Ci sono due piani di lettura per questo evento: quello squisitamente personale, le mie emozioni, l’iniziale soggezione e il successivo riuscire a esprimermi anche in mezzo a giornalisti e blogger ben più noti, la mia empatia che alla fine risulta sempre essere la chiave per arrivare alla gente, anche se non sono laureata, né altisonante. La baldoria delle bollicine finali, molte risate, il clima intellettuale alto ma mai spocchioso né parruccone. Perché questo è stato e poi il libro e il suo autore, una gran bella scoperta.

Dunque, ho letto il romanzo in tre giorni interrompendo Anna Karenina e questo va detto, e siccome va detto l’ho pure detto in quella sede, suscitando l’ilarità generale. Per cui sono passata da una cupezza all’altra. Ma anche da un livello alto di linguaggio e stile a un altro che ha saputo tenergli testa, non è poco davvero.

Succede che Giuliano Gallini nel 1999, in trasferta due giorni a settimana a Reggio Emilia, la sera si annoi nell’appartamento privo di tv e inizi a scrivere, per poi scoprire che gli piace molto e gli manca quando non può dedicarsi a quelle pagine. Colpito dalle vicende di Silone gli è sembrato che fosse il rappresentante migliore per la storia che voleva scrivere, ma avrebbe potuto benissimo essere anche un personaggio di fantasia, poi la figura femminile di Giulia ha preso il sopravvento. Non siamo, attenzione, di fronte a un romanzo storico, ma a una storia d’amore tra Silone e Giulia, il suo alter ego, una donna dall’animo leopardiano. Gallini ha voluto raccontarci i possibili esiti di una ricerca esistenziale di chi a tutti costi cerca di credere a qualcosa, di chi ha una fede (religiosa, politica, addirittura per esempio i vegani!) e attribuisce ad essa un grande significato che aiuta a vivere. Ignazio Silone è così, Giulia Bassani, giovane poetessa, al contrario fatica a vivere, a scegliere, a capire quale sia il proprio desiderio su cui impilare i mattoni dei giorni. E Gallini sente una vicinanza con persone tanto sofferenti e sofferte.

Così, il nostro autore esordiente dirigente d’azienda, dopo molti anni e molte pagine fa leggere qualcosa alla moglie, che trova questo romanzo (che inizialmente era il capitolo di un’altra opera, reso poi indipendente) buono al punto da volerlo proporre a qualcuno. Sceglie Loredana Rotundo quasi puntando il dito sullo schermo, lo invia e l’agente rimane talmente stupita da questo testo, dal registro stilistico che aderisce a un’epoca – siamo nel 1931 il fascismo è al potere – da diffidare che Gallini ne sia l’autore, immagina che possa aver trovato dei diari perduti di Silone, o qualcosa del genere. Ma dobbiamo dire grazie alla fantasia di Gallini se oggi abbiamo tra le mani un romanzo insolito, che parla di malessere, che ricalca momenti storici importanti per il nostro paese, e che certo, ci racconta anche un amore, in una sfumatura diversa.

Cos’altro dire su questo incontro prezioso? Abbiamo parlato di Tolstoj, dell’importanza della cultura, anche per piantare un chiodo, del rischio concreto che corre una persona realizzata come Gallini mettendosi in gioco con un romanzo, ed esponendosi a possibili stroncature. Le critiche in realtà sono tutte lusinghiere, il romanzo sta ottenendo ottime recensioni, e io posso solo aggiungere la mia, con questo post.

Giuliano Gallini nella dedica mi ha scritto:

A Sandra con tanto affetto” e ha specificato che quell’affetto è proprio reale, perché lui, a sua volta, ha percepito il mio affetto, nelle mie domande.

Giuliano Gallini mi è sembrata una persona splendida, che non insegue il successo, e nonostante abbia il cassetto pieno di testi, potrebbe anche non pubblicare più nulla, una papà al quale chiedere un consiglio, un capo da non temere e un ottimo scrittore.

Sono felicissima di averlo conosciuto così da vicino, grata all’agenzia Punto & Zeta che mi ha invitata e anche un po’ a me stessa, che mi sono fatta strada solo con la forza delle mie letture, delle mie parole e della mia spontaneità in questo ambiente. ga

L’incontro si è svolto nella sede di Punto & Zeta l’8 febbraio, grazie al part time ho potuto esserci. Amo il mio secondo lavoro! Ho selezionato una foto in cui sono di spalle, la migliore tra i vari scatti.