Libri di zucca

La bellezza di Mantova avvolta dal Mincio, dove non ero mai stata. E’ Lombardia ma pare Emilia e un po’ pure Veneto. L’albergo centralissimo, i passi tra le piazzette, una cucina squisita da cui attingiamo tra osterie succulente. La presentazione in una galleria d’arte, un pubblico un po’ agé comunque molto interessato. La simpatia delle loro domande. La professionalità di Mendes Biondo che mi intervista. L’abbraccio con Nadia P. una delle lettrici storiche già del mio blog precedente, emozione pura: Nadia, ti ho già detto tutto in privato ♥ Ritrovare Barbara (e ditemi se non è buffo questo ritorno di nomi Barbara e Nadia, come a Diano e per completare l’opera la gallerista si chiama Chiara come Chiara Solerio!) Figlia dei fiordi e i suoi personaggi. Piaciuto a chi l’ha letto, sembra che potrebbe davvero piacere a chi lo leggerà, convinto dall’evento. Una partecipante chiede che venga letto il passo in cui Anna e Cesare si incontrano: vuole conoscerlo subito e mi dirà poi di essersene già innamorata. L’appuntamento riportato da La Gazzetta di Mantova e La Voce di Mantova. Raccontare circondata da quadri. Rispondere a chi mi domanda come faccio a far ridere, non lo so, ma cerco di articolare una risposta che abbia un senso. Va sempre a finire con un brindisi, gentilmente offerto dalla galleria, con stuzzichini buonissimi.

E poi fuori il freddo pungente che ti fa avvolgere nella sciarpa, le zucche dappertutto, le chiacchiere e la cena con Barbara e Andrea (santi subito i nostri mariti!).

E il giorno dopo turisti: Cattedrale, S. Andrea, il Castello di S. Giorgio, e Palazzo Tè, tra foglie gialle e ancora zucche. Riempire il bagagliaio di mostarde e confetture e gli occhi di magia, che scrivere sta significando avere l’opportunità di fare incontri belli di luoghi e persone. Girare nord e centro Italia con i miei libri sotto il braccio e l’animo spalancato per non perdersi nulla dei sorrisi che mi accolgono, un calore umano che rimette in pace con la fatica dei giorni storti. E’ stato un pirotecnico spettacolo di parole e colori autunnali, vissuto solo perché un giorno cominciai col narrare le mie storie.

PS. Il miracolo non si è compiuto, per cui non sono diventata una modella nel giro di una settimana, quindi vi beccate gli scatti espressivi anche sto giro. 😀

21 pensieri su “Libri di zucca

    • Ne scarto 9 su 10, il problema è sempre la zona naso-mento, quando ce n’è una che mi piace, capita, sto lì a rimirarla pensando “questa sono la vera io!”

      • Vogliamo parlare delle mie rughe sulla fronte e del nasone che nelle mie foto la fa sempre da padrone? Che barba, vai di fotoritocchi 😂

  1. Le stranezze della vita! Nomi che si rincorrono e che portano felicità e la giusta attenzione intorno a te. Chi non si innamora dei tuoi libri è solo colui che non li legge, e Cesare non c’è alcun dubbio che farà una strage totale tra le lettrici.
    In questi scatti invece sei rimasta benissimo. Buona la zucca!

    • Io invece la zucca la detesto, ho avuto gli stessi problemi quando andai a Ferrara ma c’era molto altro da mangiare. Grazie, Nadia, non credo che l’amore per i miei libri sia poi così universale, ma tu continui a essere un’ottima motivatrice!

  2. Nel tornare a casa dopo l’incontro con te, io e D siamo passati in quella via e abbiamo sfiorato quella zucca gigante domandoci se fosse vera o meno! Vedersi, per la prima volta, dopo tutti questi anni, mi ha fatto dubitare: sogno o realtà? Ma poi gli abbracci, quelli belli stretti, li porterò sempre con me, e allora è tutto vero!

  3. Ri-eccomi (avevo lasciato il Piace ma non commentato). Sui mariti santi, solo il tuo, eh! 😉
    E’ vero che noi ci siamo perse in miliardi di chiacchiere libresche e non, a conferma che chi legge (e scrive) non ha bisogno di parlare del tempo! 😀
    Della presentazione mi sono piaciute le domande, un pubblico davvero attento e curioso! Ricorda che adesso hai una storia da imbastire, come chiedeva quel signor diversamente giovane tra il pubblico, cioè di una bella ragazza che si innamora di un uomo adulto ma non per il suo portafoglio. “Vardalo ben, vardalo tuto, l’omo senza sghei quanto l’è brutto” (Guardalo bene guardalo tutto, l’uomo senza soldi quanto è brutto) 😛

    • Oddio, avevo dimenticato la frase. Non è che sia poi così facile scrivere su commissione, ma sono tutti spunti, idee che metto lì e poi chissà, salteranno fuori al bisogno, al momento, intanto ne faccio tesoro.

  4. Sandrina cara, anche io come Speranzah, gradirei il sequel 😉 tra Anna e Cesare e… la figlia dei fiordi??? Non puoi lasciarci a lungo in questo stato di sospensione!!!

    • Oh Dio, queste sono cose bellissime, sapere di aver lasciato il segno, ma anche preoccupanti? Adesso cosa faccio? Cosa scrivo? Che m’invento? Mi sta frullando un’ideina. Vediamo.

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