Ad Halloween vestitevi di libri, la cultura a tanti fa ancora paura (cit.)

In concomitanza con il maltempo, in questi giorni diverse cose sono andate storte, spesso grazie unicamente alla stronzaggine umana. Con l’ombrello e tanta rabbia avevo comunque ancora in tasca la mia parola per il 2018, equilibrio, tra due mesi verrà deposta nei ricordi dell’anno che si avvia alla conclusione, mentre sto valutando quale potrebbe essere quella per il 2019 (in realtà credo di averla già trovata, ma tempo al tempo.) L’equilibrio quindi mi ha consentito di non perdere la bussola e ricollocarmi lungo le nuove strade dopo gli imprevisti.

Ieri mi sono imbattuta in un articolo del Corriere della sera, che vi linko volentieri, (io ho letto la versione quotidiano di carta, ma non cambia nulla, mentre bevevo un centrifugato pompelmo, mela, finocchio) Senza più libri si ritorna a Neanderthal è il concetto che Fruttero e Lucentini hanno tentato di trasmettere, consapevoli che, ahimè quello che devono contrastare è esattamente il contrario: leggere non veicola alcuna immagine vincente, legata al successo, al lusso. L’uomo proposto dalle pubblicità, sempre sorridente, circondato da gnocca e soldi, roboanti auto sportive, whisky di pregio e mobili importanti, se ne fotte dei libri, non sa cosa farsene, il suo mondo e quello dei libri sono destinati a non incontrarsi mai. Tutto sommato, però, noto che neppure le pubblicità più confortevoli di casa e famiglia, persone più vicine magari al nostro ambiente: colazioni attorno a un tavolo comprato nella grande distribuzione diciamo, così facciamo una sintesi di più marche senza citarle, inseriscono i volumi qua e là per invitare alle lettura e associare il benessere propagandato col prodotto con la narrativa o un saggio e, in definitiva, del buon tempo da trascorrere leggendo.

La cultura è progresso, da sempre alcuni proselitismi malati si alimentano unicamente di gente totalmente priva di istruzione! E’ un’equazione talmente semplice che mi rattrista doverla ricordare: l’analfabeta non ha i mezzi per informarsi e quindi scegliere consapevolmente. Dove stiamo andando? Alla deriva, verso gli orizzonti di Neanderthal, come molto saggiamente vengono definite le prospettive oltre un’ostentazione di potere e zero voglia di leggere. Io capisco davvero molto di più una persona appartenente al ceto basso, che si ammazza di lavoro fisico e magari poi la sera è talmente stanca da non avere la concentrazione necessaria per leggere, ma l’uomo arrivato, protagonista di tanti spot, che non trascorre certo il weekend a pulire casa e fare lavatrici, ma sempre in luoghi fighissimi, perché mai non dovrebbe avere il tempo e la voglia di leggere? Perché, e torniamo al messaggio originale, non fa figo.

Il riscontro oggettivo nella quotidianità c’è. Conosco persone apparentemente degnissime, ma sì, togliamo pure quell’apparentemente, i cui miti mi fanno rabbrividire (Fabrizio Corona su tutti), che sono in forte difficoltà a mettere insieme una mail decente; il vocabolario si sta impoverendo in maniera davvero preoccupante e ne ho avuto anche qui un riscontro ad esempio quando ho fatto valutare il mio Nina Strick, ritenendolo adatto a bambini di sette/otto anni, a una maestra elementare che mi ha eliminato un sacco di parole che io di certo a quell’età conoscevo, dicendomi che era necessario alzare l’età di riferimento. Quando la sera guardiamo Guess my age, all’indizio di cronaca, ci sono concorrenti in serie difficoltà a collocare ad esempio la Guerra del Vietnam, la nascita della nostra costituzione, mentre io e l’Orso ci agitiamo sul divano urlando spesso l’anno giusto o sbagliando di pochissimo. Non sono laureata, ho frequentato le professionali (istituto 3 + 2 con maturità), ma non ho mai smesso di considerare la cultura un alleato prezioso, di essere curiosa e avida di sapere e di divertirmi mentre leggo e imparo, perché la vera maestria di un autore è anche quella di fare cultura raccontando magari una storia leggera.

