Leggiamo insieme Tess, conclusioni

Grazie di cuore a Barbara, Brunilde, Nika e Speranza che hanno retto fino alla fine e portato un contributo molto interessante alla lettura condivisa. Grazie anche a chi ci ha provato, abbandonando poi la partita, a chi c’è stato da bordo campo, siete stati tutti preziosi e l’esperienza per me è stata molto arricchente. Tutti ci siamo confrontati con una certa difficoltà, che non significa affatto che il romanzo fosse brutto, non è questo. Nel mio caso si è collocato, come ho già avuto modo di dire, in un momento difficile, dentro il periodo globalmente tremendo che viviamo da mesi, rimane però intatta la bellezza di molte pagine, soprattutto nella terza parte e l’incanto delle tre compagne di stanza di Tess alla fattoria, personaggi senza spigoli, che ho davvero molto amato nella loro purezza d’animo che si scontra con la spietata realtà che le circonda. Un secondo elemento di gioia è stata la natura, coi suoi cicli vitali, le stagioni, le piante e gli animali della quotidianità campestre che ho letto con piacere e curiosità. Su tutto però aleggia la pocheza di animi miseri, e, a parte le tre giovinette già citate, e i padroni della fattoria, non salvo nessuno, li condanno come loro hanno condannato Tess a un’esistenza di stenti, senza pietà nel senso più alto del termine, senza calore. Angel è un’illusione, Alec non posso perdonarlo. I genitori di Tess sono forse i principali responsabili della fine di Tess, di sicuro quelli che l’hanno messa su una strada lastricata di dolore. Dopo pagine oggettivamente pesanti, il finale, nella sua immensa tragedia, restituisce in qualche modo, e qui credo risieda la grandezza di Hardy, la poesia struggente che diventa bellezza. Su tutto l’ineluttabilità degli eventi: la donna paga gli errori degli altri, subisce una violenza e viene messa all’angolo, tutto questo mi ricorda purtroppo certi squallidi processi che avvengono ancora oggi, con le vittime di stupro costrette a giustificare una gonna corta e un atteggiamento giudicato equivoco.

La modernità di Hardy è evidente, perché c’è lui in ogni riga, lui solo dalla parte di Tess, mentre tutti le sono contro. Grandissimo romanzo vittoriano. E scusate per questo post senza a capo decenti, ma da qualche giorno wordpress ha di nuovo deciso che no, nonostante lo schema classico, i paragrafi non si dividono.

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14 pensieri su “Leggiamo insieme Tess, conclusioni

  1. Concluso in pausa pranzo. Capolavoro indiscutibile. Riesco pure a comprendere Tess, a sentire il suo dolore e le sue angosce. Non c’è niente di più pericoloso di un buono che dalla vita è costretto a diventare cattivo. Sia il destino avverso, che le persone intorno a lei, l’hanno costretta a piegarsi, contro la sua volontà. La madre, che fino all’ultimo ha nascosto al marito Clare dove si trovava la figlia e con chi, in quali condizioni. Se l’avesse avvisato, forse lui avrebbe potuto prepararsi per ripresentarsi a Tess e riavere sua moglie, in tutta onestà. E se ugualmente avesse avvisato la figlia che il marito era tornato, Tess sarebbe scappata senza quell’ultimo ineluttabile omicidio.
    Ma con un finale lieto, il romanzo non avrebbe avuto lo stesso impatto.
    Alla fine Hardy, magistrale e imperituro, ha dimostrato che coloro che si credono buoni (Clare e la sua famiglia di vicari) non sono poi così buoni, a interpretare la legge di Dio col goniometro non si salva davvero nessuno. Tess è morta per la crudeltà delle opinioni umane, prima di tutto.
    Ora metabolizzo, e per fine settimana pubblicherò anche il mio post.
    Di una cosa sono abbastanza certa: per me Thomas Hardy supera Jane Austen.

  2. Cara Barbara, hai davvero dato un contributo molto importante durante questa lettura insieme. Sul tuo finale di commento, non so, nel senso di Jane Austen ho letto tutto, di Hardy solo questo e Il sindaco di Casterbridge (piaciuto molto), certo Hardy è più complesso e articolato, come dire è più difficile scrivere un romanzo di Hardy che uno della Austen, e con Jane Austen non ho mai faticato come su certe pagine di Tess. La madre di Tess, tornando alla trama, è terribile, è davvero da prendere a sberle e anche a voler cercare un punto di contatto, considerando l’epoca, risulta odiosa in errore continuo. Aspetto con gran piacere il tuo post e già ti ringrazio pubblicamente, mentre invito tutti ad andare a leggerlo domenica. Grazie.

  3. Ciao Sandra, sono stata una di quelle che hanno osservato sulla soglia una lettura che solo adesso comprendo tanto densa ed emozionante. Questo post è stato capace di farmi ravvedere da un pre giudizio che mi tiene lontana dai romanzi vittoriani. Grazie per aver resistito fino alla fine nel leggerlo, anche in un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo. Buona serata

  4. “Questo post è stato capace di farmi ravvedere da un pre giudizio che mi tiene lontana dai romanzi vittoriani” Elena, ma grazie, mi hai fatto un complimentone! Soprattutto in quest’epoca, no, ora non parlo dei virus, che va veloce, dove su Instagram ci sono queste bookinfluencer che leggono 4 libri contemporaneamente, e parlano di 5 libri a settimana, dando l’impressione che tutto sia un tritacarne che lasci attaccato troppo poco. Grazie di cuore, personalmente tornerò a leggere Hardy in tempi meno cupi.

