Io e il Fertility Day – Cose da non credere!

Post del tutto fuori programma, infatti è il secondo della giornata, mentre pensavo di non pubblicare nulla fino a domenica (quando partirà una nuova rubrica!)

Ho appena scoperto che Il mio romanzo Le affinità affettive è stato scelto da Panorama.it come lettura per il Fertility Day.

Robe da matti!😀😀😀😀 e anche un po’ di ♥♥♥♥♥

Trovate l’articolo

in questa pagina della testata on line (scorrete un po’ in giù e poi se volete date un’occhiata anche agli altri libri proposti, sono 19 in tutto)

Genesi # 2 L’idea

Il 26 febbraio unisco nella mia mente tre diverse tracce per possibili storie proposte nei blog di Helgaldo e Michele, e inizio a ritenere possibile che costituiscano l’ossatura di un romanzo. Per verificarlo posso solo scrivere ed è quello che comincio a fare.

Il giorno successivo pubblico il primo capitolo nel blog e ottiene un gran bel riscontro. Volo sulla tastiera e senza grossi problemi in pochissimo tempo taglio il traguardo delle 20 mila battute, che rappresentano, almeno per me, la soglia per definire fattibile quello che ho in testa.

Intorno a me una vita sulla graticola: due settimane prima abbiamo estinto il mutuo e sono ancora del tutto ignara che l’azienda impiegherà oltre 7 mesi per dare una risposta definitiva alla mia richiesta di lavoro part time (non l’ho ancora-nota della blogger); il mio romanzo Le affinità affettive giace abbandonato dalla mia agente che lo vuole tagliare e io sto cercando altrove qualcuno disposto a pubblicarlo senza la mannaia.

Scrivo e come sempre do il meglio di me sotto pressione, per cui scrivo, scrivo e ancora scrivo. Il romanzo prende forma, ha una struttura ben definita e personaggi che mi sorprendono con la loro autonomia. L’impianto narrativo è a tre voci, come per Ragione e pentimento. Le cartelle si impilano e tutto sommato sono abbastanza soddisfatta: la storia è molto diversa dalle mie precedenti e questo mi spiazza ma vado avanti convinta a finirlo.0402

Il cielo assai variabile di domenica 18 settembre, che ha comunque consentito una bellissima passeggiata lungo lago senza ombrello (da cui la foto sopra), è del tutto simile ai toni sereni/nuvolosi del romanzo in progress.  

Chi ha vinto? Com’è andata…

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Prove generali d’autunno sul lago domenica 18 settembre e prove di cambi di luce per la stessa fotografia, ovviamente by Orso!

A fine giugno ho lanciato questa iniziativa. Oggi comincia l’autunno nonostante le temperature siano ancora assai gradevoli, ed è quindi giunto il momento di fare la spunta, scoprire gli obiettivi centrati e quelli ahimè mancati. Personalmente avevo chiesto:

  • Salute
  • Figlia dei fiordi
  • Clima a Milano
  • Spensieratezza in Grecia e ovunque andrò

Si sono aggiunti:

  • Barbara, che avrebbe voluto vincere una connessione dignitosa
  • Marco, che filosoficamente si sentiva già vincente con la presenza dei suoi cari sorridenti (possiamo verificare se qualche sorriso non si sia magari perso per le strade estive, lasciando – capita – il posto a malumore e preoccupazioni)
  • Iara, voleva vincere 2 mesi di libertà da dedicare in parte anche alla scrittura
  • Tenar, un prefetto amico e qualcosa di grosso ma misterioso😀
  • Claudia, di conoscermi finalmente di persona (ma grazie) magari anche posticipando l’incontro in autunno
  • FrancescaBianca, anche lei con una vittoria top secret (che mi ha rivelato in privato)

Chiaramente invito gli amici qui sopra a raccontarci com’è andata, sperando nella vittoria per tutti, mentre sappiamo che il desiderio di Barbara si è realizzato poco dopo averlo espresso e pure che non si è realizzato invece quello di Claudia, ma lei già aveva anticipato di prolungare il periodo, per cui la partita non è chiusa proprio per niente. Molto bene!