Chiaramente scelgo le persone che voglio frequentare e tra i miei amici e in famiglia questi problemi non si pongono, ma vengo a contatto con mille altre realtà, come tutti, e il neanderthalesimo dilaga. Il libro e il tempo per leggere non sono qualcosa a cui tendere con bramosia se non per uno sparuto gruppo di persone che si dannano l’anima a cercare di spiegarlo agli altri, e che si scontrano con frasi elementari, strafalcioni e risposte veloci di diniego: via, via, ho altro da fare.

Il loro “meglio” non contempla i libri, il mio “meglio” non contempla loro.

Happy Halloween, per chi festeggia. Felice Ponte, per chi lo fa ed in partenza per quattro giorni di relax e magari di scoperta.

17 pensieri su “Ad Halloween vestitevi di libri, la cultura a tanti fa ancora paura (cit.)

  1. Quante cose giuste che hai scritto. Passa un buon weekend lungo cara Sandra! Io credo di avere la mia parola per il 2019, ma è una non-parola: non… Si puole dire prima del tempo? Un abbraccio!

    • Grazie, cara. Sì, sì diccela pure la parola per il 2019, se ti va, qui mica siamo tanto rigidi. Weekend lungo vediamo, l’Orso venerdì lavora e io sono in part time per cui per noi alla fine sono giorni normali, solo con giovedì – domani, che sembrerà domenica, ci alzeremo tardi e poi vedremo cosa fare, anche perché qui continua a piovere.

  2. Ecco l’immagine di un uomo di successo, attore, fisicaccio, pubblicità di whisky di pregio, anche birra, abbigliamento e roboanti auto sportive, circondato da gnocca e soldi, che legge: https://twitter.com/SamHeughan/status/981661921916186625
    Nella foto è poco sorridente perché aveva l’influenza. Ma legge …un libro! (e no, non era il copione della prossima stagione) Ma soprattutto presta la sua voce per gli audiolibri! (e non lo sapevo, scoperto giusto ora, cercando questa foto che ricordavo bene. Comprerò gli audiolibri? mejo de no… sennò non leggo più! 😀 )
    Ah già… non è italiano. Forse è quello il punto.

  3. Aggiungo un video di Marco -Monty- Montemagno che ogni tanto condivido su Facebook (faccio parte dello “sparuto gruppo di persone che si dannano l’anima a cercare di spiegarlo agli altri”).
    Montemagno ricorda una frase, di cui non conosco l’origine: I poveri hanno grandi televisori, i ricchi hanno grandi librerie. Citando poi grandi nomi: Warren Buffett, miliardario statunitense (500 pagine/giorno), Bill Gates, l’inventore di Microsoft (50 libri/anno), Elon Musk, ideatore di PayPal
    e patron di Tesla, Mark Zuckemberg, il creatore di Facebook…
    Del resto, le persone di successo guardano quelle pubblicità in televisione secondo te?! 🙂

  4. Hai centrato il punto, cara Barbara, l’italianità. E non sai quanto mi bruci dirlo, io che sono nazionalista, e cerco – e tutto sommato trovo – grandi pregi nei miei connazionali, però, però, però questa volta no, perché l’Italia è il paese dove non si legge (ma si scrive, si scrivono cazzate random ovunque), dove alla fine oggi ho scritto questo post ispirata dal pezzo del Corriere, ma rimane un po’ fine a se stesso perché i lettori del mio blog, sono lettori in generale e non hanno bisogno di sentirsi dire queste cose, gli altri, be’ gli altri non so più come catturarli. Un bacione

  5. Gli stereotipi pubblicitari non tengono conto della realtà, anzi sono ingannevoli e distorcono il valore umano. Ma leggere fa bene, apre il cervello e mette in moto le sinapsi. Non parliamo poi di quanto faccia bene ai ragazzi, mezzi anafalbeti che inventano un linguaggio nuovo incapaci di usare il consueto. La loro povertà lessicale fa paura. Eppure un libro davvero non ha denti da far paura, per restare in tema con il tuo adattissimo titolo e con l’aria di questa sera…
    Buona serata a te e all’orso, e buona lettura.

