Carbonara per cena

Cosa prepari?”

Mia moglie irrompe in cucina, ha in braccio una valanga di magliette sporche.

“Carbonara, ci sono tutti gli ingredienti.”

“Sai che i carboidrati la sera preferirei di no.”

Vorrei chiederle dove stiamo andando, se il precipizio è ancora lontano o se bastano pochi passi per planare sotto, in frantumi. Se durerà ancora tanto questa agonia sottile con la quale ci avveleniamo ogni giorno. Se tutto ciò che faccio non va bene di default o se qualche volta, qualcuna, mica tutte, ci pensa sul serio prima di contrastarmi.

Vorrei sapere dove sono finiti i ragazzi innamorati che eravamo, i più belli del gruppo, lei una principessa il giorno delle nozze, io il suo cavaliere. E se ora penso che forse no, non è stata la donna più importante della mia vita, è pur sempre l’unica ad avermi fatto decidere di sposarmi e non l’ho mai tradita. E le occasioni non mi sono certo mancate.

Vorrei dirle se quei due bimbetti di là che ci hanno fatto perdere un numero considerevole di ore di sonno non contano nulla, se non sono un collante sufficientemente forte da farla tacere ogni tanto, o finiranno davvero per credere di avere un papà strambo che non ne azzecca mai una.

Vorrei dire, fare e siccome dopo il fare viene il baciare, la bacio.

“Lore…, cosa fai? Ehm. Ci vedono.”

“Bacio mia moglie. Cosa ci sarà mai di proibito? E comunque no, non ci stanno guardando, sono presi dalla Tv.”

La bacio di nuovo, con maggior ardore. Dopo dodici anni di matrimonio e tre di insiemistica non ci si bacia praticamente più, magari si tromba ma non ci si bacia. Sa Dio perché. La spingo verso il lavello, si appoggia di schiena, ha ancora in mano la biancheria che crea una sorta di cuscinone tra di noi, un paio di maglie cadono a terra, le sposto con i piedi, tanto sono da lavare e continuo a baciarla, sulla bocca, e poi scendo sul collo, sul seno fino a che in qualche modo mi placo e mi stacco da lei di colpo. Tiziana è rossa fino alla radice dei capelli.

“Dovremmo baciarci di più!” Le urlo incurante di Chicco e Marta che in effetti non badano a noi. Poi raccolgo le  T-shirt dal pavimento e gliele lancio. È ovvio che non riuscirà a prenderle al volo, visto l’ingombro del resto che ancora ha in braccio. La inseguo, so che sta per andare in lavanderia, il luogo perfetto per appartarci. Sento Marta ridere di gusto. Sta infilando i panni in lavatrice, mi vede e afferra le magliette rimaste, si china a metterle nel cestello. Chiude lo sportello, carica il detersivo e l’ammorbidente, gira le manopole dei programmi e avvia. Tutto con una precisione chirurgica. Quando si volta per uscire io sono ancora lì a un passo. La bacio e do il meglio di me.

“Adesso, tu la pianti di rompermi i coglioni per ogni cosa!”

Le sussurro in un orecchio. Torno ai fornelli, ad affettare il guanciale.

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11 thoughts on “Carbonara per cena

  1. anch’io preferirei evitare i carboidrati per cena, ma davanti alla carbonara cedo volentierissimo 😀 ,
    li eviterò domani! molto carino!

    • Ho fatto un periodo no carboidrati la sera – forse lo ricorderai il tutti in forma di 2 anni fa – e funzionò alla grande. Ho smesso. Un bacione, grazie!

    • Sti due si vogliono bene ma continuano la litigare, sono work in progress loro e pure il relativo romanzo. Come sai occorre inserire tanti conflitti, eccone uno.

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