Bilanci e propositi: ci caschiamo ogni anno

A fine 2015 scrivevo qui nel blog di avere un unico grande progetto per il 2016, che si sarebbe probabilmente concretizzato sul finire dell’anno. Mi sbagliavo: avevamo infatti inteso male la nota al mutuo con una finestra che si apriva ogni 5 anni a novembre, ma quella era la scadenza utile per rinegoziarlo, per chiuderlo non vi erano vincoli temporali. Così, l’abbiamo estinto appena siamo stati in grado di farlo, il 10 febbraio e il grande progetto si è realizzato, dando via all’appendice della richiesta del part time, sul quale sarà il caso non vi tedi più.

Il 2016 come molti stanno facendo notare, è stato un anno tremendo per il mondo e l’umanità. Per quello che mi riguarda è stato di sicuro migliore dei due precedenti, ma mi sento di considerarlo un anno di transizione, un mix tra il vecchio e il nuovo, anche – scusate ci torno un attimo – perché ho lavorato metà anno full e metà part time ma sempre in prova. Anche sulla mia persona, sul mio approccio alle cose. Ci sono situazioni che ora sono più definitive che mai, non c’è più margine per l’illusione, come nel 2014 quando forse papà avrebbe potuto vivere almeno un’altra estate luminosa in Valtellina, o come nel 2012 quando forse potevo persino essere incinta o adottare. Ci sono partite che sono chiuse sul serio, e da un tempo sufficientemente lungo affinché io debba farmene una ragione. Ecco nel 2016 ce l’ho fatta a metà, e riuscirci del tutto (fermo restando che una sottile malinconia possa essere presente sempre in me come ritengo giusto sia e da qui la bella immagine al post) è uno degli obiettivi per il 2017. Lo stesso vale per la scrittura: successi e frustrazione in un’altalena che ha oscillato di continuo: anelo maggiore equilibrio e direi che qui il risultato si è già raggiunto di recente, quindi ben venga il mantenimento, come nelle diete. 0513Elementi di punta dell’anno che stiamo per salutare: il rapporto con mia sorella e la sua famiglia, tocca però recuperare un po’ quello con mia madre, prendere atto di certi spigoli, e se non si possono ammorbidire, almeno evitarli. Girare intorno per evitare collisioni dolorose. Si può fare.

L’anno che verrà vedrà due ricorrenze importanti: 10 anni di matrimonio e 50 anni dell’Orso, che l’altro giorno mi sono incespicata e ho detto 50 anni di nozze!   😀 abbiamo voglia di festeggiare e di essere grati, saranno a settembre e ottobre, quindi Dio ci deve accompagnare ancora diversi mesi prima che si possa tagliare il nastro. Penso che faremo un unico party autunnale, ci sto già pensando.

Ma prima uscirà il mio nuovo romanzo: Figlia dei fiordi, la macchina editoriale si è già messa in moto e io con lei, spero di suscitare un interesse sul territorio, visto che l’elemento Lago Trasimeno è fondamentale nella storia, mi darò da fare in tal senso, ma ci vuole sempre il classico colpo di fortuna. Non è possibile verrà di sicuro terminato nel 2017, mentre La montagna incartata è piuttosto indietro (pare anche logico), ma una recentissima rilettura delle 35 mila battute scritte a oggi mi hanno fatto venire una gran voglia di continuarlo, potrebbe essere quindi il progetto ponte tra 2017 e 2018. Infine c’è un lavoro nuovissimo, caldeggiato da CBM, che insomma si è innamorata di una mia vaghissima idea, e sta ragionando per trasformare un flirt in qualcosa di concreto, non c’è assolutamente nulla di certo, e io mi sono limitata a salvare in un file word quei quattro o cinque spunti per non perderli per strada. Questo è un po’ l’elemento punto di domanda del 2017. Vietato immusonirsi se finirà in nulla di fatto.

Il blog rimarrà quello che è. E’ stato un buon anno, direi di consolidamento sull’affezione dei miei lettori, un rifugio per me, una vetrina, un giardino dove coltivare ciò che mi fa star bene, col cancello sempre aperto, spero accogliente, ma anche ben recintato: se entri per curiosare e spiattellare o giudicare senza avere in realtà il polso della situazione, senza capire che questa è anche la casa di una romanziera, allora magari è meglio se stai fuori.

Ho letto molto, moltissimo, come sempre. Tanti belli, come L’inconfondibile tristezza della torta al limone di Aimee Bender, e anche Penelope Poirot fa la cosa giusta di Becky Sharp che alla fine non ho recensito qui ma vi consiglio caldamente, tuttavia nessuna storia mi ha davvero folgorata, a parte il solito, caro, vecchio Franzen con Purity e Big Magic (di cui invece ho parlato a lungo, ma non è un romanzo).