E vi svelo i miei ho vinto/ho perso. Partiamo:

  • Salute, molto bene: nessuna corsa al PS, nessuna malattia, niente ricoveri o degenze casalinghe per me e i familiari, solo piccole cose (tipo il mio stomaco). Desiderio realizzato.
  • Figlia dei fiordi, molto male: nessuna risposta da parte di nessuno a cui ho inoltrato il manoscritto tra fine maggio e fine luglio. C’è ancora tempo, ma inizio a pensare che non si farà vivo nessuno, no neppure quelli che “rispondiamo a tutti!” Desiderio non realizzato.
  • Clima a Milano: oh sì, l’estate dal meteo amico. Caldo, ma con picchi comunque sopportabili, qualche gradito temporale, nulla che abbia allagato gite o feste all’aperto, ci metterei la firma per altre mille estati così. Desiderio realizzatissimo.
  • Spensieratezza in Grecia e ovunque andrò: solo rari puntini hanno annerito i miei cieli azzurri di questa estate 2016, piccoli pensieri bui del tutto indipendenti da me, ma che mi hanno talvolta coinvolta. Desiderio realizzato al 95%.

Sono soddisfatta, ho decisamente messo a segno più vittorie che sconfitte, e soprattutto quell'”ho perso per le mancate risposte al mio romanzo, a parte non essere definitivo, ma era il punto meno vincolato alla stagione estiva.

Un caldo atroce (vedi 2015), una vacanza interrotta dopo una corsa al PS e mille preoccupazioni protratte per mesi (vedi 2015 again), una conseguente spensieratezza che va a farsi friggere (vedi 2015 again and again) sono di gran lunga peggiori.

E adesso, diamoci dentro con l’autunno, la mia stagione preferita! Yeahhhh!

Genesi di un romanzo dall’incipit alla pubblicazione (si spera) # 1 Presentazione

Vi presento dunque la nuova rubrica che non potrà per ovvi motivi avere cadenza regolare. Ho deciso infatti di raccontarvi davvero passo passo non tanto come si scrive un romanzo, o meglio come lo scrivo io (l’ho già fatto in un vecchio post) ma la strada tortuosa che conduce l’embrione di una storia dalla mente dell’autore, si spera, fino alla libreria.

I primi post saranno più ravvicinati, vi parlerò infatti di com’è e quando è nata l’idea di questo che è il mio sesto romanzo (settimo se contiamo anche uno che ha cercato a lungo un editore senza trovarlo, ottavo se contiamo addirittura il primissimo che un editore non l’ha mai manco cercato!) dal titolo provvisorio Non è possibile.

Coming very soon la primissima puntata! Per comodità il lungo titolo della rubrica verrà accorciato in Genesi. Lo spataffione di un romanzo dall’incipit alla pubblicazione (si spera) intendetelo come sotto testo.

Immagine da Il libraio

Immagine da Il libraio

Stay tuned.

Non mi darò per vinto ci puoi giurare (cit.)

Giovedì scorso una serata magica con questa donna che ammiro tanto e che mi vanto di annoverare tra le mie amiche. In questa libreria così diversa dalla Open, che cito spesso, eppure così ugualmente accogliente. Uno spritz, molte chiacchiere, poi nella sala superiore la presentazione dell’ultimo romanzo di Giorgio Vasta che proprio non conoscevo. Come prima cosa mi sono sentita molto ignorante, poi mi sono ritrovata catturata dal vortice delle sue parole e incantata da tutta l’atmosfera dell’incontro.

Fuori il tram n. 3, c’è una fermata proprio lì davanti e porta fino in Duomo. Il tram di Milano, soprattutto quelle rare vetture che ancora conservano le panchette di legno, io lo adoro. Per anni è stato il mio mezzo di trasporto, il n. 14 che dal capolinea dove abitavo all’epoca, arrivava fino al capolinea opposto, al Castello Sforzesco.

