- Una vera americana Rachel Khong Traduz. Clara Nubile voto 9
- Rebecca, la prima moglie Daphne du Maurier Traduz. Marina Morpurgo voto 10
- Gin tonic girls Camilla Tassin voto 6
- Il caso dei cioccolatini avvelenati Anthony Berkeley Cox Traduz. Francesca Stignani voto 7
- La portinaia del 17 Emma Cortesi voto 7 ½
- Il finale si scrive da sé Evelyn Clarke Traduz. Mirko Zilahy voto 8
- Eppure noi due Giulia Marziali voto 10
Eh sì, ho letto tanto anche ad agosto.
Sono sempre felice di leggere e poi di parlarvi seppure brevemente dei libri tradotti da Clara amica mia, questo Una vera americana ha un limite nel fatto che è diviso in tre parti con tre protagonisti di questa famiglia e il primo è wow, il secondo un po’ meno e il terzo diciamo discreto, quasi buono ma la magia di questa ragazza cinese nata in America va perdendosi. La storia dell’affermazione di Lily, l’amore quasi da favola per Matthew, due continenti, tre generazioni senza mai esserci troppo come a volte accade nelle saghe è molto ben narrato. Clara è sempre straordinaria nel suo trovare la lingua giusta e qui secondo me la faccenda era particolarmente delicata per l’incontro di due mondi. Rimane un romanzo molto bello, sull’identità, su quel processo sempre complesso per affrancarsi dai genitori, sul capire chi siamo e cosa vogliamo al netto di ciò che chi ci ama possa desiderare per noi. Io ve lo consiglio tanto.
Mi sono ritrovata stranamente senza libri, cioè ho smaltito l’arretrato proprio nel momento in cui la biblioteca faceva orario ridotto e per i testi prenotati c’era ancora da attendere. Così mi sono riletta dopo molti anni Rebecca che secondo me rimane un vero imprescindibile, con la governante uno dei personaggi più detestabili della letteratura. Devo dire di essermi ricreduta sulla protagonista, priva di nome, la ricordavo assai scialba invece povera ha la sua personalità e in quel contesto di eredità, ostilità e confronto tanto difficili fa già fin troppo.
E’ successo che Gin Tonic Girls sia stato scritto dalla migliore amica di un’amica di mia sorella che conosco anch’io e che, soprattutto, ha comprato ben 4 copie di Conero Noir, ed è un anno che mi parla di questo romanzo rosa per cui non potevo proprio non prenderlo. Forse vent’anni fa l’avrei apprezzato, adesso davvero con sommo dispiacere lo promuovo ma è lontanissimo da me.
Del 4 devo averne sentito parlare anni fa, recuperato, uhm. Scritto bene, bella l’idea di offrire diverse soluzioni alternative a un caso (il caso in sé sarebbe molto interessante, direi la parte migliore) ma poi si trascina, non dice chi è l’assassino e lascia che le diverse ipotesi aleggino sulla lettura. Non l’ho trovata una soluzione narrativa adatta a un giallo.
Accomuno il 5 e il 6 perché sono titoli che ho visto tanto girare sui social e ho deciso di spenderci dei soldi, anche per capirne il fenomeno. Allora del 5 ambiente scopiazzato proprio a mani basse da L’eleganza del riccio poi si sviluppa anche bene, ma corre un po’ nel finale, insomma per me un colpo di chiul arrivare a pubblicare con Fazi con questo testo. Mentre il 6 che pare un dizionario per la mole frega un po’ il lettore con abili trucchi tenendolo incollato, nessuno è chi dice di essere, o forse solo alcuni, la Scozia balenata che poi boh di Scozia c’è proprio poco, strizzare l’occhio a grandi gialli con isole da cui è impossibile scappare (ops. Dieci piccoli indiani) e insomma 8 è un gran bel voto ma visto il can can mi aspettavo 10.
E veniamo a Eppure noi due, il romanzo che più ho amato in questa estate maledetta, anche riguardando luglio (a giugno in realtà se la gioca con Pearl di Sian Hughes Tradotto sempre Clara Nubile ma mi sembra passata un’era geologica da quando l’ho letto, e comunque sì, ero nella mia vita precedente). Visto su Instagram e preso in un attimo, è la storia di Filippo un ragazzo romano depresso che studia archeologia ad Harvard e io gli ho voluto tanto bene, punto. Non so cosa dirvi senza spoiler. Ci sono i suoi due adorabili compagni di appartamento, c’è l’ambiente accademico pieno di gente davvero pessima, c’è l’amore per lo studio e quello che si sogna di fare da grandi. C’è un disagio importante e mai gigionato, nel senso l’autrice ne parla con la misura giusta. E poi arriva lei Amelia che cambia le carte e a sua volte ha i suoi problemi esistenziali e la scintilla sembra potentissima ma non può far divampare l’incendio tra lei e Filippo perché c’è dell’altro. E su questo altro Giulia ha saputo costruire un mondo e una storia. E poi ci sono le spedizioni per gli scavi di cui non so nulla (non vado più il là di Mesopotamia vuol dire terra tra due fiumi, Tigri e Eufrate e manco sono sicura di ricordarmi giusto) che risulta assai affascinante, vivido e diverso.
Ieri ho pubblicato una story su Instagram per parlarne e l’autrice taggata mi ha contattata in privato per ringraziarmi e ci siamo scritte un pochetto. Sono felice che questa editoria spesso cieca abbia saputo intercettare Filippo e dargli una veste proprio bella con Einaudi e spero che vorrete conoscerlo anche voi.