Cosa mi porto dietro di questo 2016? L’amore per la mia casa, il mio essere stata capace di trasformare in risorsa vera le ore passate a fare la casalinga, la consapevolezza di essere finalmente una scrittrice, e se qualcuno pensa che io non lo sia perché non pubblico con Mondadori, davvero non è un mio problema. Mi porterò appresso Buck e il terremoto con il gruppo e nuove iniziative. I miei affetti veri, non devo neanche dirlo. Brucio volentieri i problemi allo stomaco, l’esasperazione di certe dinamiche da scrivania, dare troppo peso a frasi che dovrebbero evaporare in fretta.

E cosa vorrei di nuovo nel 2017? Come sempre sottolineo la salute. Vorrei più weekend fuori casa, senza programmarli troppo. Mi sono iscritta già da tempo al sito Secret Escapes e abbiamo appena prenotato l’Hotel per l’evento goWare a Firenze, spendendo 158 euro anziché 254 per una notte+colazione in una struttura favolosa. Mi piacerebbe smetterla di rimanerci male per la mediocrità di certi comportamenti, il messaggino meschino, l’invidia, chi ha sempre mille scuse per non esserci e poi all’improvviso salta fuori e pensa che tutto sia immutato (no, non lo è!). Vorrei non dover imbiancare, che qui non passa anno senza che ci sia una magagna per cui tocca avere sempre la casa modalità cantiere (in questo momento è tutto a postissimo, ecco che duri!)

Vorrei svegliarmi col sorriso, anche di lunedì-lavorativo quando piove.

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12 thoughts on “Bilanci e propositi: ci caschiamo ogni anno

  1. Per come la vedo io, la bilancia del 2017 comincia già pendente al positivo. Sospetto che di dovremo mettere qualcuno sotto a reggerla…o cambiare con una bilancia più capiente! 😉
    Prima o poi ci s’incontra eh. Io è da ieri che sono sorda dall’orecchio sinistro ma tiro avanti!
    (e se dicono malignità, sono sorda, tiè)

  2. Casa in modalità cantiere! Presente fino a marzo! Ed ecco come inizia il mio 2017: con le martellate!
    Mi piacciono molto, invece, i tuoi obiettivi scrittevoli, ben definiti, con una tabella di marcia assai professionale.

    • Voi siete sotto cantiere per un’ottima causa, noi a parte abbellimenti funzionali e imbiancatura di routine (io odio gli sbuffi neri e si imbianca quindi abbastanza di sovente) è stato un susseguirsi di danni che hanno necessitato nuovi giri e questo davvero è insopportabile. Sì, gli obiettivi scrittevoli sono assai ben definiti, anche perché ho molta carne al fuoco e senza un po’ di professionalità la brucio di sicuro.

  3. Il tuo bilancio è buono perché è sincero, non vedi solo le parti positive o negative dell’anno passato e riconosci che ci portiamo sempre e comunque dietro i dolori antichi e i sogni futuri.

    Mi sembri in un momento equilibrato, maturo, vedo che ponderi il tuo lavoro e la tua posizione come donna e scrittrice con occhio critico ma benevolo, cosa difficile da fare per noi donne che tendiamo sempre a sentirci di dover fare di più, di dover fare meglio, che va bene abbiamo dato dieci e ottenuto cento, però avremmo potuto, dovuto e bla bla bla…

    Lavori tanto e bene su te stessa, brava. Ti auguro un 2017 pieno d’amore, salute, vacanzine e libri!

    • Detto da te che sei psicologa e già tempo fa avevi fatto un’analisi pazzesca su Olga mi lusinga molto. Ci sono anche donne che peccano nella presunzione “eh, ma io guarda come sono qui là bla bla” Io cerco davvero l’onestà e di essere una persona con la testa sulle spalle che strizza l’occhio alla leggerezza. E non si racconta palle. Grazie per questi tuoi magnifici auguri e riapri quel blog! 😀

  4. Mi sembra che il 2016 sia nel complesso positivo e ben avviato anche il 2017, per gli spigoli familiari non è facile evitarli, ma schivarli ogni tanto si può. Sulla malinconia ti capisco, spesso si accompagna alla fine di un anno, è quasi inevitabile, un abbraccio.

    • Feste e malinconia vanno davvero a braccetto. Tento di scacciarla con la cioccolata, come ho appena fatto. E vento in poppa per questo 2017. Al 2016 la sufficienza la do di sicuro, e nel post non ho citato le fantastiche vacanze fatte in diversi luoghi.

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