La libreria Verso si trova in uno degli angoli più deliziosi della città, dopo le Colonne di S. Lorenzo, all’andata non ricordando esattamente a che altezza del corso fosse, sono scesa alla fermata sbagliata, ma è stato un bene: era piovuto la mattina, ho guardato il cielo già più chiaro e certi balconi, poi lo sguardo laterale alle vetrine dei negozi hipster della zona, ai violinisti davanti alla chiesa. Dio, ma che bella è Milano, quando c’è la luce giusta?

All’uscita invece mi sono resa conto che la fermata era lì, bastava attraversare la strada per acchiappare quello nel giusto senso di marcia. La mitica CBM mi ha presa per mano e poi ci siamo abbracciate e promesse di vederci super presto. E per la proprietà transitiva della fighezza mi sono sentita figa pure io. Il tram è arrivato subito, non era quello con le panchette di legno, ma un modello comunque abbastanza vecchio per fortuna, e mentre ero lì seduta e lo sentivo sferragliare sui binari del mio cuore, mi sono guardata dentro e ho trovato un sacco di frecce ancora nella faretra della scrittura e delle possibilità.

Amici, si ricomincia!

Il tram della mia infanzia era così, oggi è ancora usato come sabbiera e capita di vederlo in giro

Il tram della mia infanzia era così, oggi è ancora usato come sabbiera e capita di vederlo in giro

Un modello abbastanza datato ma ancora in circolazione, attualmente il mio preferito

Un modello abbastanza datato ma ancora in circolazione, attualmente il mio preferito

Le adorabili panchette di legno

Le adorabili panchette di legno

Il moderno e brutto Sirietto, piuttosto scomodo all'interno

Il moderno e brutto Sirietto, piuttosto scomodo all’interno

Semplicemente amore per i libri

Sarà la ventata positiva portata da questo scampolo di estate inaspettata, sarà la bellezza soave del libro che sto leggendo che permea le mie ore libere, sarà che l’ansia per la risoluzione del grande boh non riesce a catturarmi in pieno, ma mi guardo in giro sorridendo all’oggi del tutto dimentica della crisi di poche settimane fa.

Forse occorreva buttare fuori la frustrazione e così si è allontanata da me, ciao ciao!

Mi rendo conto di come una parte della mia mente sia in fissa sui libri, sempre.

Da leggere, da scrivere, o anche solo da ammirare quasi come oggetti; alla Open hanno posizionato i libri in zone di colore: copertine verdi, copertine arancioni e copertine gialle, bellissimo effetto cromatico che avevo già sperimentato in casa in una parte della libreria.

Penso che l’amaro in bocca di un romanzo brutto verrà sempre scalzata dal gusto nuovo e perfetto di uno bello, che le storie sono infinite come un mare dove si nuota senza stancarsi mai, un oceano di possibilità e di emozioni.

Un miracolo scoprire nuovi autori che occupano posizioni migliori della mia nell’universo delle pubblicazione, e non provare invidia, solo gratitudine per le trame e i personaggi che mi fanno compagnia davvero senza chiedere nulla se non il prezzo di copertina.

Amore, punto.

 Le affinità affettive cartaceo è tornato disponibile all’acquisto, lo trovate lassù nella banda nera, costa persino un pelino meno, 12.74 euro contro i 14.99 di prima. 

I primi 10 lettori che mi invieranno via mail copia dell’ordine effettuato da oggi, riceveranno una tag natalizia hand made. Affrettatevi quindi e non dimenticate di dirmi dove spedire il biglietto augurale!  

 

Ma figurati, ci mancherebbe, non dirlo neppure, non ti preoccupare…

… e altre frasi false per dire in realtà  mi hai rotto il cazzo stai esagerando!

Lei ha trascorso mezza vita a ficcarsi nei casini e l’altra metà a tentare di venirne fuori. Intelligente e volitiva offre una conversazione mai banale, con spunti interessanti, punteggiata di humor, un confronto sempre bello anche quando si siede al tavolo opposto delle idee.

