Librerie e Covid, facciamo il punto

La riapertura delle librerie è stata scaglionata, ora hanno riaperto tutte e se la vendita degli e book ha ridisegnato il mercato, non sappiamo ancora se e come la ripresa trasformerà le librerie, soprattutto quelle indipendenti che non hanno dietro i colossi dei principali gruppi editoriali italiani e quindi ora sono particolarmente in sofferenza. Muoversi in questo momento per proporre il proprio libro sembra un po’ l’azione di un folle, eppure mi ha riservato una sorpresa straordinaria. Prima che La ragazza che ascoltava De André uscisse avevo selezionato qualche sito: tribute band, librerie sul territorio magari interessate al cantautore genovese; l’ho fatto con grande impegno ma scarsa convinzione. La libreria Fieschi di Lavagna mi ha risposto con entusiasmo in pochi minuti, e siccome il caso non esiste, sono stati gli unici a cui nella mail avevo scritto il mio N° di telefono, e mi hanno proprio contattata via whatsapp, una comunicazione veloce, simpatica, alla mano. Marco Paganini, il proprietario, aveva rilasciato un’intervista che ho trovato preziosa, per fare il punto sul Covid, durante la chiusura, quando ha continuato a consegnare i libri in sicurezza, di persona o affidandosi a un corriere, rimandando addirittura la riapertura, al 4 maggio, nonostante da DPCM avrebbero potuto farlo ben due settimane prima.

Iniziando a conoscere Marco ho apprezzato due sue convinzioni sul sistema che estrapolo volentieri:

Cosa vi posso consigliare? Restate a casa ma non restate fermi. Internet è il demonio solo se decidiamo di usarlo per sprecare a tempo, energia, passioni. Vita. Ma oggi internet può essere lettura, cultura, viaggio, storia, formazione.

Io ho perso lettori del blog perché stanchi del can can sul virus hanno deciso di chiudere fuori tutti i social (non sono così certa che non siano su FB in realtà), finalmente qualcuno in poche righe fa una sintesi precisa di internet, che non può solo tradursi nel luogo dove ci improvvisarsi virologi ed economisti, la rete è altro. E ancora:

La libreria ai tempi del Covid: da dove partire? Da tre anni prima, quando con un pizzico di difficoltà ho scelto di abbracciare Amazon. No, non è un mostro, è un canale distributivo, che ad oggi mi aiuta a pagare l’affitto. Sono sceso a patti col “nemico”? No, perché non ho nemici. Nessuno dovrebbe averne.

Anche qui il messaggio è chiaro ed è quello di non chiudersi ma di valutare. I pregiudizi non vanno mai bene, ci caschiamo tutti, lo so, ma soprattutto ora dobbiamo stare in guardia.

Che sollievo enorme quindi trovare un libraio che parla la mia lingua, che lo fa ora, in un  momento in cui sarebbe quasi logico dire “guarda, no, grazie, devo andare sul sicuro con le scelte su cosa tenere in negozio.”

Oltre ai libri Marco si è reso disponibile a portare la spesa alle persone in difficoltà, e la prima cosa che mi ha detto è stata “sono abituato a concentrarmi sui pro!” Cioè sul positivo, su quel bicchiere mezzo pieno (ribadisco, per me alcolico, grazie!) di cui parlo da ormai due mesi e mezzo e ripeto da lombarda non è facile per niente. Evidentemente è una persona positiva ed empatica.

Copy of Blogger Uniti - per le Librerie - Indipendenti

Non ho potuto aderire alla splendida iniziativa di cui vedete il logo/banner, perché non ho una libreria indipendente a cui sono affezionata per non dire devota. Ne avevo una, ne parlai anni fa, dove frequentavo un corso di scrittura creativa, ma ho smesso di sentirla affine quando – è bruttissimo dirlo – mi chiese una tassa per presentare lì un mio romanzo, che cosa triste. Compro qua e là, compro tantissimo alle fiere, faccio scorte e poi ovviamente leggo sul Kindle. Però credo profondamente nel lavoro dei librai appassionati, sono fondamentali per veicolare idee e proporre letture alle quali magari non arriveremmo affidandoci ai soliti canali.

