La tenerezza di Sarah Kay

La breve presentazione su Sarah Kay ha suscitato un certo interesse e ne sono contenta. Durante l’ultima scorribanda al negozio di libri usati “tutto 2 euro” sono incappata in due volumi che non posso definire “come nuovi” perché erano davvero nuovi. Impossibile lasciarli lì. Dapprima ho pensato di conservarli come regalo per qualche bimbetta, poi mi sono chiesta se non fossero del tutto passati di moda e avrei così fatto la figura della vecchia nostalgica, quale in realtà sono, e infine mi sono detta che Sarah Kay di sicuro merita di sopravvivere nel tempo, è un classico e non può non essere apprezzata. Di recente ho scoperto che la mia nipotina Cecilia, prossima al settimo compleanno, ama molto scrivere storie, come non esserne felice? Il volume che vedete nell’immagine “Un anno con Sarah Kay” sarà quindi suo, penso per Natale (per il compleanno desidera vestiti!) perché ha una serie di pagine per appunti a tema. 61jizb-TVjL

Di seguito vi propongo altri nomi di questo filone campagnolo: Holly Hobbie e Miss Petticoat. Qual è la grande differenza con Sarah Kay? Semplice, Sarah Kay in quanto persona esiste, gli altri sono solo marchi commerciali, inventati; niente di male, ma per me una certa differenza la fa.

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Appassionata di disegno e pittura, Sarah Kay, australiana, decide di studiare arte e a vent’anni già lavora per un’agenzia pubblicitaria. Quando sua figlia Allison si ammala gravemente Sarah decide di ricreare nei disegni il mondo incantato della sua infanzia alla fattoria del nonno con l’obiettivo di confortare la bambina.
Poco dopo Sarah prova a vendere le illustrazioni e trova un editore che comprerà venti tavole da trasformare in una serie di biglietti di auguri di compleanno. In poco tempo andranno tutti a ruba e per Sarah sarà l’inizio di una carriera di grande successo, nonostante la quale non si metterà mai sotto le luci dei riflettori, continuerà infatti a essere molto riservata e di lei si sa solo che vive in un sobborgo di Sidney, con Allison e Adam, i suoi figli e ha un magnifico giardino. Immagini e info sono prese dal sito ufficiale De Agostini e in giro per il web. Io trovo tutto delizioso.

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22 thoughts on “La tenerezza di Sarah Kay

  1. Credo che ci sia stata un po’ di Sarah Kay nella mia infanzia, ma quei toni color pastello non si adattavano molto al mio carattere di allora, dalle tinte più nette.

  2. Per qualche strano motivo, mi sono sempre piaciute sia le cose orripilanti che quelle molto dolci: l’ho sempre vista come una questione alimentare, tipo che non si può vivere di soli dolciumi né di soli salatini. Così, più vicino ai 40 che ai 30, trovo che siano illustrazioni molto belle: è come se, tenendo a mente la diversa geografia, fossi dentro gli episodi più scanzonati di “Anna dai capelli rossi” ma senza l’insopportabile chiacchiericcio della protagonista logorroica ^ ^ un po’ mi fa pensare anche al buon vecchio Racconta storie, perché secondo me, con quel tratto, ci si potrebbe illustrare le fiabe più leggere 🙂
    Comunque, quest’illustratrice dimostra che si può diventare noti e vedere diffuso il proprio lavoro anche senza vendere pezzi di sé, più o meno sinceramente, su social o reality.

    • io apprezzo sempre molto chi, e vi parlerò presto di un personaggio dalla stessa indole riservata, raggiunge il successo senza eccessivo presenzialismo. Grazie per i tuoi lunghi commenti, Daniele!

  3. Sono stata un terribile maschiaccio da bambina, forse non avrei apprezzato, ma oggi, pur rimanendo un maschiaccio, queste immagini mi trasmettono una strana sensazione di dolce nostalgia, e sì, mi fanno pensare ai miei nonni, e in particolare al profumo di pulito di cui è sempre circonfusa mia nonna!

  4. ecco, non sapevo la storia, grazie per avercela raccontata! avevo una cartellina con Sara Kay, alle medie (ma si usano ancora, adesso, le cartelline con l’elastico?), e c’era proprio una delle immagini che hai messo, quella con i fiori in mano, grazie del remember!

    • Adoro il remember! Mah, quelle cartellette a scuola non si usano più secondo me, in ufficio sì, ne ho 2 davanti a me ora: rossa e azzurra, ma contengono solo rogne! 😦

  5. Arrivo tardi. Nella mia infanzia in realtà non c’è stata Sara Kay, ma Holly Hobbie (ricordo un diario dei segreti e le gommine profumate) e comunque ero un maschiaccio quando ne avevo l’occasione. Eclettica, come nella scelta delle letture 🙂

  6. A proposito delle cartelline… ne girano poche perché non le vendono (quasi) più. Non ricordo di averle più viste da queste parti, neppure nelle cartolerie d’antan. Peccato!

    • come ho detto credo che siano sopravvissute solo quelle tinta unita, più da ufficio. E sì, come vedi ho citato Holly Hobbie perché sono davvero sovrapponibili per molti aspetti e nell’immaginario di chi è stato bambino negli anni 70/80.

  7. Amo leggere post come questi, dove si ricorda e si impara qualcosa.
    Ovviamente da bimba avevo la dotazione Sarah Key che amavo molto, poster in camera e accessori di cancelleria per la scuola. Ricordo anche delle figurine… correggimi se sbaglio.

    • le figurine non le ricordo, cara Chiara, ma non sono infallibile e soprattutto la mia dotazione scolastica era molto basic, poi ogni tanto ci scappava l’extra con qualche risparmiuccio e allora andavo più di Snoopy…

  8. Pingback: Liebster Award 2016: la prima volta della voliera – La cupa voliera del Conte Gracula

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