L’altra non può sventolare la bandiera di amica del cuore, la conosce da 30 anni, ma solo negli ultimi sono diventate intime, un po’ per caso. Non l’ha lasciata sola nella tempesta, le ha offerto una scialuppa che era una nave di lusso e in un suo casino grosso si è sporcata le mani pure lei, come nessun altro, in nome di una sorellenza portata all’ennesima potenza. Ci credeva.

Poi messa da parte. Amen, succede centinaia di volte al giorno in ogni dove: non facciamo drammi.

Poi le chiede nuove sponde e l’altra non si sottrae.

Poi ri-messa da parte. Ri-Amen, un po’ più incazzata continua a non farne una tragedia.

Un po’ la chiacchiera arguta le manca, ma è del tutto impossibile starle dietro.

Perde il conto dei suoi bidoni.

Scuse, sempre scuse, alcune persino divertenti.

Lascia perdere. Estate: altri lidi, altri scopi. Non le interessa.

Si fa viva lei. Propone di vedersi: ok, sabato? (E’ giovedì). Ok.

Venerdì declina.

Logico.

L’altra non accetta rimandi, non lo sa, non fa programmi per date a venire.

Eh no, mi devi raccontare un sacco di cose, dice lei.

E allora?

Abitano a 200 metri, del tipo che se non ci fosse il centro commerciale di mezzo, si saluterebbero dal balcone. Il che probabilmente è l’unico rapporto possibile: un saluto se capita, come con la cassiera del supermercato.

Salve, buongiorno, buonasera, buon Natale, arrivederci!

Meglio: Addio!

Economia domestica!

Alcuni tra voi hanno mostrato un certo interesse per l’argomento gestione economica, per cui approfondisco con un post. Alcune premesse doverose: so bene che i figli costano e io non ne ho, non intendo insegnare nulla, ma portare la mia esperienza, non parlando di cifre il tutto risulta un po’ fumoso: tanto/poco non significa nulla, ma empiricamente il nostro sistema può essere applicato a 100/1000/1000 euro e pure ai fantastilioni di Paperone.

Quando si mette su casa con qualcuno è d’obbligo decidere come gestire entrate e uscite. Diversi sistemi. Un unico conto per entrate (gli stipendi) e le uscite (tutte le spese dal mutuo agli sfizi) soluzione più pratica con un grosso svantaggio: addio all’autonomia del singolo. Dover giustificare ogni prelievo e/o ogni spesa non fa per me!

Un conto in comune e uno per i diversi membri adulti che contribuiscono al menage (moglie e marito in linea di massima). Molto efficace, ma la gestione risulta più articolata. Gli stipendi su quale conto vanno? E le spese?

Noi abbiamo optato per questa soluzione, mantenendo i nostri vecchi conti di quando eravamo single, con il nuovo conto stipulato quando abbiamo comprato casa, che è diventato quello di appoggio al mutuo, nonché quello utilizzato per la domiciliazione delle utenze e per tutte le spese comuni. E sì, è pure quello dove ogni mese ci accreditano gli stipendi. Ne consegue che i vecchi conti sono fermi, rappresentano una sorta di risparmio che ognuno di noi gestisce più o meno come meglio crede. Ogni mese attingiamo dal conto in comune una cifra uguale per entrambi e decisa di comune accordo per le spese personali: estetista, parrucchiere, libri, hobby, abbigliamento, ricarica telefonica del cellulare ecc.

Trovo sia un ottimo metodo, anche se chiaramente non risolve ogni questione.

Quel tot personale può non bastare quando magari si accavallano ceretta, taglio capelli ed è pure il compleanno dell’Orso, e mannaggia come vorrei una borsa nuova! Posso decidere di attingere dal mio vecchio conto, ma cerco di farlo il meno possibile: è un piccolo fondo di riserva. Con un po’ di buon senso anche le spese personali possono essere gestite dal conto in comune oltre la cifra stabilita, nessuno si opporrà all’acquisto di un paio di calzature se nevica e dal vecchio paio di stivali passa l’acqua!

