With a lot of hard work, anything is possible (cit.)

Ho scelto una frase di Michelle Obama a titolo del post, perché anche se spesso si vacilla, non bisogna mai smettere di lavorare duro se abbiamo un obiettivo. Questo per me è un momento di grande consapevolezza fatta ancora di semina, ma anche di raccolto. Ci sono i dati di vendita di goWare su cui ragionare, un editore in grande crescita, con autori importanti come Rosanna Cancellieri e Giulio Sapelli, che potremmo pensare pubblicati da case editrici più note, no? Invece stanno proprio dove sto io. Quindi un momento di raccolto importante; sono convinta che nel mio percorso si sia formato un prima e un dopo convention, che è stata una vera frontiera. Ma anche di semina, ancora. Cercavo un illustratore e ne ho trovati tre. Ho commesso un errore: dare il via al chiamiamolo bando, nei giorni in cui lavoro, mi sono ritrovata con un botto di mail, non per un elevato numero di candidati, ma perché è successo che invece di inviarmi quanto chiedevo nel post, mi hanno mandato link, proposte, pagine FB da vedere, domande per meglio capire. Tutto giustissimo ma è stato un po’ un massacro di risposte da dare che proprio non avevo immaginato. Alla fine però è stato bello trovare l’entusiasmo per i miei testi nelle parole di:

Nicoletta, Emanuele, e Rossella che sono i miei nuovissimi compagni di viaggio nel mondo della fantasia e dei libri per l’infanzia. Ho infatti affidato a ognuno di loro un progetto diverso. Nicoletta e Emanuele si occuperanno della formica (gli albi sono due, uno a testa); hanno uno stile diversissimo tra loro e sono quindi curiosissima di vedere il lavoro finito di entrambi. Rossella invece illustrerà Nina Strick e Investigatto. Mi hanno mandato dei campioni pazzeschi di come hanno pensato di interpretare le mie storie. Sono immensamente grata al loro essersi messi a disposizione con fiducia, praticamente senza conoscermi affatto. Al di là delle loro capacità che reputo notevoli, è scattata un’empatia immediata che mi ha molto colpita. Grazie, grazie, grazie! E quindi si lavora sodo, ho dovuto scrivere le quarte di copertina, decidere le dimensioni dei libri, valutare dettagli a cui non avevo affatto pensato.

Inoltre se riuscirò a stare nei tempi, salvo imprevisti dovrei farcela, parteciperò con Non è possibile al concorso che, con il Calvino, è il più noto in Italia per i romanzi inediti. Il Neri Pozza. Viene indetto ogni 2 anni, a differenza del Calvino consente di partecipare anche agli autori già pubblicati e non prevede tasse di iscrizione. Il primo premio è di 25 mila €, sì, avete letto bene, più la pubblicazione con il prestigioso editore Neri Pozza appunto. La scorsa edizione, quando sono arrivati circa 1300 testi, hanno pubblicato tutti e 5 i finalisti. A riguardo penso una cosa: qualcuno deve pur vincere, male che vada avrò buttato via solo i soldi per la raccomandata. Non partecipo perché non sono soddisfatta di goWare, tutt’altro, ma per darmi una nuova sfida. Pubblicando con goWare un libro ogni 14 mesi circa, a giugno uscirà Figlia dei fiordi, ipotizzo poi a settembre 2018 Non è possibile, a dicembre 2019 La montagna incartata (che ha raggiunto ora le 75 mila battute e ho tutto il tempo per finirlo). Solo che un calendario di questo tipo mi sembra che ammazzi un po’ l’estro, pur avendo l’enorme vantaggio di mettermi al riparo da grosse magagne, dandomi sicurezza.

Credo che le cose siano cambiate modificando il mio approccio alla scrittura, cioè quando ho iniziato a considerarla un vero lavoro, esattamente come quello che svolgo in ufficio. Con scadenze, progettazione, analisi, bilanci, investimenti, confronto tra obiettivi e risultati, fottendomene finalmente dell’opinione degli altri.

Ho del tutto rivoluzionato anche la mia visione del grande salto. Innanzitutto i salti da fare sono due: uno per arrivare a un editore tradizionale di fascia alta, l’altro per diventare un loro autore di punta, che altrimenti davvero non si sfonda comunque (potrei fare parecchi nomi di autori che si posizionano in una sorta di limbo illusorio), in seconda battuta, io il salto l’ho già fatto perchè sono felice, FELICE, FELICE, FELICE per i tutto il lavoro che ho in ballo, che non so dove mi porterà, a parte il dire di continuo “devo dare una sistemata alla mail, che delirio!”