In definitiva, chiudersi in casa è stato necessario, in parte lo è ancora, chiudersi al mondo no, anzi, può essere dannoso perché non ci permette di studiare alternative quanto mai indispensabili ora, che se non ci ha ucciso il virus ci ammazzerà la mancanza di equilibrio mentale. Non mi va di parlare di economia a sproposito, però reinventarsi è l’unica via per sopravvivere anche alla crisi in cui siamo precipitati.

Vi invito a leggere questo post, non è lungo, dove oltre a trovare l’intera intervista a Marco, ci sono altri due interessanti interventi di librai indipendenti liguri.

Adesso chiaramente sono qua che friggo perché vorrei andare a Lavagna, dove peraltro non sono mai stata, a comprare almeno dieci libri alla libreria Fieschi e il fatto che si trovi al mare non c’entra proprio per niente.

Libri e mare? Riuscite a immaginare qualcosa di meglio?

(Barbara, adesso non dirmi libri e Scozia.) ♥♥

PS. Date un’occhiata al post sotto a questo e ditemi se l’immagine grafica non è stupenda? Grazie a Federica Leva che l’ha elaborata per ogni libro pubblicato da Maratta Edizioni.

14 pensieri su “Librerie e Covid, facciamo il punto

  1. Eh? Chi mi chiama? 😀
    Ma guarda che in Scozia c’è il mare, dalle alte scogliere alle splendide sabbie, dall’infinito oceano agli isolotti delle foche! Quindi libri, Scozia e mare! E bicchiere mezzo pieno di Whisky per me! 😉
    Questo Marco libraio mi piace parecchio nelle sue parole.
    Senti anche questo pezzo: “Sorrido soddisfatto perché vivo nel miglior ospedale di sempre: la libreria è la cura dell’unico virus che temo. Questo, al massimo, lo rispetto, ma quando scopri l’ignoranza anche con l’ebola ci puoi bere un caffè.”
    Purtroppo sì, internet è una grande risorsa ma dipende dalle persone, da come decidono di usarla. Ho progettato e realizzato molto di più in questo periodo, proprio grazie alla rete, al tempo guadagnato dal traffico o dalle riunioni inutili. Spiace vedere che altri si sono annebbiati, cristallizzati in una strana apatia, forse si sono lasciati deviare del brutto dei social network, forse con la chiusura casalinga le situazioni personali precarie hanno mostrato tutta la loro difficoltà. Speriamo che la ripartenza non sia solo un buon proposito del primo dell’anno che già a metà gennaio contraddice sé stessa…

    • Sì, Marco poi nel vocale era proprio affabile, come se lo conoscessi da tempo. Ho apprezzato ogni sua parola anche se non le ho copiate tutte proprio per non riscirvere pari pari il post che ho linkato.
      In effetti io ho fatto il bagno nella Manica in Normandia quindi chissà magari mi butterei anche in Scozia, quando sarà, perché garantito, prima o poi ci vado pure io.
      Per il resto boh, vedo da una parte gente propositiva dall’altra gente chiusa in una maniera del tutto inutile. Chiaramente se in casa non stai bene diventa una bomba a orologeria.

  2. Reinventarsi è un’opportunità e lo spirito di Marco Paganini mi sembra quello giusto e vincente per questo momento, l’invito a non fermarsi è fondamentale, magari non tutti hanno la forza di contrapporsi agli eventi negativi, soprattutto quando questi ti schiacciano completamente…
    Non mi sento di giudicare chi si dispera e si abbatte, però anche queste persone, dopo un po’, toccato il fondo si rialzano. Oggi sono andata al lavoro a piedi (sono abbastanza vicina per poter evitare l’autobus e ne approfitto per fare moto) e sono rimasta colpita da un bar aperto dove c’era la fila – tutti a distanza e con la mascherina- per prendere il caffè e le paste da asporto (mi è sembrata una bella cosa)…

    • Basta che poi non venga fuori come a Milano sui Navigli ieri sera, guarda sono furibonda.
      Non è neanche giudicare è non capire, sinceramente, siamo tutti saturi…
      ma c’è parecchia differenza tra chi ha perso qualcuno e chi no, io la vedo così, poi speriamo di essersi lasciati alle spalle il peggio e a livello economico si ripartirà come nel dopoguerra.

