Sapevo che esiste questa foto, qualità pessima, è uno scatto col cellulare fatto all’originale che sta nello scarso album di nozze dei miei. Oggi ero a casa di mia mamma, per ovvi motivi vado una volta alla settimana, max 10 giorni per controllare che tutto sia in ordine, la casella della posta piena è un invito per i ladri ad esempio, ma spesso anche per prendere/portare qualcosa di mia mamma.
E il tempo si è fatto maturo per soffermarmi, perché le mie due nonne ritratte avevano allora l’età che ho io oggi! Sorprendente vero? 
La doverosa e ovvia premessa (OMG più la guardo e più inorridisco per la qualità terribile) è che la moda del tempo ha il suo peso, ma se mia mamma trentenne con il suo abitino tipico anni ’60 è oggettivamente deliziosa, le nonne per niente. Se siano i capelli grigi, (neppure io li tingo più ormai da oltre 10 anni, sono meno bianchi ma lì va a genetico o fortuna) o la montatura degli occhiali di una, o l’abito da funerale dell’altra ma forse è proprio l’insieme che ci fa affermare senza dubbio che erano due persone anziane. Non ancora sessantenni. L’uso del tempo voleva che i capelli canuti rimanessero tali, è la generazione successiva che è arrivata a proporre ottantenni biondo platino (mia madre si è sempre tinta, infatti ora è di due colori, suo malgrado) ma ce ne sono volute ancora un paio affinché si potesse rivendicare la libertà di scegliere. Ovviamente da bambina le vedevo proprio vecchie, poco differenti da come erano una decina di anni dopo, dal vero, ma erano le mie nonne, non mi soffermavo sul loro aspetto fisico, c’era un mondo oltre le apparenze.
Sono passati 58 anni da quella foto, e di quel quintetto è rimasta una sola persona ancora in vita. Mia nonna paterna, quella in nero, e mio padre sono mancati alla stessa età per lo stesso male. Un giorno, quando mio padre era già molto malato, è venuto a casa mia e aprendo la porta ho letteralmente visto sua mamma: lo stesso identico volto e ho capito che non gli restava tanto.
Volevo scrivere un post sulla società, in particolar modo su quello che viene definito “costume” cioè la manifestazione della vita pubblica e privata, declinata al quotidiano, che si esprime nell’abbigliamento, nelle tipiche usanze, come il portapacchi carico di valige legate con le cinghie negli anni ’70 sull’autostrada del sole, ma i pensieri vanno inesorabilmente al tempo che passa, e alla figura della donna.
Che va protetta perché fragile, sì, siamo ancora a quel livello lì.
E allora lascio qui l’immagine e ditemi un po’ voi cosa ne pensate.