    • Cime tempestose, letto a Varsavia – periodo complicato come ben sai-, mi fece lo stesso effetto di cui parli a proposito di Tess. Sono letture dense e impegnative, a tratti faticose ma anche emozionanti. Saresti un’ottima insegnante di letteratura.

      • Cime tempestose, cara Barbara, è uno dei miei miti! Letto 2 volte, lo rileggerei. Ma in effetti il periodo vuol dire molto. Grazie per il complimento, la mia è davvero una cultura limitata e per molti versi da autodidatta, fortuna vuole che nonostante abbia fatto la scuola alberghiera – non che la disprezzi tutt’altro, come sai – la prof. di inglese dei primi 3 anni ci fece una bella testa anche con la lettaratura anglosassone che io poi approfondii di mio, ma ho lacune enormi.

  5. Prima di tutto: grazie per questa opportunità di lettura condivisa. E’ veramente un arricchimento scambiarsi opinioni e impressioni, aiuta a considerate il testo sotto altri aspetti, con attenzione diversa. Spero anzi propongo che questo esperimento non resti un caso isolato!
    Per quanto riguarda il libro, ho faticato non tanto per la forma, ma per la sovrabbondanza di descrizioni, spesso molto cupe, anche se funzionali all’ ambientazione e alla trama.
    Le convenzioni sociali dell’epoca schiacciano sentimenti e umanità: le donne sono sottomesse per nascita, l’unica possibilità che hanno per migliorare è agganciare un uomo che garantisca condizioni di rispettabiità e di vita più agiata.
    In questo trovo che il personaggio di Alec, pur nella sua arroganza di maschio ricco e aristocratico, non sia negativo, perchè “riconosce” il valore umano di Tess, innamorandosene.
    Il pio Angel invece è senza cuore, tutta supponenza e principi morali, non proprio applicati alla lettera su se stesso: in fondo se l’è spassata prima di incontrre Tess, e dopo averla lasciata era pronto a partire con un’altra ragazza, alla faccia!
    Comunque sia, nella lettura di un classico c’è sempre qualcosa di profondo che ti resta dentro: ne è valsa la pena!

    • Cara Brunilde, si erano già fatte altre letture condivise, forse non mi conoscevi ancora, ma questa è stata indubbiamente la più avvincente proprio per il romanzo, come dici tu i classici sono i classici (mica per niente sopravissuti nel tempo), ne vale sempre la pena con tutta la fatica del caso. Grazie a te per il tuo importante contributo, Angel non ha scusanti, Alec si innamora di Tess ma la sua è una violenza, anche se, nell’ottica dell’epoca tutto ha una connotazione molto diversa, ahi noi.

  6. Deve essere un bel romanzo, anche se impegnativo, magari in futuro lo leggerò, per ora no, domenica ho finito Delitto e castigo e mi sono tuffata in un romanzo di Riccardo Bruni, bello.

  7. Lessi questo romanzo molti anni fa, una lettura molto impegnativa come bene hai evidenziato e che è caratteristica dei romanzi vittoriani, e non soltanto per il numero delle pagine. Thomas Hardy non è uno dei miei autori preferiti, proprio per la densità della prosa e il pessimismo senza scampo, infatti di lui ho letto anche “Jude l’oscuro”, ma sopra tutti ho amato profondamente “Via dalla pazza folla” che non a caso è inserito tra i miei 100 libri del cuore. A differenza dei precedenti, è un romanzo gioioso e solare dove tutto alla fine si assesta e si rasserena dopo molte difficoltà. Non voglio a tutti i costi il finale lieto, per carità, ma difficilmente nei romanzi di Hardy ci sono squarci di autentica serenità. La vicenda di Tess è terribile e purtroppo molto attuale, ebbi l’occasione di vedere anche il film con Nastassi Kinski. Tra i vittoriani, mi piacerebbe invece leggere “Casa desolata” di Dickens, è uno dei pochi suoi che non ho letto.

  8. @ Giulia, be’ direi che dopo Delitto e castigo ci voleva di sicuro qualcosa più di intrattenimento, nutrirsi solo di classici è un po’ indigesto!
    @ Cristina, grazie per il tuo contributo. A questo punto Via dalla pazza folla va assolutamente letto, caspita, lo prendo di sicuro! Grazie. Sai che di Dickens ho letto solo Canto di Natale? E grande oh di meraviglia perché mi ero persa che fosse stato tratto un film con Natassia Kinski da Tess. Sei sempre preziosa. Un caro abbraccio

    • Vedrai che “Via dalla pazza folla” piacerà tantissimo anche a te! 🙂 E anche di questo c’è il film, ma il libro è superiore. Davvero un romanzo bello – non so trovare altre parole – e con una figura femminile assolutamente straordinaria, indipendente, una vera imprenditrice. Se ti sono piaciute le descrizioni della natura in “Tess”, amerai tanto anche questo perché è ambientato nelle campagne inglesi tra contadini e pastori. Ci sono anche dei colpi di scena, emozioni e amore profondo. Un abbraccio ricambiato e a presto.

  9. Anche io ho amato molto “Via dalla pazza folla” letto secoli fa per un esame di letteratura inglese. Mi è piaciuto tanto anche il film del 2015. Tra l’altro i paesaggi e i costumi sono da Oscar!

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