    • In effetti gli stereotipi pubblicitari trovano scarsi riscontri nella realtà un po’ ovunque: fornelli che Dio mio per ridurli così manco se non lo pulisci per un mese, donne sempre al top, una serie di malesseri infinita da ricovero che passano con una compressina. La serata halloweenesca ormai è passata e non è stata poi male. Un bacione

      • Io ce l’ho a morte con “Carlo, tecnico informatico. Quando si ammala, in ufficio tutti sentono la sua mancanza…” Io, quando mi ammalo, lavoro lo stesso!!! :/

  6. Mi attirerò le ire di qualcuno, ma più si abbassa il livello più ci si impoverisce. Provengo da una famiglia operaia, mio padre non ha avuto la possibilità di frequentare le superiori, eppure in casa arrivava il quotidiano tutti i giorni e facevamo un giro in biblioteca tutte le settimane. Questa è la ricchezza che mi ha trasmesso la mia famiglia e che sto cercando di tramandare a D. (In tutta Nina l’unica parola che non conosceva era “noncuranza” e si ritorna al discorso iniziale). Un abbraccio Sandra cara!

    • Tuo figlio è un fuoriclasse ed evidentemente frutto di una famiglia dove la cultura ha sempre avuto un posto importante, oltre a essere adorabile proprio. Tu di sicuro sei riuscita a tramandare tutto questo che dici delle tue origini. Eh, Nina chissà ormai è un po’ che cerca casa (editrice) sto cominciando a perdere le speranze a dire il vero. Un abbraccio a voi tutti.

  7. Leggere è ossigeno, cibo per la mente, vivere vite che diversamente non avresti né il tempo né l’opportunità di vivere. Come sai al momento ho poco tempo, ma mi sforzo di trovarne un po’ per leggere, magari anche solo prima di chiudere gli occhi per addormentarmi. Spesso crollo dopo poche pagine, ma va bene così!
    Pensavo alla nota marca di mobili da montare da sé e al fatto che nelle loro esposizioni mettano qualche libro qua e là sugli scaffali. Da book-addicted quale sono, più che dai mobili mi ritrovo attratta dai libri e quando li apro e li sfoglio mi assale un senso di vuoto, perché non sono libri che comprerei. Naturalmente sono messi lì solo per attirare l’attenzione e ci sta, dato che la nota marca non vende libri, bensì mobili. Ma pensa che rivoluzione sarebbe se invece vendessero anche libri! Pensiero balenato e trascritto. Neppure nelle loro pubblicità ricordo di aver visto libri. Ecco era questo il nesso 🙂

  8. mamma mia, Sandra! Quello che scrivi è quello che provo io… se tu sapessi la fatica che faccio dalla mia bibliotechina a convincere il mio piccolo mondo moderno che aprire un libro è figo… la mia più grande vittoria te la racconto qui, una bimba che doveva venire il giorno dopo con la scuola, sha convinto mamma e il suo compagno a portarla il giorno prima, per farsi la tessera, e provare l’emozione in anteprima. Sono entrati guardandomi come si guarda un testimone di Geova o un vu’ cumpra’ particolarmente molesto, sono usciti con i libri per la bimba, e tornano regolarmente, con la mamma che ha cominciato a prendere a prestito i libri di Scooby doo e ci si diverte tanto (libri di Scooby, capisci?). Mi sento un dio (si, con la d minuscola) per aver permesso a quelle persone di passare almeno qualche ora con un libro in mano, e spero che da Scooby passi ai libri per preadolescenti, che poi ho qualche bella perla da darle…la maestra mi ha ringraziato, dicendomi che secondo lei è un miracolo, io sono solo felice, e mi chiedo se riuscirò a convincere altri. Speriamo bene

    • Carissima, sentiti pure Dio con la D maiuscola perché sono conquiste importanti ma altrettanto difficili. Per i ragazzini ho adorato i 2 libri di Calpurnia, ma davvero che si legga la qualunque o quasi e ci si appassioni, ma quanto si perde chi non legge io continuo a ripeterlo, e l’emozione in anteprima della tua bimbetta la dice lunga in tal senso. Un abbraccione

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