Non mi stanco di dire quanto il vostro sostegno sia sempre stato e continui a essere fondamentale. Grazie!

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25 thoughts on “With a lot of hard work, anything is possible (cit.)

    • In realtà sono partita con l’influenza, manco ho brindato a mezzanotte, poi sono caduta, ma non mi sono mai abbattuta figuriamoci, e la convention (abbiamo parlato di te, io e Elisa! Sei stata la fautrice del fatto che ora io e lei siamo colleghe, ma lo sai) mi ha dato una gran carica! Ho bene in mente le mie 4 parole per il 2017! Grazie!

      • Non ti abbatte nulla!
        Son felice che tu e Elisa vi siate conosciute di persona, vorrei mandare anche il mio romanzo a goWare, chissà che un giorno non possiamo trovarci a una convention tutte insieme! 😀

  1. @ Iara, Marina, voi siete responsabili del mio entusiasmo! Quanto mi avete tirata fuori dal pantano? Tantissimo. Grazie davvero. E non vi ho ancora raccontato tutto, ho altri 3 impegni scrittori (eventi non cose da scrivere, che palle, la parola eventi la odio, fa tanto milanese imbruttito, devo trovarne un’alternativa) di cui vi dirò presto.

  2. Ecco io penso che tu abbia trovato nella scrittura la giusta dimensione che ti porta ad affrontarla con la stessa programmazione, serietà e impegno di un lavoro ma senza l’ossessione del successo a tutti i costi. Senza però rinunciare a crescere e a sognare. Per me questo è il vero successo.:)

    • Tu e tuo marito davvero siete campioni nella sintesi. Sì, una realizzazione priva – finalmente – del successo inteso come celebrità. Crescere, sognare, fare. Uscire dal gorgo non è stato facile, ma come mi ha detto ieri la mia amica che ha la casa nel biellese 😀 è tutta esperienza.

  3. Oh God. Mi sconnetto per qualche giorno e guarda quanta roba!! 😀
    Anche La montagna incartata sta andando avanti! Aspetto quello più di altri!
    …io nel frattempo ho raggiunto i 9 km in un’ora di fitwalk, mi sto preparando per bene alla Pink Run di maggio. E scrivere? Mentre cammino scrivo, mentalmente, ma scrivo! 😉

    • La montagna incartata però va avanti a pezzi e in questo momento devo pensare a un conflitto da inserire, hai scelto proprio quello che uscirà chissà quando come preferito, cara Barbara. 9 km in un’ora mi sembrano tantissimi davvero. Quando ti metterai alla tastiera avrai un sacco di idee.

  4. Ero rimasta indietro con la lettura del tuo blog, caspita mi stavo perdendo tutte le tue novità, sono contenta di trovare tutto questo entusiasmo, grande Sandra! Ma che bello! È vero l’atteggiamento verso la scrittura è importante, cambiare prospettiva fa cambiare le cose. Brava.

    • Non essendo perennemente connessa, rispondevo solo la sera, e le mail si accumulavano, però la mia paura che non si facesse vivo nessuno si è rivelata la classica paranoia sandresca inutile.

  5. ah ah ah la paranoia sandresca inutile mi piace, è una definizione che si adatta anche a me spesso! menomale che siamo ancora in grado di riconoscerla, anche se spesso quando abbiamo perso inutilmente energie! sono felice del tuo FELICE!

    • Sì cara, spreco un sacco di energie dietro a sta paranoia sandresca, non riesco a guarire! Il clima di oggi è di un deprimente, ragaSSa mia. Grigio, umido, freddo, spero non influenzi troppo il mio umore.

      • pure qui….ma faccio finta di non vederlo!
        constatavo prima con la mia collega che in effetti non siamo poi tanto diversi dai paesi nordici: nel mio caso, per esempio in dicembre, arrivo in ufficio alle 7,30, fuori è ancora buio, pranziamo qui perchè abbiamo mezz’ora e solo attraversare la strada fa perdere 10 minuti, usciamo alle 16 che è di nuovo buio, viviamo costantemente con la luce artificiale….praticamente è come essere a Copenaghen 😀 😀 😀

    • Anche gli illustratori fanno una gran fatica a farsi notare, pure quello è un mondo difficile e inflazionato, e mi è capitato di vedere albi e pensare “ma come possono aver scelto questo qua? Non mi piacciono per niente le illustrazioni!” La collaborazione con loro in effetti mi sta già dando moltissimo. Grazie.

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