Oltre alle spese fisse sulle quali abbiamo poca voce in capitolo (bollette, tasse) molti costi sono estremamente variabili in una casa. Discount o biologico? Vestiti firmati o mercato? E i nuovi acquisti importanti? Un divano nuovo o ci facciamo andar bene quello mezzo sfondato? A rate o tutto subito? Quante volte al mese si esce a cena? Trovare un punto d’incontro può essere vitale per la sopravvivenza, davvero.

E se ci siamo riusciti noi, con un’impostazione familiare molto diversa, con idee spesso opposte, possono farcela tutti. Occorre impegno e saper cedere: una volta io, una volta l’altro. Ragionare a tavolino, cercare e trovare soluzioni, e rifare tutto da capo se una strada non ha portato a un buon risultato: è successo e siamo ripartiti.

Un buon trucco è quello di segnare tutte le spese, tutte tutte. Io lo chiamo “fare le casse” ci perdo un botto di tempo, ma so perfettamente quanto spendiamo al supermercato, in farmacia, in benzina. E mi è chiaro quando è necessaria la legge di stabilità, un piano di rientro o si possono fare programmi più a lunga scadenza per spese grosse: es. tra due anni cambiamo la macchina.

Non c’è il giusto o lo sbagliato, mediamente intendo. Spesso è solo questione di scelte. Chiaro che se ci si indebita per il mega apparecchio Tv da 3000 euro, di cui ho appena visto la pubblicità e poi si è in serie difficoltà col dentista, o se ci si imbruttisce dietro desideri ma appagati forse bisogna rivedere i fondamentali. Di fronte alla vera povertà alzo bandiera bianca, ma Dio sia ringraziato, non è il caso di nessuno vicino a noi; mentre avere due entrate molto alte (non è il nostro caso – insomma gente che si capisce che di soldi davvero ne ha, per lo stile di vita che conduce), non mette al riparo da magagne perché spesso non ci si sa accontentare, o non si è in grado di gestirsi.

Ognuno agisce come crede, ma la lagna “non ho soldi” di chi spende un intero stipendio per sta roba qui che fa andare in delirio, non l’accetto, così come non accetto che quarantenni con due stipendi continuino a essere foraggiati dai genitori.

Mi mantengo da oltre 28 anni e la mia è una lunga serie di non: non abbiamo elettrodomestici all’avanguardia, non abbiamo chi ci fa i mestieri, non abbiamo apparecchi particolarmente tecnologici, non abbiamo la Tv in camera da letto né in cucina (e soprattutto abbiamo avuto un televisore grande come un francobollo per molti anni dopo sposati, dismesso da mia sorella), non abbiamo Skype, non abbiamo tendaggi da 1000 euro (questo lo dico perché un pirla un tipo che conosco ha detto che è il minimo sindacale per le tende). In realtà è cominciata ben prima del matrimonio: non sono andata all’università (Dio, solo sa quanto avrei voluto, ho sempre saputo che era no e non sono dovuta andare dallo psicologo per il trauma), non ho fatto la gita scolastica in Germania in quarta superiore (non ci tenevo un granché per fortuna) e potrei continuare a lungo.

Sono veramente felice di poter dire che non mi ha regalato niente nessuno, anzi. Che mi sono tolta un sacco di voglie e ancora continuiamo a farlo, grazie al lavoro che non è mai mancato ed è una fortuna, lo riconosco, ma anche grazie all’economia domestica e al fatto che, anche nei momenti più neri, e ci sono stati, quando ero a un soffio dall’andarmene dall’ufficio, disperata, con la salute compromessa, ho tenuto duro. Ora sono qua, siamo qua, con la casa pagata, le vacanze ogni anno ma ancora con l’abitudine di controllare lo scontrino del supermercato, per verificare che mi abbiano applicato tutti gli sconti dei prodotti che sì, ho comprato proprio perché erano in offerta!

Anche Paperone, vedete, le pulizie se le fa da solo!

Anche Paperone, vedete, le pulizie se le fa da solo!

 

9 anni!

Nove anni di matrimonio, quelli che festeggiamo oggi, sono le nozze di ceramica.

