Dalla mia finestra

Il parcheggio condominiale confina con una struttura nata giusto un anno prima del mio arrivo in questa casa: l’Hospice Vidas, un’eccellenza cittadina. E’ vicinissimo, manca davvero poco perché sporgendo un braccio dalla finestra della sala o della cameretta io possa toccarlo. Ci si abitua ai capannelli di gente affranta, ai carri funebri e so perfettamente com’è là dentro, mio padre ha vissuto in due strutture analoghe per due mesi (naturalmente in questa tanto comoda non c’era posto, quando fu). Da qualche mese sono cominciati dei lavori, che almeno all’inizio potevano sembrare cosa di poco conto: una tubatura da sistemare, l’asfalto da rifare. Poi movimentazione terra, gru e operazioni massicce anche il sabato mi hanno fatto immaginare qualcosa di più grande. Ho così ricordato qualche articolo sul giornale, e ieri ho visto il cartello Casa Sollievo Bimbi, ecco, non ho più bisogno di fare ragionamenti e cercare dentro e fuori di me rimproveri alle lagne stupide, moniti alle quisquiglie, basterà guardare dalla finestra per ridimensionare la mia esistenza nel mondo, per essere un po’ felice di trovarmi dall’altra parte del cancello ma anche un po’ triste per la necessita che esistano posti come questo.

Anche oggi che festeggiamo S. Ambrogio e per i milanesi è un giorno “rosso di calendario” il cantiere non si è fermato. Mi sporgo e oltre a un piacevole, pallido sole (sempre meglio della nebbia orrenda di ieri che mi ha ghiacciata nel disagio di una cretina che ha parcheggiato l’auto sui binari del tram costringendoci a scendere) vedo camion, scavatrici e operai e sento le indicazioni su come procedere negli scavi.

Emanuele oggi lavora, ma domani è per tutti l’Immacolata e finalmente l’azienda rimane chiusa, andremo in Valtellina per le consuete procedure di chiusura casa per l’inverno. Il giorno 9 quando molti faranno il ponte io riprenderò a lavorare e anche questa fetta di part time sarà conclusa. Ieri mi è venuto un po’ di magone salutando Nanni: andarlo a prendere a scuola o a calcio è un impegno bello che non mi pesa neppure quando prima vado a prendere Cecilia e il giro si fa più complicato e lungo. La prossima volta potrebbe essere a fine gennaio o forse mai; 28 29 e 30 dicembre sarò ancora in part time, ma ovviamente non c’è lezione, e col 2017 ho ancora un punto di domanda sulla testa.

Guardo le fondamenta dell’hospice per l’infanzia e penso ai miei nipoti sani e vivaci e soprattutto fuori di lì.

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10 thoughts on “Dalla mia finestra

  1. è proprio vero che a volte basta poco per ridimensionare tutte le nostre elucubrazioni (piccole o grandi che siano)…
    buon S.Ambrogio, qui oggi freddo gelido e nebbia all’orizzonte, basta uscire di un paio di km da Bologna che già siamo immersi nel grigiore totale….

  2. Credo che se c’è una cosa a cui è servito umanamente il percorso che ho fatto negli ultimi anni è proprio a ridimensionare le proprie piccole tragedie. Sono entrata in contatto con così tante storie cariche di dolore, quasi sempre per altro appartenenti da persone che si pongono con il sorriso da far sembrare egoistica e inutile ogni mia lamentela. Nella vita nulla è scontato e ogni sorriso, ogni cosa che va bene o si può aggiustare è un piccolo miracolo. Oltre tutto, entrando in questo ordine di idee ci si gusta molto di più quello che la vita offre.
    Buon sant’Ambrogio. E in bocca al lupo per il punto di domanda.

    • Il S. Ambrogio è andato bene, una giornata produttiva e un bel giro in uno sfarzo di luci che sarà pure commerciale, ma in Brera era uno spettacolo. Ridimensionare è davvero la chiave per una vita più consapevole e pure più bella, io sto imparando (meglio tardi che mai!) ma sempre più spesso la gente mi dice “oh ecco quella che sorride sempre” ed è la prova tangibile dei passi avanti che ho fatto.

  3. “Guardare dalla finestra” serve moltissimo, quantomeno a ricordare che esistono tante altre realtà oltre il nostro piccolo spazio vitale. Non è tanto per la regola di vedere chi sta peggio di noi per sentirci sollevati, ma per smuovere la sensibilità, mettere da parte quelle lagne inutili che dopotutto non ci cambiano la vita. Avere un caro in salute, invece sì che la cambia.
    Ma servono ancora aiuti finanziari per terminare la realizzazione?

    • Parto dal fondo, da quello che leggo nel sito sì, sarà una struttura di 6 piani e siamo giusto alle fondamenta.
      La regola del “guarda chi sta peggio” non mi fa impazzire, da una parte sembra che si provi una sorta “fiuuuuu, non è successo a me!” che è umano, ma il discorso è molto più ampio di così. C’è troppa gente concentrata su se stessa e basta, non è egoismo vero e proprio ma incapacità di dare il giusto peso e valore alle cose.

  4. Oggi, 9 dicembre, ho fatto ponte e ho discusso con la mia vicina perchè il mio condizionatore ‘sgocciola’ che in un inverno pieno di nebbia e brina le gocce di condensa della mia pompa di calore sarebbero ben poca cosa come mi ha detto solidale l’altro vicino. Ho detto alla vicina che non userò la pompa di calore visto che ho anche la caldaia (che però inquina molto di più credo) Il tuo post mi ha fatto ricordare che ci sono guai ben peggiori…

    • Oh, le scocciature coi vicini sono assai tediose, massima solidarietà.
      Il post serve soprattutto a me: ieri sera qualche linea di febbre e lavatrice in tilt mi stavano facendo sbarellare, ho ripensato al post e mi sono detta “Sandra, se ti deprimi non sei cretina, sei proprio stronza!” E mi è passata.

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