Libri, librerie e editoria

Giovedì sera sono stata a questo evento, ci tenevo molto e non mi ha delusa, Da tempo infatti desideravo conoscere Cristina Di Canio che, con uno spirito imprenditoriale notevole, a meno di trent’anni, ha mollato tutto per aprire una libreria di quartiere che, nel giro di poco tempo, è diventata un luogo d’incontro importante, di scambio, dove si professa l’amore per i libri. A Milano lei è famosa sul serio. La sera prima avevo fatto tardi per creare alcuni, undici per la precisione, segnalibri lilla da regalarle, poi al momento di darglieli mi vergognavo tantissimo perché c’era un botto di gente, ma lei è stata deliziosa e sorpresamente felice (licenza poetica). Così ho conosciuto anche Elena e siccome la leggo e commento sempre, è stato proprio un incontro bello bello. Anche se La scatola lilla si trova dall’altra parte delle città, ho idea che ci tornerò spesso!

Domenica abbiamo fatto un brunch mia sorella e nipotissimi. Giovanni è un gran lettore, ma Cecilia legge fumetti ma poi preferisce disegnare, ritagliare, cose così. Dice(va) che i libri o non le piacciono, sottointeso “quello di cui parlano”, o sono troppo lunghi. Ho capito che aveva solo bisogno di trovare il libro giusto, di essere un po’ accompagnata nella lettura, nella scelta.

Ci ho provato con questo, un libro stupendo ormai fuori catalogo, con una riedizione dei primi anni ’90, quella che ho io, ora appunto trovabile solo nell’usato. L’avevo letto alle elementari e fa parte di quei libri che all’epoca avevo preso in prestito dalla biblioteca o da compagni di classe e che sono riuscita a recuperare. Cecilia mi ha detto: “zia, Vevi mi è piaciuto tantissimo, ci sono stati giorni che ho letto anche 50 pagine, è stata la prima volta che ho letto un libro senza figure e così lungo!” Le ho quindi risposto che si è trattato del suo primo romanzo, ed è quindi un momento importante, che si ricorderà per sempre.

Poi siamo stati in Mondadori, perché l’Orso marito voleva vedere i tablet. Io non compro nelle librerie di catena, di principio, i libri in evidenza mi sembravano tutti uguali, specchio di un’editoria malata che dimentica Vevi e premia chi scrive che la luna è un pianeta (tra le varie castronerie!)

E allora ho smesso di fare come la volpe con l’uva perché dopo i vostri bellissimi commenti al mio mancato raggiungimento di un editore Big, vi confesso che mi era venuto un bel groppone. Cristina Di Canio, raccontando di come sia arrivata a scrivere un romanzo basato sulla sua vita in libreria, ha detto di essersi trovata a una cena di lavoro, e di aver cominciato a parlare di questa storia, la sua storia, e di come qualcuno le abbia proposto di scriverla. Il suo rifiuto è venuto meno appena ha saputo che chi glielo stava chiedendo era Rizzoli. Ora, io apprezzo tantissimo Cristina, un po’ meno un editore che, parole di Cristina, afferma “noi andiamo all’estero a cercare le storie, invece sono qui!” Certo che sono qui, ma come dice Barbara in un commento, “chi non ha un pacchetto cospicuo di probabili lettori trova il centralino perennemente occupato e non riesce a ottenere manco il colloquio!”

Mi avevano detto che per arrivare a una grossa casa editrice, fosse necessario un agente, avuto l’agente hanno alzato l’asticella e/o cambiato le regole.

Peccato, peccato che l’unica cosa necessaria non sia una buona storia scritta bene.

Mi spiace per i lettori, che quelle belle storie sono costretti a cercarle con un po’ più di impegno, rispetto al solito giro in una libreria di catena.

Ma non finisce qui, eh no. Inizia infatti la settimana più importante dell’anno per il mondo libresco # SalTo2016 eccoci! Io e Emanuele andremo al Salone di Torino domenica, se qualcuno tra voi sarà in fiera lo stesso giorno e ha voglia di un incontro, mi scriva, lassù nei contatti c’è sempre la mia mail, e ci mettiamo d’accordo! 😀

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9 thoughts on “Libri, librerie e editoria

  1. Ho letto la recensione del Premio Bancarella a cui rimandi.
    Onestamene ne avevo letto in giro ma non approfondito.
    Giuro, non so se piangere o ridere.
    Visto che sono un pochetto tignosa appena ho un attimo lo cerco in biblioteca e me lo porto al mare. Credo che sia un caso di studio a sto punto.

    Ma invece torniamo a noi!
    Sto leggendo Le Affinità e credimi, a volte mi sembra di essere lì con te.
    E mi hai pure fatto rivivere certe mie esperienze ❤

  2. Grazie della citazione! 🙂
    Terribile sentire che gli editori italiani acquistano all’estero. Si fa sempre più strada l’idea di far tradurre tutto in inglese e partire dall’estero per tornare in casa. Assurdità, lo so. Anche questa sarebbe una fuga di cervelli dovuta ad un sistema marcio.
    Ho letto l’articolo linkato sulla questione che la Luna è un pianeta. Premio Bancarella pieno di frasi fatte (si è dimenticata il “non ci sono più le mezze stagioni”) ed un incipit che fa il verso al “Niente panico” della Kinsella (solo che poi Kinsella sa sviluppare meglio il testo). Si, fa rabbia. Ma la prima mia esclamazione è stata: “Fiuuuu, io scrivo meglio!” (che non lo do mica per scontato).
    Buon Salone! Troppo lontano da qui, sigh sigh 😦

    • Infatti adesso il mio mood deve per forza essere “scusate, sono troppo brava per editori così!” Le frasi fatte fanno orrore, ma riesce addirittura a sbagliarle: “forza di causa maggiore” Dio mio. E l’editor? Ha avuto un attacco di colite al primo strafalcione e ha trascorso il tempo della revisione sul wc? Misteri editoriali, ce ne sono tanti, ma noi li stiamo svelando.

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