Qui trovate tutte le definizioni, perché se le nozze d’argento e d’oro le conosciamo tutti, con gli altri anniversari magari siamo in difficoltà. Con la mente sono già all’anno prossimo, quando vorrei fare una super mega festa. Intanto però nove non sono pochi per niente di questi tempi. E io sono grata di averli vissuti senza dimenticare mai lo slancio bello della promessa:

Prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti
tutti i giorni della mia vita.fedi-copertina-def
Foto: Style me Pretty

Sulla fedeltà, non mi passa neanche nella hall della mente l’idea di un tradimento

nella gioia, be’ è facile quando i giorni allegri e leggeri si dipanano

nel dolore, ma è quando la sofferenza travolge che l’unione può fare la differenza e noi abbiamo imparato sul campo a stringerci e sostenerci nei giorni della prova

nella salute, anche qui è semplice, se si sta bene si è ben disposti

nella malattia, nulla di grave in questi anni, tre piccoli interventi chirurgici (io batto Orso 2 a 1) e una certo numero di rogne, ma a volte basta un raffreddore per ringhiare

e di amarti, l’amore non è mai venuto meno

e onorarti, come si onora l’altro? Dicendo “grazie”, “ti amo” e “scusa” con generosità e con la profusione costante di piccoli gesti

tutti i giorni della mia vita, direi di sì. Fatto.

PS. Niente eccessi per la nostra cerimonia, le fedi ad esempio se l’è infilate in tasca l’Orso, senza cuscinetto! Che triviali!

Auguri a noi e ora si va in ufficio! (Prima però colazione al bar!)

Ultimo giorno a casa

Avviso importante: Da oggi, per alcuni giorni, probabilmente fino a domenica, la versione cartacea de Le affinità affettive non è disponibile. GoWare sta infatti provvedendo a correggere i refusi, aggiornamento già fatto (ma che non comporta la sospensione dalla vendita) per l’e-book. Ringrazio di cuore Viola Emi e Melina che mi hanno segnalato con cura i diversi svarioni, mentre mi unisco all’editore nelle scuse per questa prima versione un po’ sciatta. Sarà mia premura avvisarvi non appena il romanzo cartaceo tornerà acquistabile. Grazie!

Fine del comunicato stampa. Non ho scritto alcun post ieri sera, oggi è l’ultimo giorno part time: prolungo il piacere del caffè con i blog e mi sento come se domani andassi al patibolo non in ufficio e lasciassi qui cose fantastiche che mai più torneranno a me.

Ieri è stata una giornata cristallina e solida, ho ancora nelle orecchie echi di risate e negli occhi i riflessi dei sorrisi dei miei nipoti e un amore che davvero non può essere contenuto nei gesti e nelle parole. Quando li ho riaccompagnati, abbiamo preso un gelato tutti insieme, con mia sorella intendo, fatto un po’ di spesa e poi ho atteso con loro l’autobus che li avrebbe portati a casa (e io sarei tornata sui miei passi verso la metropolitana), e le portine dell’bus n. 67 si sono chiuse separando il mio mondo dal loro, dalla loro famiglia e io solo zia che è una parentela talmente sbilenca da non essere contemplata tra gli eredi diretti. Sembrava che la malinconia avesse voglia di rompere i coglioni affacciarsi ma non le ho dato modo di farlo perché stare bene è la mia missione.

Rientrata a casa avevo già predisposto la cena, la biancheria era asciutta, ho quindi stirato e controllato mail e blog e dopo cena ho cominciato a leggere il romanzo, che già mi piace molto per lo stile e la storia.

Oggi c’è un cielo blu di anice da mangiare al cucchiaio, grazie al vento di ieri sera, e oltre a occuparmi della casa, nel pomeriggio andrò dal viParrucchiere (ho di nuovo la frangia negli occhi). Domani si riparte sul serio: ci saranno colleghi che non vedo dal 26 luglio, gambe e braccia le ho ancora un po’ colorite, ma per il viso temo che toccherà ricominciare pure a truccarsi. Ho fatto un sacco di cose in questi 8 giorni di part time, soprattutto sciolto nodi dentro di me. Buona ripresa!