  3. @ Barbara Amarotti, allora ci ho preso pure con te! In Scozia non sono stata, ma ho una grande passione per il nord: Danimarca, Svezia, Normandia, mi rifarò, altroché

  4. Questo periodo è pesante per tutti, ma tu hai saputo trarne tante cose belle, non ultima questa collaborazione che, spero, durerà nel tempo. Mi piace molto come ti stai muovendo, spero che il tuo romanzo riesca a farsi notare, nonostante il maledetto virus.

    • Grazie davvero. Ero su whatsApp con un’amica, che tra l’atro molto probabilmente il virus se l’è presa all’inizio, curata a casa, niente tampone, e ci stava mostrando le sue ultime creazioni in ceramica. Ha prodotto tantissimo ma non poteva andare al forno a cuocere. Insomma, in molti ce l’abbiamo fatta a tirare fuori qualcosa. Grazie, il romanzo al momento sembra stia girando tra i fan di Faber, che ho scoperto avere non so quante tribute band, gruppi ecc. Mi sta seguendo persino il sito ufficiale. Vediamo.

  5. Ammiro le persone come Marco che pur di fronte a grandi difficoltà usano il sorriso e l’intelligenza per uscirne. Al contrario ho trovato sciocca la protesta dei bottegai milanesi che hanno dichiarato di non voler aprire perché le restrizioni Covid sono troppo pesanti. Taccio, tanto le loro scemenze parlano da sé. Quanto al periodo negativo per promuovere un libro come sai non mi convince. Proprio un mese fa ho deciso di mandare in giro il mio nuovo romanzo da editori selezionati. Qualcuno sosteneva che non fosse il momento giusto, che nessuno mi avrebbe mai risposto se non farabutti. Non ho mai ricevuto tante risposte di presa in carico come questa volta. Per dire che non esistono le regole. Il romanzo ispirato a De André non può che trovare casa nella sua Liguria. In bocca al lupo amica mia

    • Sì, Marco è ammirevole e da imitare. I commercianti milanesi, fortuna non tutti, che hanno organizzato il sit in davanti all’arco della pace dovrebbero fare come il ristoratore da cui oggi, per la seconda volta da che siamo in sto casino, abbiamo ordinato il pranzo (e che pranzo!) e raccontato come va, senza piagnistei. Non voglono riaprire? E stiao chiusii, guarda come dici tu, lasicamo perdere che ci siamo capite.
      Qualcuno sosteneva che no, non era il momento giusto? Magari poi slittano le uscite, ma tutto ciò che viene prima non vedo perché non debba essere portato avanti, visto che basta un pc. Sinceramente molti fatti e su diversi argomenti smentiscono le convinzioni di chi sembra sempre saperla lunga, ma a parole…

  6. Libri e Scozia, libri e montagna, forever! Il mare mi piace, ma ci resisto… zero. A parte questo, c’è sempre un margine di scelta nelle situazioni, anche le più difficili, che dipende dal tipo di persona. E’ bello sapere che c’è chi reagisce bene alle difficoltà e spande positività intorno.

    • Essere positivi in situazioni negative, difficilissimo, ma ci si può provare. Io invecchiando resisto meno in spiaggia in effetti, anche perché le ultime 3 estati andavamo in auto e ci stavamo quindi tutto il giorno filato e nelle ore più calde a luglio può essere dura, anche se vai in un locale ombreggiato a spezzare con un pranzo light. Purtroppo quest’anno ci sarà poco da scegliere, non si va e basta.

    • Il libraio di cui parlo in questo post mi ha fatto un vocale giusto stamattina mentre io lo facevo a te! Pensa che caso. In settimana penso che andrò in libreria, devo concedermi qualcosa di bello al più presto.

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